Inchiesta 2001

 Prima inchiesta sul patrimonio archeologico setino    

di Ignazio Romano e Giovanni Rieti 

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maggio 2001

 Perché un’inchiesta? Non certo per scoprire nulla che già non è sotto gli occhi di tutti e non è stato ampliamente documentato. Nei miei intenti “Inchiesta” vuole essere un lavoro propositivo, che suoni come sveglia per tutte le componenti sociali.

Mi piace ricordare agli amministratori, alle associazioni e a tutti i singoli cittadini che tra i tesori più importanti che possiamo vantare sicuramente c’è, oltre all’agricoltura, l’ambiente con il monte Semprevisa e tutto il sistema idrico, non ultimo i beni culturali a partire dalle epoche preistoriche, passando per le diverse età storiche fino ad oggi. Curare, promuovere, proteggere i nostri tesori naturali e culturali oltre a essere un dovere è nostro interesse. Per la riqualificazione si può avere la possibilità di accedere a fondi comunitari e dare così lavoro, sviluppo e un futuro ai nostri figli.

Avvalendomi del lavoro svolto da studiosi setini come il Prof. Luigi Zaccheo che ha pubblicato molte opere tra cui il libro “I monti Lepini” edito Newton Copton dove vengono raccolti gli studi eseguiti da paleontologi, archeologi e storici sulle diverse epoche che hanno lasciato traccia sul nostro territorio, o come nel libro dell’Avv. Filippo Lombardini "Storia di Sezze" Atesa Editrice, dove viene narrato con novizia di particolari la storia di Setia; delle sue lontane e nobili origini sino al 1891 quando Sezze contava 10.960 abitanti; dell’importanza che Sezze ha avuto nel determinare eventi storici; dei sui personaggi citati fin dai più antichi documenti e delle famigli nobili che hanno lasciato lustro e molti beni alla comunità. Si pensi al palazzo dove risiede il municipio, alla sede dell’antiquario, alle scuole del centro storico.

Mentre scrivo questa pagina penso: 

“Si sveglierà nei miei concittadini tanta grandezza che da sempre a dimorato questi luoghi”?

Mi viene il sospetto che molta è la responsabilità di chi ha ereditato la sensibilità dei padri e non l’ha messa a frutto. Con il peso di questo sospetto ho realizzato le foto che vedete, cercando di dare il meglio delle mie capacità; le ho poi lavorate corredandole delle indicazioni utili, ma anche delle mie impressioni. Senza voler colpire  alcuno, ma solo con l’intenzione di spronare tutti al recupero di valori preziosi e antichi, proponendo sinergie capaci di ridare lustro e decoro a Sezze e ai suoi abitanti.