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14 giugno 2017

Passaggio del testimone tra Campoli e Di Raimo 

di Luca Morazzano

Questa Mattina, quando erano da poco passate le 12, Sergio Di Raimo è stato ufficialmente proclamato sindaco di Sezze. L’investitura è arrivata prima cartacea dalla Commissione Elettorale ancora ala lavoro presso l’aula Di Trapano per il controllo dei voti espressi lo scorso 11 giugno, e poi simbolica, nell’ufficio del sindaco dove a consegnare fascia tricolore e chiavi del comune al nuovo primo cittadino, è stato il sindaco uscente Andrea Campoli. 

Nell’occasione Sergio Di Raimo ha dichiarato: “E’ già tempo di mettersi all’opera per attuare quel programma per cui Sezze ci ha rinnovato la sua fiducia. La vittoria al primo turno va forse anche oltre le mie stesse aspettative ma ci responsabilizza ancora di più. Spero di far vedere alla città i primi risultati entro i primi cento giorni di amministrazione”. Entro 10 giorni da oggi, verrà convocato il consiglio comunale di insediamento e in quel frangente, con ogni probabilità, verrà anche nominata la giunta.


13 giugno 2017

Sezze, si delinea il nuovo consiglio comunale 

pubblicato su MondoRe@le

Dopo una notte lunghissima, fatta di penne e taccuini, qualche momento di nervosismo, qualche risata e molta attenzione ai telefonini per sapere quale fosse la tendenza minuto dopo minuto, ampiamente coperta dalla DIRETTA STREAMING DI MONDORE@LE, la mattinata è passata a tirare i conti, soprattutto per quanto riguardava i voti di lista e, in special modo, quelli dei consiglieri che andranno a formare la composizione della massima assise cittadina. Stando ai numeri certificati dal Viminale sulle 22 sezioni scrutinare, in attesa del visto della commissione elettorale, si può comunque ipotizzare da chi sarà formato il prossimo consiglio, con sindaco Sergio Di Raimo. Il Partito Democratico, il più votato con 3.004 preferenze, pari al 24,20% delle schede valide, porta in consiglio 5 rappresentanti: Enzo Eramo (il più votato con 733 consensi personali), Marzia Di Pastina, Federica Fiorini, Giovanni Bernasconi ed Armando Uscimenti, che ha battuto sul filo di lana (21 voti di differenza) Paolo Rizzo che, per il momento (salvo che uno dei consiglieri prima menzionati, probabilmente una donna per la questione delle “quote rosa”, diventi assessore) resta il primo dei non eletti. 

Conquistano 3 seggi nel prossimo consiglio comunale Enzo Polidoro (555), Senibaldo Roscioli (340) e Mauro Calvano (282), esponenti della lista Sezze Futura (1.690 voti, 13,61%), mentre l’ex consigliere Antonio Piccolo resta momentaneamente al palo. Entrano in consiglio i due più votati della lista Sezze Protagonista con Di Raimo, Alessandro Ferrazzoli (424) e Francesca Barbati (233), con quest’ultima a battere sul filo di lana Giovanna Marchetti, prima dei non eletti. In consiglio trova posto anche Ernesto Carlo Di Pastina (380) della lista Di Raimo Sindaco, che batte di un soffio Luciana Lombardi (355 che non le garantiscono il posto in consiglio comunale). Trova 3 seggi tra i banchi delle opposizioni la coalizione Il Bianco Leone, che porta in assise il candidato sindaco Paride Martella, il più votato della lista Bianco Leone Serafino Di Palma (397) e quello della lista Forza Sezze, Giovanni Moraldo, che di preferenze ne ottiene 200. Resta per il momento escluso Lidano Lucidi (348 preferenze), che però potrebbe rientrare qualora Martella (come detto in diverse occasioni) decidesse di lasciare il suo posto in consiglio a chi i voti li ha portati sul campo. Due consiglieri, infine, per il movimento SezzeBeneComune. Insieme a Rita Palombi, infatti, siederà in aula Eleonora Conntento che, sebbene abbia pareggiato le preferenze con Giancarlo Onorati (entrambi 121 consensi), vanta un’età inferiore e un migliore posizionamento in lista. Il riconteggio di alcune schede potrebbe comunque cambiare le carte in tavola e portare il professore del Pacifici e De Magistris in aula consiliare.

IL NUOVO CONSIGLIO COMUNALE
MAGGIORANZA (11+Di Raimo):
Enzo Eramo, Marzia Di Pastina, Federica Fiorini, Giovanni Bernasconi, Armando Uscimenti
Enzo Polidoro, Senibaldo Roscioli, Mauro Calvano
Alessandro Ferrazzoli, Francesca Barbati
Ernesto Carlo Di Pastina
MINORANZA (5):
Paride Martella, Serafino Di Palma, Giovanni Moraldo
Rita Palombi, Eleonora Contento


9 giugno 2017

A Sezze una campagna elettorale non entusiasmante 

di Vittorio Accapezzato

La mendica dei voti è al culmine. E’ un continuo citofonare casa per casa. I velocissimi Whatsapp i messaggi sms sono incessanti. Telefonate continue di fraternità, di amicizia, di cene pagate e di grandi promesse alimentano a Sezze la campagna elettorale.

Sono aumentati in quantità i candidati pari a 250 cioè uno ogni cinquantasei elettori. Trabocca un’inondazione d’improvvisazioni, d’ingaggi bizzarri, di numerose liste "civiche", che di civico i candidati in lista hanno solo il numero di casa e spesso reduci di varie appartenenze politiche. Ciò viene a nuocere, il potere locale che rischia ulteriormente di degradarsi, causando danno allo sviluppo e alle attese di rinnovamento degli amministrati.

Uno scenario che non giova alle necessità del paese e di un territorio che avrebbe invece bisogno di una forte capacità politico-culturale per sapersi lanciare nei correnti andamenti dello sviluppo, che non possono essere certamente affrontati con i "modestissimi arnesi politici".

Sezze, ultimamente si è più impoverita di tutto e si spera che i candidati battendo il territorio a palmo a palmo per trovare i voti, avranno raccolto lo sfogo dei molteplici cittadini che si sentono desolati traditi delle loro attese di sviluppo.

La campagna elettorale, che volge a fine, è moscia e non infiamma nessuno. Gli elettori appaiano di non accorgersi di questo importante avvenimento, i cui risultati peseranno per cinque anni.

La carica di consigliere comunale, presume una serie di qualità che, purtroppo è un patrimonio che per esperienze non può essere di tutti. E’ necessario quindi di porre attenzione nel dare la preferenza personale a figure che hanno oltre ad limpido profilo comportamentale di trasparenza, di rettitudine di coerenza e abbiano qualità connesse con il compito della mansione cui aspirano a essere eletti.

Nelle liste ci sono diversi consiglieri con spalle più di qualche mandato, che hanno votato tutto e il contrario di tutto pur di trattenersi sempre a galla. Non si possono premiare questi comportamenti che non hanno niente a che fare con la vera politica.

Il centro sinistra sembra allarmato e non eccita al massimo i votanti. L’impulso cittadino che avviene girando per il territorio è quello, quello della "disaffezione" e il rifiuto a esprimere il voto poiché ci sono candidature che hanno avuto responsabilità di prim’ordine o altre che sono stantie e vecchie che odorano di naftalina. Assenza totale di autocritica di come versa il paese.

Quello che i predecessori consiglieri lasciano non è certamente una buona eredità. Chi sarà eletto come primo cittadino non sarà il successore di una tradizione riformista per una città futura ma solo un uomo che deve far funzionare al meglio l’ordinaria amministrazione. Esso è chiamato a invertire la rotta affidando il ruolo di assessore a figure che sappiano interpretare il loro ruolo come servizio nella tutela dell'interesse comune. Vittorio Accapezzato


11 giugno 2017- ore 17,00                                                       Centro Sociale U. Calabresi

Ultima sfida tra i 7 candidati alla carica di sindaco a Sezze

Damiano Risi, Gaetano Leonoro, Rita Palombi, Paride Martella, 

Roberto Reginaldi, Sergio Di Raimo,Giuseppe Ceritello. 

pubblicato su MondoRe@le


24 maggio 2017

Lettera dal passato, al Sindaco Giancarlo Siddera: 24 marzo 1997

Lettera aperta al Sindaco - protocollo 5658

di Vittorio Accapezzato
Sono rimasto letteralmente incantato, passeggiando peri vicoli e le vie del centro storico di Sezze, ci sono tantissimi negozi che vendono di tutto e graziosi locali tipici, ricchi di atmosfera e negozi di ogni genere.
La cittadina turisticamente è viva, gente che va, gente che viene. Il traffico è ben disciplinato e i giardini pubblici ben curati. Gli alberghi e ristoranti pieni.
Pensi, i miei cinque ospiti che hanno dormito a Latina, per non aver trovato posto in albergo, mi hanno incaricato di ringraziarla per l’ordine e la pulizia delle strade, della loro manutenzione, della segnaletica stradale particolareggiata, ben visibile e ben tenuta.
Mi hanno incaricato di dirle che hanno notato le bellezze del centro storico così conservato nel tempo, la cura delle facciate delle case, le grondaie e discendenti dei tetti ben sistemate, gli infissi in legno, le pensiline moderne che “aggettano” sulle strade, l’abolizione delle insegne a bandiera, le varie sorgenti di acque sotterranee, le piazze contornate di moderne automobili ben disposte e le caratteristiche piazzole di sosta continuata lungo le strade del paese.
La cittadina hanno detto è cresciuta più del progresso. 

Le meraviglie e le caratteristiche del centro storico sono da conservarsi gelosamente.
È una fortuna per voi di Sezze non aver sistemato le caditoie, gli avvallamenti stradali, i fognoli di raccolta forse vi siete abituati a queste cose ,ma credeteci è un nuovo moderno modo di fare la doccia pubblica nei giorni di pioggia ed è veramente bello assistere ai torrenti d’acqua piovana che inondano le strade asfaltate e vedere gente saltellare con gioia per trovare qualche spazio libero per poggiare i piedi.
Riferisci al Sindaco che portiamo di Sezze un buon ricordo soprattutto per i luoghi che ci hai fatto visitare e per la conservazione dei costumi di questo centro.
Abbiamo osservato e percorso la via dei templi. Il suo invidiabile panorama che si affaccia alla pianura pontina con vista diretta sul Circeo sulle isole di Ponza, Zannone e Palmarola, arricchito da un assetto urbanistico ben equilibrato e in armonia con l’ambiente circostante di mura ciclopiche ricoperta dalla parietaria che mette in evidenza i resti delle antiche vestigia romane nonché di una strada fatta con modernissime tecniche, ben percorribile, illuminata e fornita di sistema fognario ben collegato al depuratore. È difficile ai tempi d’oggi conservare le risorse di un centro.
Voi di Sezze siete ben fortunati ed avete avuto guide politiche lungimiranti. Avete conservato e arricchito il commercio, avete conservato le industrie, avete conservato l’artigianato, avete potenziato il turismo ,avete sviluppato l’agricoltura, lo sport e la sanità con un grande ospedale rispondente alle esigenze cittadine.
Complimenti la vostra è una ricca cittadina. È ricca di istituti scolatici, è ricca di maestri, è ricca di ragionieri, è ricca di servizi d’ogni genere. L’intenso traffico pomeridiano di viale Cappuccini è tenuto sempre scorrevole da non permettere lamentele da parte dei pedoni. Peccato però che in questi giorni non abbiamo trovato il Supercinema aperto ed i ragazzi sono stati costretti a radunarsi in Via San Leonardo ancora priva d ritrovi per la loro età.
Nel salutarti Vittorio, premeteci qualche domanda: “Perché le vostre signore non amano passeggiare? Perché sono rinchiuse sole dentro casa, davanti al televisore e ai fornelli da cucina? Dove giocano i vostri ragazzi? Per tutte queste opere affrontate e ben conservate nel tempo avrete senz’altro debiti fuori bilancio.”
Non ho saputo rispondere. Ho taciuto per non fare brutta figura. Ebbene Vittorio, arrivederci a presto. Porta i nostri saluti al Sindaco ed alla Giunta e cerca di lavorare per loro affinché Sezze non perda questi validi e insostituibili amministratori.
Tanto, per dovere di correttezza dovevo segnalarle e rapportarle.


21 maggio 2017

Camminamdo

di Raffaele Imbrogno  r.imbrogno@tin.it  

"Camminare, nel contesto della realtà contemporanea, parrebbe esprimere una forma di nostalgia, oppure di resistenza. (...) Favorisce l'elaborazione di una filosofia elementare dell’esistenza basata su una serie di piccole cose, induce per un momento il viandante a interrogarsi su di sé, sul suo rapporto con la natura e con gli altri, a meditare su un'inattesa gamma di questioni." Henry David Thoreau 
Uno slogan partito dalla Gallia, En marche, ripreso da molti nelle nostre poco allegre lande, oggi si diffonde in lungo ed in largo: camminare. A differenza del correre, tanto di moda per interessi spesso non solo di salute fisica ma di vendite, il camminare ha tempi più consoni per riflettere, per concepire nuove idee. 

Ma di corsa sono andate invece le tante liste che concorreranno per le prossime elezioni a Sindaco del nostro bel paese. Qualcuno è addirittura arrivato con il fiatone a presentare tutti i dati necessari per poi poter concorrere. Allora dopo anni di una apparente immobilismo, di tante inutili recite da Palazzo, sembra che siamo in prossimità di uno scatto direzionale, un andare oltre. 

Ma questo è il punto: delle sette tribù in movimento verso l’agognata terra promessa, chi ha chiaro la terra che stanno lasciando, il terreno che stanno affrontando e soprattutto il luogo dove ci vogliono portare? 

Sono stati presentati i programmi delle liste come legge stabilisce. Sono tutti e sette leggibili sul sito del Comune di Sezze: Programmi amministrativi e liste collegate

Li ho scaricati tutti e letti con la dovuta attenzione. Vediamo un po’ da vicino cosa si può trovare in questi sette capitali programmi, in questa Menorah laica/politica (mi perdonino gli ebrei). 

Il range di estensione dei programmi è vario. Si passa da programmi che definire leggeri è un eufemismo. Abbiamo programmi di una, due e tre pagine. Sintetiche indicazioni di intenti da cui non è molto facile capire le articolazioni strategiche ed operative che questi candidati vogliono sviluppare. 

Forse qualche approfondimento tornerebbe utile per meglio comprendere le proposte politiche di candidati come Reginaldi, Ceritello e Leonoro. Spero che abbiano modo nei vari incontri, che staranno organizzando con la popolazione setina, di articolare più nel dettaglio le loro proposte. Poi si sale di pagine. Si raddoppia con Martella, sei pagine, per arrivare alle tredici del Movimento 5 Stelle con candidato a Sindaco Risi, per scattare in avanti con Di Raimo, diciassette pagine (anche per sfatare la superstizione legata a questo numero), e finire al top delle ventitré pagine (in questo caso la cabala ci dice che questo è un numero porta fortuna) del programma della Palombi, unica donna presente in questa gara elettorale.

Non tutti i programmi presentano una premessa di carattere generale. Un sogno, un'emozione da proporre alle cittadine ed ai cittadini setini. Forse c’è del disincanto diffuso, ma fa sempre piacere che chi vuole il nostro voto cerchi di alzare lo sguardo, non dico per vedere le cangianti e imprendibili nuvole, ma almeno per vedere i tanti campanili setini.

I temi posti al centro dei sette programmi sono svariati ma alcuni sono ricorsivi. Lavoro, qualità della vita nei centri urbani che caratterizzano il nostro comune, sanità, sicurezza, gestione dei rifiuti, acqua pubblica, cultura, poco sulla immigrazione e pochissimo ahimè sullo sport, che solo in alcune pagine viene giustamente visto come un qualcosa incastrato con altre componenti sociali.

Un limite che vedo in questi programmi è una difficoltà a ragionare sui dati oggi inerenti il nostro territorio. 

Pochi riferimenti ai precedenti bilanci comunali e della SPL. Dove e quanto si sia speso negli anni passati. Una base indubbia dalla quale partire per programmare cambiamenti di volumi di spese per dare fiato ai programmi. Perché alla fine, se non si hanno fondi per dare gambe alle proprie idee, ci ritroveremo tra cinque anni a parlare delle stesse cose. 

I fondi da dove si prenderanno? Da una razionalizzazione della spesa comunale, da un controllo puntuale della riscossione della tante tasse evase, dalla riscossione precisa di quanto dovuto per l’occupazione del suolo pubblico, dalla capacità amministrativa di saper interloquire con i soggetti istituzionali eroganti i finanziamenti europei nelle loro svariate forme (Fondi Europei, fondi nazionali, Fondi regionali…). 

Forse su questo tema vitale varrebbe la pena spendere qualche parola e qualche dato in più.

Si parla di sicurezza, vivibilità del centro, sanità, ma anche qui pochissimi dati apportati alla discussione. E senza dati e/o inchieste di cosa parliamo?

Come diceva un vecchio saggio cinese: “Senza inchiesta non si ha diritto di parola”. Ma lo diceva anche Don Milani, tanto per tornare dalle nostre parti. Quindi se non ci si vuole comportare come “un uomo che cerca di afferrare i passeri con gli occhi bendati, o come un cieco che cerca di prendere un pesce, essere approssimativi e trascurati, perdersi in chiacchiere, accontentarsi di conoscenze superficiali invece di raccogliere dati e studiare il nostro paese. 

Magari la prossima o il prossimo Sindaca/o potrebbe creare un gruppo di studio sulle varie fenomenologie setine, facendo lavorare un campione selezionato per meriti dei tanti neo laureati o studenti universitari setini che tanta conoscenza e cultura potrebbero apportare. Alcuni brevi consigli di lettura per i camminatori:
> Filosofia del camminare. Esercizi di meditazione mediterranea. Duccio Demetrio, 2006, Raffaello Cortina Editore.

> L’infinito viaggiare Claudio Magris, 2006, A. Mondadori Walkscapes. Che ci faccio qui?

> Chatwin Bruce, 2004, Adelphi Dello stesso autore Le vie dei canti Camminando.

> Feltrinelli Storia del camminare Solnit Rebecca, 2005, Mondadori Bruno.

> Storia della filosofia come stupore Hersch Jeanne, 2002, Mondadori Bruno.

> L' arte del cammino e della pace. In viaggio verso la serenità Nhat Hanh Thich, 2004, Mondadori.

> Il cammino dell'uomo secondo l'insegnamento chassidico Martin Buber, (cur. Bianchi E.), 1990, Qiqajon.

> Filosofia e poesia Zambrano Maria, (cur. De Luca P.), 2002, Pendragon· Strade blu Least 

> Heat Moon William, 1988, Einaudi.

> I passages di Parigi Benjamin Walter, (cur. Tiedemann R., Ganni E.), 2002, Einaudi

> Sulla strada Kerouac Jack, 1999, Mondadori Latinoamericana.

> Camminare Thoreau Henry, (cur. Meli F.), 1989, Editore SE.r.imbrogno


19 maggio 2017

La scelta del voto

di Vittorio Accapezzato

A Sezze la crisi di consenso dell’amministrazione uscente è visibile a tutti. La gestione del governo del paese è stata un modello amministrativo nella sua complessità obsoleta, ridotto a una gestione “ordinaria”, priva di spirito, qualità, coraggio e innovazione necessaria per riqualificare la vita della cittadina.
Una conduzione amministrativa che ha pensato solo a non scontentare i tradizionali raggruppamenti d’interessi politici. Ora la navetta del PD che ha guidato il paese riusa una coalizione di pezzi vecchi, consumati e svaniti sperando che questi con il loro clientelismo riescano ancora una volta a perforare la barriera di scetticismo rinunciatario che regna da qualche tempo nella città, ormai stanca e sfiduciata da una classe politica considerata non più credibile del tutto inadeguata ma purtroppo riconfermata.
A meno di un mese a Sezze saranno chiamati al voto più di 19000 cittadini. I candidati a sindaco che si fronteggeranno saranno sette. Di fronte a un panorama così complesso, in cui forse mancano nomi di spicco assoluto, il risultato delle urne potrebbe anche sorprendere. Spetta agli Elettori il compito di giudicare il comportamento dell'Amministrazione uscente e la scelta di un cambiamento.
È un appuntamento importante, poiché attraverso alcune scelte che si faranno in questa circostanza elettorale, si metteranno le basi di come sarà Sezze nel futuro prossimo. Sulle spalle dei futuri amministratori pesa una forte responsabilità e il cittadino, chiamato a votare, deve individuare bene chi eleggere senza farsi convincere da facili e ingannevoli promesse. L’Amministrazione comunale non è l’ufficio del collocamento, da cui aspettarsi un posto di lavoro. Occorre prendere le distanze dalla mentalità corrotta dei favoritismi. Si dovrà dare fiducia e quindi eleggere persone capaci di amministrare bene e onestamente il paese.
I problemi che affliggono i Cittadini di Sezze sono numerosi e alcuni sono particolarmente gravi; le risorse finanziarie di cui ora il Comune dispone sono scarse; il compito che attende la futura amministrazione è dunque particolarmente oneroso. I Sezzesi dovranno dimenticare le tante delusioni subite dopo avere a lungo coltivato legittime speranze che sono state troppo spesso disattese. I cittadini non chiedono programmi faraonici e vane promesse, ma l’impegno di moltiplicare ogni sforzo per procurarsi risorse necessarie alla realizzazione di progetti importanti, per promuovere lo sviluppo equilibrato del territorio e la reale crescita socio economica del paese.
Cosa si chiede alla futura Amministrazione? Massima attenzione e impegno per favorire l'agricoltura, il commercio, l’artigianato, la vivibilità, i siti dismessi, la viabilità, i parcheggi, e la risoluzione dei problemi sul monastero delle clarisse, il palazzo dell’orfanotrofio di viale Cappuccini, dell’affitto del locale in Via Roma, la Vallicella, i contenziosi con la Dondi e l’A&G, l’anfiteatro, la difesa e la valorizzazione delle bellezze naturali, del paesaggio, dei siti archeologici, esentare dall’IMU anche le abitazioni concesse in uso gratuito ai propri figli e le abitazioni possedute da anziani o disabili residenti in istituto di ricovero o sanitario, purché non affittate.
Dovrà mirare al recupero del centro storico, la cura del verde pubblico, l'arredo urbano, e al raggiungimento di un turismo realmente sostenibile. La posta in gioco resta quella di avere per Sezze un buon governo, costituito da validi consiglieri comunali all’altezza del loro compito per una città da qualche tempo abbandonata al degrado.


14 maggio 2017

Familiando

di Raffaele Imbrogno  r.imbrogno@tin.it

“La duplice rovina della politica deriva dallo sviluppo degli organismi politici a partire dalla famiglia… Le famiglie vengono formate come ripari e fortezze in un mondo inospitale ed estraneo, in cui si vorrebbe portare affinità. Tale aspirazione conduce alla fondamentale perversione del politico, poiché annulla la qualità di fondo della pluralità o meglio la perde introducendo il concetto di affinità.”

Hannah Arendt, Che cos’è la politica, Ed. di Comunità 1995, pag. 6.

Partiamo da alcuni dati. Sezze presenta all’ultimo censimento una popolazione di 24.894 abitanti.  Di questi ben 19.054 (76%) si recheranno l’11 giugno a votare per il primo turno delle elezioni del futuro Sindaco che sostituirà Andrea Campoli per i prossimi 5 anni. Ben sette canditati si contenderanno la fascia tricolore di Sindaco. Come "I sette samurai" raccontati nel film del 1954 di Akira Kurosawa. Storia poi ripresa e “westernizzata” nell’altrettanto famoso film "I magnifici sette" con Yul Brynner.

Queste/i nuove/i amazzoni/cavalieri (una sola donna e sei maschi) della trasparenza, onestà e competenza verranno supportati da ben 15 liste, per un totale di 221 canditati (il 2% degli aventi diritto di voto). Un grande afflato politico, un segnale di grande e viva partecipazione politica, un paese innervato di sana passione per la cosa pubblica?

Ma quanti nuclei familiari ci sono a Sezze?

Dai dati reperibili dall’ultimo Censimento della popolazione italiana e pubblicati sul sito dell’Istat (http://dati-censimentopopolazione.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DICA_NUCLEI#) risultano 6.953 nuclei familiari a Sezze. Quindi abbiamo un candidato per 31 nuclei familiari. Questo denota una caratterizzazione molto familiare delle prossime lezioni, più che politica. Avranno possibilità di vittoria quei candidati che più di altri potranno appoggiarsi a più nuclei familiari ed a nuclei familiari numerosi.

Uno dovrebbe a questo punto aspettarsi una grande attenzione, nei programmi dei candidati a Sindaco, alle politiche di sostegno alle famiglie, ai loro redditi, alle loro condizioni abitative e altro. Al momento (mia carenza) non si leggono programmi definiti e strutturati. Si spera che a breve vengano resi pubblici e/o pubblicati sul sito del nostro Comune come da legge.

Ieri manifestazione pubblica al Centro Commerciale delle Fontane. Buona partecipazione (presenza di diverse truppe cammellate ed applaudenti ma questa è la norma), poche sedie, audio debole, candidati al buio. 

Ma non sarà stato facile organizzare il tutto, quindi grazie a chi ha creato questo primo incontro pubblico che si spera venga replicato su temi più stringenti e puntuali. Tra candidati arrivati in ritardo, proclamazioni di rito, scambi fuori luogo, di agire politico, di proposte sensate se sono sentite poche. Rimangono dubbi da chiarire nei prossimi giorni fuori dall’ambito familiare. Uno su tutti il bilancio della SPL, sempre nascosto, fantasma delle nostre colline. Un bilancio sempre pesante nelle sue perdite che appesantisce poi quello del Comune. Tasse non riscosse, una società coinvolta a tale scopo con la quale rimane un nuovo contenzioso. Ma chi sono questi che non pagano le tasse? Si rendano noti questi nomi per correttezza nei confronti di quelli che le tasse le pagano (oppure diamo 5 voti a coloro che regolarmente rispettano il proprio dovere fiscale).

Riqualificazione del nostro territorio, che manifesta notevoli bruttezze. Ma chi ha prodotto questo infinito abusivo edilizio? Gli stessi che insieme agli esenti dalle tasse hanno votato i potentati locali che si sono succeduti negli anni sugli scranni comunali? Vedremo le concrete proposte dei candidati a sindaco, anche perché di soldi le casse del Comune ne ha pochi e se non si pagano tasse ed altri disservizi vengono creati un triste futuro ci aspetta (siamo già il quart’ultimo comune della provincia per reddito pro-capite).


13 maggio 2017

Confronto tra i 7 candidati alla carica di sindaco a Sezze

Damiano Risi, Gaetano Leonoro, Rita Palombi, Paride Martella, 

Roberto Reginaldi, Sergio Di Raimo,Giuseppe Ceritello. 

pubblicato su MondoRe@le

 

Damiano Risi                                                                                    Gaetano Leonoro

 

Rita Palombi                                                                                         Paride Martella

 

Roberto Reginaldi                                                                             Sergio Di Raimo

Giuseppe Ceritello

           la foto di gruppo è dell'amico Pietro Mastrantoni


10 maggio 2017

Sezze è chiamata ad eleggere il "meno peggio"

di Vittorio Accapezzato
A giorni l'apertura della campagna elettorale che ci accompagnerà alle Elezioni di Giugno non fa altro che rinsaldare una vecchia e consolidata situazione. È iniziata da qualche tempo la metodica caccia al candidato da parte di partiti, movimenti e aspiranti sindaci, con l’unico obiettivo di riempire più liste possibili; non in ragione dei programmi, o della posizione politica, ma esclusivamente per far aumentare il numero dei candidati capaci di captare voti e dirottarli verso un sistema di parentele che ha sostituito alle idee e ai programmi, fratelli, cugini, cognati e compari.
Una sorta di sistema amministrativo senza colori politici, di strategia dei partiti che riescono attraverso liste civiche a piazzare malignamente almeno un candidato per famiglia a vantaggio dei designati di punta ben noti, per accaparrarsi con astuzia l’eventuale seggio, ottenuto grazie alla somma delle poche decine di voti raccolti dalle rimanenti aspiranti, misere e inconsapevoli vittime sacrificali di questo sistema. Stiamo assistendo a una lottizzazione delle liste civiche da parte di esponenti politici locali che in passato hanno governato, spesso male, o che hanno appoggiato in Consiglio comunale le precedenti Giunte.
Scorgiamo proporsi le solite facce, sempre le stesse che si vedono immancabili da anni nei palazzi della politica. Assistiamo ai soliti scontri e ascoltiamo le consuete reciproche accuse di malgoverno, ma non troviamo alcuno dei passati Amministratori che si ritenga, nemmeno in parte, responsabile della situazione critica in cui versa la nostra Sezze. Sarà la solita campagna elettorale del promettere tutto e di più. Ci saranno i soliti sorrisi, la disponibilità di fraternizzare e la gara a chi le spara più grosse sapendo che poi non potrà mantenere gli impegni. I soliti inciuci per ripartirsi i posti in giunta.
Ciò avviene perché i partiti sono scomparsi. La politica non è fatta e costruita nelle sedi di sezione e quindi, non dà la possibilità ai cittadini di misurarsi con le difficoltà e le complessità di una gestione amministrativa, di sentirsi protagonisti e responsabili di un processo collettivo ma poi all'avvicinarsi delle elezioni scatta la "caccia" al volto nuovo che "viene dalla società e non ha mai fatto politica".
E scatta la corsa alla formazione di liste civiche, con candidati a digiuno di politica e di esperienza. A elezioni avvenute, queste sempre si sciolgono il giorno dopo e l’eletto consigliere è solo a rappresentare se stesso.
La lista civica serve ai partiti o ai candidati sindaci per attingere voti che da soli non riuscirebbero a captare. Quando si dà un voto a un candidato civico, non è una scelta politica, si votano il parente, l’amico, il compare e il vicino di casa ma non stai votando per loro, ma rinforzi qualcuno diverso, della sua lista, qualcuno che ha militato in precedenza nei partiti o direttamente la lista cui è collegato.
Le civiche sono formate, in pratica da un gruppo di persone provenienti da percorsi diversi, che si uniscono elettoralmente, senza superare le contrapposizioni ideologiche, dei partiti e senza condividere idee ed esperienze, professionalità e competenza.
Con questo stratagemma, ne consegue, che a essere eletti sono sempre gli stessi, che cercano ancora una volta di assicurarsi una poltrona in Consiglio comunale. Succederà che si formerà un consiglio comunale, dove il consigliere senza un partito, avrà debolezza interiore, non saprà schierarsi, si adatterà alla circostanza del “tengo famiglia” e sarà passivo per finire nella maggioranza consiliare.
È anche per questo che la politica si è rinsecchita e rischia di diventare esclusivamente un costoso strumento per la costruzione di sistemi di potere sempre più personalizzati.
È un’amara realtà, priva di prospettive, che segna il passo e blocca l’entusiasmo. È come se si fosse girato l’interruttore sulla posizione spento; la città è chiusa nell’inerzia e nella passività e nell’astensionismo. Speriamo che si miri a dare un voto saggio per il bene della nostra Sezze, senza doversi sentir dire dopo le elezioni “ma in fondo era meglio quando si stava peggio.”


22 aprile 2017

Promettendo

di Raffaele Imbrogno

“Ogni organizzazione umana, sia essa sociale o politica, si fonda in fin dei conti sulla capacità dell’uomo di fare promesse e mantenerle. L’unico dovere strettamente morale del cittadino deriva da questa duplice volontà di dare e mantenere un impegno affidabile sulla propria condotta futura, che è la condizione prepolitica per tutte le altre virtù specificatamente politiche. In quest’ottica la tanto citata affermazione di Thoreau, ‘L’unico obbligo che ho il diritto di assumere è quello di fare in ogni momento ciò che ritengo sia giusto’, potrebbe diventare: ‘Il solo obbligo che in quanto cittadino ho il diritto di assumere è quello di fare e mantenere promesse’.

Le promesse sono l’unico mezzo di cui dispongono gli uomini per ordinare il futuro, rendendolo prevedibile e affidabile per quanto sia umanamente possibile.” 

Hannah Arendt, Disobbedienza civile, Chiarelettere, 2017, pagg.50-51.

Il 12 settembre 1970 Hannah Arendt, pensatrice tedesca di nascita ebraica e cittadina statunitense dagli anni ’50, pubblicava il saggio da cui ho tratto la citazione precedente. Riflettevo rileggendo questo testo che promettere e mantenere le proprie premesse non è anche il succo di un programma politico; che chi si candida ad occupare una posizione pubblica presenta? In effetti dovremmo votare A e non B o C, perché dopo attenta riflessione e ponderando tutte le opzioni aperte, preferiamo quanto prospettato, quanto promesso per la nostra comunità, appunto dal candidato A.

Per quali altri nobili motivi dovremmo fare altro? Con quali interessi affidare la porzione di potere che ci appartiene come cittadini del nostro paese ad una o ad un’altra persona? Sarò ingenuo (ma l’ingenuità è una caratteristica a-politica da rivalutare), ma ritengo che proprio l’insieme delle promesse fatte adesso dai candidati per la carica di Sindaco di Sezze, il loro disegno prospettico per il nostro comune futuro dovrebbe essere l’unico discriminante per decidere se e chi votare. 

Bene si vota tra non molto, l’11 giugno per il primo turno ed il 25 giugno per l’eventuale ballottaggio (siamo uno dei 13 comuni del Lazio che avendo più di 15.000 residenti voterà con il maggioritario a doppio turno), meno di due mesi. Ebbene al momento, almeno alla mia modesta persona, non risulta leggibile nessun programma delle possibili liste che si presenteranno (l’ultima volta che abbiamo votato nel 2012 si presentarono ben 13 liste, vinse l’attuale Sindaco Campoli che con 14.803 voti pari al 70,1% staccò e di molto il secondo candidato, un plebiscito[1]). 

Allora faccio un caldo invito a tutti i candidati sindaci: inviate presso il sito di Ignazio Romano i vostri programmi, le vostre promesse, magari accompagnati anche da una ipotesi minimale della squadra che volete costruire per render operativo il vostro programma. Apriamo su queste pagine un confronto trasparente delle vostre idee per futuro del nostro paese. Un confronto fuori dalle solite stanze, dai soliti bar o ristoranti.  Poi sarebbe utile che qualcuna delle tante meritevoli associazioni operative nel nostro territorio si proponga per organizzare un incontro pubblico per una discussione aperta e franca per confrontare i vari programmi presentati.

r.imbrogno@tin.it

[1] http://www.comune.sezze.lt.it/pagina328_elezioni.html


20 aprile 2017

Lidano Lucidi lancia l’idea della "Banca della Terra"

Comunicato stampa

Lidano Lucidi, candidato a consigliere comunale in appoggio al candidato Sindaco Paride Martella, lancia l’idea della Banca della Terra, un progetto volto a favorire lo sviluppo economico e sociale del territorio. “Anche a Sezze dovremmo dar vita al progetto Banca della Terra. Il Comune dovrebbe censire le terre pubbliche e assegnarle a chi vuole coltivarle o svolgere altre attività imprenditoriali, come per esempio un campeggio o un’area attrezzata per le roulotte. Ci sono molti ettari di proprietà pubblica che sono incolti e senza manutenzione. 

Le domande da farsi sono: ma se il Comune non ci fa niente di tutta questa terra, non è meglio darla a chi vuole utilizzarla per un’attività imprenditoriale favorendo anche il ricambio generazionale? Meglio avere un appezzamento di terra lasciato lì a far nulla o dare la possibilità a qualcuno di farsi o mantenere una famiglia? In questo modo si risparmierebbero anche i soldi della manutenzione, soldi che potrebbero essere utilizzati in altro modo, come una migliore cura dei parchi, considerato lo stato di abbandono in cui versano. 

La terra pubblica potrà essere affidata a cooperative di produttori locali, anche ragazzi, per lo sviluppo delle produzioni. La società abbatterebbe così i costi di affitto del terreno e quindi avrà più risorse per pagare gli stipendi, il Comune avrebbe un terreno pulito invece che lasciato abbandonato. Si potrebbero fruttare anche i fondi del PSR e soprattutto farsi guidare nella gestione del progetto dagli agricoltori. 

Questa idea infatti può funzionare solo se viene coinvolto chi lavora la terra, perché con la sua esperienza quotidiana potrà indicare le colture da sviluppare (vino, visciole, olio, carciofi, broccoletti) in quella zona. Il Comune deve indirizzare, favorire la creazione di lavoro, deve costantemente confrontarsi con chi si spacca la schiena ogni giorno e non calare progetti dall’alto. La Banca delle Terra potrebbe essere anche sfruttata per l'agricoltura sociale, progetti per inserimento lavorativo dei diversamente abili. In definitiva avremmo terre curate e più occupazione. Anche i proprietari privati che non sanno che farsene di un piccolo pezzetto di terra a volte ricevuto in eredità, potrebbero avere convenienza ad entrare nel progetto”.


6 aprile 2017

Errando

di Raffaele Imbrogno  

"Senza la conoscenza dei venti e delle correnti, senza il senso della direzione, gli uomini e le società non restano a galla a lungo, moralmente o economicamente scaricando fuoribordo l’acqua che entra nella falla"  Richard Titmuss

Per un errante del pensiero quale io sono, pieno di lacune conoscitive e pervaso da fluttuanti dubbi, lo spazio che Ignazio Romano ha creato, e messo a disposizione dei cittadini setini, è come una comoda deriva dove poter stare lontano da flutti e maree imprevedibili. 

Lo ringrazio di nuovo per la sua preziosa ospitalità.

Viviamo in un momento dove il deserto del sociale, l’assenza di uno spazio pubblico politico è sempre più visibile. Il deserto del pensiero provocato dalla imperante ideologia neoliberista vincente, ha progressivamente smantellato ogni momento di comunità e reso impalpabile il potere di movimento di semplici cittadini come me.

Dal 1980 abbiamo assistito ad una preponderante avanzata di coloro che hanno vinto lo scontro tra soggetti sociali, strati di società (classi sociali?) che è divampato fino alla fine degli anni ‘70. Proprio quest’anno ricorre il quarantesimo anniversario del 1977 e di un movimento che al di là dei giudizi soggettivi ha rappresentato l’ultimo tentativo di scontro con il potere costituito (per inciso l’uccisione di Luigi De Rosa è stato il momento di inizio di molte dinamiche di quel periodo, ed oggi l’unica Associazione Culturale setina che ricorda con un premio storico quel tristissimo fatto, quella enorme ferita, vive oggi dalle difficoltà nel silenzio colpevole di noi tutti). 

Un potere che ha vinto, e, quindi, dovremmo essere da anni in una società pacificata, soddisfatta del suo benessere economico e sociale. Purtroppo se non vogliano credere ai tanti pifferai presenti, non è così. Dal 2008 siamo dentro una profonda crisi. I dati socio economici nazionali sono devastanti. Uno per tutti è il numero dei disoccupati giovani. Un numero pari al 37% va al di là di sostenibile accettazione e mette in crisi ogni concetto di democrazia sociale. Intere generazioni sono state devastate. 

Ritorniamo ad emigrare, torniamo ad esportare intelligenze come abbiamo fatto quasi sempre nella nostra storia unitaria. È saltato quel patto che un attento osservatore sociale come il professore Salvatore Biasco ha chiamato come il “compromesso socialdemocratico”. Patto che ha permesso per anni alle nostre società di progredire. Un accordo tra lavoratori e capitale industriale e finanziario, che sotto l’egida dello Stato e nella forma dello Stato sociale (o welfare ideato da William Beveridge nel 1942 sulle idee economiche di J. M. Keynes) ha permesso alle democrazie occidentali di progredire ed uscire dalle macerie umane della seconda guerra mondiale, garantendo una distribuzione omogenea delle ricchezze e delle opportunità prodotte 

Uno stato sociale vittima sia di una deriva di corruzione, spreco ed inefficienza, sia dell’assalto di una casta economico-politica, attenta solo a soddisfare i propri appetiti. Si balla sul Titanic. Come uscirne? Con una svolta di sinistra, simile e diversa dal New Deal degli anni trenta, o con svolte autoritarie come il fascismo ed il nazismo o forme simili ma diverse nell’apparire? 

L’ideologia vincente, quella neoliberale, quella legata ai quei soggetti che detengono il potere e la maggior parte del ricchezza a discapito di una sempre più ampia povertà sociale, invitano a non disturbare l’auriga. Dobbiamo stare tranquilli e sopportare, il grande fratello ci guiderà verso una nuova terra promessa. Il novello Mosè ha una missione da compiere e noi dobbiamo smetterla di adorare vecchi dei: l’uguaglianza socio economica, la scomparsa delle differenze violente, la felicità.

La vittoria è stata totale, sia sul piano economico, sia su quello culturale. Lo schema proposto è stato ben condiviso a destra (e questo ci sta tutto) ed anche a sinistra (e questo molto meno comprensibile). Il nuovo establishment ha assunto tutti. Li paga molto bene per convincerci che il nostro capo chinato è l’unica soluzione. Questo al centro, alla periferia ed anche alla estrema periferia dove noi viviamo. Con le dovute differenziazioni anche noi a Sezze viviamo tutto questo

Lo vediamo uscendo per lo nostre vie, lo respiriamo nell’aria. Come ha scritto qualcuno “Guasto è il mondo”, ed il nostro piccolo paese non gode di una buona salute. Declinato sulle nostre coordinate quotidiane, questa prolungata crisi che stiamo vivendo ha fatto esplodere i valori e la comune cultura che ci apparteneva. Dove ci riconosciamo come comunità setina? 

Nella rincorsa di modelli estremi, nella speranza di uscire da un presunto errato provincialismo? Se una cosa abbiamo anche noi in modo distinguibile è un settore del nostro paese che ha tutto l’interesse all’anomia sociale, alla afasia politica. State tranquilli va tutto bene, questo lo slogan. Statevene a casa, pensate alla nuova macchina da comprare (magari un bel SUV con cui stare in fila per ore nella ricerca di terre selvagge), o la prossima vacanza da fare, al resto ci pensano vecchi e nuovi sacerdoti dell’agire sociale e politico. 

Una casta vera e propria che ha accompagnato con grande cinismo questo declino in cui siamo immersi. Eppure esistono sul nostro territorio forze ancora sveglie, sotto la cenere si intravede della brace. Il difficile è nel ridarsi fiducia a vicenda, riscoprirsi come comunità che non ha come destino comune solo una desertificazione quotidiana ed un abbandono progressivo di spazi e luoghi a noi tutti familiari. 
Come si chiedeva un vecchio rivoluzionario anni fa: Che fare?
Io, nella mia modesta conoscenza di queste dinamiche politico sociali, posso solo sognare nuovi percorsi comuni, che devono cercare di condizionare l’agire delle classi amministrative del paese e proporre uno sviluppo sostenibile per noi tutti.

Ripartire dalle cose semplici, lasciando il complicato ad un futuro lontano da venire. 
Un paese che ha espresso ed esprime tante libere associazioni, deve guardarsi allo specchio e dirsi: lo possiamo fare, non siamo destinati alla scomparsa.
Mi piacerebbe pensare una futura gestione della cosa comune, legata a due macro organizzazioni interne: due assessorati. Il primo della Normalità il secondo della Straordinarietà.
Il primo dovrebbe essere finalizzato a raccogliere tutte le risorse presenti nel territorio per ripristinare una vita normale per tutti noi.

Riscoprire la vocazione contadina di questo territorio. Come diceva un protagonista del film All That Jazz: Ciò che sembra vecchio prima o poi torna nuovo. Allora perché non pensare Sezze come un nuovo polo di sviluppo di applicazioni tecnologiche per una agricoltura verde, bio compatibile, che rispetti l’ambiente. Creare un istituto di sviluppo, progettazione e realizzazione di soluzioni tecnologiche per la agricoltura del futuro. Le tante guerre che si combattono per il mondo, sono sì legate alle forme di approvvigionamento energetico, ma anche alla ricerca di territori fertili da poter sfruttare a proprio vantaggio. Il mondo futuro avrà molta sete e molta fame. 

Possiamo pensare di dare un piccolo contributo alla soluzione di questi problemi, partendo dalla nostra storia passata? Si potrebbe riconvertire uno dei tanti spazi pubblici presenti ed inutilizzati per dedicarlo a questo nascente polo scientifico-agricolo.
L’interesse del nostro patrimonio ambientale andrebbe poi visto non solo in termini di produttività agricola ma anche come risorsa turistica. Per far questo si deve fermare qualsiasi forma di speculazione edilizia che possa ancora devastare un territorio che negli ultimi anni è stato ampiamente abbrutito

Noi viviamo il nostro ambiente, la sua bellezza o la sua bruttezza. Lo condizioniamo e ne siamo condizionati. Noi siano il nostro momento estetico. I contadini di una volta questo lo avevano chiaro e difendevano le loro terre, le rendevano più belle e vivibili, noi? 
Se si vuole sviluppare un turismo non selvaggio sui monti Lepini si può anche utilizzare il volano dello sport. Il turismo sportivo è sempre più diffuso. Di eventi sportivi a Sezze se ne possono organizzare molti, sfruttando anche quelle personalità di valore nazionale da noi presenti. Penso a Simeoni, bandiera della lotta al doping sportivo, Nardi e molti altri. A persone come Sandro Pontecorvi e Costantino Giorgi che su questo tema hanno ancora molto da dire. 

Perché se si vuole un turismo sportivo vero, si deve puntare sull’eccellenza e non sulla mediocrità.
Senza sicurezza non si vive. Scoprire il limite della dialettica sicurezza-privacy è una continua scommessa. Noi però abbiamo bisogno che le nostre vie tornino abitabili per tutti e soprattutto per fanciulli ed anziani, i valori profondi del nostro paese. Trovare fondi per queste fasce di generazioni, renderà sicuro il paese prima per loro e poi per tutti. 

Garantire percorsi culturali virtuosi sul nostro territorio è una priorità. Ridare importanza alle nostre scuole, dare spazio alle tante associazione, che uscendo dal loro particolare possono dare molto. Possono dare solo se si ha voglia di ascoltare però, senza presunzione da parte di chi occupa il Palazzo locale. La modestia e l’umiltà accompagnano la normalità e consentono il vero salto di qualità.

In modo asincrono alla normalità (il motivo per il quale dovremmo votare qualcuno) mi aspetto un lavoro sulla straordinarietà (quello per cui dovremmo rivotare in futuro una persona, una lista). La capacità di intravedere un futuro possibile e migliore per tutti noi. Trovare progetti, risorse, emozioni, per delineare un paese nuovo.
Tutto questo alla base deve avere un agire amministrativo trasparente ed onesto oltre che professionalmente capace. Non possiamo non poter disporre di bilanci di Partecipate, per poi scoprire nel tempo che sono portatrici, non solo di consenso e voti, ma anche di enormi debiti. 

I favori sono per pochi, i debiti di tutti. Non mi sembra equo.
Ho scritto molto, vorrei scrivere altro ancora. Alcune parti sono approfondite, altre no. Ma io sono un umile errante, un rolling stone, vi chiedo scusa e vi ringrazio se siete arrivati fino qui.
Resto in ascolto di altre idee di cui ho dannatamente bisogno.

r.imbrogno@tin.it


15 marzo 2017

Paride Martella è il candidato sindaco del centrodestra.

Sostenuto da un progetto civico che verrà presentato sabato 18 marzo

articolo di Alessandro Mattei - Il Messaggero, 15 marzo 2017

Come anticipato il 13 gennaio scorso dal Messaggero, il centrodestra setino ha scelto l’avvocato Paride Martella come candidato sindaco. L’ex presidente della Provincia di Latina scenderà in campo con un gruppo di liste civiche senza simboli di partito, forse a sostenerlo ce ne saranno addirittura cinque. 

La decisione è stata presa nel corso dell’ultima riunione tenutasi a Latina lunedì’ scorso, nel corso della quale Martella ha sciolto ogni riserva, anche a seguito forse della decisione del Pd di rinunciare alle primarie e candidare Sergio Di Raimo. L’ufficializzazione avverrà sabato prossimo alle ore 17 presso il Museo Comunale di Sezze. Martella da ieri sta lavorando alla squadra a stretto contatto con il consigliere comunale Serafino Di Palma in primis. 

L’avvocato intende riproporre quel progetto civico che nel 2003 portò la coalizione di Lidano Zarra a vincere al ballottaggio il centrosinistra setino, dopo anni di ininterrotto governo della città. Questa volta il protagonista sarà però lo stesso Martella, che intende inserirsi nel vuoto lasciato in questi anni dai partiti di centrodestra e anche nella spaccatura avvenuta dentro il partito democratico di Sezze. 

Nel progetto civico l’avvocato, che di esperienza politica ne ha da vendere, vuole canalizzare tutte le energie verso un progetto che punti alla governabilità del paese, uscendo dalle logiche partitiche tradizionali che spesso ingessano le amministrazioni locali. Paride Martella democristiano doc, punta a far convergere intorno alla sua figura un elettorato di centro, moderato. Nelle intenzioni dell’avvocato setino c’è la volontà di garantire un programma amministrativo che sia in controtendenza rispetto agli ultimi anni. Martella, classe 1955, ha alle spalle una lunga esperienza politica che lo ha portato prima a ricoprire la carica di consigliere comunale di Sezze e poi dal 1995 al 2004 quella di Presidente dell’amministrazione comunale di Latina. 

Dopo Rita Palombi per “Sezze Bene Comune”, Gaetano Arduini per “Noi con Salvini” e Sergio Di Raimo per il Pad, l’avvocato 62enne è ufficialmente il quarto candidato sindaco per le imminenti elezioni amministrative di Sezze, previste per il mese di maggio. Non è escluso che ce ne siano altri, vi vocifera ad esempio che Gaetano Leonoro possa essere il candidato sindaco per il Partito Comunista Italiano, anche a Sezze riunitosi.


11 marzo 2017

Primarie, Enzo Eramo fa un passo indietro e rifiuta "accordi di basso profilo"

Latina Editoriale Oggi

Le primarie a Sezze dovevano tenersi il 26 marzo. Dovevano perché Enzo Eramo che si sarebbe confrontato con Sergio Di Raimo ha deciso di fare un passo indietro mettendo nero su bianco in una nota le sue ragioni. 
"Alla fine - si legge nella nota -  ho scelto di rinunciare a presentare la mia candidatura. La mia scelta di accettare la candidatura era nata raccogliendo le indicazioni espresse in maniera chiara da molti esponenti dello stesso partito. A tali indicazioni ho risposto con la mia disponibilità. Disponibilità che però ho da subito da subito vincolato ad alcuni presupposti.Avevo annunciato, al di là dello strumento per la selezione del candidato a sindaco, fossero fondamentali per una mia accettazione alcuni elementi imprescindibili:- Convergenza netta della maggioranza del partito
- Autonomia di scelta delle donne e degli uomini e dell’offerta politica
- Programma ispirato ai valori del centro sinistra sintetico e realizzabile

Venendo meno questi presupposti, non ho ritenuto esserci le condizioni di un patto chiaro e trasparente con i cittadini e le cittadine della mia città. Su questi elementi chiari e per me irrinunciabili nel mio modo di intendere, ragionare e vivere la politica, nell’attuale situazione non ho ritenuto barattabile una linea politica e amministrativa chiara con accordi di basso profilo. Il mio impegno continuerà, come è stato fino ad ora in questi anni e anche in questa scelta, nell’esclusivo servizio del paese come testimoniano le opere realizzate nel corso dell’ultima amministrazione. 

Ringrazio tutti coloro che hanno pensato alla mia persona per ricoprire un ruolo cardine per la vita di un paese come lo è il sindaco. Con loro ho condiviso un ragionamento che è stato accettato all’unanimità fino a maturare la scelta definitiva di non candidarmi". 
Solo nella giornata di ieri, a Sabaudia altro comune che andrà al voto il segretario Pietro Piroli ha rassegnato le dimissioni per contrasti nati proprio rispetto le decisioni da prendere in vista delle elezioni. Una comunicazione quella di Piroli arrivata dopo la conferenza stampa di Stefano Zappalà che ha lanciato una proposta per le amministrative a Sabaudia a cui ha aderito il candidato sindaco del Pd, Amedeo Bianchi. Una scelta evidentemente non condivisa da tutti. Oggi la decisione di Eramo. In vista delle elezioni la situazione all'interno del Pd non sembra essere semplice in provincia.


10 marzo 2017

Elezioni comunali a Sezze, 

Di Raimo è il candidato del PD

Latinaquotidiano.it

Niente primarie per il PD di Sezze, è Sergio Di Raimo il candidato sindaco dei democratici alle prossime elezioni comunali. Questa sera alle 8 scadeva il termine per la presentazione delle candidature alle primarie e l’unica pervenuta è stata quella del Presidente del Consiglio comunale.
Enzo Eramo non ha presentato la sua candidatura annullando di fatto le primarie a Sezze.
L’assessore allo sport ha fatto un passo indietro, evidentemente non ha ravvisato nella coalizione quelle condizioni di base che aveva messo come presupposti fondamentali alla sua candidatura.

 

 

 

 

 

 

 


2 marzo 2017

Enzo Eramo puntualizza sulla questione candidatura

articolo di Enzo Eramo

"Si è parlato e discusso molto in merito alla mia eventuale candidatura a Sindaco di Sezze tralasciando però di ascoltare il ragionamento maturato sulla questione dal sottoscritto. Vista l’importanza dell’argomento in questione, alcune cose vanno puntualizzate.

Sulla base delle consultazioni che il Partito ha svolto negli ultimi mesi, consultazioni che sono state decise all’unanimità e il cui esito non era comunque vincolante, mi è stato chiesto da più parti di candidarmi a sindaco. Una richiesta che sicuramente lusinga e premia il lavoro di anni di politica ma che allo stesso tempo comporta tante responsabilità.

Ho ritenuto infatti di dover vincolare tale disponibilità alla candidatura ad alcune condizioni riguardanti sia il programma elettorale, sia il mandato pieno riguardante la costruzione della coalizione e dell’offerta politica.

A mio modo di vedere, il Sindaco deve rappresentare la sintesi di una squadra coesa per affrontare gli obbiettivi programmatici fissati per il bene della comunità. Una sintesi frutto di condivisione ma anche autonomia nelle scelte delle donne e degli uomini che devono andare a compore la squadra. Un’autonomia che va al di là del metodo di selezione e individuazione della figura del Sindaco stesso. Una sintesi di tutte quelle forze e correnti che compongono il partito, un partito fatto di figure e punti di vista differenti ma che questa diversità deve interpretarla come una preziosa ricchezza.

Su questa linea è fondamentale avere la larga maggioranza del mio Partito in primis, e della coalizione consequenzialmente dopo. 

Tutto ciò è una condizione essenziale per affrontare nel migliore dei modi i prossimi anni di amministrazione. Si tratta di condizioni necessarie per prevenire eventuali contraddizioni che nel corso della legislatura possono rappresentare un freno e un limite agli intenti dell’amministrazione che deve concentrare le proprie energie a migliorare la qualità di vita della comunità piuttosto che a gestire eventuali situazioni conflittuali al suo interno. Di fronte alle condizioni sociali ed economiche di difficoltà che vivono oggi i cittadini, la politica non può permettersi di sprecare energie e risorse in beghe interne, mettendo il bene comune al primo posto continuamente anziché le fortune dei singoli.  

Per questo sono stato e continuo ad essere disponibile ad un ragionamento che ci veda capaci di individuare una situazione unitaria ben consapevole che, al di là della persona che guiderà la coalizione, vi sia la necessità di individuare precise e concrete direttrici programmatiche salvaguardando la connotazione e l’identità della nostra tradizione amministrativa nell’attenzione alle tematiche sociali e al sostegno dei più deboli e delle fasce svantaggiate".


22 febbraio 2017

I silenzi di SezzeBeneComune sul Piano Regolatore

pubblicato su Latina Editoriale Oggi

I consiglieri d'opposizione, Di Palma e Brandolini, criticano il neonato movimento civico
«Per quale motivo gli esponenti di SezzeBeneComune attaccano la cementificazione selvaggia e il piano traffico, ma non spendono una parola sulla questione del Piano Regolatore Generale della città che, di fatto, ci ha riportato indietro di 45 anni?» È una delle domande che si pongono Serafino Di Palma e Antonia Brandolini, esponenti di minoranza in Consiglio, che entrano nel merito delle più recenti posizioni di Sbc chiedendosi per quale motivo nessuna riga sia stata spesa sul piano arrivato in Regione dopo cinque anni di tira e molla e la cui istruttoria è stata sospesa per mancanza di documenti. 

«Forse - spiegano i consiglieri - non ne parlano perché uno dei leader politici del loro movimento, Maurizio Baratta, è lo stesso che nel 2012 ottenne l’assessorato all’Urbanistica e, appena arrivato in municipio, si ritrovò tra le mani quel Piano regolatore generale approvato all’unanimità solo qualche mese prima dal Consiglio comunale? Forse al neo assessore quel Piano non convinceva? È possibile che nei suoi due anni in Giunta non si sia accorto che quel piano era contenuto all’interno di un cassetto quando, invece, si doveva spedire alla Regione per l’approvazione? Non ha pensato Baratta - proseguono Brandolini e Di Palma - al fatto che, dopo un anno, le norme di salvaguardia del Piano regolatore generale passano da 5 a soli 3 anni? Non vogliamo credere che un professionista come lui abbia commesso un errore così superficiale, così come non vogliamo credere che, adesso, sul tema non abbia nulla da dire. Magari non vuole dirlo personalmente per non alimentare polemiche, ma allora per quale motivo non lo fa dire a Rita Palombi, candidato sindaco e oltretutto architetto? 

Ci piacerebbe - hanno concluso Di Palma e Brandolini - che prendessero una posizione univoca sul tema, perché altrimenti si potrebbe avere la sensazione che, come tutte le Giunte che si sono alternate dal 1972 ad oggi, anche loro vedano il futuro urbanistico di Sezze come una serie di inutili e non costruttive varianti in corso d’opera».


23 gennaio 2017

Rita Palombi è il candidato sindaco di SezzeBeneComune

pubblicato su MondoRe@le
È Rita Palombi del movimento SezzeBeneComune il primo candidato sindaco per le elezioni previste nella prossima primavera. La candidatura della donna, 42enne architetto setino, è stata ufficializzata ieri pomeriggio nel corso del quinto incontro organizzato dal movimento e inquadrato in una serie intitolata “Sezze, città visibile”, che dallo scorso 21 ottobre ha trattato diversi temi che poi saranno parte integrante del programma elettorale. 

SezzeBeneComune, quindi, scioglie le riserve a meno di 6 mesi dalla chiamata alle urne, anche se il nome di Rita Palombi era già trapelato da diversi mesi, con il gruppo a cercare proseliti e convergenze con altre forze politiche e con realtà associative, ma sempre con il principio ben saldo che il candidato sarebbe venuto fuori dal gruppo dei fondatori, Rita Palombi appunto, Maurizio Baratta (ex assessore con Campoli e “mente politica” del gruppo, chiaramente non spendibile), Fabrizio Paladinelli di Legambiente e Gustavo Giorgi. Proprio queste condizioni messe alla base del progetto, senza alcuna possibilità di mediazione, avevano portato ad una serie di rotture tra il neonato gruppo e la sua derivazione originaria, quel Gruppo in Difesa dei Beni Archeologici guidato dall’ex presidente della Consulta delle Associazioni di Sezze, Ignazio Romano, che presto aveva deciso di seguire un’altra strada. 

Ieri pomeriggio, invece, dopo tre mesi di studio e, probabilmente, anche di fattibilità dell’operazione, è arrivata la benedizione del gruppo nei confronti di Rita Palombi, che quindi sarà il candidato del movimento e ambisce a diventare la prima donna sindaco a Sezze, dopo il deludente tentativo di Rita Berardi, che nel 2012 aveva tentato l’azzardo con la Federazione della Sinistra ottenendo 331 preferenze, pari al 2,34% dei consensi. Forte dell’esperienza della scorsa estate nel capoluogo pontino, invece, il gruppo di Sbc tenterà di percorrere la stessa strada intrapresa dal movimento guidato da Damiano Coletta, poi diventato sindaco al ballottaggio. Nelle prossime settimane il gruppo inizierà a rendere noti i punti cardine di un programma elettorale che ha già cominciato a prendere piede in questi 3 mesi, con incontri che hanno toccato diversi argomenti che saranno sviluppati per creare la proposta di governo alternativa agli ultimi dieci anni di centrosinistra. Ipotizzabile, infine, una lista di supporto creata e gestita da giovani (Sezze DuePuntoZero), che hanno già fatto intendere che daranno il loro sostegno al progetto di Sbc.

articoli anno 2017