Sagra del carciofo 1991

 Tina Modotti

Associazione Fotografica Setina Tina Modotti

Mostra concorso  organizzato dall'Associazione Fotografica Setina Tina Modotti nei locali del Vis Sezze (1991)

La manifestazione riuscita molto bene, ha visto partecipanti venuti da tutta la provincia di Latina.

L'Associazione Fotografica Tina Modotti affiliata FIAF, è nata durante una cena tra amici il 24 maggio 1990 e fino al 1994 ha preparato molti lavori tra cui una individuale di Tano D'Amico che ha fotografato il movimento studentesco "La Pantera"

Guidata da Gianni Vicaro, l'associazione ha unito una ventina di amici che hanno organizzato mostre fotografiche di ottimo livello, lo scopo era di promuovere i luoghi in cui viviamo, i centri storici, la Semprevisa.

Il mio auspicio è che quella stupenda esperienza possa ripetersi a Sezze.

Ignazio Romano, 

segretario del fotoclub

... ma chi era  Tina Modotti

«Ogni volta che si usano le parole "arte" o "artista" in relazione ai miei lavori fotografici, avverto una sensazione sgradevole dovuta senza dubbio al cattivo impiego che si fa di tali termini. Mi considero una fotografa, e niente altro.»     Tina Modotti in -Sulla fotografia-

Assunta Adelaide Luigia Modotti Mondini meglio conosciuta come Tina Modotti (Udine, 17 agosto 1896 – Città del Messico, 5 gennaio 1942) è stata una fotografa e attrice italiana.

Edward Weston, Tina in Tacubaya, Messico, 1923

Nel giugno 1913 lasciò l'Italia e l'impiego nella Fabbrica Premiata Velluti, Damaschi e Seterie Domenico Raiser per raggiungere il padre emigrato a San Francisco, dove lavorò in una fabbrica tessile e si dedicò al teatro amatoriale, recitando anche D'Annunzio, Goldoni e Pirandello.
Nel 1918 si sposò con il pittore Roubaix "Robo" de l'Abrie Richey e si trasferirono a Los Angeles per inseguire la carriera nell'industria del cinema, cosa che avvenne nel 1920 con il film "The tiger's coat", dove venne acclamata anche per il suo "fascino esotico". Grazie al marito conobbe il fotografo Edward Weston e la sua assistente Margrethe Mather. Nel giro di un anno Modotti divenne la sua modella preferita e, nell'ottobre 1921, sua amante. Quello stesso anno il marito Robo rispose a questa relazione trasferendosi in Messico, seguito a breve dalla moglie che, però, giunse a Città del Messico due giorni dopo la sua morte causata dal vaiolo, il 9 febbraio 1922. Nel '23 ritornò nella capitale messicana con Weston ed uno dei suoi quattro figli, lasciandosi indietro il resto della sua famiglia.

Modotti e Weston entrarono rapidamente in contatto con i circoli bohemien della capitale, ed usarono i loro contatto per creare ed espandere il loro mercato dei ritratti. Inoltre Modotti incontrò diversi esponenti radicali comunisti, tra cui i tre funzionari del Partito Comunista Messicano con cui ebbe delle relazioni sentimentali: Xavier Guerrero, Julio Antonio Mella e Vittorio Vidali.
Il 1927 è l'anno dell'iscrizione al PCM e l'inizio della fase più attiva del suo attivismo politico. In quel periodo le sue fotografie vennero pubblicate su numerosi giornali di sinistra, tra cui l'organo ufficiale del PCM, "El Machete".
Si pensa che Modotti sia stata introdotta alla fotografia quando era ancora in Italia, dove suo zio Pietro gestiva uno studio fotografico. Anni dopo, negli USA, suo padre aprì uno studio simile a San Francisco, accrescendo il suo interesse in questa forma d'arte. Comunque fu la sua relazione con Weston che le permise di praticare e migliorare le sue capacità, fino a divenire un'artista di fama intenazionale. Il fotografo messicano Manuel Alvares Bravo suddivise la carriera di Modotti in due periodi: quello Romantico e quello Rivoluzionario. Il primo include il periodo trascorso con Weston come assistente in camera oscura, poi come contabile e infine come assistente creativo. Insieme aprirono uno studio di ritrattistica a Città del Messico e ricevettero l'incarico di viaggiare per il messico per fare fotografie da pubblicare nel libro "Idols Behind Altars" di Anita Bremmer. In questo periodo venne scelta come "fotografa ufficiale" del movimento muralista messicano, immortalando i lavori di José Clemente Orozco e di Diego Rivera. Molte delle sue foto ritraenti dei fiori sono state scattate in quel periodo.
Nel dicembre del 1929 una sua mostra venne pubblicizzata come "La prima mostra fotografica rivoluzionaria in Messico", raggiungendo l'apice della sua carriera di fotografa. All'incirca un anno dopo fu costretta a lasciare la macchina fotografica dopo l'espulsione dal Messico e, a parte poche eccezioni, non scattò più fotografia nei 12 anni che le rimanevano da vivere.

Modotti e Weston entrarono rapidamente in contatto con i circoli bohemien della capitale, ed usarono i loro contatto per creare ed espandere il loro mercato dei ritratti. Inoltre Modotti incontrò diversi esponenti radicali comunisti, tra cui i tre funzionari del Partito Comunista Messicano con cui ebbe delle relazioni sentimentali: Xavier Guerrero, Julio Antonio Mella e Vittorio Vidali.
Il 1927 è l'anno dell'iscrizione al PCM e l'inizio della fase più attiva del suo attivismo politico. In quel periodo le sue fotografie vennero pubblicate su numerosi giornali di sinistra, tra cui l'organo ufficiale del PCM, "El Machete".
Si pensa che Modotti sia stata introdotta alla fotografia quando era ancora in Italia, dove suo zio Pietro gestiva uno studio fotografico. Anni dopo, negli USA, suo padre aprì uno studio simile a San Francisco, accrescendo il suo interesse in questa forma d'arte. Comunque fu la sua relazione con Weston che le permise di praticare e migliorare le sue capacità, fino a divenire un'artista di fama intenazionale. Il fotografo messicano Manuel Alvares Bravo suddivise la carriera di Modotti in due periodi: quello Romantico e quello Rivoluzionario. Il primo include il periodo trascorso con Weston come assistente in camera oscura, poi come contabile e infine come assistente creativo. Insieme aprirono uno studio di ritrattistica a Città del Messico e ricevettero l'incarico di viaggiare per il messico per fare fotografie da pubblicare nel libro "Idols Behind Altars" di Anita Bremmer. In questo periodo venne scelta come "fotografa ufficiale" del movimento muralista messicano, immortalando i lavori di José Clemente Orozco e di Diego Rivera. Molte delle sue foto ritraenti dei fiori sono state scattate in quel periodo.
Nel dicembre del 1929 una sua mostra venne pubblicizzata come "La prima mostra fotografica rivoluzionaria in Messico", raggiungendo l'apice della sua carriera di fotografa. All'incirca un anno dopo fu costretta a lasciare la macchina fotografica dopo l'espulsione dal Messico e, a parte poche eccezioni, non scattò più fotografia nei 12 anni che le rimanevano da vivere.