La Passione a San Giovanni Rotondo 

 davanti al Santuario di Padre Pio

Sfilano in 150 sul Sagrato di San Pio a meno due gradi

Meraviglia e stupore nelle parole di chi ha sfidato il freddo pungente per assistere alla Passione

 


16 marzo 2013: la Passione di Sezze a San Giovanni Rotondo 

davanti al Santuario di San Pio

23 marzo 2013

UFFICIO STAMPA ASSOCIAZIONE DELLA PASSIONE DI CRISTO – SEZZE

Una grandissima emozione, soprattutto quando a sfilare nel grande piazzale del Santuario di Padre Pio è stato il quadro che rappresentava le fasi della stimmatizzazione del grande Santo di Pietrelcina

E’ stato questo uno dei momenti più intensi e commoventi della edizione straordinaria della Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo di Sezze, tenutasi a San Giovanni Rotondo lo scorso 16 Marzo sul sagrato della Chiesa all’Aperto del santuario di San Pio da Pietrelcina, uno dei santuari più importanti d’Italia visitato ogni anno da migliaia di pellegrini che omaggiano la figura del frate cappuccino. Un evento riuscito grazie alla passione e all'impegno di un gruppo di volontari, gli stessi che ogni Venerdì Santo sfilano per le vie di Sezze, e che a San Giovanni Rotondo hanno sfilato a meno 2 gradi accompagnati da molte persone che con grande stupore hanno assistito alla rievocazione del Dramma Sacro sfidando il freddo e manifestando parole di elogio verso i 180 figuranti.

 L’evento, organizzato dall’Associazione della Passione di cristo , dal Comune di Sezze in collaborazione con i Frati Minori Cappuccini di San Giovanni Rotondo ha avuto il patrocinio delle autorità civili: Regione Lazio, Provincia di Foggia, Provincia di Latina, Comune di San Giovanni Rotondo, Comune di Sezze e Comune di Latina e delle autorità religiose: Arcidiocesi di Manfredonia- Vieste- San Giovanni Rotondo, Diocesi di Latina Terracina- Sezze e Priverno , Provincia Religiosa “Sant’Angelo e Padre Pio”Ee Frati minori Cappuccini di San Giovanni Rotondo. Presenti all’evento molte autorità locali : il sindaco di san Giovanni Rotondo, Luigi Pompilio che ha ringraziato Sezze e il suo bellissimo omaggio, alcuni consiglieri comunali e il vescovo dell’Arcidiocesi di Manfredonia. Presenti anche il sindaco di Sezze, Andrea Campoli, il presidente del Consiglio Sergio di Raimo, e alcuni consiglieri del Comune di Sezze. Grandi parole di elogio e di ringraziamento al presidente Elio Magagnoli e al direttore artistico Piero Formicuccia da parte del Rettore del santuario di San Pio da Pietrelcina Padre Francesco Dileo. 

“Sono convinto che il messaggio trasmesso dalla Rappresentazione do Sezze ci aiuti a riflettere e vivere meglio la nostra esistenza di uomini e di cristiani – ha detto Padre Dileo – Invito tutti a vedere la Rappresentazione di Sezze, un evento davvero straordinario”.
Anche il sindaco di S. Giovanni Rotondo ha fatto i complimenti alla Rappresentazione di Sezze, invitando nuovamente il gruppo di Sezze a rappresentare la Passione a San Giovanni Rotondo: “La vostra – ha detto – è come una preghiera per scene e immagini. Grazie di cuore, ci siamo commossi soprattutto per il quadro di Padre Pio”.
Il presidente Elio Magagnoli e il direttore artistico Piero Formicuccia hanno espresso la loro soddisfazione e ringraziato la città di S. Giovanni Rotondo e soprattutto i Frati Minori, per la splendida accoglienza: “Siamo davvero orgogliosi di aver potuto mettere in scena la Passione a S. Giovanni Rotondo. Un grazie va soprattutto agli attori che hanno sfidato il freddo per questo evento unico. Invitiamo tutti a Sezze per il venerdì santo dove ci saranno in scena 800 attori”.

Per ulteriori dettagli consultare il sito ufficiale  www.passionedisezze.it

Il Sindaco di San Giovanni Rotondo accoglie il Sindaco di Sezze

La meravigliosa accoglienza di Padre Francesco

Una somiglianza impressionante dell'attore che ha impersonato Padre Pio

Tutto è pronto per una nuova memorabile rappresentazione della Passione

sul palco Fabio Benvenuti con Don Gianni Toni


14 marzo 2013

IL RETTORE DEL SANTUARIO DI  PADRE PIO: 

“E’ UN ONORE PER NOI OSPITARE LA RAPPRESENTAZIONE DI SEZZE”

“E’ un onore per la Fraternità di San Giovanni Rotondo dei Frati Minori Cappuccini ospitare la “Sacra rappresentazione della passione di Sezze”.

Sono le parole di Frate Francesco Dileo, nella foto accanto, Rettore del Santuario di San Pio da Pietrelcina, che così  commenta  il grande evento che vedrà la Passione di Sezze rappresentata presso la spianata del santuario, sabato 16 Marzo alle ore 20.30.

Questo luogo, infatti, - continua Frate Francesco - ben si presta a rievocare episodi della storia della nostra salvezza e, in particolare, il suo evento culminante: il sacrificio redentivo di Cristo.Gli imperscrutabili disegni della Divina Misericordia hanno benedetto questa terra, rendendola un richiamo proprio alla drammatica scelta d’amore compiuta dal Figlio di Dio in obbedienza al Padre, attraverso l’esperienza mistica della stimmatizzazione di Padre Pio, che lo accomuna alla spiritualità del serafico padre san Francesco, fondatore del nostro Ordine. Ma la loro “crocifissione” non è stata solo un segno esteriore, bensì l’espressione di quell’amore che rende l’amante conforme all’Amato. «Sotto la croce s'impara ad amare», rivelò un giorno Gesù a Padre Pio. In questa espressione è sintetizzato il senso della vita e del destino dell’uomo.

Ringrazio l’Associazione della Passione di Cristo di Sezze – conclude il Rettore del Santuario - e tutti coloro che hanno sostenuto e reso possibile questa sacra rappresentazione e auguro a tutti di trarne copiosi frutti spirituali”.

Tutto è pronto, dunque, per questo storico appuntamento: il pellegrinaggio della Sacra Rappresentazione della Passione di Sezze,  che negli anni passati  ha toccato Roma , Santiago de Compostela, Assisi e Latina , approda a San Giovanni Rotondo uno dei centri mondiali della Cristianità.

L’evento previsto a San Giovanni Rotondo vuole rendere omaggio alla straordinaria figura di San Pio da Pietrelcina e coincide in modo particolare con l’Anno della Fede proclamato da Sua Santità Benedetto XVI.

La manifestazione è realizzata per volontà e  in collaborazione con i  Frati Minori Cappuccini di San Giovanni Rotondo, e gode del patrocinio delle autorità civili:  Regione Lazio, Provincia di Foggia,  Provincia di Latina, Comune di San Giovanni Rotondo,  Comune di Sezze  e  Comune di Latina e delle autorità religiose: Arcidiocesi di Manfredonia- Vieste- San Giovanni Rotondo  ,  Diocesi di Latina Terracina- Sezze e Priverno , Provincia Religiosa “Sant’Angelo e Padre Pio”Ee Frati minori Cappuccini di San Giovanni Rotondo. 

La Sacra Rappresentazione  si terrà presso la Chiesa all’aperto di San Pio da Pietrelcina il 16 Marzo 2013 alle ore 21.00 per la durata di circa un’ora e mezza. La Sacra Rappresentazione ripercorre la storia del Vecchio e Nuovo Testamento con forma processionale suddivisa in circa 25 scene dove gli spettatori fermi potranno assistere al passaggio della stessa . Si prevedono circa 180 figuranti   in costume, la presenza di carri e cavalli.

L’Associazione della Passione di Cristo di Sezze ringrazia tutte le istituzioni civili e religiose, in particolare i  Frati Minori Cappuccini di San Giovanni Rotondo e il Comune di San Giovanni Rotondo, per la collaborazione e il supporto dato per la realizzazione della manifestazione.


I primi anni (1887-1918)
Francesco Forgione nacque a Pietrelcina, un piccolo comune alle porte di Benevento, il 25 maggio 1887. Fu battezzato il giorno successivo nella chiesa di Sant'Anna. Gli venne dato il nome Francesco per desiderio della madre, devota a san Francesco d'Assisi. Il 27 settembre 1899 ricevette la comunione e la cresima dall'allora arcivescovo di Benevento Donato Maria dell'Olio. La madre era una donna molto cattolica e le sue convinzioni ebbero una grande influenza sulla formazione religiosa del futuro frate.
Il giovane non frequentò le scuole in maniera regolare perché doveva rendersi utile in famiglia lavorando la terra. Solo quando ebbe dodici anni cominciò a studiare sotto la guida del sacerdote Domenico Tizzani che, in un biennio, gli fece svolgere tutto il programma delle elementari. Poi, passò alla scuola per gli studi ginnasiali.
Il desiderio di diventare sacerdote fu sollecitato dalla conoscenza di un frate del convento di Morcone, fra' Camillo da Sant'Elia a Pianisi, che periodicamente passava per Pietrelcina a raccogliere offerte. Le pratiche per l'entrata in convento furono iniziate nella primavera del 1902, quando Forgione aveva 14 anni, ma la sua prima domanda ebbe esito negativo. Solo nell'autunno del 1902 arrivò l'assenso.
Forgione sostenne di aver avuto una visione, il 1º gennaio 1903 dopo la comunione, che gli avrebbe preannunciato una continua lotta con Satana. La notte del 5 gennaio, l'ultima che passava con la sua famiglia, dichiarò di aver avuto un'altra visione in cui Dio e Maria lo avrebbero incoraggiato assicurandogli la loro predilezione. Il 22 gennaio dello stesso anno, a 15 anni, vestì i panni di probazione del novizio cappuccino e diventò "fra' Pio".
Concluso l'anno del noviziato, fra Pio emise la professione dei voti semplici (povertà, castità e obbedienza) il 22 gennaio del 1904. Intraprese gli studi ginnasiali a Sant'Elia a Pianisi (CB). Il 27 gennaio 1907 professò i voti solenni. Nel novembre del 1908, completati gli studi, si recò a Montefusco dove studiò teologia. Il 18 luglio del 1909 ricevette l'ordine del diaconato, nel noviziato di Morcone. Nei mesi di novembre e dicembre dello stesso anno, risiedette nel convento di Gesualdo (AV). Il 10 agosto 1910 fu ordinato sacerdote. Nonostante fosse ancora ventitreenne, il vescovo decise per un'eccezione alle disposizioni del diritto canonico che all'epoca prevedevano un'età minima per l'ordinazione di 24 anni.
In tale periodo gli agiografi collocano la comparsa sulle sue mani delle stimmate. Fra' Pio diede comunicazione per la prima volta l'8 settembre 1911, in una lettera indirizzata al padre spirituale di San Marco in Lamis: qui il frate racconta che il fenomeno andrebbe ripetendosi da quasi un anno, e che avrebbe taciuto perché vinto «sempre da quella maledetta vergogna». Il 7 dicembre 1911 fece ritorno a Pietrelcina per ragioni di salute, restandovi, salvo qualche breve interruzione, sino al 17 febbraio 1916.
Il 10 ottobre dello stesso anno fra' Pio rispose alle domande perentorie, rivoltegli da padre Agostino da San Marco in Lamis, affermando che avrebbe ricevuto le stimmate, «visibili, specie in una mano», e che, pregando il Signore, il fenomeno sarebbe scomparso, ma non il dolore che sarebbe rimasto «acutissimo»; sostenne inoltre che avrebbe subito quasi ogni settimana, da alcuni anni, la coronazione di spine e la flagellazione.
Prestò il servizio militare a Benevento dal 6 novembre 1915. Un mese dopo venne assegnato alla decima compagnia sanità di Napoli. Svolse il servizio con molte licenze per motivi di salute, sino a essere definitivamente riformato tre anni più tardi, a causa di una «broncoalveolite doppia», il 16 marzo 1918, dall'ospedale principale di Napoli.
Il 17 febbraio 1916 fra' Pio giunse a Foggia, restandovi sette mesi circa e dimorando nel convento di Sant'Anna. La sera del 28 luglio, accompagnato da padre Paolino da Casacalenda, arrivò per la prima volta a San Giovanni Rotondo. Pur sentendosi meglio in tale luogo, dopo una settimana circa scese di nuovo a respirare l'aria afosa di Foggia, poiché il permesso chiesto al padre provinciale, anche se non necessario, tardava a venire. In ragione di ciò il 13 agosto Pio scrisse al provinciale, chiedendo di poter «passare un po' di tempo a San Giovanni Rotondo» anche perché, a suo dire, Gesù gli avrebbe assicurato che là sarebbe stato meglio. Fra' Pio venne infine lasciato in tale convento, con l'ufficio di direttore spirituale del seminario serafico.

La comparsa delle stigmate (1918-1920)
Il crocifisso davanti al quale Padre Pio sostenne di aver ricevuto le stigmate il 20 settembre 1918. Nell'agosto del 1918 fra Pio affermò di aver avuto delle visioni su di un personaggio che lo avrebbe trafitto con una lancia, lasciandogli una ferita costantemente aperta (transverberazione). Poco tempo dopo, in seguito a una ulteriore presunta visione, fra Pio affermò che avrebbe ricevuto delle stigmate. Tali lesioni vennero variamente interpretate: come segno di una particolare santità, o come una patologia della cute (per es. piaghe da psoriasi), o come auto-inflitte.
L'inizio del manifestarsi delle stigmate risalirebbe al 1910, quando per la sua malattia il religioso aveva avuto il permesso di lasciare il convento e di vivere nella sua casa natale a Pietrelcina. Non distante dal paese, tutti i giorni dopo aver celebrato la messa, si recava in una località detta Piana Romana, dove il fratello Michele aveva costruito per lui una capanna e dove aveva la possibilità di pregare e meditare all'aria aperta, che giovava molto ai suoi polmoni malati. Il fenomeno delle stigmate, rivelò al suo confessore, cominciò a manifestarsi proprio in quel luogo, nel pomeriggio del 7 settembre 1910, e si manifestò con maggior intensità un anno dopo nel settembre 1911, quando il frate scrisse al suo direttore spirituale:
«In mezzo al palmo delle mani è apparso un po' di rosso, grande quanto la forma di un centesimo, accompagnato da un forte e acuto dolore. Questo dolore è più sensibile alla mano sinistra. Anche sotto i piedi avverto un po' di dolore.»
Nello stesso periodo cominciarono a circolare voci secondo le quali la sua persona aveva cominciato a emanare un "inspiegabile" profumo, che non era percepito da tutti allo stesso modo: «Chi diceva di sentire profumo di rose, chi di violette, di gelsomino, di incenso, di giglio, di lavanda ecc.».
La voce della comparsa delle stigmate fece il giro del mondo e San Giovanni Rotondo divenne meta di pellegrinaggio da parte di persone che speravano di ottenere grazie. I pellegrini gli attribuirono il merito di alcune conversioni e guarigioni "inaspettate", grazie alla sua intercessione presso Dio. La popolarità di padre Pio e di San Giovanni Rotondo crebbe ancora grazie al passa-parola e la località dovette cominciare ad attrezzarsi per l'accoglienza di un numero di visitatori sempre maggiore.
La situazione divenne imbarazzante per alcuni ambienti della Chiesa cattolica: il Vaticano infatti non aveva notizie precise su cosa stesse realmente accadendo; le scarne informazioni ricevute ben si prestavano ad alimentare il timore di una macchinazione, di fatto sommovente interessi economici, eventualmente perpetrata sfruttando il nome della Chiesa e la tonaca. Un primo inconcludente rapporto fu stilato dal Padre Generale dei cappuccini, il quale a sua volta aveva inviato Giorgio Festa. Questi ipotizzò una possibile origine soprannaturale del fenomeno, ma proprio il suo entusiasmo ne minò la credibilità. Si commissionarono perciò ulteriori indagini, molte delle quali condotte in incognito.

Le stimmate. Le indagini (1919-1923)
Il primo medico a studiare le ferite di Padre Pio fu il professore Luigi Romanelli, primario dell'ospedale civile di Barletta, per ordine del padre superiore Provinciale, nei giorni 15 e 16 maggio 1919. Nella sua relazione fra le altre cose scrisse: «Le lesioni che presenta alle mani sono ricoperte da una membrana di colore rosso bruno, senza alcun punto sanguinante, niente edema e niente reazione infiammatoria nei tessuti circostanti. Ho la certezza che quelle ferite non sono superficiali perché, applicando il pollice nel palmo della mano e l'indice sul dorso e facendo pressione, si ha la percezione esatta del vuoto esistente».
Due mesi dopo, il 26 luglio, arrivò a San Giovanni Rotondo il professore Amico Bignami, ordinario di patologia medica all'Università di Roma. Le sue considerazioni mediche non si discostarono da quelle del prof. Romanelli, in più però affermò che secondo lui quelle "stigmate" erano cominciate come prodotti patologici (necrosi neurotonica multipla della cute) ed erano state completate, forse inconsciamente per un fenomeno di suggestione, o con un mezzo chimico, per esempio la tintura di iodio[17].
Nel 1920 padre Agostino Gemelli, medico, psicologo e consulente del Sant'Uffizio, fu incaricato dal cardinale Merry Del Val di visitare padre Pio ed eseguire "un esame clinico delle ferite". Il Segretario del Sant'Uffizio, chiamato in causa per via dei sospetti su presunte attività scandalose del cappuccino, scelse il Gemelli, è dato supporre, sia per le sue conoscenze scientifiche, sia per i suoi studi specialistici sui "fenomeni mistici", che aveva condotti sin dal 1913.
"Perciò - pur essendosi recato nel Gargano di propria iniziativa, senza che alcuna autorità ecclesiastica glielo avesse chiesto - Gemelli non esitò a fare della sua lettera privata al Sant'Uffizio una sorta di perizia ufficiosa su padre Pio".
Il Gemelli volle invece esprimersi compiutamente in merito e volle incontrare il frate, nonostante una malcelata ritrosia di questi. Padre Pio, infatti, mostrò nei confronti del nuovo investigatore un atteggiamento di netta chiusura, non alleviando le polemiche, nonostante l'approccio iniziale del messo vaticano fosse stato di buona apertura sul piano personale.
Il frate rifiutò la visita adducendo che mancava l’autorizzazione scritta del Sant'Uffizio. Furono vane le proteste di padre Gemelli che, incaricato dal Sant'Uffizio e inviato di persona dal cardinal Merry Del Val riteneva di avere il diritto di effettuare un esame medico delle stigmate. Mario Guarino interpreta questo rifiuto come un'implicita ammissione di colpa da parte di padre Pio. Il frate, sostenuto dai suoi superiori, condizionò l'esame a un permesso da richiedersi per via gerarchica, disconoscendo le credenziali di padre Agostino Gemelli, che comunque era in missione ufficiale. Questi abbandonò dunque il convento, irritato e offeso.
Padre Gemelli espresse quindi la diagnosi:
« È un bluff... Padre Pio ha tutte le caratteristiche somatiche dell'isterico e dello psicopatico... Quindi, le ferite che ha sul corpo... Fasulle... Frutto di un'azione patologica morbosa... Un ammalato si procura le lesioni da sé... Si tratta di piaghe, con carattere distruttivo dei tessuti... tipico della patologia isterica »
e più brevemente lo chiamò "psicopatico, autolesionista ed imbroglione"; i suoi giudizi, che come si è visto non potevano contare sull'esame clinico rifiutatogli, avrebbero pesantemente condizionato, per l'autorevolezza della fonte, la vicenda del frate.
Come risultato di queste vicende, il 31 maggio 1923, arrivò un decreto vero e proprio in cui si pronunciava la condanna esplicita. Il Sant'Uffizio dichiarava il non constat de supernaturalitate circa i fatti legati alla vita di padre Pio ed esortava i fedeli a non credere e a non andare a San Giovanni Rotondo. La formula specifica utilizzata, nel linguaggio ecclesiastico, equivale ad asserire che al momento non sono stati evidenziati elementi sufficienti ad affermare la soprannaturalità dei fenomeni, pur non escludendo che possano esserlo in futuro. Il decreto venne pubblicato dall'Osservatore Romano, organo di stampa del Vaticano, il 5 luglio successivo e subito ripreso dai giornali di tutto il mondo.
Il 15 dicembre del 1924, il dottor Giorgio Festa chiese alle autorità ecclesiastiche l'autorizzazione a sottoporre il Padre a un nuovo esame clinico per uno studio ulteriore e più aggiornato, ma non l'ottenne.
L'inchiesta sul frate si chiuse con l'arrivo del quinto e definitivo decreto di condanna (23 maggio 1931) con l'invito ai fedeli di non considerare come sovrannaturali le manifestazioni psichiatriche certificate dal Gemelli, ma i più fedeli sostenitori di Padre Pio non considerano il divieto di Roma vincolante. A Padre Pio venne vietata la celebrazione della messa in pubblico e l'esercizio della confessione. 

La revoca delle restrizioni e le ulteriori indagini (1933-1968) 

Padre Pio mentre celebra una messa. Nel 1933 papa Pio XI revocò le restrizioni precedentemente imposte a padre Pio. Una fonte indipendente suggerisce però che, formalmente, il decreto ufficiale di sconfessione di padre Pio non sarebbe mai stato revocato. Infatti il Sant'Uffizio non ritrattò i suoi decreti e, ufficialmente, padre Pio continuò a essere condannato dalla Chiesa. A San Giovanni Rotondo accorrevano comunque gente comune, ma anche personaggi famosi. Nel 1938 arrivò Maria José di Savoia che volle farsi fotografare accanto a padre Pio. Giunsero i reali di Spagna, la regina del Portogallo in esilio, Maria Antonia di Borbone, Zita di Borbone-Parma, Giovanna di Savoia, Ludovico di Borbone-Parma, Eugenio di Savoia e tanti altri. Nel 1950 il numero di persone, in particolare donne, che si volevano confessare era talmente imponente, che venne organizzato un sistema di prenotazioni. Il 9 gennaio 1940 iniziò la costruzione del grande ospedale Casa Sollievo della Sofferenza.
Papa Giovanni XXIII ordinò ulteriori indagini su padre Pio, inviando monsignor Carlo Maccari: nello spirito del Concilio Vaticano II si voleva intervenire con decisione verso forme di fede popolare considerate arcaiche. All'inizio dell'estate 1960, papa Giovanni fu informato da monsignor Pietro Parente, assessore del Sant'Uffizio, del contenuto di alcune bobine audio registrate a San Giovanni Rotondo. Da mesi Roncalli assumeva informazioni sulla cerchia delle donne intorno a Padre Pio, si era appuntato i nomi di tre fedelissime: Cleonice Morcaldi, Tina Bellone e Olga Ieci», più una misteriosa contessa. Il Papa annota il 25 giugno 1960, su quattro foglietti rimasti inediti fino al 2007 e rivelati da Sergio Luzzatto:
«Stamane da mgr Parente, informazioni gravissime circa P.P. e quanto lo concerne a S. Giovanni Rotondo. L’informatore aveva la faccia e il cuore distrutto.»
«Con la grazia del Signore io mi sento calmo e quasi indifferente come innanzi a una dolorosa e vastissima infatuazione religiosa il cui fenomeno preoccupante si avvia a una soluzione provvidenziale. Mi dispiace di P.P. che ha pur un’anima da salvare, e per cui prego intensamente»
«L’accaduto—cioè la scoperta per mezzo di filmine, si vera sunt quae referentur [se sono vere le cose riferite], dei suoi rapporti intimi e scorretti con le femmine che costituiscono la sua guardia pretoriana sin qui infrangibile intorno alla sua persona— fa pensare ad un vastissimo disastro di anime, diabolicamente preparato, a discredito della S. Chiesa nel mondo, e qui in Italia specialmente. Nella calma del mio spirito, io umilmente persisto a ritenere che il Signore faciat cum tentatione provandum, e dall’immenso inganno verrà un insegnamento a chiarezza e a salute di molti.»
«Motivo di tranquillità spirituale per me, e grazia e privilegio inestimabile è il sentirmi personalmente puro da questa contaminazione che da ben 40 anni circa ha intaccato centinaia di migliaia di anime istupidite e sconvolte in proporzioni inverosimili.»

Pasqua 1968: 

Padre Pio incontra monsignor Lefevbre a san Giovanni Rotondo
Padre Carmelo Durante da Sessano riporta una discussione che si sarebbe avuta tra l'arcivescovo di Manfredonia Andrea Cesarano e papa Giovanni XXIII, in cui il papa sarebbe stato "tranquillizzato" circa le questioni riguardanti Padre Pio:
«Che mi racconti di Padre Pio?” “Santità…” “Non chiamarmi santità – lo interruppe – “chiamami don Angelo come hai sempre fatto. Dimmi di lui!” “Padre Pio è sempre l’uomo di Dio che ho conosciuto all’inizio del mio trasferimento a Manfredonia. È un apostolo che fa alle anime un bene immenso”. “Don Andrea, adesso si dice tanto male di Padre Pio”. “Ma per carità, don Angelo. Sono tutte calunnie. Padre Pio lo conosco sin dal 1933 e t’assicuro che è sempre un uomo di Dio. Un santo”. “Don Andrea, sono i suoi fratelli che l’accusano. E poi… quelle donne, quelle registrazioni… Hanno perfino inciso i baci”. Poi il Santo Padre tacque per l’angustia e il turbamento. Monsignor Cesarano, con un fremito che gli attraversava l’anima e il corpo, tentò di spiegare: “Per carità, non si tratta di baci peccaminosi. Posso spiegarti cosa succede quando accompagno mia sorella da Padre Pio?” “Dimmi”. E monsignor Cesarano raccontò al Santo Padre che quando sua sorella incontrava Padre Pio e riusciva a prendergli la mano, gliela baciava e ribaciava, tenendola ben stretta, malgrado le vive rimostranze nel timore di sentire un ulteriore male per via delle stigmate. 

Il buon Papa Giovanni alzò lo sguardo al cielo ed esclamò: «Sia lodato Dio! Che conforto che mi hai dato. Che sollievo!»
In quel periodo il superiore locale di padre Pio era padre Rosario da Aliminusa (al secolo Francesco Pasquale, 1914-1983), che ricopriva l'incarico di guardiano della comunità di san Giovanni Rotondo; padre Rosario da Aliminusa, fermo custode delle regole dell'ordine, in diversi scritti testimoniò che padre Pio non venne mai meno ai suoi doveri d'obbedienza; ne mise inoltre in risalto il rigore teologico.
Nel 1964, il nuovo Papa Paolo VI concesse personalmente ma ufficiosamente a Padre Pio da Pietrelcina l'Indulto (reintegro) per continuare a celebrare, anche pubblicamente, la Santa Messa secondo il rito di San Pio V, sebbene dalla Quaresima del 1965 fosse in attuazione la riforma liturgica. Contemporaneamente, molteplici attività finanziarie gestite da Padre Pio passarono in gestione alla Santa Sede.
Padre Rosario da Aliminusa, inoltre, in relazione alla nomina - da parte della Santa Sede - di padre Clemente da Santa Maria in Punta quale amministratore apostolico destinato a gestire la situazione giuridico-economica dei beni della Casa Sollievo della Sofferenza, fu nominato procuratore generale dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, una delle massime cariche dell'ordine, incaricato, per la funzione, di mantenere i rapporti tra l'Ordine e la Santa Sede, cosa questa che favorì una ricomposizione della frizione che stava insorgendo in relazione alla gestione dei beni e delle donazioni: padre Pio istituì nel suo testamento la Santa Sede quale legataria di tutti i beni della Casa Sollievo della Sofferenza.
Alle ore 2:30 del mattino di lunedì 23 settembre 1968 Padre Pio morì all'età di 81 anni. 

Ai suoi funerali parteciparono più di centomila persone giunte da ogni parte d'Italia.

27 febbraio 2013

UFFICIO STAMPA ASSOCIAZIONE DELLA PASSIONE DI CRISTO – SEZZE 

Il pellegrinaggio della Sacra Rappresentazione della Passione di Sezze,  che negli anni passati  ha toccato Roma , Santiago de Compostela, Assisi e Latina, approda a San Giovanni Rotondo uno dei centri mondiali della Cristianità.

La Passione di Cristo di Sezze, infatti, sarà rappresentata a  San  Giovanni Rotondo, nel sagrato della basilica nuova,  la sera del 16 Marzo 2013 alle ore 21.00.

L’evento a San  Giovanni Rotondo per il 2013 è il continuo di un pellegrinaggio che vuole approdare sui Santuari più importanti d’Italia e d’Europa con la speranza, in un non lunghissimo futuro di poter giungere in Terra Santa a Gerusalemme. L’evento previsto a San Giovanni Rotondo  coincide in modo particolare con l’Anno della Fede proclamato da Sua Santità Benedetto XVI.

L’ evento è realizzato per volontà e  in collaborazione con i  Frati Minori Cappuccini di San Giovanni Rotondo e si terrà presso il Sagrato adiacente al  Santuario di San Pio da Pietrelcina il 16 Marzo 2013 alle ore 21.00 per la durata di circa un’ora e mezza. La Sacra Rappresentazione ripercorre la storia del Vecchio e Nuovo Testamento con forma processionale suddivisa in circa 25 scene dove gli spettatori fermi potranno assistere al passaggio della stessa . Si prevedono circa 180 figuranti   in costume, la presenza di carri, cavalli ed  altri animali.

Il sindaco di Sezze Andrea Campoli:L’evento a San Giovanni Rotondo è il prosieguo di un intenso lavoro di divulgazione di una tradizione che coinvolge da ormai 80 anni l’intera città di Sezze dove ognuno come attore o come spettatore è protagonista dell’evento della Passione”.

Il presidente dell’Associazione Elio Magagnoli: L’Associazione della Passione di Cristo nel 2013 vuole proseguire quel cammino che ci ha visti già protagonisti a Santiago de Compostela e ad Assisi , con una rappresentazione straordinaria dove uomini e donne di Sezze renderanno omaggio alla figura di San Pio da Pietrelcina”

Indice dei quadri

1- Apertura

2- San Pio da Pietralcina

3- Santa Maria Goretti

4- San Carlo da Sezze

5- Abramo

6- Mosè

7- Giuditta

8- David


9- I Profeti

10- Annunciazione a Maria

11-12 Angelo e fuga in Egitto

13- Rachele e madri piangenti

14- Gesù dodicenne

15- Giovanni Battista


16- Gesù e la Samaritana

17- Gesù con gli Apostoli

18- Schiavi in catene

19- Lazzaro resuscitato


20- Prologo della Passione

21- Il Sinedrio

22- Pilato e Procula

23- Pilato, Littori e Centurione

24- La Flagellazione

25- Calvario

26- Donne della Passione

27- Scheletri

28- Centurione pentito

29- Resurezione


30- Preparativi - 1

31- Preparativi - 2

32- Conclusione

foto di Ignazio Romano

 16 marzo 2013