Ripicchiozzo

| San Carlo e il suo dialetto | C'èra una volta...S.Pietro | Bruno Raponi |

Sabato 21 marzo 2009 - ore 18,00                                                      Auditorium Mario Costa

Antoni Campoli - Giuseppe Di Prospero - Bruno Raponi

con il patrocinio del Comune di Sezze, Provincia di Latina, Rotary Club, Centro Studi S.Carlo, Compagnia dei Lepini 

presentano

Con la convinzione che soltanto conoscendo la propria storia, la propria vita e il proprio passato si può ben progettare il proprio futuro.

Giuseppe Di Prospero e Antonio Campoli 

Presenzieranno:

Dott. Bruno Frattasi - Prefetto di Latina

Dott. Andrea Campoli - Sindaco di Sezze

Dott. Armando Cusani - Presidente della Provincia di Latina 

Dott. Giuseppe Mancini - Procuratore della Repubblica Tribunale di Latina

Dott. Guido Cerasoli - Presidente Tribunale di Latina

Dott. Franco Lazzaro - Sostituto Procuratore Tribunale di Latina

 Dott. Guido Marcelli - Giudice Tribunale di Latina

Dott. Giancarlo Siddera - Presidente Compagnia dei Lepini

Sig. Giovanbattista Giorgi - Presidente Astral

Arch. Riccardo Cerocchi

Avv. Angelo Palmieri

Prof. Luigi Zacheo - Presidente Biblioteche dei Monti Lepini

Prof. Franco Caporossi - Presidente Associazione Artisti Lepini

Alla presentazione prenderà parte il gruppo di musica popolare 

" Ripicchiozzo"  che eseguirà alcuni brani tratti dal CD allegato al libro

Bruno Raponi e Giuseppe Oppo 

 Antonio Campoli e Bruno Frattasi

Andrea Campoli e Bruno Raponi 

Nella foto di copertina (Campoli in basso a destra) il Gruppo folcloristico di Sezze vince a Latina il primo premio e parte per un tour che porterà gli stornelli dei Monti Lepini fino giù in Sicilia. 

Era il 1951 e l'esperienza è proseguita per alcuni anni. Ma già nel 1930, come testimoniato sulle pagine di Ripicchiozzo, Sezze aveva il suo gruppo folcloristico che nell'occasione era in trasferta a Roma. E poi...

Biografia di Antonio Campoli

Antonio Campoli è nato a Sezze. Si è laureato in Giurisprudenza all'Università di Roma "La Sapienza". E' iscritto all'Albo Professionale dell'Ordine degli Avvocati di Latina dal 1959 e all'Albo Professionale degli Avvocati Cassazionisti dal 1980.

Abilitato all'insegnamento di Lingua e Letteratura Francese ha insegnato dal 1960 al 1983. 

In campo giornalistico, quale Pubblicista, ha collaborato a diversi giornali quali:  Il Travaso, Gioventù, Corriere dello Sport-Stadio, Il Comune Oggi, Nuova Informazione, Il Lavoratore Comasco. E' autore di tre volumi di poesia: La Fontana di Pio IXTibbo Tabbo, e  La Calandrella, editi dalla Angeletti Editore. Come coautore, ha messo la sua firma sui volumi Sezze che scompare Il dialetto di Sezze opere di Luigi Zaccheo e Flavia Pasquali.

E' stato presidente della Banda Comunale di Sezze, attuale presidente del Centro Studi Titta Zarra, vice presidente del Bonsai Club di Sezze, vice presidente del Distretto Scolastico n. 47 e Pretore Reggente del Mandamento di Sezze e Bassiano dal 1969 al 1979.

Oltre alle novelle, ai racconti, alle monografie e agli studi del mondo contadino, alle usanze e alle storie antiche e moderne su Sezze, ha scritto opere teatrali di fondamentale importanza quali Livio va in pensione, I due compari, Un giorno in Pretura, Una vincita al totocalcio e Studio Legale.

Nella sua non breve carriera, Campoli ha collezionato una infinità di premi e rico­noscimenti; basti ricordare il Premio di Poesia Città di Sezze, il Trofeo dei Lepini, il Premio biennale di Norma, il premio biennale Attilio Taggi di Sgurgola, il Premio Simpatia al Campidoglio, il Premio Nazionale " Latina Tascabile", premio letterario internazionale di Segni.

Campoli lascia di sé una immagine indimenticabile. Ha operato attivamente ed instancabilmente contro la delinquenza, contro gli abusi edilizi meritandosi l'appellativo di "Pretore d'assalto".  Attualmente svolge la sua professione di Avvocato e passando dall'altra parte della barricata, si è messo al servizio dell'umanità sofferente e bisognosa di Giustizia. Stimato per la sua serietà e lucidità, profonde la sua ricchezza interiore nella sua attività, nelle sue opere, nelle sue poesie e in tutti i suoi scritti.

La sua ispirazione è pregevole il suo lirismo è misurato, scherzoso, riservato ma soprattutto, dialogo immediato di una volontà narrativa che riflette il suo legame con la gente e i luoghi della sua terra. Campoli ha scelto il dialetto di Sezze e ci narra ora con lirismo digiacomiano ora con la plasticità belliana, ora con la malinconia e la memoria di Trilussa, il trascorrere delle stagioni e della vita, i segni del tempo sulle cose e sui volti, le storie dei sezzesi, le voci dei suoi paesani, i fatti di quelle donne e di quegli uomini semplici e veri, le storie di carne e di sangue dai cuori teneri ed aspri di corpo robusto e di passioni tenaci. Campoli vive la sua poesia con quei toni ammiccanti e simpatici e con quella vena di ironia che resta discreta e composta. La sua poesia offre refrigerio con una freschezza ariosa che sembra spruzzo di fantasia carezzata dalla mano delle buone maniere a dalla filosofia nel rispetto per la sincerità interiore di Campoli in cui l’equilibrio intellettuale collima con lo specchio della sua anima. Alita nell'opera di Campoli un refolo della sua fantasia svariona, scanzonata, frizzante che traduce un temperamento propriamente " classico”.

Campoli è il più prolifico poeta dialettale lepino contemporaneo e senz'altro il più equilibrato e coerente il quale ora fa il verso di Orazio, ora nei componimenti ove si celano le battute o l'aforisma, prende da Marziale.

Il suo dialetto ha una sostanzialità antica ove la parola morbida, polposa, gustosa come un frutto indeiscente rinserra un seme acidulo di sorridente e cattivante ironia nient'affatto tossica.

Campoli ha il gusto del dire, del parlare, del ricercare un dialetto arcaico, che, a volte, può apparire aspro, ma che è l'espressione di una antichità apparentemente storia di cui

rivendica la dignità di cultura pienamente vissuta, di cui gusta il sapore attraverso la frase breve e densa, corrispondente alla lingua di una tradizione contadina e paesana che l'erudito non ha rinnegato ma ha arricchito e vivificato attraverso la padronanza di strumenti culturali diversi dalla tradizione orale. Campoli è poeta serio e lucido, scherzoso e riservato, curialesco ed umile, comunque sempre ricco di umanità, portatore di un rapporto vivo con la sua Sezze, intenso con le persone, anche le  più umili, rispettate sempre nella loro dignità umana.

Perché le tessere originali più preziose che affrescano il grande mosaico del linguaggio palpitante del popolo di Sezze non andassero perdute e non cadessero nell'oblio, era necessario e doveroso rendere i giusti meriti e indiscussi riconoscimenti ad Antonio Campoli che ha nel suo cuore, come tutti i cittadini degni di questo nome, la Sezze immortale, la Sezze sospesa negli spazi celesti, la Sezze di antica e nobile stirpe, la Sezze piena di fascino. Al poeta che ha cantato la nostra terra nelle sue infinite sfaccettature, al poeta vivace, colorito, ricco di umanità pieno di inventiva, rapido nella battuta, dolce nel sentimento amoroso e profondamente partecipe nel dolore, va questo riconoscimento. 

E con la sua vastissima opera di poeta e di uomo di cultura Campoli ci ammonisce ricordandoci che il suo impegno letterario non e affatto un elogio del tempo passato, ma rappresenta la convinzione che soltanto conoscendo la propria storia, la propria vita e il proprio passato si può ben progettare il proprio futuro.

Ripicchiozzo