Sagra del carciofo 2014

45a edizione

  22 marzo  -  6 aprile                                                                              Museo Archeologico di Sezze

L’Associazione Culturale “I Turapitto” in collaborazione con:
Prof. Michele Santulli, consulente storico
Arch. Francesco Cianfarani,
Signor Giovanni Pretola
Ass.ne Setina Civitas
Coldiretti di Sezze

presenta 
Sezze, terra di Ciociaria

Dal 22 marzo 2014 al 6 aprile 2014 presso il museo archeologico sito in Largo Buozzi a Sezze, Latina, sarà allestita la mostra di opere dell’800 da collezioni private. Verranno illustrati i risultati di un progetto dedicato alla Ciociaria e agli influssi che essa ha avuto su Sezze e la Conca di Suso, sul suo dialetto, gli usi e soprattutto i costumi a seguito del flusso migratorio iniziato già dal 1800. 


> Visita scolaresche 4 aprile 2014 ore 10:00
Daniela De Angelis, Roberto Vallecoccia e il professore Giancarlo Onorati hanno illustrato la mostra "Sezze, terra di Ciociaria" agli alunni della scuola media IC Pacifici e della scuola superiore ISISS Pacifici e De Magistris in visita al museo.


> Convegno 29 marzo 2014 ore 17:00
Introduce la Dott.ssa Daniela De Angelis, Presidente dell’Ass.ne Culturale “I Turapitto”
Intervengono:
Riccardo Morri, docente di Geografia storica presso la Sapienza, Università di Roma con il Dott. Luigi Cappelli, sul tema “Migrazioni circolari e documentazione storica nel Lazio: la Ciociaria nei suo rapporti con la Campagna romana e Sezze”; Il Prof. Fausto Orsini illustrerà il suo ultimo libro sui racconti dei ciociari a Suso; I Signori Roberto Vallecoccia e Francesco Saverio Lombardini esporranno sul tema della genealogia;
Un rappresentante del museo “Terre di Confine” di Sonnino racconterà dei briganti immortalati dai pittori europei; Il Prof. Luigi Zaccheo illustrerà le classi sociali a Sezze.


> Inaugurazione 22 marzo 2014 ore 17:00
Introduce la Dott.ssa Daniela De Angelis, Presidente dell’Ass.ne Culturale “I Turapitto”
Intervengono:
Il Dott. Massimiliano Mancini Assistente Universitario presso la Sapienza Università di Roma e il Prof. Stefano Pagliaroli, Docente di Filologia della Letteratura italiana all’Università di Verona, sul tema “l'ethos ciociaro e la storia antica del territorio; la fine delle province e la ricompattazione dei territori”;
L’Ass.ne culturale Collecarino, nella persona del Presidente Signora Martino Marinella, metterà a disposizione abiti ciociari tradizionali riprodotti ed alcuni elementi originali.

Al centro della foto il Dott. Massimiliano Mancini e il Prof. Michele Santulli

Daniela De Angelis visita la mostra con il Proff. Michele Santulli

Le rappresentanti dell'Associazione Culturale Collecarino di Arpino che ha curato i costumi

Antonio Campoli incontra Michele Santulli

Vittorio Del Duca con Michele Santulli

Il Dirigente Formicuccia e il Consigliere Comunale Di Pastina aprono la manifestazione

il Dott. Massimiliano Mancini tiene la relazione

Sezze, terra di Ciociaria

a cura di Michele Santulli

È questo il titolo della manifestazione che prenderà l’avvio sabato 22 e si protrarrà per due settimane. La manifestazione verte sulla esposizione di una serie di opere d‘arte raffiguranti il costume ciociaro messe  disposizione da alcuni collezionisti: si tratta in verità di una selezione molto accurata di acquarelli dell’Ottocento che illustrano personaggi e ambientazioni dell’epoca che gettano luce chiara su quella vestitura immortalata dalla gran parte degli artisti europei e che accomunava tutto il territorio a Sud di Roma, la Ciociaria. In una piccola sala invece saranno esposti una decina di opere, oli ed acquarelli, che hanno come oggetto la figura del vero brigante ciociaro, cioè quelli di Sonnino e di Itri, i masnadieri autentici, assaltatori di diligenze e di viaggiatori ignari, attivi fino al 1823 all’incirca e poi annientati e messi a tacere dalle autorità borboniche da un lato e da quelle papaline dall’altro. Nella medesima saletta saranno esposte anche le riproduzioni di alcune opere di artisti importanti dell’epoca che illustrano una curiosità succulenta degli abiti dell’ottocento  e cioè il costume  di Sezze, cioè l’abito indossato dalla donna setina ma quella borghese: una appassionata del luogo è riuscita ad individuare e poi a scovarne le tracce in musei e gallerie  attraverso un’opera di ricerca laboriosa e attenta. E quindi portare alla luce un documento dell’epoca veramente ricco di sorprese che assieme al costume di Nettuno, quello di Frascati   e quello di Albano gettano luce caratteristica su questo aspetto della vità di quei giorni.

Molto allettante a mio avviso è anche la serie di incontri letterari e storici che la organizzazione è riuscita a mettere assieme, a corredo ed  illustrazione delle opere esposte: sabato 22 e sabato 29 gli oratori ritracceranno  i confini della patria comune delle località al di quà e al di là dei Lepini e degli Ausoni e degli Aurunci, ne ricorderanno la comunanza anche attraverso l’onomastica e la toponomastica, ne richiameranno alla memoria la secolare migrazione interna specie dalle località della Valcomino e del Cassinate  verso Terracina, verso Sezze, verso Velletri, Anzio, Nettuno e naturalmente verso Roma,  illustreranno la vicenda dei briganti  annidati sui Lepini, sugli Ausoni e sugli Arunci… Un argomento particolare sarà  sviluppato da qualificato oratore  che getta luce, ed è la prima volta che avviene in un pubblico consesso, su quali saranno le prospettive e le evoluzioni del territorio  con la scomparsa delle province, se i sindaci saranno in grado di comprendere e di valutare il nuovo contesto:  in realtà è il momento della ricompattazione e della riunificazione, sotto un solo nome e una sola stella, del territorio ora spezzettato tra Frosinone, Latina e Roma.

Un ulteriore motivo di interesse e di attrattiva, questa volta gastronomico,  è la costatazione che Sezze è la capitale del carciofo e in verità di una qualità particolarmente prelibata detta cinara: e in questo periodo avrà luogo la fiera del carciofo che come ogni anno richiamerà migliaia di visitatori e di acquirenti del prezioso frutto che rammenta, grazie alla sua bontà, le virtù preziose della ninfa Cinara che osò respingere le avances priapee  dell’insaziabile Zeus.