Daniele Nardi

mountainfreedom

sulle vette del mondo

K2 Freedom... il film

15 marzo 2008                                           auditorium Mario Costa

…Tutta la verità sulle difficoltà incontrate nell’impresa… 
rivivendo l’incubo, la tragedia e la gioia infranta …

Daniele Nardi

Nato il 24 giugno del 1976 effettua la sua prima scalata di un 4000, il Monte Bianco, a 18                anni in solitaria. Prima esperienza extraeuropea a 23 anni con Silvio Mondinelli al                Gasherbrum II, terminata per Daniele a 7000m causa maltempo. Nel 2002 tenta la                          scalata di un altro colosso Himalayano, il Cho Oyu 8201 m, partito in solitaria dal campo II a 7100m termina la salita ad 8050 m per un principio di congelamento ai piedi.

Il 19 maggio 2004 alle ore 07.15 tocca la cima dell'Everest 8848 m

Il 4 ottobre 2005 tocca la cima middle dello Shisha Pangma 8014 m.

Il 20 luglio 2007 conquista la vetta del K2 8611 m. 

15 Marzo 2008 - ore 20:45 - Auditorium Mario Costa -  K2 Freedom…Il Film 
Nel foyer sarà presente una mostra fotografica  

Siamo lieti di invitarvi alla proiezione del film “K2 Freedom” di Daniele Nardi sulla scalata del K2 8611m del 20 luglio 2007. L’avventura è stata raccontata con il doc-film “K2 Il sogno, l’incubo” realizzato da Marco Mazzocchi e prodotto da Rewind in coproduzione Mountain Freedom, andato in onda su RAI2 lo scorso ottobre. 
Il film “K2 Freedom”, realizzato con immagini inedite, mira a raccontare nei dettagli la scalata della seconda montagna più alta e difficile del mondo, il K2, mettendo in evidenza il valore morale e sportivo che questa spedizione ha inteso affermare. 
K2 Freedom è un film che racconta l'avventura della scalata, sottolineando sensazioni, ansie, difficoltà che un'impresa simile porta con se.  E' un film con emozioni contrastanti: la gioia di raggiungere un sogno; la disperazione di vivere un incubo; la felicità di avercela fatta; il dolore per la scomparsa di un amico. La scomparsa di Stefano ha lasciato in tutti noi un vuoto incolmabile. 
“La montagna più difficile da scalare al Mondo affrontata da quattro uomini che come obbiettivo hanno sempre avuto al primo posto l’amicizia”. 
Daniele Nardi Vi invita alla visione delle riprese inedite.

Programma

Ore 20,45 Mostra fotografica "Terre a contatto" nel foyer dell'auditorium

Ore 21,00 Proiezione del film "K2 Freedom"

Il K2, Chogori in lingua baltì che significa “La grande montagna”, non ha bisogno di presentazioni, è la seconda vetta più alta della terra con i suoi 8611 mt. e di gran lunga la più difficile dal punto di vista tecnico. E’ situato nella catena montuosa del Karakorum in territorio pakistano.E’ anche chiamata “la montagna degli italiani” perché fu una spedizionetutta italiana che riuscì, nel 1954, a portare sulla vetta due alpinisti: Lino Lacedelli ed Achille Compagnoni.
Rappresenta il sogno di ogni alpinista ma anche la più grande preoccupazione. E’ una montagna temibile ed allo stesso tempo affascinante.
La via di salita che verrà seguita dalla spedizione è quella che, dal versante sud, risale lo Sperone degli Abruzzi. Il nome della via è dovuto a Luigi Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi che per primo, nel 1909, intraprese questo itinerario.
Anche se è il più seguito per raggiungere la vetta del K2 e sebbene venga considerato come la “via normale” della montagna, questo percorso è tutt'altro che semplice presentando tratti di roccia verticale e ripidi pendii di ghiaccio. 
Diversi passaggi chiave segnano i 3300 metri di dislivello dell’itinerario, che si sviluppa con un percorso molto esposto e battuto dai venti che incalzano fra il K2 e il Broad Peak. Il CB è posto tra i 5000 e i 5050 m sul ghiacciaio Godwin Austen. La via vera e propria comincia a 5300 metri, dove si lascia il ghiacciaio per attaccare lo Sperone.
Con una prima parte di neve e terreno misto a tratti abbastanza ripida, si sale fino al campo I (6100 m.). Da qui una serie di ripidi pendii di misto portano fino alla base del difficile tratto di roccia verticale conosciuto come “Camino Bill”, dal quale si ha accesso al pendio su cui viene solitamente posto il campo II (6750 m.).
Al di sopra del campo, la Piramide Nera rappresenta un altro impegnativo ostacolo, con rocce ripidissime che solo attorno ai 7700 metri perdono verticalità, lasciando spazio all’ampio plateau nevoso chiamato "La Spalla", dove viene installato il campo III. L'inclinazione non eccessiva del terreno consente di recuperare un poco di energie fisiche e psichiche fino agli 8300 metri, dove inizia il tratto più difficile della salita: il famigerato "Collo di Bottiglia", uno stretto e ripido corridoio ghiacciato che conduce sotto ad un immenso seracco da aggirare sulla sinistra con un delicatissimo traverso, oltre il quale si raggiungono i pendii finali e poi la vetta (8611 m.).