SEZZESE

anno 2015

3 dicembre 2015

comunicato stampa 

"Insieme dalla Parte del Futuro"



1 novembre 2015

Nu’ gli chiamat'eroe (Franco Abbenda)

L'ha ditto i’ Re, anzi l'ha scritto:
i’ ricordo di chi n’ha mai raddùtto,
degli surdati partiti mammòcci,
teta rimani’ pe’ sempre ‘n gloria.

Tutto i paéso ha cacciato i bòcchi
pe fa' i monumento piú béglio,
nu fante co’ la bandiera abbassata
‘n meso agl'alberi, drète a Pascibella.

Teneva schitto quiglio di maschio,
marìtimo se n’era ito in America.
“Nun si po’ dice no alla Patria, ma’.
Che sarà mai ‘ssa guera? Arivéngo”.

Nun la so' mai voluta guarda’,
quella statua è 'na spada agli còro.
Diciannov’agni, èssela la croce ‘gli Re.
Era fìglimo! Nu’ gli chiamat’eroe !!


“Ma lei che lo amava aspettava il ritorno
d'un soldato vivo, d'un eroe morto che ne farà…”
(La ballata dell’eroe – F. De André – 1961)


9 ottobre 2015

comunicato stampa 

Nasce una nuova associazione, gli "Amici del Centro Diurno Carla Tamantini "
La nuova associazione, formata dai genitori dei ragazzi disabili che frequentano il Centro Diurno "Carla Tamantini", invita tutta la cittadinanza alla presentazione del nuovo sodalizio che si terrà venerdì 9 ottobre 2015 alle ore 18,00 nella Sala Polifunzionale "Le Colonne di Tito" in via Roma

 

 

 


1 luglio 2015

comunicato stampa Utopia2000

Per far risorgere il vecchio campo di basket alla “Macchia” di Sezze 
Fino a una decina d’anni fa era uno degli attrattori della “Macchia” e la “Macchia” era ed è tuttora uno dei luoghi simbolo di Sezze. Adesso il vecchio campo di basket è pieno di sterpi, erbacce e arbusti. A guardarlo, tutto sembra fuorché un campo di basket per l’appunto. Sono stati l’incuria, l’abbandono e il degrado a ridurlo così. Di chi la colpa? Di tutti e di nessuno. E proprio perché la colpa è di tutti e di nessuno che la Cooperativa Utopia 2000 onlus ha invitato le forze più sensibili, solidali e aperte a partecipare all’intervento di bonifica dell’area necessaria per valutare l’eventuale recupero della struttura sportiva. L’intervento, in programma per sabato 4 luglio, oltre ad autorizzarlo, l’Amministrazione comunale lo ha anche patrocinato. E la stessa cosa ha fatto la Provincia. Lì, in quel campo di basket, è partita quindici anni fa l’avventura imprenditoriale della stessa Utopia 2000. Un’avventura che il suo storico presidente, Massimiliano Porcelli, ha raccontato nel libro “La Mia Utopia”. Sì, prima di diventare un’impresa sociale, Utopia2000, con un nome diverso, era stata una piccola società sportiva. Ecco come Porcelli ricorda la nascita di quella squadra di basket: “Pur avendo smesso di giocare, continuavamo a organizzare con alcuni amici ed ex compagni di squadra delle partitelle serali, durante le quali ci accorgevamo di conoscerci ancora, cestisticamente parlando, a memoria. In quell’inizio d’autunno, ci venne in mente un’idea strampalata: costituire una società sportiva tutta nostra, finalizzata esclusivamente al nostro ritorno in campo, per poi iscriversi al Campionato di Promozione e tornare a giocare ufficialmente al campetto all’aperto dove avevamo cominciato tantissimi anni prima e dove eravamo cresciuti come cestisti e come persone. 

Ospitare le partite casalinghe di un campionato federale, soprattutto d’inverno, in un posto come quello, quando tutti ormai giocavano in attrezzati palazzetti sportivi, era un’idea folle quanto estremamente suggestiva, tanto più che a Sezze esisteva giù un’altra squadra di basket che militava in serie C e che giocava nel palazzetto a 150 metri dal nostro vecchio, fatiscente e romantico playground. Ma siccome follia e suggestione sono come musica a parole di una bella canzone, il progetto andò avanti sul serio”. All’iniziativa di Utopia 2000 hanno aderito la Coop. Impulso di Bassiano, la Coop Iacs Scuola Lavoro di Sezze, La Cooperativa “La Città del Divertimento” di Sezze la Coop. Livecom di Padova, La Cooperativa Kayros di Vimodrone (Mi )Asd Nuova Pallavolo di Sezze, l’Associazione Sportiva A.c.Picchia di Sezze, La Bull Basket di Latina, il Centro Musicale Orfeo di Norma, l’Obiettivo Musica di Latina, l’Associazione musicale culturale “Parnassius” di Sezze, l’Associazione Mantice di Latina, Associazione culturale “La Macchia” di Sezze, l’Associazione Mountain Freedom di Sezze Associazione “L’Araba Fenice” di Sezze, l’Atelier Angelus Novus di Sezze, il Gruppo Scout Agesci di Sezze, la Protezione civile di Sezze, la Pro Loco di San Terenziano-Gualdo Cattaneo (Pg), il Comitato per Acquatino di Spello (Pg), la società Plasmedia di Foligno (Pg) e l’Isis Pacifici e De Magistris di Sezze. Obiettivo dell’intervento: contribuire a far risorgere la struttura sportiva per metterla a disposizione di tutta la collettività. L’idea è venuta ai dirigenti di Utopia 2000 mentre lavoravano all’organizzazione del concerto-spettacolo “La Mia Utopia – Il Racconto di un Viaggio” tratto dal libro scritto da Massimiliano Porcelli. Lo spettacolo si terrà la sera del 25 luglio proprio alla “Macchia”, dietro la chiesa, nel piazzale antistante allo stesso campo di basket. “L’evento è un modo anche per rendere omaggio a un luogo – ha sottolineano il presidente della Cooperativa Utopia 2000 - che ci ha visto nascere”.


28 giugno 2015

di Vittorio Accapezzato

Lo sfogo di una scala

foto di Laura Giusti
E’ già passato più di qualche mese che sto qua, inginocchiata per terra quasi a pregare di essere notata. Passa tanta gente, che invece di scendere o salire si allontana.
Ma che “stonco a fa”, che fatica sprecata a costruirmi. Sono amareggiata e stanca. Sono stata messa a mostra a prendere sole e acqua senza servire a nulla. Eppure non sono una scala da battaglia, costo trentacinquemila euro e non è uno scherzo. Con detta somma si poteva asfaltare un chilometro e mezzo di strada larga quattro metri. Mi sento come una gondola legata sempre al palo senza navigare nella laguna. Soffro di solitudine per la mancanza di legami con la gente. Pensate, non conosco il perché, non mi hanno nemmeno inaugurato.
L’emarginazione è una sofferenza credetemi. E’ un prendere atto di non esistere e di essere inadeguati, il che significa di sentirsi a disagio, inferiori e non all’altezza delle situazioni. La malattia più grave per me non è il cancro, ma la sofferenza dovuta a sentirsi trascurati, abbandonati e soli.    Aiutatemi a guarire. Non lasciatemi sola a morire di nullità.


12 giugno 2015

Dona un sorriso... centro socio educativo Carla Tamantini



30 maggio 2015

Concerto: Sistema Solare & Le Formule


23 maggio 2015

comunicato stampa

13 giugno: Partita di Beneficenza - Comunale di Sezze ore 20,00
Da giovedì 21 maggio sono in vendita i biglietti d'ingresso per la partita di beneficenza in programma sabato 13 giugno allo stadio Comunale di Sezze "A. Tasciotti". Ospite della manifestazione sarà il noto attore Luca Zingaretti e la squadra "Gli amici di Luca Zingaretti". 

Chi è interessato può rivolgersi al 340 72 67 041


9 maggio 2015

comunicato stampa Agesci Sezze

Risposta all'articolo: "Ecomostro, soccorso AGESCI per i responsabili" pubblicato da MILS il 6 maggio 2015

 1) Prima di tutto una precisazione: la petizione contro cui si scaglia il MLIS nel suo articolo è opera del solo Clan del gruppo Scout di Sezze, che è quindi l’unico responsabile del contenuto dello stesso e delle successive precisazioni. Il Clan è formato da ragazzi/e di età tra i 18 e i 22 anni e da un capo responsabile adulto. Il gruppo Scout è molto più ampio e comprende ragazzi e ragazze e capi adulti che non necessariamente condividono il contenuto della petizione, e che quindi non dovrebbero essere impropriamente chiamati a risponderne. Crediamo però che da parte degli altri capi del gruppo ci sia una totale condivisione con il metodo che ha portato a stilare la petizione e con il tono scelto per diffonderla.

2) Poi, una questione di metodo. Per cultura, per scelta, per stile, noi scout siamo abituati a discutere e a confrontarci, anche animatamente a volte, ma conservando sempre il rispetto reciproco, nell’idea che l’interlocutore è semplicemente una persona che, sull’argomento specifico, la pensa in maniera diversa da me. Diceva Dom Helder Camara “Aprirsi alle idee, anche quando queste sono contrarie alle nostre, è come possedere il fiato di un buon camminatore. Beato chi comprende e fa suo questo pensiero: "Quando non sei d'accordo con me, mi arricchisci". Avere al proprio fianco qualcuno che sa dire soltanto "va bene", che è sempre d'accordo, incondizionatamente fin dall'inizio, non vuol dire avere un compagno, ma piuttosto un'ombra. Quando il disaccordo non è sistematico e voluto, ma viene da una visione differente delle cose, allora può soltanto arricchire”.

Voi non conoscete niente di noi. Non sapete chi siamo, non conoscete la nostra storia personale e associativa, non conoscete i nostri valori di riferimento. Eppure, nel vostro articolo, ci avete qualificati come “omertosi”, con “modi di fare da Ponzio Pilato”, che “intervengono a sproposito”, che “accarezzano per il verso giusto il pelo dei tecnici e degli amministratori”, che “non si sa chi vogliono proteggere”, che “hanno posizioni di comodo”. Quindi, secondo voi, nella migliore delle ipotesi siamo degli stupidi, che si mettono a parlare di cose che non capiscono e, nella peggiore delle ipotesi, siamo dei corrotti, servi del potere, venduti al miglior offerente.

Ma non vi è venuto in mente che potevamo “semplicemente” pensarla in maniera diversa da voi? Che avendo considerato le stesse cose che avete considerato voi, siamo “semplicemente” giunti a conclusioni diverse? Noi avremmo pensato questo di voi, e magari ci sarebbe anche piaciuto confrontarci con voi.

Noi non siamo una associazione “politica” ma ci permettiamo di pensare che il vostro è un modo vecchio di fare politica, il cui vero scopo non è quello di risolvere i problemi ma, piuttosto, di colpire l’avversario, non contestando le sue posizioni (cosa assolutamente legittima) ma insinuando chissà quali connivenze e interessi personali (che, per chi ci conosce anche un poco, se tali insinuazioni non fossero infamanti e offensive, ci sarebbe solo da ridere).

3) E infine entriamo nel merito. Noi, prima di esprimere la nostra posizione nella petizione, ci siamo documentati al meglio che potevamo sulla vicenda Anfiteatro, abbiamo ascoltato diverse persone coinvolte a vario titolo nel problema (peraltro abbiamo anche raccolto informazioni da un esponente del MLIS), e infine ci siamo confrontati a lungo fra di noi, come è nostra abitudine. E tutti noi siamo convinti che, fino al 2006, la scelta largamente più auspicabile sarebbe stata di restaurare il vecchio Anfiteatro (per ragioni culturali, storiche, paesaggistiche o anche di semplice fattibilità). Purtroppo sono passati 10 anni e sono successe cose che rendono a nostro avviso il ritorno alla situazione ante 2006 assolutamente improponibile. La demolizione del nuovo manufatto, il ripristino delle gradinate del vecchio anfiteatro e la restituzione (a quel punto inevitabile) dei circa 2.000.000 di euro alla comunità europea per i lotti già finanziati graverebbero non sui singoli amministratori (non c’è a nostra conoscenza alcun provvedimento penale o civile nei confronti della passata o attuale amministrazione) ma sull’intera cittadinanza.

Oggi bisogna cercare una soluzione fattibile, che indichi in maniera il più possibile chiara la questione in gioco. A nostro avviso il completamento di quello che è stato iniziato è una prospettiva possibile, con costi comunque elevati , ma che non dovrebbero ricadere completamente sulle spalle della popolazione di Sezze, se fosse accettata la richiesta (presente nella nostra petizione) di un’ulteriore finanziamento da parte della regione. In alternativa, con una spesa minore, l’amministrazione comunale si dovrebbe far carico di una sistemazione provvisoria che renderebbe comunque agibile il teatro (cosa che peraltro tale amministrazione si era impegnata a fare nel 2012, nella replica alla richiesta di risarcimento avanzata dalla Commissione Europea).

A nostro avviso, di questo si dovrebbe parlare se non si vuole ridurre il problema Anfiteatro alla solita, scontata occasione di polemica politica, ma si vuole indicare una qualche possibile via d’uscita ad una situazione che da 10 anni ha ulteriormente impoverito il nostro vivere civile.


2 maggio 2015

comunicato stampa

Gruppo Medievale - Famiglie Nobili di Sezze

Idea, testo e costumi di Pietro Sanguigni

L’idea di dar vita ad un gruppo medievale capace di riportare in vita le gesta delle famiglie nobili di Sezze è di Pietro Sanguigni, un artista a tutto tondo ben conosciuto e amato da noi tutti per la sua affabilità e amore per l’arte.

             Da due anni Pietro porta avanti la sua visione drammaturgica, conducendo ricerche su famiglie setine, stemmi di casati, costumi d’epoca e lavorando su di un testo che raccoglie tutte queste informazioni e le restituisce in forma di emozioni.

                       Per dar vita a questo semplice spettacolo, che rappresenta solo l’inizio di un probabile percorso, Pietro si è impegnato con cuore anima e tasche.

I costumi, le armature gli sono state vendute da costumisti della capitale, le armi le ha costruite con i suoi amici utilizzando del ferro da costruzione. I suoi amici, disoccupati come lui che lo hanno supportato come attori durante lo spettacolo tenutosi alla sagra del carciofo 2015.

Un’impresa ardua ed ambiziosa che conferma il suo talento artistico visionario e la sua veemenza.

             La proposta di Pietro è aperta a tutti. La sua intenzione è quella di arricchire sempre più il guardaroba dello spettacolo creando un laboratorio di cucito rivolto alle persone anziane capace di produrre abiti di scena da esporre in luogo pubblico. Abiti decorativi e di scena, da poter utilizzare come decoro della sua amata città e durante gli spettacoli. Un’esperienza che riporta in vita un sano “fare insieme” forza e caratteristica di altre epoche.

             La ricchezza che l’arte offre è di dare pienezza alle nostre esistenze. Questo sembra sussurraci Pietro con la sua umanità.


21 aprile 2015

comunicato stampa

La Ludopatia è una malattia, non un gioco!


7 aprile 2015

comunicato stampa

Rassegna Musicale


25 marzo 2015

articolo pubblicato da Mondo Re@le

Salta il nuovo piano regolatore di Sezze

Dopo tre anni di vana attesa si torna al 1972

Viaggio indietro nel tempo per Sezze che torna al piano regolatore redatto nel 1972. Il cavallo di battaglia dell’amministrazione Campoli Bis, il nuovo piano regolatore presentato in piena campagna elettorale nel marzo del 2012, non è stato inoltrato alla Regione Lazio nei tempi utili, ovvero tre anni. 

A certificarlo è stato il dirigente del settore tecnico del Comune, Mauro Vona, che con firma autografa, ha risposto all’interrogazione di Serafino Di Palma. Di Palma, testualmente chiedeva copia di ogni atto attestante la trasmissione del nuovo piano adottato dal consiglio comunale nel 2012. La risposta, laconica: “Il piano regolatore (PUCG) ad oggi (16 marzo 2015) non è stato inoltrato alla Regione Lazio"

In pratica, tutto quanto deliberato il 16 marzo del 2012, con tanto di seduta del consiglio comunale all’auditorium costa, reclamizzata con manifesti e volantini considerata l’opera epocale che si andava a svolgere, davanti ad un pubblico delle grandi occasioni, è di fatto invalidata. Nonostante le decine di migliaia di euro spese per commissionare il progetto , il plico è rimasto giacente nei cassetti degli uffici comunali, senza nemmeno iniziare l’iter previsto per arrivare all’approvazione. Con tutte le conseguenze nefaste correlate, oltre alle spese a vuoto sostenute fino ad ora dall’ente.


12 marzo 2015

articolo di Daniele G. Piccinella -  daniele.piccinella@gmail.com

Il futuro è oggi
Da qualche anno sono diventato setino acquisito, di sangue partenopeo.
Tutti i giorni, o quasi tutti, do un occhiata al sito istituzionale del Comune e lì trovo le delibere, gli atti e le disposizioni fatte dalla giunta o dagli organi comunali. In questi giorni l’argomento ICI e TARSU sono dominanti, in altri periodi lo è stato il problema Dondi, in altri ancora il rifacimento delle strade dissestate. L’albo pretorio è pieno, giustamente, di concessioni per lavori vari, problemi legati ai loculi del cimitero, dei vari “divieti” per questo o per quell’’evento.
Consulto spesso il sito latina,ogginotizie.it (ex latina oggi) e mi imbatto nelle pagine dedicate al Comune di Sezze che riferiscono di scontri politici su temi svariati come la sanità, la gestione dei rifiuti etc….
Non voglio entrare nel merito, non ne ho le competenze , e credo che amministrare un comune sia sicuramente un lavoro complesso. Per gli amministratori pubblici il bene della collettività dovrebbe venire prima di ogni interesse personale, e capire quale sia questo ”bene” non è cosa da poco.
La mia domanda oggi però è questa: è mai possibile che nel 2015, nell’era ella digitalizzazione o meglio dell’ anti digital divide, dove tutto scorre sulla rete ultra broad band, nell’era dell’ e-commerce dove le aziende sono legate alla rete come la vita umana all’acqua………dove i giovani che devono scegliere il loro futuro universitario attraverso test e contest fatti in rete, il Comune di Sezze non dà nessun cenno di vita o di interesse per far portare sul suo territorio la rete in Fibra Ottica (FTTCab o FTTH), dando così la possibilità ai propri cittadini di navigare ad una velocità nettamente superiore a quella esistente, legata all’attuale (ma ormai vecchia) Adsl su doppino in rame????
Tra i tanti argomenti dibattuti nella giunta comunale, nel consiglio comunale (nella sua totalità tra maggioranza e opposizione) nessuno sente come “prioritario” e “urgente” l’argomento UltraBroadBand??
Nessuno dei rappresentati dei nostri organi istituzionali ha la lungimiranza di capire che oggi se non sei Connesso con la “C” maiuscola sei fuori dal futuro?
La tecnologia non bussa alla porta di nessuno. La tecnologia, la rete, sono Tsunami che quando arrivano, se non sei pronto a gestirli e a prevederli, ti devastano. Se non sei capace di cavalcare le opportunità offerte dalla digitalizzazione sei fuori da ogni schema di mercato economico, politico e sociale. La rete offre opportunità uniche, cambia il DNA delle aziende, delle attività commerciali. Internet è la porta per il mondo del lavoro per i nostri figli. 
Non capire l’urgenza di questi argomenti significa essere “vecchi”, significa auto espellersi dal futuro.
Sono più urgenti le rotatorie per togliere qualche “segnale di dare precedenza” o forse è molto più urgente creare una rete ad altissima velocità?
L’informazione, la cultura, l’ entertainment viaggiano sulla nuova rete (vedi Sky, Mediaset, Netflix ecc..).
Le scuole, la biblioteca comunale, le varie associazioni sul territorio, le aziende, i tanti piccoli imprenditori hanno un impellente bisogno di essere connessi con la rete in Fibra Ottica.
Sono mesi che su tutti i quotidiani nazionali si legge di accordi tra i più importanti gestori di reti internet e le varie amministrazioni pubbliche sull’argomento UltraBroadBand.
La Commissione Europea sta stanziando somme ingenti per le reti ad alta velocità; purtroppo l’ Italia è una nazione molto indietro rispetto alle sue compagne di classe ma adesso si cominciano a vedere piccoli sforzi.
La Puglia, la Calabria, la Campania hanno fatto accordi importanti per le reti in Fibra Ottica. Il comune di Saronno ha fatto un progetto per realizzare una rete UltraBroadBand. Ma possiamo citare decine di comuni sotto i 20.000 abitanti che in questi giorni si stanno “collegando” al futuro.
Latina ha una rete in fibra, anche Minturno e tanti altri vicino a noi.
E Sezze?


5 marzo 2015

comunicato

Le grandi sfide: "Cena delle Buone Idee" con Filippo Simeoni


18 febbraio 2015

comunicato

Uno sguardo sul paese: "Cena delle Buone Idee" con Ignazio Romano

I giovani della parrocchia San Carlo di Sezze Scalo, guidati dal parroco Don Nello, stanno portando avanti uno speciale progetto a cui è stato dato il titolo "Cena delle buone Idee". 

Sei appuntamenti conviviali per trattare alcuni dei temi di attualità con riferimento particolare al territorio di Sezze. 

Dopo aver ospitato il Sindaco Andrea Campoli e il professore Giancarlo Loffarelli, la terza cena è in programma martedì prossimo, 3 marzo, insieme a Ignazio Romano ed ha come titolo "Un nuovo sguardo sul paese" in riferimento alle attività sociali svolte negli ultimi 15 anni a Sezze; in generale il progetto è volto a comprendere, conoscere e approfondire tematiche che riguardano il nostro territorio che appartiene fondamentalmente e soprattutto ai GIOVANI.

 


7 febbraio 2015

articolo pubblicato da Mondo Re@le

Bollette errate annullate, quelle inesatte riviste. Così parlò il Consiglio

Salvo il riscontro di violazioni tali che possano permettere al Comune di rescindere il contratto con A&G chiedendo i danni, il contratto con la ditta di Lucca scadrà a Novembre 2015 con la consegna del database tributario al costo pattuito di 38mila euro. Niente rescissione immediata e niente annullamento indistinto e niente teste di dirigente e assessore come chiesto dall’opposizione. La delibera adottata dalla maggioranza è più soft.Ma la maggioranza, per primo il sindaco Andrea Campoli riconosce l’errore e chiede scusa. 

Si scusa con i cittadini infastiditi e gettati nell’ansia da bollette frutto di errori dell’A&G e anche della banca dati della macchina comunale. Abbiamo individuato la natura degli errori, alcuni grandi come colpire possessori di prima casa come possessori di altre abitazioni. Queste bollette verranno annullate in autotutela e verrà comunicato a casa. Ci sono altre tipologie di errori e tipologie di ingiustizie. Ingiustizie che sono l’arrivo di interessi di rateizzazioni precedentemente contrattate. Altra ingiustizia la richiesta di interessi su somme irrilevanti. Altro errore, aver indicato come edificabili terreni utilizzati come agricoli. Altre tipologie dovranno essere chiarite con un percorso tra cittadini e front office.

Ai consiglieri di minoranza, Reginaldi, Brandolini, Di Palma e Zarra la consapevolezza di aver ottenuto comunque una vittoria politica per aver portato tanta gente nell’aula Di Trapano. Per aver riportato tantissime persone a parlare di politica, ad interessarsi dei meccanismi che stanno alla base del governo del paese. Per essersi scoperta un gruppo coeso nonostante dalle elezioni erano uno indipendente rispetto all’altro. E poi restano i giudizi della COrte dei Conti, del PRefetto e dell’organo anticorruzione rappresentato dal dottor Raffaele Cantone.


1 febbraio 2015

di Lucia Fusco, dicembre 2014

Un altro diluvio
Sentimenti, emozioni comportamenti umani giungono dalla preistoria e sembra non trovino la strada dell’evoluzione. Nonostante l’Amore e l’Educazione alcuni vivono da sempre negli abissi della violenza, della prepotenza, della bugia, e non riescono a cambiare, nonostante in passato ci sia stato un Intervento Divino col Diluvio Universale… Medea uccise i suoi figli amati, partoriti nelle doglie, pur di addolorare il marito fedifrago, felice accanto a un’altra. Anche oggi brutalità e omicidi nell’ambito familiare distruggono vita, speranza, futuro…
Nei primi anni del Secondo Dopoguerra l’Italia veniva fuori dal baratro della povertà e della distruzione ma lo stesso un padre negò la scuola al figlioletto primogenito settenne e lo volle portare con sé perché imparasse il mestiere di bovaro, per arare con lui le terre con le vacche…
Benito era un bambino volenteroso e ubbidiente ma gracile. Per tutta la mattina suo padre, ‘Ndrea, cercò di insegnargli a condurre le bestie. Per il bimbo quel lavoro era fisicamente impossibile perché non arrivava nemmeno a impugnare l’aratro; si limitava a trotterellare accanto al padre e alle bestie, innervosite dai loro traffici.
L’uomo, deluso ed indispettito, sfumato il suo progetto di continuare la giornata all’osteria dopo aver delegato il lavoro a Benito, dette una spinta al bambino che cadde battendo violentemente la testa sui sassi. La Vita fuggì in un battito di ciglia e in un lago di sangue. ‘Ndrea, violento e prepotente, si mise le mani nei capelli senza versare una lacrima. Pensò alle parole che la moglie, Adele, gli aveva detto quella mattina a casa. Era incinta con tre figli piccoli: <<’Ndrè, gnì purtà i mammoccio a lauorà. E’ dilicato e n’ariua all’aratro, ma è ‘ntelliggente e po’ studià: addiventa dottoro e fa ricchi puro a nu!>>, lui non l’aveva degnata d’uno sguardo e si era portato il figlio appresso come un canuccio.
Prese il corpicino che sembrava ormai uno straccio tra le braccia e, a piedi a piedi, arrivò fino ai binari del treno: adagiò Benito sulle traversine. Poco dopo Tuppitto passò dilaniando il bimbo. Il padre omicida raccontò che il bambino, disobbedendogli, si era allontanato per giocare… Adele fece costruire una tomba tutta bianca al cimitero e promise al piccolo innocente, tra i singhiozzi, che avrebbe chiamato la creatura che sarebbe nata a poco col suo nome.
Pochi giorni dopo i Carabinieri chiamarono ‘Ndrea in caserma: non era stato un incidente, come lui aveva raccontato! Un testimone da lontano aveva assistito al delitto, senza poter riconoscere, per la lontananza, l’assassino. Visto il silenzio impaurito di ‘Ndrea, decisero d’arrestarlo.
Cominciò per Adele un periodo terribile: addolorata come la Madonna, incinta, stava a letto tutto il tempo per le minacce d’aborto. Capì che doveva attivarsi per salvare il marito assassino e garantire la sopravvivenza della famiglia. 

Finse la pazzia: <<Commà, io lo so chi h’acciso figlimo: ha stato Ulderico! Isso uoleua i quatrini da maritemo ma ‘n ci ha uoluti pristà! Ulderico gli h’acciso!>> e i Carabinieri allertati arrestavano Ulderico. Il giorno dopo a una vicina: <<Ha stato Tummaso a accide Benito: mi uoleua e i nun lo so spusato!>> e arrestavano pure Tommaso. E ancora, a un’altra: <<Ha stato Mimmotto a fa’ l’assassinio: c’ha sempre odiati perché era ‘nvidioso de le tere e de la robba ca m’ha lassato patremo…>> dentro Mimmotto! E poi: <<So’ sicura c’ha stato Lino a accide i mammoccio meo! Perché isso i figli gni te’!>>
Adele trovò qualche motivo a tutta la Contrada per avere ucciso il piccolo Benito e i Carabinieri ebbero il loro daffare per mesi per interrogare decine d’uomini. Chiacchiere molte ma fatti pochi. Così, senza prove, senza testimonianze, senza un movente serio, senza confessione, i Carabinieri lasciarono libero ‘Ndrea.
Uscito di galera si attardò all’osteria. Tornò a casa ubriaco, umido dalla pioggia che lo aveva tormentato, reso cieco dalla luna nuova. Era tardi. Adele lo abbracciò con disperazione e paura. Lui la tirò giù dal letto, la violentò e la picchiò con tutta la violenza di cui era capace. Le percosse la testa, le mammelle, le braccia… calci in pancia e sulle gambe. Adele chiedeva solo: <<Perché?>>. Sfogava su di lei la paura di quelle settimane, l’invidia per la furbizia della sua donna, l’autocontrollo che lo aveva sfiancato, la rabbia d’aver perso quel bambino che in fondo, a modo suo, aveva amato. 
La mattina Adele partorì una creatura minuscola, priva di vita. Lei stessa era quasi morta. Per tutta la vita portò su di sé i postumi di quelle botte ingiuste, inutili che la lasciarono storpia. Solo quando si addormentava si fermava il tremito incessante della testa, delle braccia e delle mani. ‘Ndrea non le chiese mai perdono. Nella famiglia s’era insediato l’Angelo della Morte: ‘Ndrea una mattina dell’inverno successivo lo abbracciò per sempre impiccandosi ad un albero dell’orto dietro casa.


26 gennaio 2015

articolo pubblicato da Mondo Re@le

Ici a Sezze, la posizione di Federconsumatori e sindacati

La Federconsumatori di Latina, insieme alla CGIL e Lega SPI della zona Monti Lepini, hanno messo a disposizione le loro professionalità per assistere i cittadini nelle pratiche relative agli avvisi di accertamento emessi dal comune di Sezze, per l’ICI 2008, 2009 e ne richiedono l’annullamento seduta stante per le pratiche relative alla prima abitazione e pertinenze. In questi giorni molti contribuenti stanno ricevendo accertamenti per presunti mancati pagamenti dell’ICI, relativa agli anni 2008 e 2009, sebbene l’imposta comunale sugli immobili sia stata abolita con decreto fiscale 93/2008. 

“Un’altra richiesta di pagamento non dovuta – si legge in una nota firmata da Federconsumatori, Cgil e Lega Spi – e trasmessa arbitrariamente a migliaia dei cittadini di Sezze ,che sono sempre più al collasso, molti senza lavoro e tartassati dalle imposte, anche quelle che sembravano oramai prescritte”. A tal fine chi ne avesse necessità può rivolgersi allo sportello della Federconsumatori di Sezze (via Piagge Marine 5), tutti i lunedì e mercoledì dalle ore 9.30, per verificare la legittimità o meno dei singoli avvisi e predisporrà, su delega dell’interessato, richieste di incontro al Comune, per l’annullamento dei provvedimenti evitando che l’avviso di accertamento ricevuto, passati i 60 giorni, venga trasmesso ad Equitalia per l’incasso delle somme non dovute. Lo SPI e la CGIL comunicano che le sedi sindacali di Sezze via Piagge Marine 5, tel. 0773 887364 e Sezze scalo Corso Repubblica 3 tel. 0773 877308, sono aperte tutti i giorni a disposizione dei pensionati, lavoratori e cittadini che hanno bisogno di consulenza ed assistenza.


21 gennaio 2015

di Vittorio Accapezzato

AVVISI ICI IN CONTRASTO CON LA DELIBERA DI GIUNTA N:164/2014
Posto che tutta l’attività di accertamento messa in essere dal Comune di Sezze per tramite della Soc. A&G inerente alle aree edificabili del territorio, inserite nel PRG presenta forti criticità circa il valore venale alquanto eccessivo che non risponde all'attuale valore di mercato delle aree industriali fabbricabili di Sezze, per cui si dovrà poi affrontare il problema sotto ogni aspetto circa la rispondenza reale di edificabilità.
Per quanto invece concerne i terreni agricoli condotti in proprio dai coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali stanno arrivando avvisi di accertamento in contrasto con delibera di giunta Comunale n. 164/2014.
Numerosi cittadini hanno ricevuto, in questi giorni, l’avviso di accertamento in rettifica e/o d’ufficio ai fini ICI (imposta comunale sugli immobili) relativa all’anno 2009.
Una marea di avvisi concernenti il recupero dei pagamenti I.C.I. sono stati notificati in questi giorni nelle case dei nostri concittadini. Tra questi accertamenti tra l’altro, vi sono quelli nei quali si richiede il pagamento di Ici su terreni edificabili.
Non si possano creare falsi allarmismi che colpiscono la serenità della gente perché la gran parte di essi sono coltivatori diretti o imprenditori agricoli proprietari di aree condotte direttamente e divenute a seguito di adozione del PRG aree edificabili, non tenuti al pagamento a norma di legge
C’è dato a sapere che i cittadini interessati, tra gli altri, sono i coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali proprietari, iscritti nella previdenza di settore, che conducono direttamente tali aree ai soli fini agricoli.
Ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera b), D. Lgs. n° 504/1992, nonché sulla base di quanto disposto dall'articolo 4, comma 5, lettera a), d.l. 02 marzo 2012, n° 16, convertito, con modificazioni, dalla Legge 26 aprile 2012, n° 44, i terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali (IAP), iscritti alla previdenza agricola, sui quali persiste l'utilizzo agro-silvo-pastorale, non si considerano edificabili ai fini IMU, pertanto la base imponibile potrà essere calcolata prendendo a riferimento il reddito dominicale catastale come previsto per i terreni agricoli anziché il valore di mercato.
L’introduzione di tale finzione di non edificabilità è tesa a salvaguardare l’utilizzo agricolo dei terreni a prescindere dalla loro qualificazione urbanistica.
La giunta Comunale, infatti, con delibera n.164 del 09/12/2014 a norma dell’Art.2 D.L. 30/12/1992 n.504 ai fini dell’imposta di cui all’art.1 del citato decreto al punto b recita :”Sono considerati, tuttavia, non inedificabili i terreni posseduti e condotti dai soggetti indicati nel comma 1 dell’art.9,sui quali persiste l’utilizzazione agro-Silvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghi coltura,
ed allevamento di animali. Il comune su richiesta del contribuente, attesta se un’area sita nel proprio territorio è fabbricabile in base ai criteri stabiliti dalla presente lettera.”
Malgrado, la volontà politica espressa dall’amministrazione comunale con la delibera di giunta, di dichiarare non edificabili i terreni posseduti e/o condotti, indipendentemente dalla destinazione d’uso, a tutti i coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali sono stati ugualmente inviati gli avvisi di accertamento.
Come se ciò non bastasse, l’aliquota applicata per l’’anno 2009 nell’avviso è pari a 10,60 per mille contro il 7,00 per mille vigenti all’epoca di cui all’accertamento.
Tra l’altro in un avviso di accertamento riguardante un’area resa fabbricabile ricadente in zona D del PRG adottato di mq. 11.512 condotta da un coltivatore diretto, è stato dato un valore venale di €.690.737,00 pari d €.60,00 a mq. contro €/mq.54,00 stabiliti dalla delibera di giunta comunale n.164/2014.
Alla luce di quanto sta avvenendo con gli avvisi di accertamento emessi dal nostro comune, si è procurato allarmismo, disagio, angustia e irritazione di svariati cittadini agricoltori.
E’ il caso che L’amministrazione intervenga a impartire specifiche disposizioni per annullare gli avvisi di accertamento emessi bloccando così ogni altro seguito, affinché gli agricoltori non paghino indebitamente l’Ici non dovuta.


5 gennaio 2015

di Vittorio Accapezzato

Il COMUNE RINNOVA LA NOSTRA CARTA D'IDENTITA'
L’anno che è appena finito non è stato un buon anno. E’ stato un anno pieno di ogni genere di tasse e la crisi economica ha continuato a corrodere i risparmi degli anni passati.

I disagi fra la nostra popolazione sono gravi e mettono in difficoltà molte famiglie. Disparate imprese sono in serie situazioni economiche, parecchi lavoratori non trovano lavoro, quasi tutti i giovani sono inoccupati, l’attività commerciale chiude i battenti di giorno in giorno e l’attività agricola sta scomparendo. Il nostro paese ormai ha la carta d’identità scaduta.
Sezze, non è quasi più un paese agricolo, non è industriale, non è turistico, non è artigianale. E’ un paese che ha bisogno di riprendersi la sua identità altrimenti il suo futuro è segnato.
La nostra identità cittadina, è stata snaturata e danneggiata da scelte amministrative che non hanno mirato su una politica di scelta economica di sviluppo per un futuro diverso.
Tale situazione si è ripercossa col passare degli anni, sull’aspetto turistico, agricolo, commerciale e artigianale. I frequentatori che vogliono visitare la nostra cittadina si ritrovano a dover combattere un’accessibilità difficoltosa per poi passeggiare tra le vie e i vicoli di una città dissestata e indecorosa, quasi priva di attività commerciali e vita sociale, scomoda e stracolma di auto, senza iniziative di interesse. Il Centro Commerciale Naturale che fine ha fatto? Perché non è mai decollato?
La risposta è semplice. E’ mancato un modesto progetto per restituire maggiore vivibilità al paese. La ricetta, per far recuperare al centro la sua naturale vocazione di polo di attrazione economica, culturale, turistica, sociale e residenziale si articola in una serie d’interventi: arredo urbano- ripristino identità centro storico come luogo privilegiato, dove preservare la memoria (segnaletica d’informazione dei percorsi culturali, indicazioni turistiche.)
- recupero residenzialità - rilancio attività artigianali- valorizzazione attività commerciali e pubblici esercizi- turismo-sicurezza e vivibilità.
I nuovi modi fruitivi, oggi attesi dai cittadini e dai consumatori, si assorbono nel Centro Urbano come luogo dello shopping rilassato, idoneo a un godimento pedonale, in una situazione salubre, accogliente e vivibile. Solo così
Il commercio potrà uscire dall’annosa cura dimagrante.
Ora è la volta del 2015. Quasi in tutta Italia le Amministrazioni Comunali
hanno trasmesso alla popolazione il messaggio di auguri di buon anno e l’impegno politico di dare una risposta ai problemi che attanagliano ancora le proprie città.
Questo non ancora è avvenuto. E come l’anno scorso, di mia iniziativa da cittadino mi è gradito inviare al Sindaco, all’intero Consiglio comunale e giunta i più sinceri auguri di Buon Anno con la speranza che nel governare il paese si metta da parte l’immobilismo spaurito nel quale il “non fare” elimina pericoli amministrativi, ma paralizza definitivamente, per svalutazione, piani, programmi e progetti in attesa a Sezze da troppi anni. I cittadini, infatti, chiedono una buona politica, servizi più curati, vivibilità, strade accessibili e scuole sicure. E cosa hanno avuto l’anno scorso come risposta? L'aumento dei parcheggi a pagamento che ripercuotano sul portafoglio, strade rattoppate, scuole piene di problemi, cantieri stradali privi di programmazione e che senz’altro porteranno altra crisi tra gli operatori commerciali.
Auguro un buon lavoro a tutte le Commissioni Consiliari perché affrontino i temi riguardanti il rinnovamento, lo sviluppo agricolo, il commercio, l’impresa, l’artigianato, il turismo e la vivibilità.
Solo così potremmo riavere la nostra carta d’identità, documento indispensabile per viaggiare in avanti e non a marcia indietro.

SEZZESE - anno 2015