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sabato,
9 marzo 2019
Siamo affranti dal dolore; vi comunichiamo che le ricerche di Daniele e Tom sono concluse. Una parte di loro rimarrà per sempre al Nanga Parbat.
Il dolore è forte; davanti a fatti oggettivi e, dopo aver fatto tutto il possibile per le ricerche, dobbiamo accettare l'accaduto.
Ringraziamo Alex, Ali, Rahmat e tutta la squadra di soccorso, le autorità pakistane e italiane, i giornalisti, gli sponsor, tutti gli amici che hanno dimostrato tanta collaborazione e generosità.
La famiglia ricorda Tom come competente e coraggioso amico di Daniele. A lui va il nostro pensiero.
Daniele rimarrà un marito, un padre, un figlio, un fratello e un amico perso per un ideale che, fin dall'inizio, abbiamo accettato, rispettato e condiviso. Ci piace ricordarti come sei veramente: amante della vita e delle avventure, scrupoloso, coraggioso, leale, attento ai dettagli e sempre presente nei momenti di bisogno.
Ma soprattutto ci piace ricordarti con le tue parole:
"mi piacerebbe essere ricordato come un ragazzo che ha provato a fare una cosa incredibile, impossibile, che però non si è arreso e se non dovessi tornare il messaggio che arriva a mio figlio sia questo: non fermarti non arrenderti, datti da fare perché il mondo ha bisogno di persone migliori che facciano sì che la pace sia una realtà e non soltanto un'idea…vale la pena
farlo."

“La vita è avere coraggio e affrontare l’ignoto”
– I sogni segreti di Walter Mitty – (www.danielenardi.org)
Daniele Nardi (nato a Sezze il 24 giugno 1976) è il primo alpinista nella storia, nato al di sotto del Po, ad aver scalato l’Everest ed il K2, le due vette più alte al mondo. Dal 2002, anno in cui ha toccato per la prima volta la quota degli 8.000 sul Cho Oyu (sesta montagna più alta del mondo posta tra la Cina ed il Nepal), non si è più fermato.
Daniele ha scalato anche il Broad Peak (8.047 metri), il Nanga Parbat (8.125 metri), la Middle dello Shisha Pangma (8027 metri) e il monte Aconcagua (la montagna più alta del Sud America). Dopo aver superato per cinque volte gli 8.000 metri Daniele si è dedicato a progetti unici dal punto di vista tecnico.
Nel 2011 realizza, in collaborazione con il Comitato EvK2 del CNR, la spedizione Share Everest 2011. Obiettivo del progetto: posizionare la stazione di monitoraggio più alta del mondo, che invia dati in tempo reale sul clima alla Comunità Scientifica Internazionale. L’operazione ha raggiunto il suo obiettivo ed ha attratto l’attenzione di tutti i media internazionali come la RAI e SKY che hanno seguito l’impresa inviando sul campo i propri giornalisti. Un risultato storico e tutto italiano.
Riconoscimenti. Nel 2011, viene premiato dal CAI (Club Alpino Italiano centrale) e dal CAAI (Club Alpino Accademico Italiano) per la scalata del Bhagirathi in India. Un premio riconosciuto internazionalmente e conquistato da Daniele grazie all’impresa tentata con Roberto Delle Monache in puro stile alpino su una nuova via di misto ghiaccio con punte di difficoltà altissime.
Per Daniele, a livello internazionale, l’accreditamento al “Piolet D’or”, gli Oscar internazionali della montagna. Una testimonianza che è il risultato di due progetti esplorativi, uno in Pakistan (apertura della Telegraph Road) ed uno in Italia (una nuova via sul Monte Rosa). Questi apprezzamenti di livello internazionale hanno permesso a Daniele Nardi di entrare nell’olimpo dell’alpinismo mondiale.
Il Premio Coni Lazio 2013 per “aver portato il Lazio in vetta al mondo”. Un riconoscimento, questo, ricevuto dagli atleti che hanno dimostrato un alto merito sportivo. Insieme a lui sono stati premiati più influenti sportivi del 2013 tra cui Antonio Candreva (SS Lazio) e Marco Calvani (allenatore di Basket della Virtus Roma). Per Daniele le sfide non sono finite qui.
Autore insieme a Dario Ricci (giornalista di Radio24): In vetta al mondo. “Storia del ragazzo di pianura che sfida i ghiacci eterni”, edito da RCS Rizzoli. La migliore gioventù. “Vita, Trincee e morte degli sportivi italiani nella Grande Guerra”, edito da Infinito Edizioni.
Testimonial sportivo per la formazione: quando non scala, Daniele porta la sua avventura all’interno delle aziende usando la metafora della montagna per vincere le sfide della vita (BNL, Findomestic, Poste Italiane etc.).
Ambasciatore per i Diritti Umani nel mondo: sostiene progetti di solidarietà in Nepal e Pakistan.
In ogni spedizione, porta con sé e fa sventolare sulle alte vette l’Alta Bandiera dei Diritti Umani firmata da oltre 20.000 studenti incontrati nelle scuole del Lazio.
Daniele, con l’Associazione Arte e Cultura per i Diritti Umani Onlus, promuovere la campagna mondiale “Gioventù per i Diritti Umani“, che lo scopo di far conoscere ai giovani di tutto il mondo i 30 articoli della Dichiarazione Universale dei DU in modo che diventino dei validi sostenitori della tolleranza e della pace.

8
marzo 2019 - Fabio Ulgiati
Alla fine li hanno trovati ancora aggrappati al loro
sogno, sulla montagna che hanno tanto desiderato e che adesso li custodirà per sempre. I corpi di Daniele Nardi, 42 anni di Sezze, in provincia di Latina e di Tom Ballard, 30 anni, inglese ma da tempo residente a Vigo di Fassa, nel cuore delle dolomiti Trentine, sono stati individuati sulla parte rocciosa dello Sperone Mummery del Nanga Parbat, 8.126 metri, che i due alpinisti stavano cercando di scalare in prima invernale.
Dopo undici giorni di ricerche, le speranze di ritrovare ancora in vita i due sono definitivamente svanite nel primo pomeriggio di ieri, quando l’analisi delle fotografie dell’alpinista spagnolo Alex Txikon, effettuate con un potente telescopio e inviate alla famiglia di Nardi, al coordinatore delle ricerche Agostino Da Polenza e all’ambasciatore italiano in Pakistan, Stefano Pontecorvo, ha fugato ogni dubbio. Le sagome individuate martedì e osservate per ore, sono proprio quelle dei due dispersi. Nessun altra spedizione, in quei giorni, era infatti impegnata sulla montagna.
Ancora non si sa e forse non si saprà mai, che cosa sia successo ai due alpinisti, anche se il pool dei soccorritori esclude che siano stati travolti da una valanga. Nonostante il campo base sia stato smontato e trasportato verso la valle dell’Indo e gli effetti personali di Nardi e Ballard spediti a Islamabad a disposizione delle famiglie, un’ultima ricognizione sarà effettuata questa mattina da Txikon che, con la sua squadra, sarà prelevato dall’elicottero nei pressi del villaggio di Ser, intorno ai 2.700 metri, per essere nuovamente portato sulla montagna, il più vicino possibile ai corpi. Il velivolo non si poserà e nessuno sbarcherà perché è troppo alto il pericolo valanghe. Per questa ragione le salme non saranno recuperate ma rimarranno sulla montagna. Sullo Sperone che per Nardi era diventato il principale obiettivo della sua attività alpinistica.
In ogni caso, anticipa Da Polenza, l’annuncio ufficiale della morte dei due alpinisti sarà dato, questa mattina, dall’ambasciatore Pontecorvo. «Sapere che Daniele resterà per sempre sulla montagna che ha tanto desiderato non è una consolazione sufficiente», dice ancora Da Polenza, amico di vecchia data dell’alpinista laziale. «In questi giorni di trepidazione – continua – abbiamo toccato con mano quanto Daniele fosse amato dalla sua gente ma non solo. Abbiamo sperimentato la vicinanza di tantissime persone, molte sconosciute, che in vari modi hanno voluto manifestare solidarietà al dramma della famiglia». Anche la raccolta fondi per sostenere gli ingenti costi degli elicotteri, avviata dalla famiglia e dagli amici di Nardi, ha registrato l’adesione di oltre 5.300 persone che, in soli cinque giorni, hanno donato poco meno di 145mila euro. Soldi che, adesso, saranno utilizzati per finanziare i tanti progetti a favore dei bambini dei villaggi che sorgono ai piedi delle grandi montagne pachistane, che Daniele sosteneva da tempo. Scuole e ambulatori saranno così, aggiunge Da Polenza, «il segno perenne del suo grande amore per questa terra». Dove Daniele e Tom resteranno per sempre, nell’abbraccio della montagna.
Ad
un passo dal cielo
Sezze,
28 novembre 2004
auditorium
Mario Costa
Dalla
Semprevisa all'Himalaya
>
Progetto
alpinistico | proiezioni
| esposizioni
| parete
artificiale
|
campo
base
|
visita
UCF | Mostra
fotografica

proiezione
diapositive della spedizione 2004 sull'Everest
Daniele Nardi
Nato
il 24 giugno del 1976 effettua la sua prima scalata di un 4000, il Monte
Bianco, a 18
anni in solitaria. Prima esperienza extraeuropea a 23 anni con
Silvio Mondinelli al
Gasherbrum II, terminata per Daniele a 7000m causa maltempo. Nel
2002 tenta la
scalata di un altro colosso Himalayano, il Cho Oyu 8201 m,
partito in solitaria dal campo II a 7100m termina la salita ad 8050 m
per un principio di congelamento ai piedi.
Il
19 maggio 2004 alle ore 07.15 tocca la cima dell'Everest 8848 m.
Impegnato a tempo pieno a presiedere l'Associazione M&F a sostegno della
divulgazione della cultura di montagna nel territorio dei Monti Lepini,
organizzando manifestazioni e proiezioni tra le quale quella attuale; è
stato coordinatore del calendario della solidarietà "Il Viaggio
nella Libertà” con il quale sono stati raccolti i fondi per sostenere
il progetto degli amici del Monte Rosa, il "Trauma Point"
in Nepal. Istruttore Nazionale di Arrampicata Sportiva e
Alpinismo dell'UISP ed allievo istruttore presso la scuola del CAI di
Roma "La Croce del Sud". Socio da 12 anni della Sottosezione
del CAI di Sezze. Ha effettuato una lunga serie di scalate sul Monte
Bianco e su tutta la dorsale appenninica.
Alla
manifestazione sarà presente
Silvio “Gnaro” Mondinelli
Per
molti non ha bisogno di presentazioni, ma per chi non lo conoscesse,
Silvio
Mondinelli è uno dei più forti alpinisti Italiani. Everest,
Gasherbrum I, Gasherbrum II e
Dhaulagiri è lo straordinario poker di ottomila di questo alpinista, Guida
alpina del Monte
Rosa e soccorritore della Guardia di Finanza di Alagna Valsesia,
collezionato nell'arco di pochi mesi e sempre senza far uso di ossigeno
fra aprile e ottobre 2001, con la scalata del K2, nel luglio di
quest’anno, Silvio ha raggiunto la cima del suo undicesimo 8000. Un
alpinista che però in più occasioni non ha esitato ad affrontare
rischi ulteriori, anche ad alte quote, per soccorrere alpinisti in
difficoltà, mentre le quote relativamente più basse delle valli dell'Himalaya
lo vedono impegnato, da diversi anni, accanto all'associazione Amici del
Monte Rosa a promuovere iniziative di concreta solidarietà verso le
popolazioni di queste valli. Rientrato da poco dalla spedizione K2
1954-2004 viene per la prima volta a Latina per raccontarci il suo
viaggio e porta con se le immagini della grande spedizione K2.
Alla
manifestazione sono invitati:
L’assessore
alla Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo della Regione Lazio, Luigi
Ciaramelletti;
Il
Presidente della XVIII Comunità Montana, Quirino Briganti;
Il
Presidente della XIII Comunità Montana, Domenico Guidi;
Il
Presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani;
Il
Sindaco del Comune di Sezze, Lidano Zarra.
Invito
esteso a tutti gli appassionati della montagna , dell’ambiente e dei
valori in esso contenuti.

Programma
della giornata
Ore
11.00 Prove di arrampicata su parete artificiale nel parco antistante
l'auditorium
Ore
12.00 Apertura Mostra Fotografica nel Foyer dell'Auditorium, curata dal
Circolo Culturale
Setina Civitas . Verranno esposte immagini del monte
Semprevisa e delle spedizioni
Himalayane
all'Everest 8848 m, al Cho Oyu 8201 m e al Gasherbrum II 8035 m.
Ore
17.00 Presentazione serata “Ad un passo dal cielo”.
Ore
17.10 Proiezione “Dal Semprevisa all'Himalaya Everest 2004” di
Daniele Nardi.
Ore
18.00 Domande e curiosità.
Pausa
con dimostrazione alla parete di arrampicata.
Ore
18.30 Presentazione squadra e progetto alpinistico 2005 / 2006 della
Mountain Freedom.
Interverranno
Enrico Bernieri, Mimmo Di Bartolomeo e Roberto Delle Monache.
Ore
18.40 Testimonianze istituzionali.
Ore
18.50 Consegna del contributo al progetto di solidarietà agli amici del
Monte Rosa.
Ore
19.00 Proiezione “Il Mio K2” di Silvio Mondinelli.
Ore
19.40 Domande e curiosità.
Ore
20.00 Chiusura della manifestazione.
Per
rendere più vera l'esperienza verrà montato un piccolo campo base nei
pressi dell'auditorium
Durante
la manifestazione sarà operativo uno Stand Gastronomico, con specialità
locali.
La
mostra fotografica verrà allestita nell’atrio dell’auditorium Mario
Costa, ed è curata dal Circolo Culturale Setina
Civitas.
L'esposizione
“Dalla
Semprevisa all’Himalaya”
si compone di 26 immagini a colori stampate nel formato 30 x 45 ed
eseguite da 5 autori setini: le foto dell’Himalaya sono state eseguite
tutte da Daniele Nardi, mentre le foto della Semprevisa sono di Giancarlo
Arcese, Paolo Leonoro, Vincenzo Serra e Ignazio Romano. Un accostamento
voluto per sottolineare l’appartenenza e l’attaccamento al territorio
dei Lepini di Daniele Nardi.
Dalla
Sempreviva all’Himalaya
Con
il sole negli occhi
ad
un passo dal cielo
fuori
dalle usuali certezze
al
di là delle più rassicuranti convinzioni
percorrendo
sentieri primitivi.
Sulla
vetta più alta
dove
il silenzio parla
e
la parola non ha senso
trovi
le tue domande.
Sulla
vetta più alta
dove
in uno sguardo
puoi
leggere tutta una vita
e
la vita appartiene solo a te
trovi
le tue risposte... Daniele
Siamo
lieti di invitarLa
“Ad
un passo dal cielo...Himalaya”
Domenica
28 novembre 2004
Auditorium
comunale “Mario Costa”
Via
Piagge Marine - Sezze ( LT )
Ufficio
stampa Vittorio Massaro 328.34.25.908
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