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Gli interventi >  Vincenzo Serra    Francesco Petrianni    Carlo Luigi Abbenda    Franco Abbenda

  INCONTRO DIBATTITO SU ATTESE DI PACE  

Incontro organizzato dalle parrocchie di:

San Carlo da Sezze

San Lorenzo Martire

Santa Lucia 

Santa Maria

Dai Presidenti parrocchiali: 

Luigi Scialò

Stefania De Meis

Alessandro Moretti

Marco Serra

     Anna Rita Vertecchi

La difesa della pace all'interno dei delicati equilibri nazionali ed internazionali è periodicamente al centro del dibattito etico.

I principi e le modalità di regolazione dei rapporti tra le parti sono spesso fonte di scontro all'interno degli organismi politici e nell'opinione pubblica.

Sorprende un po' tutti il discorso pacato e lucido del professore di Roma. Lui che conosce bene gli americani; che ha studiato ed ha vissuto negli USA; che ha pagato personalmente il tributo al terrorismo, sa che la pace non è quella a tutti i costi ma frutto di mediazione. Ed il vecchio continente, con la sua lunga storia, l'interlocutore più accreditato ad influenzare positivamente le parti.

visita > intervento di Franco Abbenda

Il professore Giovanni Bachelet ha cercato di dare a tutti una risposta, continuando a ripetere di non sentirsi la "sibilla romana" ne un esperto della materia, ma un uomo come tanti di fronte al dilemma della guerra. Poi, però ha citato a memoria i principi dalla carta dell'ONU che regolano le controversie internazionali; passi delle Encicliche dove si fa riferimento alla guerra e dove solo negli ultimi tempi la Libertà affianca i principi di Verità, Giustizia e Amore nei testi della Chiesa. Gli stessi valori che, secondo l'Azione Cattolica, sorreggono il delicato tempio della PACE.

     Il moderatore del dibattito Vincenzo Serra

Per informazioni rivolgersi a

Vincenzo Serra

Tel. 335 6767067

e-mail:  ada.serra@libero.it

«Preghiamo per i nostri governanti, per i giudici, i poliziotti e per quanti oggi, nelle diverse responsabilità - nella società, nel Parlamento, nelle strade - continuano in prima fila la battaglia della democrazia con coraggio e amore. Preghiamo anche per quelli che hanno colpito il mio papà, perché senza nulla togliere alla giustizia che deve trionfare, sulle nostre labbra ci sia sempre il perdono e mai la vendetta, sempre la vita e mai la richiesta della morte degli altri».

Queste parole, pronunciate da Giovanni Bachelet il 14 febbraio 1980
durante i funerali di suo padre Vittorio, ucciso barbaramente due giorni prima per mano delle Brigate Rosse, hanno accompagnato la preparazione di
quest'incontro-dibattito sui princìpi di salvaguardia di un ordine politico internazionale in cui la parola "pace" non sia un semplice riferimento retorico.
Il perdono di Giovanni, e della sua famiglia, nei confronti di chi aveva
utilizzato l'arma dell'odio per esprimere un proprio modello di "giustizia",
appaiono oggi fuori luogo nella mentalità comune e nel confronto politico.
«Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono» ripete incessantemente Giovanni Paolo II ad un mondo che, in diversi ambiti e per molti aspetti parla un'altra lingua. Ma, come aggiunge il Santo Padre, non ci si può stancare di proporre con maggiore intensità questo monito.
L'Azione Cattolica non si sottrae a questo impegno. E si assume il compito
di essere luogo e strumento di confronto e testimonianza. Per questo il 15
febbraio, mentre centinaia di milioni di persone, a cui eravamo idealmente
legati, manifestavano in tutto il mondo per esprimere il proprio "no" alla
tragedia della guerra, abbiamo deciso di riflettere assieme a Giovanni Bachelet, ai responsabili delle forze politiche locali e alla comunità cittadina e capire quali ragioni vi siano tra i "se" e i "ma" dell'umano bisogno di pace.
Al di là delle varie di posizioni emerse - tutte portatrici di elementi di
riflessione eticamente e politicamente rilevanti - ci interessa sottolineare come il dialogo, nel piccolo di una città o nel grande di un istituzione sovranazionale, sia l'unica via percorribile nel garantire il
rispetto delle molteplici diversità umane e culturali. 

Come ampiamente
sottolineato negli interventi del dibattito, è auspicabile che i governi di ogni paese e gli organismi internazionali, atti a garantire la concordia tra le nazioni, tengano sempre a mente i dettami sanciti in materia di diritti umani, tra i quali il diritto alla pace ha indubbiamente un ruolo
primario.
Le associazioni parrocchiali di Azione Cattolica di san Carlo da Sezze,
san Lorenzo martire, san Pietro, santa Lucia e santa Maria si sono impegnate
alacremente affinché questo incontro si potesse svolgere. E il risultato è
stato quello di un diffuso entusiasmo per un'iniziativa che finalmente fa
confrontare la città, seppur su una questione non strettamente legata alle
sue dinamiche, superando quella situazione infeconda creata dall'assenza
di un dibattito capace di far confrontare le diverse opinioni sui problemi
più importanti della comunità sociale.

 Articolo di Christian Capuani
Resp. Acr parrocchia S.Carlo da Sezze
Consigliere diocesano ACI.


visita i balconi per la Pace

leggi i messaggi delle migliaia di famiglie che vogliono la Pace

Sabato 15 febbraio 2003 ore 16.30

 sala "Sant'Angelo" Auditorium Comunale di Sezze

relazione introduttiva di

Giovanni Bachelet

"...no alla guerra preventiva..pace e mediazione..."

Professore di Fisica presso l'Università Statale "La Sapienza" di Roma

A seguire il saluto del Sindaco di Sezze

Giancarlo Siddera che ha accolto Bachelet

       Accoglienza calorosa e semplice prima della delicata relazione


Presentazione degli organizzatori

     Presenta il dibattito, ed introduce la relazione, Vincenzo Serra

 L'incontro-dibattito  farà riferimento alle aspettative di Pace sancite dalla Costituzione Italiana, dalla volontà di tutti i Popoli del mondo, dai documenti di tutte le associazioni ed istituzioni libere, dagli interventi di Giovanni Paolo II affinché non prevalgono politiche di guerra e di violenza ad oscurare il pensiero moderno delle civiltà umane.

In questo giorno Manifestazioni si svolgono  in tutto il mondo, in tutti i paesi liberi, in tutte le piazze democratiche e civili che intendono riappropriarsi della vita come bene universale.

     Intervento del Presidente parrocchiale Alessandro Moretti


Accoglienza al professore

Il Presidente del Centro Studi San Carlo Da Sezze, Giuseppe Oppo consegna una targa raffigurante il Santo al Professore Giovanni.

"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione della controversie internazionale; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

COSTITUZIONE ITALIANA: Art.  11

        Il Sindaco di Sezze, Giancarlo Siddera e Giovanni Bachelet

"Mai la guerra può essere considerata un mezzo come un altro, da utilizzare per regolare i contenziosi fra le nazioni"

Giovanni Paolo II, Discorso agli ambasciatori, 13/01/2003

"A tutti gli uomini di buona volontà spetta un compito immenso:

il compito di ricomporre i rapporti nella convivenza, nella verità, nella giustizia, nell'amore, nella libertà: I rapporti della convivenza tra i singoli esseri umani; fra i cittadini e le rispettive comunità politiche; fra le stesse comunità politiche; fra individui, famiglie, corpi intermedi e comunità politiche da una parte e dall'altra la comunità mondiale."

da Giovanni XXIII " Pacem in terris", V


Interventi dal pubblico

        Intervento dal pubblico

       Intervento dal pubblico

       visita >  Intervento di Francesco Petrianni


Interventi dei rappresentanti le forze politiche

       Intervento dei rappresentanti le forze politiche cittadine

       Intervento dei rappresentanti le forze politiche cittadine

       Intervento dei rappresentanti le forze politiche cittadine

        Intervento dei rappresentanti le forze politiche cittadine

Ore 17,00: con un po' di ritardo sul programma, accompagnato da Vincenzo e Marco Serra, arriva a Sezze il professor Giovanni Bachelet, che dopo un caffè ristoratore è pronto per la sua lezione ai setini.