Passione di Cristo

           SACRA RAPPRESENTAZIONE DELLA PASSIONE DI SEZZE

     Sede: Largo Bruno Buozzi – 04018 Sezze (LT)  www.passionedisezze.it

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  Eventi > Medaglia Presidente Repubblica  | Inaugurazione MonumentoInaugurazione sede Euro Passione 2003

Ogni anno, la sera del Venerdì Santo, nei vicoli di Sezze si rivive la Passione di Cristo

 

Il Presidente Elio Magagnoli

Il Regista Piero Formicuccia

foto 2003 - Elio Magagnoli

Passione 2005 - L'attore Franco Oppini

 

Passione 2006-2008 Gli attori Siravo e Gravina

Passione 2007 - Gli attori Oppini e Melillo

Passione 2008 - L'attrice Mita Medici

Passione 2009 - Oppini nella parte di Erode

Passione 2009 - L'attrice Eleonora Brigliadori

Passione 2010 - L'attrice Isabel Russinova

Passione 2010 - L'attore Roberto D'Alessandro

Passione 2010 - L'attrice Milena Miconi

Passione 2011 - L'attore Giuseppe Pambieri

Passione 2011 - L'attrice Gaia De Laurentis

Passione 2011 - Presentatrice Barbara Chiappini

Passione 2012 - L'attrice Nathalie Caldonazzo

Passione 2012 - Presentatrice Laura Lattuada

Passione 2013 - Oppini nella parte di Francesco

Passione 2014 - Oppini nella parte di Erode

Passione 2015 - Oppini nella parte di Pilato

Passione 2015 - Martufello nella parte di Caifa

Passione 2015 - Cosimo Sferra nella parte di Giuda

Passione 2015 - Siravo nella parte di Pilato

Passione 2016 - Sara Zanier nella parte di Procula

La Passione di Cristo, tra storia e fede religiosa così come ce l’ha raccontata Vincenzino Venditti, a Sezze viene riproposta e portata in scena dalla forza popolare cristiana, che trae le sue primordiali origini dalle parole, riportate da San Luca, dell’Apostolo Paolo che, in viaggio verso Roma, rivolto al colle setino pronunciò: “carissimus comes”. Da allora Sezze ha inteso conservare il messaggio Cristiano della Passione che è arrivato sino a noi mantenendo intatta tutta la sua spiritualità e devozione, filtrando con il tempo fascino e cultura popolare che affondano le radici nel medioevo, quando erano solo le confraternite a sfilare per le vie del paese con il Cristo “Morto” e l’Addolorata.

Passate le invasioni barbariche l’eco delle parole dell’Apostolo Paolo era forte a Sezze, ed è allora che fa la sua venuta nelle paludi Pontine Lidano d’Antèna (oggi Civita d’Antino) che destinò tutti i suoi averi alla costruzione di una basilica e di un monastero, in seguito distrutti da Federico II. Lidano con le sue preghiere ed il suo lavoro bonificò, prima ancora che i papi, parte delle paludi dove visse per più di settant’anni fino a divenire Santo patrono di Sezze. Lasciò il posto al francescanesimo nascente e qui la tradizione, non suffragata adeguatamente da prove storiche, vogliono a Sezze anche il “Poverello d’Assisi” . Di certo sappiamo dell’amicizia che il cardinale setino Leone Brancaleone ebbe con San Francesco, e che lo spirito del francescanesimo fu subito abbracciato dai setini. Così la tradizione si arricchisce del coro dei laudesi dello “Stabat Mater” e del pianto di Iacopone, seme devozionale e principio dell’attuale Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo.

Tutto questo fermento religioso non poteva che generare i suoi frutti. Sezze, idealmente francescana, ne offrì in abbondanza. Apre il seicento la venerabile Caterina Savelli degna di ricevere le stimmate della Passione, così come Carlo da Sezze (1613 – 1670, canonizzato nel 1959). Estasiato di fronte alla Passione di Cristo, San Carlo da Sezze diede seguito, con le sue opere scritte, alla iacoponica gloria della croce entrando a sua volta a far parte della Passione stessa. Cultura popolare e fede si stringono forte attorno all’atto culminante della religione cristiana, la croce, perpetuandola così nei secoli. Alla fine del seicento Sezze offre il suo settimo porporato, Pietro Marcellino Corradini, anch’egli impressionato dalla processione delle confraternite che accompagnavano il Cristo “Morto” e il dolore della Madonna. Tutto questo, unito al genio artistico di Filiberto Gigli e all’apporto di tanti artisti, nel 1933 diede vita alla Rappresentazione del Venerdì Santo che da allora sfila per le vie del paese.


L'avvocato Filiberto Gigli, ideatore della Passione

La Passione di Sezze, come si è detto, ha le sue origini nel medioevo quando veniva celebrata delle confraternite religiose. Come la vediamo sfilare oggi per le vie del paese è opera dell'avvocato Filiberto Gigli che nel 1933 la volle riproporre arricchendola di un significato artistico. Gigli poté avere come collaboratore nella regia Marcello Covoni del Teatro dell’ Opera. Pietro Pocek trattò la parte pittorica, mentre l’elemento architettonico era assunto dagli accademici Piacentini e Giovannoni coadiuvati dal Prof. Piero Aschieri. L’avvenimento eccezionale, così inquadrato fù un potente richiamo nel mondo artistico-culturale. Il commediografo Rosso di San Secondo inchinò la sua pensosa umanità sulla “Passione di Sezze”, con un nobile articolo apparso su “Il Messaggero” (3.4.1935), presto tradotto in varie lingue e radiodiffuso negli Stati Uniti D’America. Si associarolo il Bellonci, il Contini, il Corsi, il Lodovici, mentre Beniamino Gigli, Claudia Muzio e Marta Abba prepararono il loro intervento artistico. La “Passione di Sezze” raggiunse in pochi anni una tale rinomanza, che si sentì l’esigenza di rappresentarla a Roma nel 1950 in Via Fori Imperiali a coronamento del Giubileo: lo spettacolo fu straordinariamente bello e commovente, tanto da suscitare entusiastici consensi da parte di tutta la stampa specializzata ed elogi dallo allora capo del Governo Alcide De Gasperi.

In più di settant’anni la processione di Sezze ha conosciuto diversi momenti, offrendosi nel 1950 e nel 2000 alla capitale in occasione dell’anno Santo, mentre nel 1957 è toccato all’Anfiteatro setino ospitare una rievocazione settembrina della Passione. Ma è nei vicoli stretti del paese, la dove Santi e beati hanno vissuto, che la processione conosce i suoi momenti più suggestivi. Nel centro storico del paese è possibile visitare, oltre alla casa natale di San Carlo, la cattedrale gotica di Santa Maria dove Carlo pregava, e la piccola cappella di San Lorenzo. Un doveroso ringraziamento va fatto a tutte le centinaia di figuranti, giovani e meno giovani che a Sezze, con l’originario spirito devozionale, ogni anno rendono possibile la Sacra Rappresentazione.

Come nel 2004 anche alla rappresentazione sacra del 2005 ha partecipato l'attore Franco Oppini; Prima nei panni di "Pietro Apostolo" poi in quelli di Pilato. Oppini, già presente a Sezze nella rappresentazione di "LUTERO", dramma scritto da Titta Zarra andato in scena con la direzione artistica di Luigi Tani nella cattedrale di Santa Maria il 31 marzo 2003,  è impegnato nel ricostituire a Sezze l’Istituto del Dramma Sacro. Promosso dal Comune di Sezze, dalla Provincia di Latina, dall’Associazione Culturale Mondoteatro, dall’Associazione Passione di Cristo e dal Centro Studi Titta Zarra, l'Istituto fa leva sulla ristrutturazione del Teatro Sacro Italiano, l'Anfiteatro.

Nel 2006 Vanessa Gravina ed Edoardo Siravo prendono parte alla Sacra Rappresentazione. Gravina recita nel ruolo di Procula, nel quadro in cui lei cerca di convincere Pilato a riflettere e non condannare Gesù. Siravo, invece, reciterà nel quadro "Giuseppe e il Faraone" interpretando il Faraone.

Nel 2007 Franco Oppini e Angela Melillo parteciperanno alla tradizionale manifestazione setina, Franco Oppini nei panni del Faraone "Mosè cacciato dall'Egitto", mentre la Melillo nei panni di Claudia Procula nel quadro "Pilato e Procula". Alla Rappresentazione, come già nel 2006, ha preso parte l'attrice di Latina, Sara Zanier, ed il gruppo di giovani attori dell'Accademia d'Arte drammatica Silvio D'Amico di Roma e dell'Accademia Teatro "Menandro".

Nel 2008 Mita Medici veste i panni della Veronica, mentre è un ritorno quello di Vanessa Gravina ed Edoardo Siravo. Come nel 2006 la Gravina recita nel ruolo di Procula, nel quadro in cui lei cerca di convincere Pilato a riflettere e non condannare Gesù. Siravo recita nel quadro di "Giuseppe e il Faraone" interpretando il Faraone. 

Come lo scorso anno sono presenti i giovani attori dell'Accademia d'Arte drammatica Silvio D'Amico di Roma e dell'Accademia Teatro "Menandro".

Nel 2009 Franco Oppini torna a recitare nella Passione di Sezze, e lo fa interpretando la parte di Erode, mentre Eleonora Brigliadori veste i panni di Procula. Altro ospite d'onore è Maria Teresa Ruta che conduce la mondovisione.

Per il terzo anno consecutivo sono presenti i giovani attori dell'Accademia d'Arte drammatica Silvio D'Amico di Roma e dell'Accademia Teatro "Menandro".


La prima volta all'estero per la Passione di Sezze è nel 2010 in occasione dell'anno Giubilare di San Giacomo a Santiago di Compostela dove il 13 marzo 150 volontari di Sezze hanno sfilato davanti alla Cattedrale.

Nel 2010 Franco Oppini, sulla via di ricevere la cittadinanza onoraria, veste i panni del Faraone, mentre l'attrice Isabel Russinova ricopre ruolo della Samaritana. Milena Miconi veste i panni di Claudia Procula e Roberto D’Alessandro quelli dell’Apostolo Giacomo. Quest'ultimo quadro è stato inserito in occasione dell'anno Giubilare di San Giacomo.  

Mentre sono a Sezze per il quarto anno consecutivo i giovani attori dell'Accademia d'Arte drammatica Silvio D'Amico di Roma e dell'Accademia Teatro "Menandro".


Domenica 24 ottobre 2010 la Sacra Rappresentazione di Sezze, insieme ad altre rappresentanze della regione Lazio, partecipa a Roma alla manifestazione Le Vie di Roma nella Regione Lazio” Giornata dei Cammini 2010.


Venerdì 15 aprile 2011 la Sacra Rappresentazione di Sezze è ad Assisi e sfila davanti alla Porziuncola, dove riposa San Francesco che nel 1223 realizzò il primo presepe vivente.


Ancora una prima volta per la Passione di Sezze, ed è a Latina il 24 marzo 2012 in occasione dell'apertura dei festeggiamenti per gli 80 anni della città. 

Una folla di gente ha accolto i 600 figuranti di Sezze in piazza del Popolo ed ha assistito in religioso silenzio alla Sacra Rappresentazione applaudendo tutti i 36 quadri proposti.


Nel 2012 oltre ai circa 700 attori locali e ai  giovani attori

dell'Accademia d'Arte drammatica Silvio D'Amico di Roma e dell'Accademia Teatro "Menandro", hanno partecipato alla Sacra Rappresentazione gli attori della Compagnia Teatro della Luce e dell’Ombra, fondata nel 2003 è diretta dall’attore, regista e autore Gennaro Duccilli, e gli attori Nathalie Caldonazzo nel ruolo di Claudia Procula e Franco Oppini nel ruolo di San Francesco. 

La diretta in mondovisione è stata curata dalla conduttrice Laura Lattuada.  


 

Sabato 16 marzo 2013 la Sacra Rappresentazione di Sezze è a San Giovanni Rotondo dove, alle nove di sera con una temperatura di meno due gradi, in 150 volontari hanno sfilato sul sagrato del Santuario di Padre Pio da Pietralcina.

 


Sabato 12 aprile 2014 la Sacra Rappresentazione di Sezze è a Montecassino dove, davanti alla porta PAX dell'abbazia benedettina, alle nove di sera sfilano circa 300 figuranti per celebrare i 70 anni dal bombardamento della seconda guerra mondiale ed i 50 anni di San Benedetto patrono d'Europa.


Mercoledì 16 marzo 2016 la Sacra Rappresentazione di Sezze è a per la quarta volta a Roma in occasione del Giubileo straordinario della Misericordia. In 150 figuranti hanno sfilato sul sagrato della chiesa di San Francesco a Ripa dove riposa San Carlo da Sezze.


L'associazione della Passione di Cristo di Sezze, presieduta da Elio Magagnoli, si prende l'onero della realizzazione curata da molti collaboratori che si occupano di istruire le centinaia di comparse, mentre dal 1981 la regia è curata da Piero Formicuccia.

Il Parlamento Europeo ha istituito di recente un Albo per le associazioni che rappresentano la Passione di Cristo, e Sezze figura come capofila di tutti i paesi Italiani componenti del Consiglio dell'Euro Passione.


Storia della Sacra rappresentazione
Estratto da http://it.wikipedia.org
l'enciclopedia libera
La sacra rappresentazione è un genere teatrale di argomento religioso. In Italia si sviluppò nel XV secolo, in Toscana.
Con questo termine si intende la narrazione di un "fatto religioso" compiuta in maniera più articolata rispetto alla semplice lettura o declamazione di un testo.
la parola "rappresentazione" deriva dalla filosofia classica, tale termine indicava l'atto con cui la coscienza riproduce qualcosa di esterno ad essa (avvenimento, persona od oggetto) o rende evidente qualche cosa di interno (un sentimento uno stato d’animo o un prodotto della fantasia), esemplificandone i significati simbolici e traducendone le azioni in immagini descrittive. Fin dagli albori della civiltà l'uomo sentì l'esigenza di rappresentare, mediante il linguaggio gestuale e la danza, i propri sentimenti religiosi. Riti propiziatori con movimenti; scene di caccia e, più in generale, narrazioni di eventi prodigiosi si possono in qualche maniera far rientrare in quel complesso concetto che viene comunemente sintetizzato con la dicitura rappresentazione sacra. Con riferimento alla cultura occidentale, si può iniziare a parlare di sacra rappresentazione quando durante la lettura di un testo religioso, compaiono due o più lettori dialoganti o con ruolo di narratore (come nella lettura della "Passione di Gesù Cristo" per la religione cattolica). Le caratteristiche che la distinguono da una normale lettura sono l'intento didascalico e il desiderio di immedesimazione nell'evento.

Teatro dei Misteri

Una delle prime testimonianze del teatro medievale sacro è del 970, quando il Vescovo di Winchester descrive una sacra rappresentazione vista probabilmente a Limoges in Francia.
La mattina di Pasqua un monaco, che interpreta la parte dell'Angelo, va a sedersi presso il Sepolcro. Qui viene raggiunto da tre monaci che impersonano le tre Marie e si aggirano come cercando qualcosa. Il monaco che simula l'angelo canta: "Quem quaeritis?" (Chi cercate?). L'azione prosegue con l'annuncio della Resurrezione e termina con il canto corale del Te Deum. Jean Fouquet, il Martirio Di Santa ApolloniaQuesta primitiva rappresentazione del testo evangelico s'inserisce all'interno della principale celebrazione cristiana: la messa di Pasqua. Questo bisogno di rappresentare, per i fedeli che non seguivano il latino, divenne anche un imperativo morale per la Chiesa. Queste prime prove fatte all'interno delle chiese ben presto ebbero bisogno di spazio vitale, ovvero uno spazio scenico capace poiché le più importanti sacre rappresentazioni erano costituite da scenografie multiple, dove apparivano contemporaneamente le varie scene della vita di Cristo. 

La testimonianza iconografica più importante, in questo senso è la raffigurazione della cosiddetta Passione di Valenciennes dove convivono la casa della Madonna per l'Annunciazione, il Tempio della Presentazione, il Palazzo di Erode, il Paradiso e l'Inferno etc. in una lunga sequela di costruzioni effimere chiamate edicole per la loro forma tondeggiante aperte in direzione della sguardo dello spettatore. Queste edicole, chiamate mansiones si trovavano su un grosso palcoscenico, forse l'una accanto all'altra o in altre raffigurazioni come quella del Martirio di Sant'Apollonia, dipinta da Jean Fouquet, la rappresentazione è al centro della scena mentre le "mansiones" occupate sia dagli attori che dagli spettatori la circondano in una specie di antenato del Teatro Elisabettiano.

Inizialmente gli attori, in genere abitanti delle città in cui la rappresentazione si svolgeva, recitavano la loro parte immobili davanti al pubblico che si assiepava di fronte ai vari "quadri viventi", ed era il pubblico che si muoveva da una scena all'altra in una specie di Via Crucis In seguito la rappresentazione prese vita e conquistò il centro della scena. In Francia, ma non soltanto, si cercò di recuperare lo spazio rappresentativo degli antichi teatri romani e ciò aprì la stagione anche del teatro profano medievale che ripropose ai cittadini le antiche commedie dei vari Plauto e Terenzio che, in seguito tradotti in lingua volgare dagli Umanisti furono gli spettacoli antesignani del teatro rinascimentale.

In Italia

Per la religione cristiana la prima rappresentazione sacra, che prevedeva l'intervento di esseri umani "figuranti", fu il presepe vivente che San Francesco d'Assisi "organizzò" nel 1223 a Greccio.
Tale tradizione sopravvive tutt'oggi e molti sono gli esempi di presepi viventi in tutto il mondo.
Non si può parlare di rappresentazione sacra senza passare attraverso la descrizione della lauda drammatica.
Tale rappresentazione racchiudeva in sé già tutte le caratteristiche di uno spettacolo teatrale con attori, costumi e musiche.

La lauda trae le sue origini dalla ballata profana e, come la ballata, è composta da "stanze" per lo più affidate ad un solista o ad un gruppo da intendersi anche come coro.
Il precursore della forma dialogica che porterà alla nascita della lauda drammatica fu senza dubbio Jacopone da Todi (1230-1306). La sua lauda più celebre fu la "Donna de paradiso" (o "Pianto di Maria"), scritta in versi settenari e in cui, oltre alla Madonna, compaiono numerosi personaggi come: Gesù, il popolo, il nunzio fedele (facilmente identificabile in san Giovanni apostolo).
La lauda drammatica nacque e si sviluppò in un momento molto delicato per la chiesa, si parla infatti di un periodo in cui protagonista ideologico era il sogno di un rinnovamento inteso come ristrutturazione di un'istituzione ecclesiastica basata sulla spiritualità e sulla povertà.
Vi fu un forte richiamo della pietas popolare intesa proprio come espressione religiosa di un popolo che amava sentirsi vicino a Cristo proprio participando sia attivamente che passivamente alle rappresentazioni esplicanti particolari momenti della sua vita.
A rappresentare le laude nacquero quindi le cosiddette "fraternite" (poi "confraternite") composte spesso da chierici, ma anche da laici.

Dalle fraternite si svilupparono poi successivamente i laudesi, i battuti, i disciplinati ecc..
La chiesa, intesa come spazio architettonico, diventò ben presto uno ambiente troppo stretto per lo svolgimento delle rappresentazioni sacre, sia dal punto di vista volumetrico sia dal punto di vista riguardante la libertà espressiva.
Si iniziarono presto (cioè fin dalla fine del 1300) a costruire dei "palcoscenici" nei sagrati all'esterno delle chiese e la conseguenza fu proprio la nascita di la rappresentazioni teatrali con tematiche profane (dal greco pro fanòs che significa proprio prima/fuori dal tempio).

La musica divenne ben presto protagonista nelle rappresentazioni sacre; linee melodiche antiche lasciarono presto il posto prima a monodie accompagnate da strumenti musicali (spesso il ruolo del narratore all'interno della rappresentazione veniva cantato e da ciò deriva l'origine del termine recitativo, tutt'ora in uso nell'opera lirica), e successivamente nel Cinquecento la polifonia diventò la protagonista di ogni produzione musicale.
Emilio de' Cavalieri nel 1599 - alle soglie della nascita del moderno melodramma - scrisse "Anima e corpo", che fu messa in scena il successivo anno 1600 nella chiesa di Santa Maria in Vallicella. Fu, questa, una vera e propria rivoluzione musicale e da questo nuovo modo di intendere la rappresentazione sacra proposto da de' Cavalieri nacque genere musicale denominato oratorio.
 

A quel tempo in ambito profano si era sviluppato il melodramma, genere caratterizzato da tematiche per lo più mitologiche, che veniva rappresentato all'interno delle corti. Nell'oratorio, a differenza del melodramma, non vi era l'esigenza, puramente estetica e quindi tipicamente terrena, di mostrare la bravura dei compositori e degli interpreti mediante esecuzioni virtuose e complesse, ma erano la semplicità e la linearità le vere protagoniste, fu proprio stravolto il concetto di bellezza che non era più sinonimo di complessità, ma di semplicità ed umiltà. Le altre fondamentali differenze tra oratorio e melodramma consistevano nelle tematiche trattate che nell'oratorio erano essenzialmente religiose o morali spesso legate a vicende agiografiche, nell'oratorio, in oltre, scompaiono i costumi e la voce diventa l'unico strumento di rappresentazione; inoltre il luogo ospitante la rappresentazione non è più la corte, bensì la chiesa.



Passione 2016 - Il Sindaco di Sezze con i protagonisti della Sacra Rappresentazione

Passione 2015 - Il Sindaco di Sezze con i protagonisti della Sacra Rappresentazione

Passione 2013 - Il Sindaco di Sezze Andrea Campoli

Passione 2012 - Il Sindaco, Formicuccia e Magagnoli con gli attori Oppini, Lattuada e Caldonazzo

Passione 2011 - Il Sindaco di Sezze con Franco Oppini, Barbara Chiappini e il Presidente Elio Magagnoli

Passione 2010 - Il Sindaco di Sezze con Daniela Poggi e Franco Oppini

Passione 2009 - Il Sindaco di Sezze, Andrea Campoli con Franco Oppini e Maria Teresa Ruta

Passione 2010 - Sullo sfondo la Cattedrale di Santiago di Compostela

Passione 2011 - Sullo sfondo della Porziuncola i figuranti di Sezze sfilano ad Assisi

Passione 2012 - 5000 persone affollano piazza del Popolo a Latina

Passione 2013 - La Passione di Sezze sfila a San Giovanni Rotondo sul Sagrato del Santuario di San Pio

Passione 2014 - La Passione di Sezze sfila a Cassino davanti all'abbazia

Passione 2016 - La Passione di Sezze sfila a Roma sul sagrato di San Francesco a Ripa

a seguire alcuni momenti della Passione di Cristo di Sezze

giovani attori dell'Accademia d'Arte drammatica Silvio D'Amico di Roma e dell'Accademia Teatro "Menandro"

Gli attori della compagnia Teatro della luce e dell'ombra guidati da Gennaro Duccilli

La prassi compositiva dell'oratorio si divise in due correnti di pensiero: la prima legata alla lauda medioevale con il mantenimento della lingua volgare; la seconda, che nacque e si sviluppò nella chiesa del SS. Crocefisso di Roma, utilizzò la lingua latina, considerata più elegante e meno legata all'immanenza della situazione umana.
Il genere dell'oratorio toccò il proprio apice nel 1700. La struttura dell'oratorio in tale secolo diventò alquanto complessa ed articolata e prevedeva organici strumentali notevoli e le composizioni in stile mottettistico contrappuntisco sostituirono i recitativi in stile monodico.
In questo periodo il tema maggiormente preso in considerazione per la creazione degli oratori fu la "Passione di Cristo", con la nascita di due generi particolari di oratorio: la passione oratoriale in cui i testi venivano presi direttamente dai Vangeli ed erano inframezzati da corali arie ed interventi strumentali, e la Passione oratorio composta su di un libretto che teneva in considerazione le sacre scritture come spunto tematico, ma il cui testo era totalmente libero.
Sicuramente il maggiore esponente della Passione oratorio fu Johann Sebastian Bach.
L'oratorio può essere accostato ad un altro genere sacro, praticato da molto più tempo: la Messa. Inizialmente le varie sezioni della Messa venivano cantate su musiche di autori diversi. Il primo compositore a scrivere autonomamente tutte le sezioni dell'Ordinarium Missæ — facendone un tutt'uno indivisibile — fu Guillaume de Machaut, con la sua Messa eseguita nel 1364 in occasione dell'incoronazione di Carlo V. In seguito il genere divenne fonte insauribile di ispirazione per tutti i musicisti. Basti pensare alle messe scritte da W.A. Mozart, alla Messa in SI minore scritta da J.S. Bach o alla "Missa solemnis" in RE maggiore di L. van Beethoven. In epoca tardo romantica, dopo l'esempio di Mozart, la Messa da Requiem divenne la variante più diffusa; esempi straordinari sono il Requiem di J. Brahms (Ein deutsches Requiem), di G. Verdi e, nei primi del '900, di G. Fauré.

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