Daniele Nardi

mountainfreedom

       Ad un passo dal cielo 2005 | In libertà sui Lepini 2006 | K 2 Freedom il film 2008

  Natale in Karakorum 2008 | Palestra di arrampicata 2009 | Nanga Parbat 2015
Proclamato per il 15 marzo 2019 il lutto cittadino

intitolazione della palestra all'alpinista esploratore Daniele Nardi

sabato, 9 marzo 2019
Siamo affranti dal dolore; vi comunichiamo che le ricerche di Daniele e Tom sono concluse. Una parte di loro rimarrà per sempre al Nanga Parbat.
Il dolore è forte; davanti a fatti oggettivi e, dopo aver fatto tutto il possibile per le ricerche, dobbiamo accettare l'accaduto.
Ringraziamo Alex, Ali, Rahmat e tutta la squadra di soccorso, le autorità pakistane e italiane, i giornalisti, gli sponsor, tutti gli amici che hanno dimostrato tanta collaborazione e generosità.
La famiglia ricorda Tom come competente e coraggioso amico di Daniele. A lui va il nostro pensiero. 
Daniele rimarrà un marito, un padre, un figlio, un fratello e un amico perso per un ideale che, fin dall'inizio, abbiamo accettato, rispettato e condiviso. Ci piace ricordarti come sei veramente: amante della vita e delle avventure, scrupoloso, coraggioso, leale, attento ai dettagli e sempre presente nei momenti di bisogno.
Ma soprattutto ci piace ricordarti con le tue parole: 

"mi piacerebbe essere ricordato come un ragazzo che ha provato a fare una cosa incredibile, impossibile, che però non si è arreso e se non dovessi tornare il messaggio che arriva a mio figlio sia questo: non fermarti non arrenderti, datti da fare perché il mondo ha bisogno di persone migliori che facciano sì che la pace sia una realtà e non soltanto un'idea…vale la pena farlo."

“La vita è avere coraggio e affrontare l’ignoto”
– I sogni segreti di Walter Mitty – (www.danielenardi.org)


Daniele Nardi (nato a Sezze il 24 giugno 1976) è il primo alpinista nella storia, nato al di sotto del Po, ad aver scalato l’Everest ed il K2, le due vette più alte al mondo. Dal 2002, anno in cui ha toccato per la prima volta la quota degli 8.000 sul Cho Oyu (sesta montagna più alta del mondo posta tra la Cina ed il Nepal), non si è più fermato.
Daniele ha scalato anche il Broad Peak (8.047 metri), il Nanga Parbat (8.125 metri), la Middle dello Shisha Pangma (8027 metri) e il monte Aconcagua (la montagna più alta del Sud America). Dopo aver superato per cinque volte gli 8.000 metri Daniele si è dedicato a progetti unici dal punto di vista tecnico.

Nel 2011 realizza, in collaborazione con il Comitato EvK2 del CNR, la spedizione Share Everest 2011. Obiettivo del progetto: posizionare la stazione di monitoraggio più alta del mondo, che invia dati in tempo reale sul clima alla Comunità Scientifica Internazionale. L’operazione ha raggiunto il suo obiettivo ed ha attratto l’attenzione di tutti i media internazionali come la RAI e SKY che hanno seguito l’impresa inviando sul campo i propri giornalisti. Un risultato storico e tutto italiano.

Riconoscimenti. Nel 2011, viene premiato dal CAI (Club Alpino Italiano centrale) e dal CAAI (Club Alpino Accademico Italiano) per la scalata del Bhagirathi in India. Un premio riconosciuto internazionalmente e conquistato da Daniele grazie all’impresa tentata con Roberto Delle Monache in puro stile alpino su una nuova via di misto ghiaccio con punte di difficoltà altissime.


Per Daniele, a livello internazionale, l’accreditamento al “Piolet D’or”, gli Oscar internazionali della montagna. Una testimonianza che è il risultato di due progetti esplorativi, uno in Pakistan (apertura della Telegraph Road) ed uno in Italia (una nuova via sul Monte Rosa). Questi apprezzamenti di livello internazionale hanno permesso a Daniele Nardi di entrare nell’olimpo dell’alpinismo mondiale.
Il Premio Coni Lazio 2013 per “aver portato il Lazio in vetta al mondo”. Un riconoscimento, questo, ricevuto dagli atleti che hanno dimostrato un alto merito sportivo. Insieme a lui sono stati premiati più influenti sportivi del 2013 tra cui Antonio Candreva (SS Lazio) e Marco Calvani (allenatore di Basket della Virtus Roma). Per Daniele le sfide non sono finite qui.

Autore insieme a Dario Ricci (giornalista di Radio24): In vetta al mondo. “Storia del ragazzo di pianura che sfida i ghiacci eterni”, edito da RCS Rizzoli. La migliore gioventù. “Vita, Trincee e morte degli sportivi italiani nella Grande Guerra”, edito da Infinito Edizioni.

Testimonial sportivo per la formazione: quando non scala, Daniele porta la sua avventura all’interno delle aziende usando la metafora della montagna per vincere le sfide della vita (BNL, Findomestic, Poste Italiane etc.).

Ambasciatore per i Diritti Umani nel mondo: sostiene progetti di solidarietà in Nepal e Pakistan.

In ogni spedizione, porta con sé e fa sventolare sulle alte vette l’Alta Bandiera dei Diritti Umani firmata da oltre 20.000 studenti incontrati nelle scuole del Lazio.

Daniele, con l’Associazione Arte e Cultura per i Diritti Umani Onlus, promuovere la campagna mondiale “Gioventù per i Diritti Umani“, che lo scopo di far conoscere ai giovani di tutto il mondo i 30 articoli della Dichiarazione Universale dei DU in modo che diventino dei validi sostenitori della tolleranza e della pace.

8 marzo 2019 - Fabio Ulgiati

Alla fine li hanno trovati ancora aggrappati al loro sogno, sulla montagna che hanno tanto desiderato e che adesso li custodirà per sempre. I corpi di Daniele Nardi, 42 anni di Sezze, in provincia di Latina e di Tom Ballard, 30 anni, inglese ma da tempo residente a Vigo di Fassa, nel cuore delle dolomiti Trentine, sono stati individuati sulla parte rocciosa dello Sperone Mummery del Nanga Parbat, 8.126 metri, che i due alpinisti stavano cercando di scalare in prima invernale.

Dopo undici giorni di ricerche, le speranze di ritrovare ancora in vita i due sono definitivamente svanite nel primo pomeriggio di ieri, quando l’analisi delle fotografie dell’alpinista spagnolo Alex Txikon, effettuate con un potente telescopio e inviate alla famiglia di Nardi, al coordinatore delle ricerche Agostino Da Polenza e all’ambasciatore italiano in Pakistan, Stefano Pontecorvo, ha fugato ogni dubbio. Le sagome individuate martedì e osservate per ore, sono proprio quelle dei due dispersi. Nessun altra spedizione, in quei giorni, era infatti impegnata sulla montagna.

Ancora non si sa e forse non si saprà mai, che cosa sia successo ai due alpinisti, anche se il pool dei soccorritori esclude che siano stati travolti da una valanga. Nonostante il campo base sia stato smontato e trasportato verso la valle dell’Indo e gli effetti personali di Nardi e Ballard spediti a Islamabad a disposizione delle famiglie, un’ultima ricognizione sarà effettuata questa mattina da Txikon che, con la sua squadra, sarà prelevato dall’elicottero nei pressi del villaggio di Ser, intorno ai 2.700 metri, per essere nuovamente portato sulla montagna, il più vicino possibile ai corpi. Il velivolo non si poserà e nessuno sbarcherà perché è troppo alto il pericolo valanghe. Per questa ragione le salme non saranno recuperate ma rimarranno sulla montagna. Sullo Sperone che per Nardi era diventato il principale obiettivo della sua attività alpinistica.

In ogni caso, anticipa Da Polenza, l’annuncio ufficiale della morte dei due alpinisti sarà dato, questa mattina, dall’ambasciatore Pontecorvo. «Sapere che Daniele resterà per sempre sulla montagna che ha tanto desiderato non è una consolazione sufficiente», dice ancora Da Polenza, amico di vecchia data dell’alpinista laziale. «In questi giorni di trepidazione – continua – abbiamo toccato con mano quanto Daniele fosse amato dalla sua gente ma non solo. Abbiamo sperimentato la vicinanza di tantissime persone, molte sconosciute, che in vari modi hanno voluto manifestare solidarietà al dramma della famiglia». Anche la raccolta fondi per sostenere gli ingenti costi degli elicotteri, avviata dalla famiglia e dagli amici di Nardi, ha registrato l’adesione di oltre 5.300 persone che, in soli cinque giorni, hanno donato poco meno di 145mila euro. Soldi che, adesso, saranno utilizzati per finanziare i tanti progetti a favore dei bambini dei villaggi che sorgono ai piedi delle grandi montagne pachistane, che Daniele sosteneva da tempo. Scuole e ambulatori saranno così, aggiunge Da Polenza, «il segno perenne del suo grande amore per questa terra». Dove Daniele e Tom resteranno per sempre, nell’abbraccio della montagna.


Ad un passo dal cielo

Sezze, 28 novembre 2004                                          auditorium Mario Costa

Dalla Semprevisa all'Himalaya

> Progetto alpinistico | proiezioni | esposizioni | parete artificiale | campo base | visita UCF | Mostra fotografica

proiezione diapositive della spedizione 2004 sull'Everest

Daniele Nardi

Nato il 24 giugno del 1976 effettua la sua prima scalata di un 4000, il Monte Bianco, a 18                anni in solitaria. Prima esperienza extraeuropea a 23 anni con Silvio Mondinelli al                Gasherbrum II, terminata per Daniele a 7000m causa maltempo. Nel 2002 tenta la                          scalata di un altro colosso Himalayano, il Cho Oyu 8201 m, partito in solitaria dal campo II a 7100m termina la salita ad 8050 m per un principio di congelamento ai piedi.

Il 19 maggio 2004 alle ore 07.15 tocca la cima dell'Everest 8848 m. Impegnato a tempo pieno a presiedere l'Associazione M&F a sostegno della divulgazione della cultura di montagna nel territorio dei Monti Lepini, organizzando manifestazioni e proiezioni tra le quale quella attuale; è stato coordinatore del calendario della solidarietà "Il Viaggio nella Libertà” con il quale sono stati raccolti i fondi per sostenere il progetto degli amici del Monte Rosa, il "Trauma Point"  in Nepal. Istruttore Nazionale di Arrampicata Sportiva e Alpinismo dell'UISP ed allievo istruttore presso la scuola del CAI di Roma "La Croce del Sud". Socio da 12 anni della Sottosezione del CAI di Sezze. Ha effettuato una lunga serie di scalate sul Monte Bianco e su tutta la dorsale appenninica.

Alla manifestazione sarà presente Silvio “Gnaro” Mondinelli

Per molti non ha bisogno di presentazioni, ma per chi non lo conoscesse, Silvio                               Mondinelli è uno dei più forti alpinisti Italiani. Everest, Gasherbrum I, Gasherbrum II e                        Dhaulagiri è  lo straordinario poker di ottomila di questo alpinista, Guida alpina del Monte              Rosa e soccorritore della Guardia di Finanza di Alagna Valsesia, collezionato nell'arco di pochi mesi e sempre senza far uso di ossigeno fra aprile e ottobre 2001, con la scalata del K2, nel luglio di quest’anno, Silvio ha raggiunto la cima del suo undicesimo 8000. Un alpinista che però in più occasioni non ha esitato ad affrontare rischi ulteriori, anche ad alte quote, per soccorrere alpinisti in difficoltà, mentre le quote relativamente più basse delle valli dell'Himalaya lo vedono impegnato, da diversi anni, accanto all'associazione Amici del Monte Rosa a promuovere iniziative di concreta solidarietà verso le popolazioni di queste valli. Rientrato da poco dalla spedizione K2 1954-2004 viene per la prima volta a Latina per raccontarci il suo viaggio e porta con se le immagini della grande spedizione K2.

Alla manifestazione sono invitati:

L’assessore alla Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo della Regione Lazio, Luigi Ciaramelletti;

Il Presidente della XVIII Comunità Montana, Quirino Briganti;

Il Presidente della XIII Comunità Montana, Domenico Guidi;

Il Presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani;

Il Sindaco del Comune di Sezze, Lidano Zarra.

Invito esteso a tutti gli appassionati della montagna , dell’ambiente e dei valori in esso contenuti.

Programma della giornata

Ore 11.00 Prove di arrampicata su parete artificiale nel parco antistante l'auditorium

Ore 12.00 Apertura Mostra Fotografica nel Foyer dell'Auditorium, curata dal Circolo Culturale                    Setina Civitas . Verranno esposte immagini del monte Semprevisa e delle spedizioni

                   Himalayane all'Everest 8848 m, al Cho Oyu 8201 m e al Gasherbrum II 8035 m.

Ore 17.00 Presentazione serata “Ad un passo dal cielo”.

Ore 17.10 Proiezione “Dal Semprevisa all'Himalaya Everest 2004” di Daniele Nardi.

Ore 18.00 Domande e curiosità.

 

                         Pausa con dimostrazione alla parete di arrampicata.

 

Ore 18.30 Presentazione squadra e progetto alpinistico 2005 / 2006 della Mountain Freedom.

                  Interverranno Enrico Bernieri, Mimmo Di Bartolomeo e Roberto Delle Monache.

Ore 18.40 Testimonianze istituzionali.

Ore 18.50 Consegna del contributo al progetto di solidarietà agli amici del Monte Rosa.

Ore 19.00 Proiezione “Il Mio K2”  di Silvio Mondinelli.

Ore 19.40 Domande e curiosità.

Ore 20.00 Chiusura della manifestazione.

Per rendere più vera l'esperienza verrà montato un piccolo campo base nei pressi dell'auditorium

Durante la manifestazione sarà operativo uno Stand Gastronomico, con specialità locali.

La mostra fotografica verrà allestita nell’atrio dell’auditorium Mario Costa, ed è curata dal Circolo Culturale Setina Civitas.

L'esposizione “Dalla Semprevisa all’Himalaya” si compone di 26 immagini a colori stampate nel formato 30 x 45 ed eseguite da 5 autori setini: le foto dell’Himalaya sono state eseguite tutte da Daniele Nardi, mentre le foto della Semprevisa sono di Giancarlo Arcese, Paolo Leonoro, Vincenzo Serra e Ignazio Romano. Un accostamento voluto per sottolineare l’appartenenza e l’attaccamento al territorio dei Lepini di Daniele Nardi.

Dalla Sempreviva all’Himalaya

Con il sole negli occhi

ad un passo dal cielo

fuori dalle usuali certezze

al di là delle più rassicuranti convinzioni

percorrendo sentieri primitivi.

 

Sulla vetta più alta

dove il silenzio parla

e la parola non ha senso

trovi le tue domande.

 

Sulla vetta più alta

dove in uno sguardo

puoi leggere tutta una vita

e la vita appartiene solo a te

trovi le tue risposte...  Daniele

 

Siamo lieti di invitarLa

“Ad un passo dal cielo...Himalaya”

Domenica 28 novembre 2004

Auditorium comunale “Mario Costa”

Via Piagge Marine - Sezze ( LT )

 

Ufficio stampa Vittorio Massaro 328.34.25.908

www.mountainfreedom.it