notizie dal territorio

Pallio della Carriera 2011 - Carpineto Romano

 

il servizio fotografico è stato realizzato grazie alla amicizia con Italo Campagna e grazie alla cordialità di tutto il paese di Carpineto Romano.   Ignazio Romano

 

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4 settembre 2011

Associazione Culturale Lepina

“Ente Pallio della Carriera” (E.P.C.)

Affiliato alla F.I.G.S.  e alla FEDERATION EUROPEENNE DES  FETES ET MANIFESTATIONS HISTORIQUES

Carpineto Romano (Roma)

IL RIONE JO CASTEGLIO VINCE IL SUO PRIMO PALLIO DELLA CARRIERA  

Per la prima volta dal 1993, da quando cioè a Carpineto si è ripreso a correre il Pallio il rione Jo Casteglio è riuscito ad aggiudicarsi l’ambito drappo. Nella disfida finale andata in scena domenica 4 settembre, Abydry Peppy Olena il cavallo montato da Spartaco Centra detto Centritto ha sbaragliato gli altri rioni contendenti aggiudicandosi la vittoria. Dopo cinque assalti Centra è riuscito a fare meglio di tutti prendendo tre anelli. Gli altri avversari sono rimasti praticamente al chiodo: zero anelli per il rione San Pietro; 1 per i rioni Jo Moro, Jo Curso, Sant’Agostino, due per i rioni Jo Laco e San Giacomo. Una vittoria dalla portata “storica” per il rione che giustamente l’ha festeggiata per tutta la notte con musiche, balli, fuochi pirotecnici il tutto accompagnato da buon vino, tra la felicità e la commozione delle centinaia di contradaioli presenti, capitananti dal proprio caporione Stefano Pugliese. Il Pallio di quest’anno è stato realizzato dal maestro Franco Fortunato che l’anno scorso ha avuto l’onore di dipingere il drappo per il Palio di Siena.  La disfida equestre disputata domenica ha visto impegnati sette cavalieri: uno per ogni rione. Tre Dammonte, a monte, (San Pietro, Jo Laco, Jo Casteglio) e quattro Dabballe, a valle, (San Giacomo, Jo Moro, San Agostino, Jo Curso). Il Pallio della Carriera – che in pochi anni è riuscito ad attestarsi come una delle manifestazioni simbolo del Lazio – è la ricostruzione di alcuni eventi della vita seicentesca di Carpineto. La rievocazione si riferisce, principalmente, ai fatti dell’anno 1621 quando il Cardinale Pietro Aldobrandini, nipote di Clemente VII, lasciò in eredità alla sorella donna Olimpia Aldobrandini il ducato di Carpineto. Il Pallio era, ed è, strettamente legato alla festa patronale di Sant'Agostino, celebrazione liturgica in calendario il 28 agosto. In tale occasione si celebrava nel corso principale del paese, la competizione dove si sfidavano i cavalieri in una corsa sfrenata a cavallo chiamata, appunto, Carriera. Oggi tale corsa non si corre più per le vie del centro, ma nel campo sportivo comunale in cui si disputa una gara all'anello. Al vincitore viene assegnato un arazzo realizzato da un artista di fama mondiale. La manifestazione è organizzata dall’Amministrazione Comunale di Carpineto Romano e dall’Ente pallio che, supportati dal lavoro di centinaia di volontari sono riusciti per il diciannovesimo anno a far rivivere i fasti del “bello stato” di Donna Olimpia. La Carriera è stata gestita e curata dal Gruppo Ippico Capreo.

 

CLASSIFICA FINALE

1 - Rione Jo Casteglio con Centra Spartaco detto Centritto SU ABYDRY PEPPY OLENA
2 - Rione San Gnaco con Camicia Mauro detto Mauretto SU LUNA
3 - Rione Jo Laco con Alfani Anna detta Scintilla SU ZEUS

4 - Sant’Agostino con Turco Stefano  detto Cip SU GILDA
5 - Rione Jo Curso con Pompa Giulio detto Pompitto SU LULU'

6 - Rione Jo Moro con Marchioni Roberto detto Ringhio SU BRINA
7 - Rione San Pietro con Toselli Marco detto Lancillotto SU ZARA


28 luglio 2011

A cena dal Cardinale

Il 28 luglio nel chiostro seicentesco del convento di San Pietro ogni anno si tiene una rievocazione storica “A cena dal Cardinale”. Un prologo di grande effetto scenografico ai festeggiamenti del Pallio.  Preceduto dalla sfilata di un policromo treno storico guidato dal Cardinale Aldobrandini e allietato da musiche originali del ‘600 e spettacoli teatrali il convivio è un consolidato appuntamento dei festeggiamenti carpinetani in occasione del Pallio.


Un programma ricco di eventi è la cornice eccezionale della XIX^ edizione del Pallio della Carriera di Carpineto Romano, che quest’anno, in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia, si caratterizzerà per una forte attenzione verso la questione ambientale.

“Il Pallio si….differenzia” è il titolo dell’iniziativa che, seguendo i dettami di agenda 21, si concretizzerà in una raccolta differenziata dei rifiuti durante l’apertura delle hostarie, e nell’utilizzo di materiale riciclato al 100% per tutta  l’attività di promozione della manifestazione.

Nel piccolo paese lepino, anche quest’anno, la “carriera” sarà riproposta in tutta la sua sontuosità. Si comincerà il prossimo 28 luglio con “A cena dal cardinale” per proseguire poi con gli appuntamenti rituali della manifestazione: l’imbussolamento, le feste propiziatorie dei rioni, il corteo storico e la disfida finale che si terrà il 4 settembre. La “carriera” era una corsa sfrenata di cavalli berberi in onore di San Agostino, patrono di Carpineto Romano disputata sin dal Medioevo. La rievocazione proposta si rifà all’anno 1621, quando il feudo di Carpineto fu preso in possesso da Donna Olimpia Aldobrandini che lo trasformò in ducato, ingrandendolo successivamente con le vicine comunità di lepine di Gavignano, Montelanico, Gorga e Maenza. Nacque così “il bello stato” di Carpineto, ricco di opere d’arte e di chiese. La disfida equestre consiste in una corsa all’anello tra i sette fantini dei sette rioni storici per la conquista del Pallio, un drappo dipinto di anno in anno da un noto artista internazionale. I costumi del “Pallio della Carriera” si ispirano al secolo XVII prendendo ispirazione dai colori araldici delle nobili famiglie di Carpineto. Il treno storico che si snoderà nel centro storico il 21 agosto si carat­terizza dalla partecipazione di oltre 400 figuranti in costume confezionati nei laboratori sartoriali dei sette rioni storici. Oltre ai principi Aldobrandini e ai nobili, il corteo storico presenta un vivace affresco della società carpinetana del secolo XVII con pastori, contadini, briganti, popolani, artigiani e “utteri”. Un mondo di contadini e di pastori, costretti alla transumanza, non poteva esprimere che una cucina povera. La stessa presentata nelle 7 hostarie rionali (le cosiddette fraschette) dove si rendono attuali antiche ricette della tradizione locale. Ma il "Pallio" non è solo rievocazione storica, ma momento di forte aggregazione comunitaria, contenitore di  esperienze artistiche (mostre), culturali (conferenze, proiezioni cinematografiche, rappre­sentazioni teatrali) ed artigianali. A ciò si uniscono esperienze musicali e di arte varia con "artisti di strada" (buskers), nell’ambito dell’ "Agosto Carpinetano". Anche quest’anno si terrà il premio giornalistico “Giacomo Benedetti”. La serata conclusiva del premio è prevista per il 04 Agosto.  Da segnalare infine: il ventennale del Gruppo Ippico Capreo,  che festeggerà i suoi venti anni in occasione della festa della montagna il 6/7 agosto e la bella esperienza d’oltreoceano del gruppo degli sbandieratori di Carpineto, definiti da un noto quotidiano canadese “ambasciatori di cultura”, in occasione della 37° edizione della Settimana della Cultura Italiana di Ottawa (Canada 9 -19 giugno 2011).

Programma Pallio della Carriera Anno 2011

Luglio

Dal 1 al 3 Luglio - Cavalcando I Lepini – trekking a cavallo a cura del Gruppo Ippico Capreo

10 Luglio- Gara di qualificazione dei cavalieri (campo sportivo)

Dal 12 al 17 Luglio - V Festival Internazionale del Folklore nei Lepini a cura degli Sbandieratori e Musici dei 7 rioni storici

28 Luglio - A Cena dal Cardinale (chiostro di San Pietro)

30 Luglio – Imbussolamento (chiesa di San Giacomo)

 

Agosto

04 Agosto – “Cari Lepini”: Premio giornalistico G. Benedetti III edizione

05 Agosto - Festa Propiziatoria Rione S. Giacomo

06-07 Agosto- Festa della Montagna a cura del Gruppo Ippico Capreo

09 Agosto - Festa Propiziatoria Rione Jo Laco

11 Agosto - Festa Propiziatoria Rione S. Pietro

12 Agosto - Festa Propiziatoria Rione Jo Moro

13 Agosto - Festa Propiziatoria Rione Jo Casteglio

17 Agosto - Festa Propiziatoria Rione Jo Curso

18 Agosto - Festa Propiziatoria Rione S. Agostino

21 Agosto - Corteo storico per le vie del paese

27 Agosto - Offerta dei Ceri al Santo Patrono Agostino (chiesa Collegiata)

4 Settembre - Disfida equestre del “Pallio della Carriera” presso il campo sportivo

 

Apertura hostarie Rionali

Dal  19 agosto al 4 settembre (27 agosto chiuso). Si consiglia la prenotazione

 

Numeri hostarie:

Sant’Agostino: 3384768639

San Pietro: 3392751576

Jo Moro: 3487733231

San Gnaco: 3482843322

Jo Curso: 3402659832

Jo Casteglio: 3338392227

Jo Laco: 3774744616


Estratto dalla pubblicazione EPC 2011 a cura di Italo Campagna

  La  nostra storia preunitaria

 Gli Aldobrandini d'Italia

La formula di giuramento indetto durante le manifestazioni del Pallio, frutto di ricerche archivistiche, racconta  il pontificato di papa Clemente VIII (1592-1605), il potere politico degli Aldobrandini, soprattutto dei cardinali Cinzio e Pietro, che acquistarono ville e palazzi in Roma (Monte Magnanapoli, Monte Citorio poi palazzo Chigi): a Frascati (Villa Belvedere,Villa della Ruffinella), allargandosi oltre il Lazio fino in Romagna e Calabria. Un potere ed una giurisdizione  notevole per quei tempi.

Così nel Lazio:

Roma e territorio extraurbano (Torre Maura, Torre Nova, Casa Calda, Tor Carbone, Rocca Cenci, Tor di Valle...ed altre); i Lepini con il ducato di Carpineto (Gavignano, Gorga, Montelanico e Maenza),

Così in Romagna:

il cardinal Pietro Aldobrandini, arcivescovo di Ravenna, acquista   per il nipote Gianfrancesco e la sorella Donna Olimpia, alcuni staterelli confinanti con Forlì, Cesena, Granducato di Toscana, Ducato d'Urbino, cioè :

Meldola e contado (Rocca delle Camminate, Dogaria, Monte Venere, Polenta, Coianello, Ranchio, Monte Castrilli); Sarsina e contado (Perticaglia, Supigno, Turrita, e Calbacco, Campiano e Casal Bono).

Così in Calabria :

Rossano Calabro Casale la Paluda, Paludi o Castiglione, Longobucco, Doana con fondaco, Casal Nuovo, Casabona, Corigliano, Calopezzati, Crotone, Strongoli.

Per questo ducato calabrese già dei Ruffo, Sforza di Milano e Corona di Spagna, ricomprato nel 1612 dal  cardinal Pietro Aldobrandini, Donna Olimpia veniva detta “La Rossana”.

Un titolo principesco rimasto a Olimpia junior, sposata in seconde nozze ai Borghese, che la ereditarono fino al 1808, quando nel regno napoletano verrà abolito il feudalesimo.

 Nepotismo pontificio dagli Aldobrandini ai Pecci

Nel medioevo si cominciò a dare il titolo di “cardinal nipote” ad un parente stretto del nuovo pontefice cui venivano affidati importanti   incarichi di fiducia. Erano nipoti o prossimi parenti da cui “nepotismo”. Una carica nata “a latere” con l'intento di contrastarne il potere al cardinale eletto nel collegio cardinalizio. Un papa senza un cardinal nipote era una eccezione.

Egli deteneva l'ufficio curiale di Soprintendente dello Stato Ecclesiastico, simile ad un “primo ministro” e la sua designazione veniva festeggiata con una salva di cannone da Castel Sant'Angelo.

Grande fu il potere nelle mani del cardinal Pietro Aldobrandini, giovanissimo nipote del pontefice Clemente VIII e signore di Carpineto.

Massima diffusione di questa carica si ebbe durante i secoli XVI-XVII quando nel 1692 papa Innocenzo XII ridimensionò il nepotismo con la bolla “Romanun decet pontificem”(1692) mettendo il potere centrale politico nelle mani del  cardinal segretario di Stato.

Così papa Pio VII (1800-1823) che mise le cure del governo nelle mani del Segretario di Stato, card. Ercole Consalvi. Dopo questo pontefice solo Leone XIII riesumerà questa carica per il fratello Giuseppe Pecci, che sarà quindi l'ultimo “cardinal nepote”.

 

Un  intermezzo poetico:

 Gioacchino Pecci canta la Roma preunitaria

( febbraio 1870)

Un'inedita poesia manoscritta del cardinal Gioacchino Pecci (rinvenuta tra  le “Carte Seganti”/ e conservata nell'archivio del nostro museo “La Reggia dei Volsci”) rivela il grande amore del futuro pontefice Leone XIII verso la Roma eterna e ne canta le incomparabili bellezze .

Di lì a pochi mesi la Roma dei papi diventerà la capitale dell'Italia unita , mentre  la “Breccia di Porta Pia” darà inizio alla spinosa questione romana e per il pontefice Pio IX (1846-1878) e per Leone XIII, suo successore (1878-1903), che si dichiareranno “prigionieri” in Vaticano

Ecco l' ode di papa Pecci agile e bella, scritta proprio alla vigilia di questo evento storico

 

Le meraviglie di Roma

cantate da un ammiratore dell'eterna Città

nel febbraio 1870

1. Jo son in Roma! Il giubbilo

dell'alma mia chi infrena!

Gl'affetti ond'ella è piena

Chi mai ridir potrà!

 

2. Salve o dei prischi Cesari

Seggio regal, salvete

E voi colline liete

Dell' immortal Città,

 

3. Jo son in Roma! attonite

Volgo le luci mie

le trionfali vie

calca animoso il piè:

 

4. Calco del biondo Tevere

Le verdeggianti rive

Le soglie auguste e dive

D' Imperatori e Rè.

 

5. Tutto è qui grande: il genio

L'ingegno uman, sublime

Qui s'erse all'ardue cime

Del sommo suo valor.

 

6. Chè ad eternar tue glorie

Cinta le Sacre bende

Religion qui splende

Del suo divin fulgor.

 

7. Religion, cui piacquersi

L'arti sovrane e belle

Farsi devote ancelle

A incoronarle il crin.

 

8. E qual è quei cui insolita

E amica sorte arride,

ciò che ammirando vide

Altrui palese fe

 

9. Quando nel sacro tempio

che di Querin sul colle

alta la fronte estolle

Al supplicato altar.

 

10, Ad inebriar lo spirito

Di tue bellezze appieno,

Nell'ospital terreno,

Sarò qui cittadin.

 

11. Torni al pensier tuo memore

La Nomentana sponda,

 

Lì si ripiega l'onda

del favoloso Anien;

 

12. Sorge là presso al vertice

d'un colle e vi troneggia

Alta l'Albana Reggia:

Reggia non vide ugual.

 

13, Là fosti e all'incantevole

Vista degli ambulacri,

de' scritti simulacri

del portico regal.

 

14. Dolce rapiati un' estasi

Là d'ammirar ti piacque

Il mormorio dell' acque

I laghi, i bei giardin;

 

15. Finchè d'un rivo  al margine

Sovra un etrusco sasso

Posato il fianco lasso

Ti riposavi alfin.

 

16. Più non dirò memorie

sì dilettose e care

Serba nell' ore amare

Nell'ansia del dolor.

 

17. Al travagliato spirito

Roma sia dolce calma;

Roma sollevi l'alma

all' immortal Amor.


Quando la nostra cucina parlava al mondo

Per i 150 anni dell'unità d'Italia qualcuno ha esaltato oltre gli eroi che fecero l'Italia, anche chi ne unificò i gusti.

Uno su tutti: l'Artusi e la sua  importane edizione datata 1911 “La scienza in cucina e l'arte di mangiare bene”(copia di questa rara edizione si conserva nella biblioteca  del  museo “La Reggia dei Volsci”).

Il tema di fondo delle sue 790 ricette:

“Non di solo pane vive l'uomo ma di companatico e l'arte di renderlo più economico, più sapido, più sano; lo dico e lo sostengo, è vera arte e che il miglior maestro è la pratica sotto un esercente capace”.

L' Artusi involontariamente fa eco ad un cuoco del XVII secolo: quel  Vittorio Lancellotti da Camerino, “scalco” per oltre 30 anni degli Aldobrandini, il quale nel 1627 dedicò al cardinal Ippolito Aldobrandini  ”Lo scalco prattico”. (opera introvabile)

Come l'Artusi così il Lancellotti: “Voglio che il mondo sappia che io non ho appreso niente dai libri ma tutto dall'esperienza”.

Una esperienza che varcò i feudi lepini degli Aldobrandini, Frascati, (Villa Belvedere) e Roma per raggiungere Firenze, Modena, la fortezza della Mirandola; facendo gustare i suoi splendidi conviti oltre che agli Aldobrandini (i cardinali Pietro e Ippolito  e Donna Olimpia); a papi (Gregorio XV e Urbano VIII); a duchesse (di Ceri, Mondragone, d'Austria); ai principi di Savoia, al Granduca di Toscana, al “contestabile del regno di Napoli” ed a 12 cavalieri Napoletani per terminare con gli ambasciatori di Francia e Spagna e il principe di Polonia “dichiarato re della Svezia” (1624).

Ed eccoli pronti a regalarci ancora perle di saggezza:

“Amo il bello e il buono ovunque si trovino e mi ripugna di veder straziata, come suol dirsi, la grazia di Dio. Amen”.(Artusi)

“Non ho preteso di voler formare uno Scalco. Ho hauto per fine di pubblicar' alcuni miei esperimentati pensieri, con intentione di giouare più che d'acquistar nome”. (Lancellotti)

Anche Garibaldi visitò le nostre hostarie

Carpineto partecipò alle lotte risorgimentali pur lontano dalle vie strategiche dell'Appia e della Casilina. Punti cardini della resistenza repubblicana: Roma dove Garibaldi aveva proclamata la Repubblica Romana, Anagni, Velletri.

Nella strategia garibaldina, onde evitare l'accerchiamento della capitale, da cui era fuggito papa Pio IX, la Legione Masi si era acquartierata in Anagni muovendosi nel circondario Lepino, con visite improvvise anche a Carpineto.

Due istanze al governo pontificio aprono uno spiraglio della nostra storia risorgimentale: sono dichiarazioni per “danni di guerra”.

Una è dei frati di san Pietro:

“Il 22 passato aprile 1849, 8 uomini militari della Legione di Garibaldi con inganno e sotterfugio presero da questi Religiosi padri Riformati  3 mule con imbasti e bardella (di cui una storna somarina e due cavalline castagne)”.

E una seconda racconta le visite notturne alle hostarie carpinetane:

“Nella notte del 22 giugno alloggiarono per ordine del priore Agostino Pecci Caldarozzi al caffè di Giuseppe Briganti, che somministrò l'occorrente agli officiali dell'Avanguardia della Legione Masi, che pervenne in Carpineto. Obbedì sollecitamente agli ordini ricevuti dal priore onde prevenire disordini che potevano insorgere, stante che il loro arrivo accadde all'ora della mezzanotte e si trattennero fino all'ora di mezzogiorno ed egli somministrò caffè, latte, rosolio ed altro bisognevole anche ad altri graduati che arrivarono sull'ora del giorno stesso”( da Italo Campagna, “Carpineto e i monti Lepini interni durante la repubblica Romana del 1849).

Franco Fortunato ovvero il rivestimento della realtà

L'anno scorso me lo vidi presentato dal maestro Orlando Gonnella in visita al nostro museo territoriale. Era ancora pittore “in pectore” del Pallio 2011. E mi conquistò subito la sua gentilezza, il suo garbo trasognato. Mi offrì un suo catalogo con dedica conservato a futura memoria nella biblioteca del museo (sezione “pallio”).

Chi è Franco Fortunato?

Un uomo, un autodidatta, un artista nato per l'arte, che consegue gli studi scientifici, sentendosi particolarmente attratto dalla suggestioni artistiche trecentesche (Simone Martini) e della grande letteratura medievale fino a quella di fine Ottocento di respiro europeo (Melville, Saint Exupery, Collodi). Da esse trarrà cicliche suggestioni e semplicità figurativa.

La sua è una lunga carriera dedicata all'arte. 

Negli anni Settanta partecipa con “Il Gruppo Figurale il Babbuino” ad una  mostra dedicata a Pier Paolo Pasolini. Se ne distacca iniziando un suo percorso, raccontando per cicli i grandi eventi della storia e della letteratura europea (Storie del Parco ai Barboni, Pinocchio, Racconti per l'Europa, Città invisibili, il Piccolo Principe, il Vagabondo,  Storie di mari) per approdare anche a tematiche sacre (Caramanico Terme, chiesa di santa Maria Maggiore: “Via Matris Gloriosae”).

Cicli e storie di valore universale esposte in tutto il mondo: Italia, Svizzera, Francia Belgio, Stati Uniti, Germania, Canada.

Franco Fortunato, un poeta con gli occhi infantili intenti a scoprire un mondo virginale che pur reale gli appare e ci appare trasfigurato dalla fantasia innocente mentre  piatti orizzonti carichi di cromie e tonalità forti e graduate vanno ad innestarsi in un presente pur ancorato alla realtà ma reinvestito “in altro verso”.

Un viaggio artistico il suo di una fantasia assolutamente libera, ma al tempo stesso guidata dalla ragione e rivestita dai canoni della storia letteraria e della vita reale, che cerca nello spazio-temporalità quelle armonie urbane che in qualche modo attendono anche alla perfezione del divino.

Ironia, fantasia, realtà sono un mix a cui questo poeta dell’irrealismo visibile, questo artista di cicli immaginifici va nutrendosi, trasformando il tutto in forza viva non più contingente.

E la sua opera vivificata da soffio immortale, che solo la letteratura  riesce a farti cogliere, attinge all'infinita libertà intesa a superare oltre i mari, oltre i mondi non più suggellati dalle burocrazie doganali ormai svincolati da nuovi slanci vitali  che hanno soffiato e soffiano ancora per questa secolare storia europea oltre i miti nazionali. Il nostro artista non indaga affatto sulla superficie increspata dell'umanità, pur problematica e piena di doloroso stupore, ma si tiene ancorato a quella storia dell'uomo e a quella madre terra le cui stigmate rimangono impresse in ciascuno di noi.

“Invidio chi sente forte il legame alle proprie radici”ci dice accalorato Franco Fortunato e questa sua ricerca identitaria dalle forti idealità tematiche e questa sua fede profonda anche nel visibile irreale ci convincono sempre più che l'artista del pallio 2011 con i suoi sogni artistici si iscriva di giustezza negli stessi meandri onirici dei nostri sogni collettivi: il Pallio della Carriera.

Nella foto il professore Italo Campagna ed il sindaco di Carpineto Quirino Briganti

> Per maggiori informazioni: 06 97180028   www.carpinetoromano.it