Sagra del carciofo  2007

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27 gennaio 2007                                                                                            di Christian Capuani
"Carciofo setino: rischio gelo, ma il caldo fa sempre paura"

Raccolta anticipata dal clima estivo. <<All’aria ogni programmazione>>

Il caldo del bizzarro inverno, che finora ha lasciato il segno più sul calendario che nell’atmosfera, ha accelerato i tempi della campagna. A risentirne maggiormente sono quei prodotti attesi in genere dalle nostre tavole con l’arrivo del clima primaverile. Non fa eccezione un ortaggio tipico come il carciofo setino, che a fine gennaio sembra pronto a germogliare. Per i contadini questo sarà l’anno di una raccolta anticipata, a meno che un “ritorno di freddo” non danneggi irreparabilmente le piante già sviluppate. Se l’attenzione al rischio delle gelate rimane alta, qualche addetto ai lavori non si scompone e resta comunque ottimista. <<Grandi difficoltà non le vedo – è il parere rassicurante di Vittorio Del Duca, presidente della sezione Coldiretti di Sezze – se il gelo ancora non c’è stato, difficilmente arriverà. Sarà probabilmente un freddo soft: ritengo che non ci sia da temere il peggio>>.

Il ghiaccio è da sempre la preoccupazione principale dei coltivatori di carciofi. <<Ondate di freddo improvviso si sono sempre verificate – spiega l’esperto – nel 2003, ad esempio, fu devastante quella che colpì le coltivazioni nel mese di aprile, ma per i carciofi, la cui raccolta era quasi terminata, non ci furono grossi problemi>>. Il rovescio della medaglia, costituito dalle temperature tiepide che hanno accompagnato l’inverno delle campagne, ha già peraltro lasciato il segno. <<Per l’agricoltura è stata una stagione disastrosa, specialmente per il comparto orticolo – racconta Del Duca – però i problemi non arrivano solo dall’inverno mite, ma anche dai capricci dell’estate: piove quando non dovrebbe e sopraggiunge il caldo nel momento meno adatto>>. Questi sconvolgimenti sempre più spesso fanno saltare i piani dei coltivatori: <<L’assenza di stagioni ben definite – sottolinea il rappresentante della Coldiretti – manda all’aria tutte le nostre programmazioni. Il tempo capriccioso sconvolge i tempi di raccolta fissati: non si riesce più a riconoscere la prima dalla decima semina. Ci ritroviamo poi con interi campi pronti nello stesso momento e, per la scarsità della domanda, molti ortaggi rimangono lì a marcire>>.

I mutamenti atmosferici aggravano la già strisciante crisi del mercato ortifrutticolo. E qualche esperto consiglia addirittura gli agricoltori di intraprendere nuove strade dedicandosi a colture tropicali. Dovremmo dunque rinunciare al carciofo romanesco di Sezze, quello ormai riconosciuto dal marchio Igp? <<Non penso proprio – risponde Del Duca – anche se nuoce la concorrenza portata, ad esempio, dai carciofi non protetti da marchio che arrivano dalla Sicilia e sono già sul mercato. Ma questi non hanno nulla a che vedere con il sapore caratteristico del nostro prodotto locale>>.

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