Passeggiate archeologiche 

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> 30 marzo 2014:  6a tappa del Gruppo “In difesa dei Beni Archeologici”

a cura di Fabrizio Paladinelli, Vittorio Del Duca, Ignazio Romano e Roberto Vallecoccia

La via dei Briganti (variante di Valle tre Pozzi)

Sulle tracce dei briganti alla ricerca del dolmen

Escursione nella zona Longara di Sezze ai piedi del monte Semprevisa

Scheda tecnica
A
ppuntamento al parcheggio del centro commerciale La Fontane: ore 8:30

Dal parcheggio proseguiremo alla volta della Longara usando meno auto possibili.
Arrivo al punto di partenza ore 9:00
Ritorno al punto di partenza ore 12:30 circa
Tipologia escursione: Ambientale/archeologico
Lunghezza percorso: Km 7
Dislivello in salita: m 280
Distanza in salita: Km 3,5
Tipologia terreno: sterrato, sentiero di montagna
Difficoltà: escursionistico (E)
Acqua al seguito - Abbigliamento comodo - K-way anti-pioggia - Scarpe antiscivolo
È sconsigliato ai bambini al di sotto degli otto anni (bambini accompagnati da un adulto)
 

Dolmen di Monte Forcino in una foto degli anni '30 - costruzione megalitica del II millennio a.C.

Breve descrizione dei dolmen

Il dolmen è un tipo di tomba megalitica preistorica a camera singola e, insieme al sito di Stonehenge in Gran Bretagna, costituisce il più noto tra i monumenti megalitici. La realizzazione dei dolmen viene collocata nell'arco di tempo che va dalla fine del V millennio a.C. alla fine del III millennio a.C.
In Estremo Oriente l'uso del dolmen si prolungò fino al I millennio a.C.
I Dolmen sono costituiti da due o più piedritti verticali che sorreggono uno o più lastroni orizzontali (piatta banda o architrave). La costruzione era in origine ricoperta, protetta e sostenuta da un tumulo. Molti esempi di questo tipo, o con temi architettonici più evoluti, sono stati ritrovati anche in Europa. In particolare si possono trovare nel Regno Unito, in Irlanda, in Francia, in Germania, in Spagna, in Portogallo e in Italia (precisamente in Sardegna, in Sicilia e in Puglia).

Lasciate le auto alla fine della strada sterrata della Longara a 540 m. di altezza, partiremo a piedi e percorrendo il primo tratto in salita fino a raggiungere quota 840 m. dove incroceremo la strada forestale di Monte Forcino, proseguiremo in discesa la strada sterrata fino ad incrociare la deviazione per Valle Tre Pozzi. Scenderemo la valle fino a raggiungere il punto di partenza.

Questo percorso attraversa una zona montana del territorio di Sezze che è stata abitata fin dalle epoche preistoriche. Ne sono testimonianza i ritrovamenti di sepolcreti dell'età del bronzo rinvenuti alla base di Monte Fulcino all'interno nella Grotta Vittorio Vecchi  scoperta nel 1987. Nella stessa zona si trova la Masi. Una torre difensiva, probabilmente di epoca medievale, che controllava il passaggio lungo Valle Naforte.

La zona di Valle Tre pozzi, variante inserita quest'anno, presenta numerosi terrazzamenti usati per scopi agricoli fino agli anni settanta. Un vigneto è stato coltivato fino a qualche anno fa, quando un incendio boschivo lo ha distrutto.

Grotta Vittorio Vecchi scoperta nel 1987 dall'Ass. Speleologa Romana '86 in collaborazione con la sezione del CAI di Latina. L'importanza della scoperta sta nel fatto che nella cavità sono stati trovate ceramiche lavorate, oggetti in bronzo, ossa lavorate e resti umani che fanno datare il sito tra il 1200 e il 1300 a.C.

Esistono numerose testimonianze documentali relative a scorribande di briganti nell'area di Suso (Campo Superiore di Sezze). Alla fine degli anni sessanta dell’ottocento ci fu una migrazione da parte di popolazioni della Ciociaria e dell’Abruzzo verso l’area Lepina. Esisteva infatti un’economia abbastanza sviluppata a Sezze legata alle Paludi Pontine quali lo sfruttamento del legname, la piscicoltura e l’allevamento.
La zona di Suso, fino ad allora, quasi disabitata fu occupata da queste popolazioni che mantennero le proprie tradizioni e dialetto. Ancora oggi sono ben riconoscibili le diverse inflessioni dialettali delle varie frazioni di Sezze.
Sezze non subì mai degli attacchi diretti da parte dei briganti essendo protetta da una guarnigione stabile di Zuavi Pontifici. La presenza dei briganti e documentata da rapporti militari relativi ad azioni contro gli uomini regolari pontifici.

L'8 gennaio 2013 è stata presentata, a cura del professore Giancarlo Onorati, la ricerca sul brigantaggio a Sezze (1861-1870): Fanti, pastori e briganti pubblicata nel volume Tra Marittima e Terra di Lavoro ("Quaderni dell'Archivio comunale di Cori 4", 2012). Il lavoro svolto da alunni del Liceo e della Scuola Media analizza documenti inediti dell' Archivio di Stato di Roma.  

 >> Scarica la ricerca sul brigantaggio

Resa del Capo Brigante Gasparrone con i suoi compagni in Sezze il di 19 settembre 1825

il fotoracconto della passeggiata

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