Sacra Rappresentazione di Sezze a Santiago di Compostela

 nell'anno Giubilare di San Giacomo

Un momento storico con il quadro di San Carlo da Sezze davanti la Cattedrale di Santiago di Compostela

Storica Passione a Santiago di Compostela

15 marzo 2010

 

La prima volta all’estero per la Passione di Sezze è un evento storico da incorniciare nell’album dei grandi ricordi. Una pagina scritta grazie alla passione e all'impegno di un gruppo di volontari, gli stessi che ogni Venerdì Santo sfilano per le vie di Sezze.

Dopo la partecipazione al Giubileo di Roma del 1950 e quella più recente del 2000, dopo la famosa rappresentazione del 1957 al Teatro Sacro Italiano e l’Euro Passione a Sezze del 2003, la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo di Sezze è protagonista di un nuovo momento memorabile: il Giubileo di Santiago di Compostela.

Centocinquanta setini, guidati dal presidente Elio Magagnoli e diretti dal regista Piero Formicuccia, hanno rappresentato la cultura e le tradizioni del Lazio in Spagna, sfilando in Plaza del Obradoiro davanti alla Cattedrale che dall'anno 820 custodisce la tomba dell'Apostolo San Giacomo, uno dei luoghi più cari alla cristianità.  

Nella foto sopra la tribuna d'onore in Plaza del Obradoiro che ha ospitato da sinistra: il Deputato e Coinsigliere Comunale di Santiago Conderroa Jerardo; la Senatrice Maria Jesus Sains; il Presidente dei Cammini d'Europa Maria Carmen Furelos; il giornalista e conduttore della diretta televisiva Fabio Benvenuti; il Sindaco di Sezze Andrea Campoli; il Presidentye dell'Astrtal Titta Giorgi; il Direttore della Compagnia dei Lipini Fabrizio Di Sauro.

Nella foto sotto l'incontro della delegazione setina con il Vescovo di Santiago Monsignor Julian Barrio mentre riceve alcuni doni che rappresentano Sezze.


La Passione di Sezze a Santiago di Compostela

6 marzo 2010                                                                                  

Tutto è pronto per la speciale Rappresentazione della Passione di Cristo che si terrà sabato 13 marzo a  Santiago di Compostela. Il progetto verrà presentato al pubblico martedì 9 marzo alle ore 18,00 presso l'auditorium San Michele Arcangelo di Sezze.

 Associazione della Passione di Sezze - Comune di Sezze - Comune di Cori

La cultura popolare dei Lepini a 

 SANTIAGO DI COMPOSTELA 
con la Passione di Sezze e il Coro di Giulianello

INCONTRO PUBBLICO E CON LA STAMPA

La cultura popolare dei Lepini sbarca a Santiago di Compostela, in Spagna, uno dei santuari più importanti e visitati della cristianità. L’iniziativa, dal grande valore culturale e sociale, assume una valenza ancor più rilevante poiché è inserita nell’ambito delle manifestazioni culturali previste per il Giubileo di San Giacomo, che ricade appunto nell’anno in corso. 

Le tradizioni e la cultura dei Lepini saranno rappresentate da due importanti momenti artistici: la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo di Sezze, dal 12 al 15 marzo, e i Canti delle Donne di Giulianello di Cori, dal 19 al 22 marzo. 


I dettagli dell’importante iniziativa culturale che lancia il nostro territorio a livello internazionale, saranno presentati martedì 9 marzo, alle 18,00 all’auditorium San Michele Arcangelo di Sezze. All’incontro pubblico e con la stampa saranno presenti: Domenico Di Resta, presidente della commissione turismo della Regione; don Fabrizio Bagnara, responsabile della Pastorale dell’Opera Romana Pellegrinaggi; Andrea Campoli, sindaco di Sezze; Tommaso Conti, sindaco di Cori; Giancarlo Siddera, presidente della Compagnia dei Lepini; Elio Magagnoli, presidente dell’Associazione della Passione di Cristo di Sezze; Piero Formicuccia, direttore artistico della Sacra Rappresentazione di Sezze, Giovan Battista Giorgi, presidente dell’Astral. Si tratta, dunque, di una importante operazione di promozione del territorio e della cultura dei Lepini in terra di Spagna, resa possibile dal lavoro compiuto dalla Compagnia dei Lepini in sinergia con le istituzioni, in primo luogo la Regione Lazio – Assessorato al Turismo - e alle associazioni culturali del territorio. Proprio nella capacità di mettere a sistema le varie realtà territoriali e di creare rapporti di partenaraiato solidi e proficui da parte della Compagnia dei Lepini, risiede uno degli aspetti che hanno reso possibile questa esperienza. 


Un lavoro che presenta aspetti di grande interesse. Tra questi, il chiaro riferimento all’investimento da parte della Compagnia dei Lepini sulla valorizzarne della cultura locale, segnatamente dell’elemento popolare, in cui il segnale è chiaro: il prodotto culturale può e deve avere un valore di carattere economico e può davvero rappresentare una opportunità di crescita e sviluppo per una vasta area. Una strada, questa, che pone la Compagnia dei Lepini all’avanguardia rispetto ad altre aree del territorio pontino e non solo, in cui cioè al prodotto culturale viene assegnato un valore primario. In tal senso, l’esperienza di Santiago di Compostela si inserisce nel lavoro già iniziato con la Via Francigena e destinato ad avere importanti ritorni sotto vari aspetti se inquadrato in un’ottica pluriennale. 
Proprio il riferimento al modello vincente e consolidato dei “Cammini d’Europa”, primo tra i quali il cammino per Santiago di Compostela, è la strada che la Compagnia dei Lepini intende seguire. Tutto questo può essere realizzato grazie alla sinergia messa in campo con la Regione, con gli enti locali, in tal caso i Comuni di Sezze e Cori, e le associazioni culturali che operano nel territorio. Ecco che a Santiago saranno rappresentate due eccellenze della cultura popolare lepina.


Il senso popolare della Passione di Cristo di Sezze, una delle più importanti ed originali manifestazioni del genere non solo in Italia ma anche in Europa, è dato dalla partecipazione alla Rappresentazione da parte di persone del popolo, figure di attori non professionisti che da decenni si cimentano in una esperienza artistica che è nel cuore stesso della cultura e della tradizione dei setini. In questa Rappresentazione trovano sintesi scene del Vecchio e Nuovo Testamento in cui, appunto, protagonisti sono i personaggi popolari.
Il secondo “prodotto” culturale lepino presentato a Santiago sarà il canto della Passione delle Donne di Giulianello di Cori, un canto arcaico tramandato oralmente, che rappresenta una preghiera cantata processionalmente da un gruppo di donne contadine che sin reca a far visita al santo sepolcro allestito nella chiesa parrocchiale la sera del Venerdì santo. Le musiche sono precedenti all’impianto del testo che appartiene al filone del “Planctus Mariea” (Jacopone da Todi) e la caratteristica principale del gruppo è la spiritualità della loro esecuzione polivocale.
 

Santiago di Compostela (in spagnolo, Santiago de Compostela, in passato nota in italiano come San Giacomo di Compostella) (ab. 93.000 circa) è la città spagnola capoluogo della comunità autonoma della Galizia. Situata nella provincia di La Coruña, è stata nel 2000 capitale europea della cultura.
Santiago di Compostela, assieme al cammino del pellegrinaggio omonimo, è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1985. È sede del governo autonomo Galiziano (Xunta de Galicia), luogo di continue peregrinazioni religiose di devoti provenienti da tutto il mondo e sede universitaria con più di 500 anni di storia.
La città è conosciuta soprattutto per la sua maestosa cattedrale dedicata a Giacomo il Maggiore e per essere la tappa finale di ogni pellegrino che decide di affrontare il vecchio "cammino di Santiago di Compostela". Il 23 ottobre 1987 il Consiglio d'Europa ha riconosciuto l'importanza dei percorsi religiosi e culturali che attraversano l'Europa per giungere a Santiago di Compostela dichiarando i percorsi "itinerario culturale europeo" e finanziando adeguatamente tutte le iniziative per segnalare in modo conveniente "el camino de Santiago".
Il nome della città – che ha origini celtiche – viene fatto derivare da Giacomo il Maggiore, apostolo e martire del Cristianesimo (morto e sepolto a Gerusalemme[1] e le cui spoglie, secondo la leggenda, sarebbero giunte miracolosamente via mare in Spagna)[2] e dal termine Compostela (o Campostela, in latino campus stellae) che significa campo della stella; la città viene talvolta citata anche come "San Giacomo del campo della stella".
Situata in una depressione nell'immediato interno della costa nord-occidentale della Spagna, proprio davanti all'Oceano Atlantico, era considerata - prima del viaggio di Cristoforo Colombo, nel 1492 - il bordo estremo conosciuto della terra, la finis terrae. Molte le leggende fiorite nel tempo intorno a questa località: una di esse la vuole come punto di congiungimento delle anime dei morti pronte a seguire il sole nel suo corso per attraversare il mare. In realtà è meta fin dal Medioevo di importanti pellegrinaggi di fedeli, che la ritengono un punto centrale della cristianità.
Il Cammino di Santiago di Compostela è il lungo percorso che i pellegrini fin dal Medioevo intraprendono, attraverso la Francia e la Spagna, per giungere al santuario di Santiago di Compostela, presso cui sarebbe la tomba di Giacomo il Maggiore.
Le strade francesi e spagnole che compongono l'itinerario sono state dichiarate Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.


Il Cammino di Santiago di Compostela è intimamente legato alla presunta tomba di Giacomo il Maggiore e al suo ritrovamento, che risale al IX secolo. Sebbene Giacomo sia morto in Palestina nel 44 e la Spagna fosse stata visitata solo da Paolo di Tarso, la tradizione racconta che:
«San Giacomo il Maggiore dopo l'ascesa di Gesù al cielo iniziò la sua opera di evangelizzazione della Spagna spingendosi fino in Galizia, remota regione di cultura celtica all'estremo ovest della penisola iberica. Terminata la sua opera Giacomo tornò in Palestina dove fu decapitato per ordine di Erode Agrippa nell'anno 44. I suoi discepoli, con una barca, guidata da un angelo, ne trasportarono il corpo nuovamente in Galizia per seppellirlo in un bosco vicino ad Iria Flavia, il porto romano più importante della zona. Nei secoli le persecuzioni e le proibizioni di visitare il luogo fanno sì che della tomba dell'apostolo si perdano memoria e tracce. Nell'anno 813 l'eremita Pelagio (o Pelayò), preavvertito da un angelo, vide delle strane luci simili a stelle sul monte Liberon, dove esistevano antiche fortificazioni probabilmente di un antico villaggio celtico. Il vescovo Teodomiro, interessato dallo strano fenomeno, scoprì in quel luogo una tomba, probabilmente di epoca romana, che conteneva tre corpi, uno dei tre aveva la testa mozzata ed una scritta:"Qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e Salomé".»
Per questo motivo si pensa che la parola Compostela derivi da Campus Stellae (campo della stella) o da Compos Tellum (terreno di sepoltura).
Alfonso I il Casto (789-842), re delle Asturie e della Galizia, ordina la costruzione sul posto di un tempio, i monaci benedettini nell'893 vi fissarono la loro residenza. Iniziarono così i primi pellegrinaggi alla tomba dell'apostolo (Peregrinatio ad limina Sancti Jacobi), dapprima dalle Asturie e dalla Galizia poi da tutta l'Europa[3].
Santiago di Compostela fu distrutta nel 997 dall'esercito musulmano di Almanzor e poi ricostruita da Bermudo II. Fu però il vescovo Diego Xelmirez ad iniziare la trasformazione della città in luogo di culto e pellegrinaggio, facendo terminare la costruzione della Cattedrale iniziata nel 1075 ed arricchendola con numerose reliquie.
Il 23 ottobre 1987 il Consiglio d'Europa ha riconosciuto l'importanza dei percorsi religiosi e culturali che attraversano l'Europa per giungere a Santiago de Compostela dichiarando la via di Santiago "itinerario culturale europeo" e finanziando adeguatamente tutte le iniziative per segnalare in modo conveniente "el camino de Santiago".
Gli anni cosiddetti "iacobei" - quelli in cui il 25 luglio, festa annuale del santo, cade di domenica, sono "giubilari" in forza di una bolla emessa dal papa Alessandro III nel 1179. Gli ultimi sono stato 1993, 1999, 2004, 2010. 

Indice dei quadri

1- Costumi Galiziani

2- San Carlo da Sezze

3- Abramo

4- Mosè

5- David


6- I Profeti

7- Giovanni Battista

8- Gesù e la Samaritana

9- Gesù con gli Apostoli

10 L'Apostolo Pietro


11- Maria di Magdala

12- Schiavi in catene

13- Lazzaro resuscitato

14- Prologo della Passione

15- Il Sinedrio


16- Pilato e Procula

17- La flagellazione

18- Calvario

19- Scheletri

20- Centurione pentito

21- Resurezione

foto di Ignazio Romano

dietro le quinte

> prima della processione 1

> prima della processione 2

> prima della processione 3

> prima della processione 4

> prima della processione 5

> dopo la processione


> Le foto di Lorenzo Giorgi

> La stampa di Santiago