Valorizzazione dei Beni Culturali di Sezze

Intervista di Mondo Reale

Sezze, 24 febbraio 2016                                                                                 

Intervista di Lidano Lucidi, pubblicata da Mondo Reale il 24/02/2016

Passeggiando si cambia mentalità

È l'impresa del gruppo "In Difesa dei Beni Archeologici" di Sezze

Le passeggiate del gruppo “In Difesa dei Beni Archeologici” stanno vivendo una nuova seconda giovinezza. Qual è il segreto di questo indubbio e crescente successo?
Il gruppo “In Difesa dei Beni Archeologici” da 12 anni guida un fiume crescente di persone assetate di “Conoscenza”, ed in particolare lo fa attraverso quella esperienza diretta che noi chiamiamo semplicemente “passeggiate”. Senza la necessità di ricorrere alla mediazione “della scrittura” o “dell’immagine” oppure “del suono” attraverso qualsivoglia mezzo di comunicazione, si mette l’individuo davanti all’osservazione diretta delle cose che ci circondano e che costituiscono l’ambiente in cui viviamo. 
Da questa esperienza, che noi ci permettiamo di inquinare con informazioni raccolte sulla storia dei luoghi solo allo scopo di promuovere gli eventi ed invogliare la gente, speriamo nasca in futuro una coscienza personale sull’ambiente priva dei tanti, fin troppi filtri che fino ad oggi hanno procurato solo danni, anche irreparabili e gravi al nostro territorio. Nella nostra proposta l’unica cosa che si chiede alle persone è una parte del proprio “tempo libero”, di cui noi abbiamo la massima considerazione. 
Aristotele diceva che: “Il lavoro serve per guadagnarsi il tempo libero”. Quindi, visto che basiamo la nostra società sul lavoro, il tempo libero deve essere un bene così prezioso che non ne va sprecato neppure un pochino. Siamo convinti che la “Conoscenza del mondo in cui viviamo” attraverso l’esperienza diretta affidata ai nostri sensi, libera da ogni mediazione deformante, vale quella piccola quantità di tempo libero che viene speso da ciascuno dei partecipante alle “passeggiate” da noi organizzate.
Ottanta anni fa venne scoperto l’Uomo a Phi. Oggi è conservato nel Museo Pigorini di Roma, è un’utopia rivederlo a Sezze? Ma soprattutto è utopia valorizzare questi tesori come anche il Riparo Roberto?
Il gruppo ci sta lavorando da tempo ma, come ci ha spiegato lo stesso Direttore del Pigorini, dovrà essere il Comune di Sezze a seguire il progetto per il restauro e il rientro in paese della pittura rupestre scoperta da Blanc nella primavera del 1936, e la cosa si fa più difficile. 
Per ciò che riguarda gli altri tesori come il “Riparo Roberto” e la vicina “Grotta Iolanda” (scoperti dal professore Marcello Zei che li intitolò rispettivamente al figlio e alla moglie) guardate voi stessi la considerazione di cui godono da noi con il progetto del Comune di Sezze che sta tagliando la montagna proprio sotto il sito preistorico per costruirci un condotto fognario. per altro in zona a rischio geologico.
Lo dico con un pizzico di campanilismo e con una buona dose di retorica, ma è sicuramente una verità. Sezze è ricchissima di storia, di cultura, ha delle indubbie eccellenze e menti brillanti, eppure non si riesce a fare del turismo, dell’ambiente il volano della nostra economia. Perché secondo voi? Cosa manca per renderlo tale?
Manca il “Cambiamento di Mentalità”, quello che c’è stato in altri territori dove il turismo è una industria. Può sembrare riduttiva come risposta ma è stata l’analisi e l’obiettivo principale del progetto STILe che con la legge regionale n. 40 del 1999 doveva investire sui Monti Lepini 40 milioni di euro. Obiettivo disatteso proprio dai Comuni che hanno continuato ad operare seguendo vecchi sistemi e riuscendo a spendere solo la metà del finanziamento europeo.
Il gruppo in difesa dei beni archeologici nasce intorno al progetto della Via Setina. Ultimamente molta attenzione, direi che è una primogenitura sotto molti punti di vista, si sta riversando sulla pianura in particolare nella zona Mole Muti, Sardellane e fiume Ufente. Ci potete dire in cosa consiste il progetto di rivalutazione dell’area?
Il gruppo “In Difesa dei Beni Archeologici” nasce nel 2004, e nel 2005 presenta a Lidano Zarra il progetto di “Riqualificazione della Via Setina”. Continuando con lo spirito collaborativo che ci contraddistingue, nonostante il disinteresse totale delle istituzione, nel 2012 abbiamo presentato ad Andrea Campoli il progetto di “Valorizzazione dei Beni Culturali di Sezze”. Due progetti importanti che giacciono abbandonati in qualche cassetto di Palazzo De Magistris. Per questo abbiamo deciso di escludere dai nostri progetti l’Ente Comunale. Il nostro interesse per la zona della pianura ha come obiettivo quello di far conoscere ai cittadini l’enorme ricchezza custodita in quei luoghi, pieni di storia, di fascino ma soprattutto di acqua.
Nell’ultima passeggiata si è vista anche l‘interazione con qualche attività commerciale. È possibile ripetere questo connubio anche in altre zone del paese?
Si è trattato solo di un esperimento con il ristorante “Da Angeluccio” che possiamo ripetere perché i risultati sono stati incoraggianti. Ma è preoccupante il fatto di come tali attività non vengono adeguatamente coinvolte in manifestazioni turistiche tipo la sagra del carciofo, dove produttori e ristoratori spesso sono a margine dell’evento che si conclude solo come una bella festa di paese.
Da qualche tempo alla fine di ogni passeggiata viene srotolato lo striscione “Sì al Parco dei Monti Lepini”. Comuni, Provincia, Comunità Montana, Compagnia dei Lepini, Regione, è proprio necessario un altro ente per far decollare il territorio?
Sorvolando sul ruolo svolto dagli enti da voi citati nella promozione e lo sviluppo del territorio, siamo convinti che uno dei punti cardini della vocazione di questi luoghi è l’ambiente, che va salvaguardato ed adeguatamente valorizzato insieme all’agricoltura e ai beni culturali. Nella programmazione e gestione del territorio il PRG svolge un ruolo centrale, ma a nostro avviso manca la volontà politica per uno sviluppo ecocompatibile e il parco è una di quelle leve che possono modificarne gli equilibri esistenti.
Qualche anno fa il gruppo relazionò alla Commissione Cultura del Comune di Sezze il suo progetto. Da allora che cosa è successo? Oltre i complimenti e l’incitazioni ad andare avanti nel concreto che cosa hanno fatto le istituzioni per promuovere la difesa dei beni culturali e ambientali del territorio?
Senza giri di parole, per noi le istituzioni a Sezze non hanno mai fatto nulla per la difesa e la promozione dei beni culturali e ambientali. Solo belle parole nei programmi elettorali, e poi basta guardarsi intorno. Dal degrado del centro storico alle aggressioni edilizie ai danni della cinta muraria di epoca romana, allo sviluppo disordinato delle periferie fino alla mancanza totale di sensibilità nell’avvicinarsi a siti preistorici come l’Arnalo dei Bufali e il Riparo Roberto, le azioni nel comune di Sezze non hanno mai favorito l’ambiente e la cultura ed oggi ne paghiamo le conseguenze. Tuttavia siamo convinti che uno sviluppo turistico a Sezze è possibile, ma che passa lontano dagli enti ed è fatto invece da quel fiume di gente che ci segue la domenica sui sentieri che portano ai tesori disseminati ovunque, ma soprattutto portano a quel “Cambiamento di mentalità” auspicato dalle direttive comunitarie.