Auditorium del Turismo

Mario Costa

   

 Sezze, 20 dicembre 2007                                     foto di Ignazio Romano

Remo Girone  -  Annamaria Guarnieri

LUNGA GIORNATA VERSO LA NOTTE

di Eugene O'Neill
traduzione di Masolino D'amico
con Luca Lazzareschi e Daniele Salvo
scene di Gianni Carluccio
costumi di Nanà Cecchi
musiche di Antonio Di Pofi
regia di Piero Maccarinelli

produzione Pietro Mezzasoma

Scritto nel 1956 (e rappresentato postumo nello stesso anno a Stoccolma), dopo alcuni capolavori quali Desiderio sotto gli olmi, Strano interludio, Il lutto si addice ad Elettra, e dopo un Premio Nobel per la letteratura, Lunga giornata verso la notte si pone come uno spietato riepilogo di tutta la drammaturgia di O'Neill, che con questo testo decide finalmente di fare i conti con se stesso affrontando le inquietudini e i fantasmi del suo passato. La lunga giornata è quella trascorsa dalla famiglia Tyrone – in realtà la famiglia dell’autore – nell’abitazione di campagna in Connecticut. Chiusi in casa, i quattro personaggi (madre, padre e i due figli) iniziano una conversazione tranquilla al mattino di una giornata che si annuncia come un lungo viaggio verso l’oscurità. Approdando man mano verso le sponde del proprio fallimento, si lanciano rimproveri, si scambiano insulti, rinvangano tenerezze ed ingiustizie: tra loro si aprono inattesi attimi di solidarietà e si spalancano abissi di odio. Falsi valori, luci artificiali, ma anche un disperato bisogno di amore, fino all’ultima straziante dichiarazione.  


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