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Sezze - 20, 27 e 28 febbraio 2021                                                         foto di Ignazio Romano

Le foto, pubblicate in sequenza cronologica, seguono la lavorazione 

delle riprese e della realizzazione del film documentario

Sacra Rappresentazione della Passione di Sezze

VALORIZZAZIONE DI UN PATRIMONIO CULTURALE DELLA REGIONE LAZIO  

girato a Sezze nei giorni 20, 27 e 28 febbraio 2021

> prima giornata di riprese - sabato 20 febbraio 2021 

> seconda giornata di riprese - sabato 27 febbraio 2021 

> terza giornata di riprese - domenica 28 febbraio 2021 

Programma della Sacra Rappresentazione – film documentario 2021
1.   San Lidano
2.   San Carlo da Sezze celebratore della Passione nel 1600
3.   Venerando Fra Bonifacio
4.   Caino e Abele
5.   Abramo
6.   Mosé che mostra le Tavole dei 10 comandamenti
7.   Profeti che annunciano la venuta del Salvatore
8.   Le sibille in contesto pagano profetizzano la venuta del Messia
9.   L’Annunciazione dell’Angelo a Maria
10. Maria ed Elisabetta
11. Natività
12. Re magi 
13. Fuga in Egitto (Giuseppe e Maria)
14. Rachele e Madri piangenti
15. Gesù dodicenne
16. Gesù e la Samaritana
17. Donna di Cananea
18. Commento delle Donne con Maria
19. Un gruppo di schiavi in catene 
20. Gesù e gli apostoli
21. Lazzaro resuscitato
22. Il dubbio di Pilato nel sogno di Procula 
23. Il Sinedrio processa Gesù
24. Pilato, littori, centurione
25. La colonna della flagellazione (Ecce Homo) e Maria Maddalena
26. Giuda
27. Gesù condotto al Calvario, la Veronica, Truppa Romana, Pie Donne 
28. Crocifissione
29. Il centurione pentito
30. La Resurrezione

LA PASSIONE DI SEZZE DIVENTA UN DOCUFILM: 

TERMINATE LE RIPRESE NEI LUOGHI PIU’ SUGGESTIVI DEL PAESE 

comunicato stampa
La Passione di Cristo di Sezze diventa un docufilm, che sarà presto posto in visione al pubblico. Nei giorni scorsi è stato chiamato l’ultimo ciak per le riprese delle varie scene della storica Sacra Rappresentazione, che hanno avuto come set alcuni degli spazi più belli e suggestivi di Sezze, non soltanto il centro storico ma diverse zone dell’ampio territorio setino. Tra i luoghi che hanno visto prendere vita i vari quadri della Passione di Sezze, si evidenziano il Museo archeologico comunale, la cinta muraria di epoca romana antistanti l’ex monastero di Santa Chiara e via dei Templi, ed il lago Mole Muti. 

A rendere le ambientazioni ancora più affascinanti, l’utilizzo di alcuni angoli dello storico Teatro Sacro Italiano (noto anche come Anfiteatro), il sito realizzato negli anni cinquanta proprio per ospitare le edizioni estive della rappresentazione e non più utilizzato a tale scopo dal lontano 1957. Per l’occasione sono state ristrutturate le tre croci poste in cima ad una collinetta che funge da Golgota, con il ripristino del vecchio camminamento, e sono state inoltre ripulite e riportate al loro splendore le due grandi grotte carsiche naturali, all’interno delle quali sono state girate diverse scene. L’intero progetto è curato dell’Associazione della Passione di Cristo di Sezze, che dal 1933 organizza la Sacra Rappresentazione del venerdì santo, che per dare continuità a questa straordinaria tradizione ha deciso di realizzare il docufilm, vista anche l’impossibilità di poter realizzare la tradizionale Passione di Cristo in forma processionale. 

Sono stati circa 150 gli attori che, in varie giornate e nel rispetto dei protocolli previsti dalle disposizioni anti Covid, sono stati protagonisti delle varie scene del vecchio e nuovo testamento. 
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con la Regione Lazio e il Comune di Sezze, con l’organizzazione generale curata dal presidente dell’Associazione,
Elio Magagnoli, e la parte artistica dal regista Piero Formicuccia. “Ringrazio gli amici dell’Associazione della Passione di Cristo di Sezze – afferma il sindaco di Sezze, Sergio Di Raimo - e in particolare agli attori e figuranti della Sacra rappresentazione, che pur in un momento così difficile per la nostra comunità, e per l’Italia intera, hanno voluto continuare una tradizione secolare. 

È una occasione ricca di significato, un messaggio che proviene da Sezze e dalla sua gente, che ha consentito di poter girare le scene in alcuni dei luoghi più suggestivi di Sezze, in particolare nel Teatro Sacro Italiano. Tutto questo conferma come la nostra comunità si identifichi in questa storica tradizione, nota in tutta Italia e a livello internazionale e che merita di essere valorizzata e tramandata”.       

Per il regista e direttore artistico della Sacra Rappresentazione, Piero Formicuccia, “il docufilm realizzato rappresenta uno spaccato interessante della Passione di Sezze, con la presentazione di 30 scene del vecchio e nuovo testamento. Rispetto alla tradizionale rappresentazione del venerdì santo di Sezze, che si svolge in forma processionale, abbiamo voluto curare molto le ambientazioni e alcuni particolari scenografici e recitativi che meglio si prestano da essere valorizzati da un lavoro di tipo cinematografico. Per questo, oltre a tutti coloro che hanno lavorato alla riuscita di questa attività, ringrazio il gruppo di tecnici video (Studio 4D) che ha curato le riprese ed il montaggio. Ritengo abbiamo realizzato un film documentario che merita di essere visto e che per molti versi sorprenderà gli spettatori”.

LA PASSIONE DI CRISTO DI SEZZE IN UN FILM DOCUMENTARIO

articolo di Piero Formicuccia

Da più di un anno il mondo intero ha dovuto organizzarsi per approntare piani di emergenza sanitaria, favorire ed organizzare azioni di sostegno finanziario per fronteggiare la grave crisi economica. La confusione ha preso il sopravvento sulla chiarezza e sulle abitudini cui eravamo abituati ormai da una vita vissuta. Tutto ciò, e non solo, forse a causa di un virus contenuto in due piccoli animali, il pipistrello e il pangolino, o arrivato per vie traverse in un mercato di Wuhan (Cina) dove si macellano animali vivi e lì, è entrato in contatto con l’uomo, generando questa pandemia, quella del Covid-19, di cui ancora non ne siamo venuti fuori. 

Le misure prese a livello nazionale e locale hanno imposto alle persone di ridisegnare i propri comportamenti e le proprie attività, lavorative, sociali e culturali. Non solo le persone, anche le organizzazioni che annualmente promuovevano, nell’ambito delle proprie città, eventi culturali, sociali, sportivi e di altro genere, hanno dovuto adattarsi ai limiti imposti dai diversi DPCM promulgati di volta in volta dal Presidente del Consiglio per evitare il propagarsi della pandemia.

L’anno 2020 ha assorbito tutta l’attenzione delle istituzioni  per dare risposte concrete alle diverse crisi che si sono generate. Chiaramente ad ogni livello scarsa, o quasi nulla, è stata la produzione di quelle attività culturali ed artistiche, teatrali, cinematografiche, musicali, che hanno sempre rappresentato per la nazione Italia, come in tutto il mondo, oltre che un aspetto lavorativo per centinaia di migliaia di professionisti, anche un giusto momento ricreativo per tanta parte della popolazione. Proprio in ogni città, paese o comprensorio, nell’anno 2020, e così anche per gran parte dell'anno in corso, molte di quelle iniziative storiche, religiose, tradizionali di una certa rilevanza antropologica, che da sempre hanno rappresentato il segno distintivo delle rispettive comunità, non si sono svolte.

Ogni comunità locale, in tutto il mondo, ha dovuto adattarsi alle norme imposte dai vari governi e annullare di conseguenza quegli eventi, di una certa importanza, che coinvolgevano centinaia di persone e che richiamavano migliaia di spettatori. È stato questo il caso dell’Associazione della Passine di Cristo di Sezze che storicamente, a partire dal 1933, organizza ogni anno nel giorno del Venerdì Santo, la "Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo".

Evento realizzato con più di 700 attori figuranti, alla presenza di migliaia di persone che negli ultimi anni ha registrata picchi di circa 40.000 spettatori. L’anno scorso già dal mese di gennaio fervevano i preparativi per l’edizione 2020, quando invece, per motivi che tutti conosciamo, con grande dispiacere dell’Associazione e delle persone che già avevano confermato la propria partecipazione, è stato annullato e rinviato a data indefinita. La Settimana Santa vissuta in tempo di Covid, a Sezze, come in tante altre parte d’Italia, non è stata la stessa degli altri anni, quando le organizzazioni religiose e culturali, ognuna per la propria competenza, si impegnavano a far rivivere il dramma della Passione di Cristo. La gente, privata da queste emozioni, si è sentita orfana, come se fosse venuto meno un elemento importante della propria identità. 

L’Associazione della Passione di Cristo di Sezze, per ovviare almeno in parte a questo vuoto, in collaborazione con l’emittente televisiva Lazio TV, ha mandato in onda le rappresentazioni degli anni precedenti, riscuotendo anche consensi unanimi da parte di migliaia di spettatori, non solo di Sezze ma anche di altre città del Lazio. La speranza da parte dei diretti partecipanti era quella che nell’anno 2021 tutto potesse svolgersi regolarmente. Ma così non è stato

Anche quest’anno la tradizionale Rappresentazione della Passione di Cristo, nella sua forma itinerante e scenica, con i suoi 44 quadri rappresentanti scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, non potrà avere luogo. Già dal mese di gennaio di questo nuovo anno, le decisioni unanimi prese denotavano chiaramente, con senso di responsabilità e di rispetto per la salute pubblica, per un nuovo rinvio, Covid permettendo, all’anno prossimo.

Constatato ciò, i massimi organismi dell’Associazione, con a capo il presidente Elio Magagnoli, insieme al sottoscritto, direttore artistico e ai più stretti collaboratori, per non cedere alle delusioni del momento, e per non rendere vane le attese della popolazione, degli attori e di tutti i simpatizzanti, hanno redatto un progetto che già in questi giorni si sta realizzando, nel rispetto delle normative vigenti anti-Covid e dei decreti regionali e nazionali.

Il progetto prevede la realizzazione di un film-documentario sulla Sacra Rappresentazione le cui scene, in parte si stanno già girando e registrando secondo un programma ben definito. Gli attori coinvolti sono circa 150 che rappresenteranno i quadri della Passione. Le riprese sono state definite secondo un calendario con orari scaglionati, in modo da non creare nessun tipo di assembramento. 

Il film-documentario sulla Sacra Rappresentazione della Passione di Sezze, realizzato in collaborazione con il Comune di Sezze e con la Regione Lazio, è interamente girato sul territorio comunale, dalla pianura alla città, e le riprese in parte sono state previste nel centro storico e in modo preponderante all’interno dell'area del Teatro Sacro Italiano (detto Anfiteatro) al fine di poter ricongiungere la città tutta, dopo ben 64 anni di interruzione per cause disparate, con questo sito così importante nato appositamente per la Sacra Rappresentazione, su cui gran parte della popolazione setina, a partire dagli anni ’50, aveva investito per il rilancio dell’attività culturale ed economica del territorio.  

È questo senz’altro un modo anche per valorizzare alcuni angoli e siti caratteristici del centro storico di Sezze, cortili e palazzi cinquecenteschi ma anche angoli di epoca romana, parte delle mura ciclopiche di via Cavour e di via dei Templi, importanti reperti del Museo Archeologico e del Museo Lepino della Civiltà Contadina di Sezze Scalo e così tanti altri siti. Le scene previste sono 30 con recitazione, narrazione e descrizione delle stesse. All’interno della produzione ci saranno interventi istituzionali e commenti di alto profilo per un prodotto della durata di circa 1 ora e 40 minuti che verrà trasmesso dai canali del gruppo Lazio TV con copertura del digitale terrestre del Lazio e dell’Italia, tramite canale Sky dedicato con copertura nazionale Italia, tramite canale satellitare con copertura Europa (Eurovisione), tramite streaming sul sito della Passione di Sezze con copertura web in mondovisione, la sera del Venerdì Santo a partire dalle ore 21.00. Sono già previste repliche per la domenica di Pasqua.

Tale produzione verrà promossa tramite pubblicazioni di articoli su stampa regionale e provinciale, servizi TV regionali e sul sito associativo www.passionedisezze.it oltre che sui canali social dell’Associazione della Passione di Cristo. Nel mese di febbraio diverse persone sono state impegnate presso il Teatro Sacro Italiano, per restituire ad alcuni spazi di questo luogo come la collina del Golgota, le tre croci, le grotte adiacenti alla nuova struttura costruita sulle gradinate esistenti, la possibilità di essere agibili e fruibili per questa circostanza ed auspicabili future esigenze artistiche e culturali.

Speriamo che questa nuova esperienza, tanto attesa e partecipata in questi giorni di febbrili attività per le riprese del film, possa restituire ai cittadini di Sezze, e non solo, quelle emozioni e stati d’animo che ogni anno in occasione del Venerdì Santo si provono. 

E proprio partendo da questo slancio, è palese l'intento di ridare nuova vita allo straordinario sito dell’Anfiteatro riconsiderando tutta l'area ala luce delle modifiche avvenute. Una volta che le istituzioni hanno ripristinato l'agibilità della struttura incompiuta, sarà finalmente possibile riproporre la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo in quel luogo storico dove il fondatore, l'avvocato Filiberto Gigli, l'ha pensata, ma anche realizzare molte altre forme di spettacolo in modo da riportare il sito ad essere il centro della cultura per l'intera provincia. 

Tutto ciò a beneficio dei cittadini ed in particolare per il rilancio turistico di Sezze.

RIPORTATI ALL’ANTICO SPLENDORE ALCUNI LUOGHI CARATTERISTICI DEL TEATRO SACRO ITALIANO (ANFITEATRO) 

comunicato stampa

Dopo 64 anni di buio e di polvere, la città di Sezze è tornata a riappropriarsi e ad ammirare alcuni dei luoghi storici e più caratteristici di un sito che da sempre appartiene alla memoria, alla storia e alla cultura del centro lepino: il Teatro Sacro Italiano, comunemente chiamato “Anfiteatro”. Grazie, infatti, all’opera dell’Associazione della Passione di Cristo di Sezze, che dal 1933 organizza la Sacra Rappresentazione del venerdì santo, evento noto in tutta Italia e anche a livello internazionale, nei giorni scorsi è stata ripulita e riportata alla luce, è proprio il caso di dirlo, la collina che negli anni cinquanta fungeva da Golgota per le scene della Passione di Cristo di Sezze.

Inoltre, i lavori di questi giorni hanno consentito il recupero e la ristrutturazione delle tre imponenti croci poste in cima a questa collinetta simbolo del calvario dei Gesù e dove, sempre negli anni cinquanta, veniva realizzata la maestosa scena della crocifissione. Le croci sono state ricoperte in legno e messe in sicurezza, mentre è stato rintracciato ed evidenziato il vecchio camminamento che dalla base del Golgota porta in cima alle croci. Infine, sono state ripulite e riportate al loro splendore le due grandi grotte carsiche naturali, poste lungo la strada che conduce all’interno del Teatro Sacro Italiano. 

Quest’opera di pulizia e valorizzazione del sito ha come obiettivo di riportare l’attenzione su un sito straordinario, a cui i cittadini di Sezze sono da sempre molto legati, che merita una giusta valorizzazione in senso storico e turistico. Il complesso fu realizzato negli anni cinquanta del secolo scorso per iniziativa dell’allora presidente dell’Associazione della Passione di Cristo di Sezze, l’avvocato Filiberto Gigli, per destinarlo ad ospitare le repliche estive della Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo. Allo scopo venne realizzata una magnifica struttura, con gradinate in grado di contenere fino a 12mila spettatori e la riproposizione del Golgota in cima ad una collinetta naturale. L’ultima edizione di questo grande evento fu realizzata nel 1957, prima che il complesso fosse adibito a campo di calcio e, successivamente, reso inutilizzabile da lunghi lavori di ampliamento mai portati a termine. 
Ora, con orgoglio e tanto lavoro, l’Associazione della Passione di Cristo ha fatto riscoprire la bellezza di questi luoghi, liberati dai rovi e dai materiali inerti che negli anni si erano accumulati. Il sito, inoltre, è utilizzato in questi giorni per girare alcune scene della Passione di Cristo di Sezze ma l’auspicio è che possa essere al più resa di nuovo fruibile al pubblico l’intera area del Teatro Sacro Italiano. Un primo passo è stato compiuto. 

ORIGINI DI SEZZE
L
e origini della città di Sezze sono immerse in un’aura di leggenda. Lo stesso nome antico Setia si fa risalire etimologicamente a setis, le setole del manto del leone Nemeo di cui si gloriava Ercole. Questo eroe, infatti, è considerato il mitico fondatore della città. Ancora oggi Sezze ha come insegna il leone in campo azzurro che regge una cornucopia ricolma di frutti con intorno la scritta: Setia plena bonis gerit albi signa leonis (Sezze piena di ricchezza porta l’insegna del bianco leone). La prima notizia certa su Sezze proviene dallo storico romano Velleio Patercolo, il quale afferma che a Sezze nell’anno 382 a.C. fu dedotta una colonia “Post septem annos quam Galli Urbem ceperant”. Con molta probabilità (c’è disaccordo tra gli storici), prima della fondazione della colonia di Setia nel 382 a.C. esisteva già un antico centro di origine latina (posto in pieno territorio volsco), facente parte dei membri della Lega Ferentina che si sollevarono contro Roma, sollevazione che portò alla battaglia del Lago Regillo nel 499 o 496 a.C. e al conseguente rinnovamento della Lega mediante il Foedus Cassianum.

La fondazione della colonia di Setia rientra nella strategia dei Romani di creare una fortezza (come già Norba nel secolo precedente e Circei pochi anni prima) che fosse un baluardo contro la crescente potenza dei Volsci, colmando, come dice lo storico Gaetano De Sanctis, la lacuna delle fortezze tra Signa e Circei. Sezze fu tra le colonie latine fondata a partire dal V secolo a.C. in territorio volsco, le cui condizioni furono lasciate immutate per molti anni, potendo esse conservare la loro autonomia, rinunciando però ad esercitare alcuni diritti, lo “Ius connubi” e lo “Ius commercii” tra di loro mentre gli stessi diritti rimanevano validi tra ciascuna delle colonie e Roma.

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