ATTUALITA'

l'informazione al servizio dei cittadini

articoli anno 2011

Progetto Agorà, dal basso per condividere Sezze

6 dicembre 2011, comunicato stampa

Nasce a Sezze il Progetto Agorà, un progetto per dare voce ai cittadini, ovvero coloro che la politica locale ha messo ai margini della vita politica e sociale, sostituendoli con piccole beghe di bottega, di tanti personalismi fini a se stessi. A spiegare le linee guide del progetto che da qualche giorno è sbarcato online ci pensa il webmaster Alberto Di Prospero: “Il distacco tra palazzo e cittadinanza è sempre più grande, e proprio per questo abbiamo lanciato un progetto che dal basso porti la buona politica e la buona prassi in alto. Per noi è fondamentale il programma elettorale. Vogliamo lavorare ad un progetto ambizioso per il nostro paese. Un progetto fatto di idee e programmazione. Proprio per queste ragioni abbiamo creato un nostro sito web: www.agorasezze.it in cui oltre a trovare le nostre idee, si può partecipare ad una serie di sondaggi su Sezze. Per noi il confronto, la partecipazione, l’informazione, il coinvolgimento e la cooperazione tra tutti i soggetti esistenti sul territorio rappresentano, oltre che una grande opportunità, l’unica via percorribile per la realizzazione di una comunità sana che vuole fortemente migliorarsi”. Sul sito sono già presenti dei quesiti che chiedono l’interazione dei cittadini: “Tra i primi temi su cui chiediamo un giudizio ai cittadini – continua Di Prospero – sono quelli dei beni culturali e dell’associazionismo. 

Tempo fa lanciammo l’idea di un’associazione su cui i cittadini potessero riversare il loro 5 per mille a tutela dei siti archeologici del nostro territorio per metterli a sistema e farne meta di attrazione turistica. Chiediamo alla popolazione quali siti vorrebbero vedere oggetto di investimento (Riparo Roberto, Antica Via Romana, Mura Poligonali, Villa Romana, Arnalo dei Bufali,La Preta degli Trasoro e Fonte della Chitarra). Nell’altro sondaggio chiediamo quale soluzione venga ritenuta la migliore e soprattutto praticabile per dare al volontariato gli strumenti necessari allo svolgimento delle attività sociali (La riattivazione della Consulta delle Associazioni, la costituzione di un nuovo organismo indipendente dall’Ente Comunale, o lasciare le cose così come sono)”. La chiosa finale di Di Prospero, svela la prospettiva di Progetto Agora: “La nostra idea è quella di costruire dal basso una nuova idea di città, una paese che sappia rispondere alle sfide che ha davanti e fare dell’odierno immobilismo amministrativo un lontano ricordo. Sezze ha bisogno di essere dinamica ed innovativa, partendo dal bene più prezioso che gli è rimasto: i cittadini.  Per noi le primarie vere sono quelle dell’idee, in modo che la nuova amministrazione sia vincolata non a false e squallide promesse di posti di lavoro, bensì ad un programma di rilancio della società, dell’economia e della cultura, insomma una nuova politica per Sezze”.


Il Centro Destra in cerca di coalizione

2 dicembre 2011, Vittorio Accapezzato

Autunno caldo della politica Setina a pochi mesi delle elezioni amministrative.

Sezze sta vivendo questo momento e si prepara all’appuntamento elettorale del prossimo mese di maggio che rinnoverà il Consiglio Comunale.

 Puntualmente si sono affacciate nuove formazioni politiche, in cerca di un posto attorno al tavolo.

Un appuntamento elettorale dal quale dipende una rinnovata legislatura amministrativa.

 In questa situazione, di disagio e di disaffezione nei confronti della politica e in una fase di crisi economica si è chiamati a una nuova sfida per ridare dignità alla politica e rilanciare la partecipazione degli elettori.

 La politica dovrà essere efficiente alla determinazione dei problemi realistici del paese ed essere capace di migliorare la qualità della vita e dell’ambiente, puntando in esclusivo a suscitare speranza e passione civile fra i cittadini.

I primi approcci nel centrodestra appaiono chiarissimi: si tratta di costruire un vero patto politico e non un cartello elettorale, destinato a sciogliersi subito dopo le elezioni.

 Il PDL sta cercando di realizzare un fronte comune contro la maggioranza di sinistra variopinta e si spinge per un accordo tra Nuova Area, Mas, Nuovo PSI, UDC e PDL.

 Con tale alleanza si può prospettare una partita elettorale dal risultato incerto ma possibile alla vittoria.

Di conseguenza, la sinistra variegata della maggioranza uscente, si presenterà con una confusione babelica di liste che, come minimo,            disorienterà gli elettori al momento del voto.

Il PDL di Sezze si vuole rendere interprete per rilanciare un'azione politica e aprire una fase di dialogo e collaborazione tra le forze della società civile, di centro e di destra.

Un'iniziativa politica che richiama alla riflessione tutte le forze politiche interessate alla realizzazione di un’alleanza di centrodestra.

Perché non si è arrivati finora a formare un’alleanza? Quali sono i motivi politici?

 Difficile trovare accordi e strategie risolutive? Nessun motivo politico. La troppa ambizione, i troppi personalismi, la troppa voglia di essere candidato a sindaco sta avendo breccia.

La politica non è scomposizione o ricomposizione in funzione d’interessi o ambizioni personali. Una prassi democratica è quella che ogni schieramento del formato patto, indichi un loro sindaco per poi far decidere ai propri elettori quale candidato sindaco preferiscono.

 Se si è disuniti e si continuano a fare solo movimenti sottotraccia, è segno di una politica inconsistente, dove alla fine vincerà, appunto il meno debole, in questo caso la maggioranza uscente.


La proposta del Rotary per il monastero delle clarisse

3 novembre 2011, il presidente Leone Caetani

C:\Users\Leone\Downloads\rotary.jpgIl Rotary Club Latina Monti Lepini, in merito al Concorso di idee lanciato dall’Ente Provincia di Latina sulla destinazione dell’ex Monastero S. Chiara di Sezze , ha elaborato la presente proposta. 
- CENTRO DI RICERCA POLIVALENTE NELL’AMBITO ARTISTICO E CULTURALE
-RESTAURO DI OPERE D’ARTE E DOCUMENTI .
-ESPOSIZIONE DEL MATERIALE RESTAURATO IN ATTESA DELLA LORO DESTINAZIONE
-RECUPERO REPERTI ARCHEOLOGICI LASCIATI NEI SITI DI RITROVAMENTO .
-CREAZIONE BORSE DI STUDIO PER GIOVANI RESTAURATORI .
-I RICERCATORI POTREBBERO ESSERE OSPITATI NELLA STESSA STRUTTURA , IDONEA A TALE SCOPO.
-UN CENTRO CHE POTREBBE ACCOGLIERE NEI SUOI SALONI CONVEGNI DI INTERESSE NAZIONALE COME ANCHE INCONTRI MUSICALI . 
“ Per la grandezza oltre che la bellezza del complesso conventuale si potrebbe avere un Centro di Ricerca di grande valore culturale . Un Museo “evolutivo”, nella continua diversità espositiva . Importante nel nostro territorio Pontino , Lepino e Laziale ; come ricadute altrettanto identificative nella sua unicità sul Distretto Rotariano 2080 che comprende Roma-Lazio-Sardegna .
Un Progetto non pindarico e che una volta portato a termine potrebbe servire da volano per Sezze dando al nostro paese maggiore valenza anche sotto l’aspetto turistico . Con umiltà, ma con volontà, si potrebbe creare tale interesse intorno ad esso da poter diventare una “Erice” del Centro Italia .
Certo il Rotary è il primo a sapere delle difficoltà di portare a termine l’idea soprattutto, considerato il momento, sotto l’aspetto economico; ma sa che una volta individuato un traguardo ed aver preparato ogni cosa bene da chi dovrà finalizzare la realizzazione del progetto, ovviamente se esso è condiviso dagli addetti ai lavori, il compimento dello stesso non sarà cosa difficile da farsi . 
Un idea quindi positiva per i cittadini, giovani e meno giovani, che devono sentirsi direttamente coinvolti nella valorizzazione della nostra storia “ .


I venerdì letterari

27 ottobre 2011, comunicato stampa  del Comune di Sezze

“I Venerdì Letterari al Museo Archeologico” incontri con l’autore 2011/2012 presenta: “Fatima. Una storia fuori dai libri di storia”.

“Fatima. Una storia fuori dai libri di storia”.

Questo il titolo del libro di don Gianni Toni a cui sarà dedicato l’appuntamento de “I Venerdì Letterari al Museo Archeologico” previsto per venerdì 28 ottobre, alle ore 17.00, presso il Museo Archeologico di Sezze.

L’evento sarà presentato da Elena Balestri, dirigente RAI Vaticano, che cura le trasmissioni insieme a Giuseppe De Carli.

La lettura dei brani sarà affidata alla nota giornalista Rita Calicchia, autrice di numerosi programmi televisivi (non ultimo quello sulla città di Sezze), che recentemente ha presentato al pubblico il libro ricordo della visita di Giovanni Paolo II a Latina, le cui copie sono andate esaurite in pochissimo tempo.

Gli interventi saranno coordinati da Piero Formicuccia, Dirigente dei “Servizi Culturali” del Comune di Sezze.

Sarà presente all’appuntamento di venerdì prossimo anche la Presidente regionale dell'Unitalsi del Lazio, Preziosa Terrinoni, che con don Gianni condivide il lavoro e la realizzazione dei pellegrinaggi a Lourdes, Loreto, Fatima e Terra Santa.

Nel libro l'autore accompagna con semplicità e immediatezza coloro che si mettono in viaggio verso Fatima, aiutandoli ad accantonare gli abiti dei "turisti", per diventare autentici pellegrini, scoprendo fatti, protagonisti, parole e luoghi di quella storia che è entrata di diritto nella trama delle tumultuose vicende del XX secolo.

Era il 13 maggio del 1917 quando una Signora "più splendente del sole" apparve a tre pastorelli, in quello sperduto villaggio del Portogallo, annunciando un messaggio che, nonostante il rumore del male, è ancora attuale.

Don Gianni Toni, da tanti anni fuori da Sezze come sacerdote - parroco prima a Cori e poi a Latina nella parrocchia di S. Domitilla, è assistente ecclesiastico dell'Unitalsi per il Lazio da quindici anni.
E' già autore di altre pubblicazioni; per la casa editrice Ave ha pubblicato un suo primo libro di testimonianze con la presentazione del cardinale - arciprete della basilica di S. Pietro Angelo Comastri dal titolo “I volti del treno bianco”, ristampato in pochi mesi.

Ha pubblicato, inoltre, per la casa edtrice Shalom "Lourdes la storia e le strorie" con la presentazione di Elena Balestri dirigente  di Rai-Vaticano e il libro "Bernadette una di noi", diffusi tra i pellegrini di Lourdes in migliaia di copie.

Per il prossimo mese di febbraio uscirà un nuovo libro dal titolo "Lourdes...mi ha cambiato la vita".
La cosa che l’autore ricorda con più piacere ed emozione è l’aver partecipato come commentatore al  pellegrinaggio - visita di Giovanni Paolo II a Lourdes per conto della Televisione Vaticana, avvenuto l’anno prima della sua morte.

Il libro che sarà presentato venerdì prossimo si fregia della presentazione dell'Assistente Nazionale dell’Azione Cattolica, il Vescovo Domenico Sigalini.


Il Baule riparte alla grande con il Carnevale

24 ottobre 2011, comunicato stampa

L’associazione culturale “Il Baule Onlus” comunica che in questi giorni sono ripresi gli incontri per definire la programmazione degli eventi per il prossimo inverno. L’associazione, che ha sede a Sezze Scalo, sta lavorando per organizzare manifestazioni storiche per la comunità, quale il Natale e il Carnevale in strada. In programma ci sono anche nuove iniziative e diverse attività che il sodalizio setino proporrà alla comunità di Sezze Scalo nel rispetto della tradizione. Dopo una pausa “Il Baule Onlus” ha lavorato per riorganizzare la struttura dell’associazione culturale con lo scopo di rilanciare manifestazioni che fanno parte della vita di una comunità che ha pochi luoghi e sporadici momenti di incontro. «Come associazione invitiamo tutti i residenti di Sezze Scalo a seguire numerosi le nostre attività e manifestazioni come hanno sempre fatto – così nella nota diramata dal sodalizio – E’ nostra intenzione migliorare gli appuntamenti invernali, il Natale, Il Carnevale e la Sagra della Bruschetta, anche grazie all’aiuto di chi vorrà far parte del nostro gruppo di volontari. Il Baule vuole fare associazionismo tenendo in mente le aspettative della gente e considerando che i momenti di svago e di spensieratezza sono fondamentali per creare aggregazione e solidarietà».

Dalla prossima settimana inizieranno i lavori per la realizzazione dei carri allegorici. 

Chi vuole partecipare può contattare i seguenti numeri:    339.63.03.780      338.94.15.592      338.36.90.832


Tromba d'aria nel sud Pontino, maltempo e disagi

21 ottobre 2011, Latina24ore.it

Anche nella provincia pontina gravi disagi si sono verificati per tutta la giornata a causa del maltempo. Il comando dei vigili del fuoco di Latina è stato impegnato a fronteggiare l’emergenza allagamenti in molte zone della provincia.

Alcuni interventi di soccorso a persone sono stati effettuati a Gaeta e a Latina, mentre diversi sono stati gli interventi di rimozione di alberi caduti lungo le strade, in particolare a Formia e nel sud pontino dove le squadre sono ancora al lavoro a causa di una tromba d’aria.

Due squadre del comando provinciale di Latina, partite da Sezze e da Fondi, sono state inoltre inviate questa mattina a Roma, su disposizione della direzione regionale dei vigili del fuoco del Lazio.

L’allerta durerà per le porssime 24 ore. Un incidente sulla Pontina, ad Aprilia, ha creato notevoli disagi alla circolazione in direzione di Roma.

 


Rotary, visita del Governatore

10 ottobre 2011, il presidente Leone Caetani

C:\Users\Leone\Downloads\rotary.jpgROTARY CLUB LATINA MONTI LEPINI DISTRETTO 2080 C:\Users\Leone\Downloads\Paolo-logo%20e%20tema%202011-2012.jpg

Il 28 settembre  scorso   il  Rotary Club Latina Monti Lepini ha  inaugurato a  Sezze Scalo il Parco Giochi " Padre Augusto De Angelis " , nostro concittadino,  missionario ed educatore . Alla cerimonia, presenziata dal Presidente del Rotary Club Latina Monti Lepini  Leone Caetani,  c’è stata grande partecipazione di gente oltre che la presenza del Sindaco, di consiglieri ed Assessori comunali , del Governatore  distrettuale  2080 ( Roma-Lazio-Sardegna) Daniela Tranquilli Franceschetti .

Dopo la presentazione del Presidente rotariano sono intervenuti  Padre Binda della Congregazione dei "Figli di S.Maria Immacolata" , il Governatore,   Luigi De Angelis, fratello di Augusto, il Sindaco .

Successivamente il  Rotary Clud  Lepino ha ospitato,  al ristorante Faraone,  il Governatore per la  rituale visita  che fa in tutti i Club del Distretto  . Un incontro costruttivo e cordiale   . La Tranquilli  ha elogiato il lavoro fin qui da noi svolto, trovato molto interessante il programma  2011-12 del Club . 

Il Presidente Leone Caetani :

“Tra i progetti locali che stiamo portando avanti ci sono incontri con le scuole per la campagna  sulla  “disostruzione delle vie aeree”, restauro del quadro dei SS. Cosma e Damiano (Chiesa di S.Pietro-Sezze), Premio di Poesia e Prosa , incontro culturale a Priverno ( Castello di S. Martino), la “Giornata della prevenzione” (diabete mellito,ipertensione arteriosa, obesità), restauro degli “Archi di S. Lidano”,  concerto di beneficenza, banco alimentare nei supermercati per Natale e Pasqua , creare ancora di più interesse verso il Rotary proponendo incontri ed apertura di parchi giochi  nei paesi del comprensorio del Latina Monti Lepini .

In riferimento invece al Rotary  International si  lavora per la totale eradicazione della Polio ( “End Polio Now” ) , risolvere il grande problema dell’acqua nei Paesi più poveri, combattere altre gravi malattie che nel mondo fanno milioni di vittime , portare  avanti  programmi e progetti sempre e comunque finalizzati alla solidarietà

sia pure nelle difficoltà di realtà difficili come le guerre, le lotte tribali  .

Quest’anno il Rotary International ha un Presidente indiano , Kalyan Banerjee, la cui frase principe, segno della sua presidenza , è : CONOSCI TE STESSO PER ABBRACCIARE L’UMANITA’   .

Solo conoscendo se stessi, con concretezza, coraggio  e amore, l’Uomo riesce a dare quell’obbligata  solidarietà a chi ha il diritto di riceverla “.


Campoli lancia la sfida di un progetto pilota per la ripubbicizzazione del servizio

L'era post Dondi è aperta

30 settembre 2011, Elisa Fiore

Sono stati i diciotto anni «vissuti pericolosamente», e sostenuti dagli utenti del servizio idrico integrato, a pesare come un macigno sulle considerazioni espresse dal sindaco di Sezze, Andrea Campoli che, a «bocce ferme», analizza il contenuto più gravoso, derivato dai comportamenti

assunti negli ultimi due anni da parte del gestore. «Si è incrinato il rapporto fiduciario - spiega Campoli - e l’indisponibilità a continuare il rapporto si è manifestata all’indomani della richiesta del pagamento di due fatture che erano già rientrate all’interno del Lodo arbitrale, a questo si deve aggiungere la quota extra, derivata dall’uso delle utenze pubbliche, che all’interno del Lodo ha assunto la cospicua forma di sostanziale di 1.300.000,00 euro.  Facendo registrare una somma di consumi pari a 100 mila euro/anno per dieci anni, e che all’indomani del Lodo questa amministrazione, grazie al controllo ed alla verifica in contraddittorio tra le parti, è stato ridotto ad una somma pari a zero. Dall’altra parte ritengo che vi sia stato un punto di avvio di questo processo con cui il Consiglio comunale ha compiuto solo il proprio dovere sulla scorta della relazioni e della mole di documenti raccolti dal dirigente del settore che ha proposto la decadenza contrattuale ed il Consiglio comunale non ha potuto fare altro che approvare » .

L’hanno accusata di fare salti nel buio? «Sì, è vero - ma anche del contrario, quindi ci devono

spiegare quale delle due sia la tesi giusta: se abbiamo un’impostazione politica o se questa

sia frutto dell’improvvisazione ...siamo pronti ad aprire una stagione di dialogo e confronto e ad avere l’ambizione di creare e gestire un processo pilota di gestione pubblica del servizio idrico».

C’è un percorso avviato dai comuni di Bassiano, Cori, Aprilia; c’è stato un referendum: non crede che il suo elettorato sia stanco dei tentennamenti?

«Noi siamo in una fase più avanzata, e ritengo che presto saremo in grado di riavere gli impianti. sarà un percorso condiviso con le forze vive della città, per una gestione che non rinunci ai criteri di efficienza ed economicità ed al tempo stesso offra garanzie a tutti gli utenti, soprattutto a quelli più deboli».

Ha sollevato un polverone con il Comitato Acqua Pubblica, se n’è accorto?

«La mia affermazione era rivolta a quei partiti che prima di censurare la delibera hanno votato il decreto Ronchi quindi in aperta contraddizione con il duplice ruolo assunto dentro e fuori dall’aula. Ma il tema di fondo, è comprendere se il problema sia di ordine tattico, per anni hanno urlato contro la Dondi, ma siccome lo sta facendo la Giunta Campoli l’impianto non è valido, ecco credo che queste persone abbiano poca dimestichezza con i cittadini e con le loro aspettative».

E con i dissidenti della margherita? «Ho rispettato e rispetto anche la diversità di opinione». Campoli appare dunque già pronto a ricucire lo strappo.


Il Presidente nazionale LEGACOOP in visita alla comunità di Bassiano

Utopia 2000 presa a modello                          

24 settembre, comunicato stampa

Utopia 2000 presa a modello. Sul suo progetto di “Cooperativa di comunità” punta la Legacoop: vuole esportarlo in altre realtà italiane. Mercoledì 28 settembre 2011 Giuliano Poletti, presidente nazionale dell’associazione, cui la stessa Utopia aderisce, visiterà la Comunità Alloggio per minori di Bassiano. Una Comunità che ospita trenta ragazzi, che sono stati inseriti in appositi percorsi di formazione-lavoro e di inserimento lavorativo. Percorsi finalizzati anche alla realizzazione di programmi di rivalutazione delle risorse ambientali, turistiche e culturali locali. I ragazzi, insomma, perfettamente integrati nel sistema sociale (scuola, piazza e lavoro) della comunità in cui vivono, stanno lavorando a diversi progetti con l’obiettivo di sfruttare al meglio le potenzialità  del paese e sperimentare un approccio al concetto di integrazione–inclusione opposto a quelli  conosciuti e applicati finora. Il loro operato viene monitorato e supportato costantemente dagli operatori della stessa struttura, che completano così il nucleo organizzativo. Gli interventi, comprese “Le Notti dell’Utopia”,  l’evento-contenitore estivo, hanno tutti lo stesso scopo: promuovere il mondo del “sociale” e in particolare il ruolo che in esso svolge il "Terzo settore" inteso sia come particolare categoria imprenditoriale,  sia come insieme di soggetti organizzati e attivi che compongono il sistema di produzione del “benessere sociale”.
“L'innalzamento del livello del benessere sociale – afferma Massimiliano Porcelli, presidente della Cooperativa Utopia 2000 onlus - è la risposta alla necessità dell'individuo di ancorare il proprio senso di gratificazione personale alla soddisfazione dei bisogni dell'intera comunità in cui vive. E', questa, una necessità sempre più avvertita. E se ciò appare possibile in generale, lo è ancor di più in quelle piccole realtà territoriali, come Bassiano per l’appunto, piene di antiche tradizioni e dotate di una rete solidale collaudata nel tempo e arricchita da una serie di valori e principi  che vale ancora la pena di conservare e tramandare”. Le cooperative di comunità agiscono in associazione con il pubblico, avendo nella base sociale proprio le amministrazioni comunali. E di concerto con il comune di Bassiano che la Cooperativa Utopia 2000 sta portando avanti il progetto di “Borgo solidale”. Nata nel 1999, le sue attività si articolano nell’offerta di servizi residenziali e servizi  per gli anziani e per i minori (case famiglie, gruppi appartamento, assistenza domiciliare minori disabili). Organizza campi scuola, percorsi di integrazione scolastica, eventi e congressi. Tra i suoi committenti, i comuni della provincia di Latina e di Roma, la Regione Lazio, le Prefetture di Latina e di  Roma, i Ministeri di Grazie e Giustizia e degli Interni.
     


Club Alpino Italiano, sottosezione di Sezze

26a fiaccolata della Semprevisa                          

1 settembre, comunicato stampa

Ricade quest’anno la 26^ edizione della FIACCOLATA che si svolgerà SABATO 10 settembre p.v. con inizio alle ore 20,00 e come sempre a CAMPO ROSELLO. Qui sarà piazzato il nostro tendone, dove saranno sistemati tavoli e panchine e dove potranno consumare la cena, al termine della FIACCOLATA, oltre 90 persone.

                                        La cena consiste in un 1° piatto (quest’anno penne all’amatriciana), 2° piatto (salsiccia e formaggio fresco locale), vino, acqua minerale e ciambella o croccante. Il costo del tutto è per i soci  di € 10,00 e per i non soci di  € 12,00.

                                         Per i soci, il costo dell’assicurazione per la partecipazione alla discesa con la fiaccola è già compreso nel bollino di tesseramento annuale. I non soci, lnvece, per ovvie ragioni di scanso di responsabilità della SOTTOSEZIONE per eventuali danni alla persona, potranno prendere parte alla discesa con la fiaccola  SOLO se avranno provveduto ad assicurarsi comunicando a uno dei nominativi sotto indicati le generalità (cognome, nome, luogo e data di nascita) proprie e/o di loro familiari o amici che intendono partecipare e corrispondendo 4,00 per ogni persona da assicurare:

-          GIUSTI Maurizio: tel. 0773/887769; 328/9421906;

-          MAGNARELLI Lorenzo: tel. 0773/887922, ore pomeridiane e serali;

-          LUFFARELLI Federico: tel.0773/888653, ore serali;

-          MALANDRUCCOLO Antonio: cell. 347/7964154;

-          TRAMENTOZZI ENZO: cell. 338/8453422 

A quanto sopra i non soci dovranno provvedere INDEROGABILMENTE  entro e non oltre le ore 19,30  di venerdi 09 settembre, in quanto l’elenco “ nominativo “  di tutti i non soci partecipanti alla discesa con la fiaccola dovrà essere trasmesso all’ASSICURAZIONE via fax entro e non oltre la mezzanotte dello stesso venerdi.

                                        La SOTTOSEZIONE declina ogni responsabilità per i non soci i quali non abbiano provveduto ad assicurarsi preventivamente come sopra detto e che si uniscano ugualmente alla discesa CON LA FIACCOLA. Tutti, comunque, soci e non soci, possono partecipare alla cena.

                                         I partecipanti potranno raggiungere CAMPO ROSELLO in auto perché il Comune di Bassiano, per gentile concessione, consentirà il libero accesso delle auto il pomeriggio e la sera della FIACCOLATA.

                                        Ti aspettiamo su a Campo Rosello, alle ore 19,00 per l’inizio della salita e la consegna della fiaccola e intanto ti porgo i saluti più cordiali miei e di tutti i Consiglieri.



“CI STA UN MILANESE, UN ROMANO E UN NAPOLETANO…”

Arena Estate la rassegna di spettacolo dell’estate setina

28 luglio 2011, comunicato stampa

Torna l’appuntamento con Arena Estate la rassegna di spettacolo di Sezze che anche quest’anno intende proseguire il suo percorso di rivalutazione del teatro quale forma di espressione artistica e culturale, proponendo per la  stagione estiva uno stretto legame con il 150° anniversario dell’unità d’Italia.

“Ci sta un milanese, un romano e un napoletano …”: questo il simbolico slogan, mediato dal repertorio di aneddoti in cui si raccontano vizi e virtù degli italiani, adottato da Arena Estate 2011 per sintetizzare la nuova proposta artistica.

Sul palcoscenico di Sezze saranno protagonisti tre straordinari attori comici ognuno legato alla propria terra: tre esempi, tre modi di raccontare con ironia la nostra Italia.

 

Il cartellone si aprirà il 9 agosto con lo spettacolo “Cose che mi sono capitate…ancora” con un dissacrante, ironico e istrionico Gene Gnocchi uno dei comici più surreali del panorama italiano tra non sense e graffianti osservazioni della società.

Seguirà il 22 agosto Biagio Izzo  accompagnato da un cast di attori con il suo spettacolo teatrale “Guardami guardami” una commedia tutta da ridere,  incentrata sulla vita coniugale di un lui e una lei con una visione diversa dell'amore. La rassegna vedrà la sua conclusione 11 settembre con Marco Marzocca in “Recital” che porterà in scena i coloriti racconti dell’ex pugile Cassiodoro e l’esilarante domestico filippino Ariel, protagonista di casa Bisio in Zelig.  Tutti gli spettacoli teatrale avranno inizio alle ore 21:30 presso il centro polifunzionale U. Calabresi di Sezze.

 

All’interno della rassegna uno spazio verrà dedicato al cinema con la proiezione di tre esilaranti pellicole che hanno fatto ridere milioni di italiani. Continueremo a festeggiare l’Italia con tre grandi attori italiani quali Antonio Albanese protagonista di “Qualunquemente”, Claudio Bisio in “Benvenuti al sud” e  Checco Zalone in “Che bella giornata” film record di incassi.

Tutte le proiezioni saranno ad ingresso libero ed avranno inizio alle ore 21:30 presso il quartiere Le Fontanelle, nell’ottica di rivalutazione e decentramento culturale di zone dove non vi è alcuna proposta culturale e di spettacolo.

 

L’iniziativa culturale è promossa dall’Associazione culturale Unicaeventi di Gianlugi Polisena con il patrocinio della Regione Lazio Assessorato Cultura, Arte e Sport, Provincia di Latina Assessorato alla Cultura, Comune di Sezze Presidenza del Consiglio Comunale e Assessorato al Turismo.

Per informazioni, abbonamenti e biglietti è attivo un botteghino presso il centro polifunzionale “Calabresi” di Sezze (viale Marconi) e i contatti telefonici: 0773 88107 - 348.7505800 o l’indirizzo mail info@unicaeventi.it

 

ABBONAMENTO A TRE SPETTACOLI EURO 49,00


L'ultimo regalo dell'ex presidente dell'Astral Titta Giorgi

Lavori di restyling a Sant'Isidoro

Svincolo sulla «156», saranno realizzati una rotatoria e un parcheggio

350 mila euro che si aggiungono ai 140 mila della rotonda su via del Murillo

3 luglio 2011, Elisa Fiore

L’ultimo atto amministrativo che l’ex presidente dell’Astral Giovanbattista Giorgi ha compiuto per la comunità setina ha un nome preciso: messa in sicurezza dello svincolo della Sr 156 dei Monti Lepini all’altezza della rotatoria, oggi occupata dalla statua di Sant’Isidoro. Che lo slargo chiedesse un intervento drastico, capace di ridare forma al caos indistinto che lo ha caratterizzato, era cosa assodata, l’incrocio tra due strade provinciali – la Ninfina e la Pedemontana – ed una strada regionale - la strada dei Monti Lepini – da tempo non assolveva la funzione per cui era stato riadattato. Ma che Giorgi riuscisse ad inserire i lavori di adeguamento e messa in sicurezza al fotofinish nell’ultimo scorcio del suo mandato, non era cosa né certa né scontata. Ed invece il 24 giugno scorso Giorgi, ancora in qualità di presidente dell’Astral, dopo aver contribuito a dare le risposte infrastrutturali che il territorio attendeva da almeno cinquant’anni, ha disposto anche una serie di stanziamenti per la messa in sicurezza della Sr 156 dei Monti Lepini, a partire dallo svincolo Sant ’Isidoro che vedrà un restyling completo, con la realizzazione di una rotatoria, un parcheggio, e l’eliminazione di una serie di pericoli e di obbrobri, quali ad esempio la presenza di una fontana che non ha mai versato acqua con un giardino in marmo travertino, lo spostamento della statua di Sant’Isidoro, che venne posta al centro della strada in luogo di un secolare albero di pino, rendendo ancora più squallida la piazza di una contrada totalmente priva di alberi e di aiuole, ad eccezion fatta dei giardini privati. La messa in sicurezza dello svincolo costerà 350.000 euro, cui si andranno ad aggiungere altri 140.000 euro già stanziati per la rotonda realizzata all’incrocio tra la Sr 156 e la Sp Murillo. Un incrocio che nel corso degli anni ha mietuto decine di vittime, a causa dell’assenza di visibilità su entrambe i lati. La rotonda già completata e intitolata a San Carlo, a breve sarà illuminata, rendendo ancora più sicuro il transito viario della vecchia Sr 156, soprattutto per quei cittadini che la percorrono abitualmente. Con la delibera siglata il 24 giugno, il presidente dell’Astral assieme al direttore dell’area progettazione dell’Astral, l’ingegner Fabrizio Bajetti, ha affidato ad un gruppo di lavoro assai composito, il compito di portare a termine le opere progettate. Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale il capogruppo del Pd, aveva più volte richiamato la necessità di dare risposte sociali proprio attraverso il giusto utilizzo dei fondi destinati ai lavori pubblici. Richiamando all’obbligo morale di rendere fruibili gli spazi urbani dei centri cittadini. Motivo per cui la stessa Giunta Polverini aveva dovuto cedere dinanzi al rischio di dover pagare a caro prezzo i progetti che non erano più stati rifinanziati dalla sua giunta, quali ad esempio il marciapiede di viale dei Cappuccini, la pista ciclabile e la ristrutturazione della Chiesa di Santa Parasceve, un luogo simbolo per il paese che Giorgi suggerisce di destinare a museo della Passione di Cristo, affidandone la cura all’omonima associazione.


Campoli inaugura la sede decentrata del Comune a Sezze Scalo

Un sogno realizzato

27 giugno 2011, Elisa Fiore

Da questa mattina gli uffici decentrati del Comune di Sezze di piazzale della Repubblica allo Scalo, sono attivi. Alla cerimonia d’inaugurazione -che si è svolta sabato pomeriggio- hanno partecipato più di cento cittadini, per la gran parte residenti nel popoloso quartiere. Il taglio del nastro da parte del sindaco Andrea Campoli, che si è mostrato commosso per aver finalmente dato avvio ad un sogno a lungo coltivato dai suoi stessi concittadini. Campoli infatti non ha potuto fare a meno di ricordare come a meno di cento metri da lì vivessero i suoi nonni, e come lo scalo ferroviario di Sezze fosse il suo parco giochi, quando la piccola, ma strategica stazione ferroviaria, venne finanche premiata per essere divenuta modello di convivenza civile, con giardini pieni di fiori, fontanelle sprizzanti acqua, roseti e fresie, voliere per colombi bianchi che alternavano il loro richiamo a quello del fischio del capostazione. «La riduzione del personale - ha ricordato Walter Tufo ex macchinista delle Ferrovie dello Stato - non ha più consentito di mantenere quel tipo di vigilanza e di decoro, ed è per questo motivo che dal Dipartimento dei Dopolavoro di Roma abbiamo proposto al sindaco di aderire al progetto ‘adotta una stazione ferroviaria’». Un progetto avviato qualche anno fa ma che, dopo aver visto fortune alterne, quali l’istituzione di una sede distaccata degli uffici dell’Azienda Provinciale per il Turismo e del Consorzio dei Lepini, ha finalmente messo le gambe con la proposta lanciata nel corso della giunta Campoli con l’istituzione di uffici decentrati dell’ente comunale. 

Una proposta apprezzata dai cittadini che in questa direzione hanno a lungo coltivato le proprie speranze, come ricordato dalla consigliera Luciana Lombardi, e dai consiglieri Marcello Ciocca e Roberto Reginaldi. «Molti hanno dimenticato cosa abbia significato per Sezze essere collegati ad un importante snodo ferroviario -ha sottolineato Serafino Di Palma, il consigliere ex ferroviere- e l’impulso che questa presenza ha dato alla crescita del paese». Ma l’attivazione di questo punto decentrato, richiedeva, come ricordato dal dirigente degli Affari Generali, Francesco Petrianni, della dotazione di una tecnologia adeguata, la realizzazione di una rete VPN (Virtual Private Network), promossa ed attivata dalla Frosinone Wireless in meno di otto mesi al costo di 18.000,00 euro. Un «ombrello» che inoltre, consentirà a breve di connettersi alla «rete» gratuitamente in piazza della Repubblica, grazie ad uno spot che la ditta ha istallato per i cittadini di questo quartiere. Mentre negli

Uffici comunali sarà fin da oggi possibile richiedere certificati ed ottenerne copia, depositare atti con il timbro di entrata del protocollo. Per ciò che riguarda certificati i cui registri non sono ancora digitalizzati si potrà fare richiesta ed ottenerne copia nel giro di 24 massimo 48 ore. Anche gli amministratori e lo stesso sindaco hanno assicurato che saranno presenti negli uffici decentrati dello Scalo per incontrare i cittadini ed ascoltare le loro richieste ed i loro consigli. Un «riavvicinamento» delle istituzioni verso un’ area del paese che non ha mai sentito forte il legame con la vecchia Sezze. Orientata da sempre verso la Pianura, non solo per estrazione sociale, ma anche per ragioni commerciali e logistiche.


L’intitolazione al Mattei per il professor De Angelis

Un laboratorio per Lino

24 giugno 2011, Elisa Fiore

L’Istituto superiore «Enrico Mattei» di Latina ha intitolato alla memoria del professore Lino De Angelis il laboratorio di meccanica del proprio istituto, in cui De Angelis insegnava tecnologia delle costruzioni e ricopriva la carica di coordinatore del laboratorio di meccanica che da giovedì scorso gli è stato intitolato. De Angelis, eletto tra le fila dell’Italia di Mezzo nel 2007 si è distinto nella sua attività di consigliere come un attento osservatore delle problematiche sociali, un uomo buono, dal carattere mite e socievole. Particolarmente vicino alle problematiche dei cittadini della popolosa frazione dei Colli, in cui risiedeva, è stato promotore d’iniziative

volte a valorizzare e preservare le tradizioni culturali del territorio, lo ricordano i soci dell’Avis di Sezze, ai quali, nel corso di una lunga militanza, non ha mai fatto mancare il proprio sostegno, venendone poi ricambiato con sincero affetto, nei momenti più difficili. La moglie Luigina, presente alla cerimonia, ed i figli, Marco e Matteo, commossi dal gesto rivolto alla memoria del loro amato congiunto, hanno voluto ringraziare pubblicamente gli alunni, i docenti ed i collaboratori dell’istituto scolastico.


Nuova onorificenza per Giuseppe Oppo

15 giugno 2011, di Alessandro Mattei

Una nuova onorificenza per il setino Giuseppe Oppo. Giovedì 2 giugno scorso, nell’ambito dei festeggiamenti della Festa della Repubblica, il già Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana” è stato insignito del diploma di Ufficiale dello stesso ordine. Nella lettera firmata dal Ministro della Difesa On. Ignazio La Russa si motiva l’onorificenza per le «ulteriori benemerenze acquisite da Oppo Giuseppe nel corso del servizio prestato nell’amministrazione Difesa». A consegnare il diploma al Cavalier Oppo il prefetto di Latina Antonio D’Acunto presso la sala della Prefettura di Latina. «Dedico questa onorificenza a mia moglie Tiziana e ai miei figli Luca e Giada con tanto affetto». Queste le parole a caldo di Giuseppe, emozionato per il nuovo riconoscimento che si aggiunge alla onorificenza conferitagli nel 2006.

Ideatore e fondatore del Centro Studi San Carlo da Sezze di cui è stato presidente sino al 2009, Oppo ha nel suo curriculum molte attività sociali, nel volontariato e nell’associazionismo cattolico. E’ stato componente della Commissione dell’ ”Evento 50° anniversario di canonizzazione di San Carlo da Sezze” e nel corso delle sue attività ha presieduto la Corale di San Carlo, il gruppo strumentale setino e il Coro delle Voci Bianche. E’ Impiegato presso il Ministero della Difesa dal 1982.


Vittime sul lavoro

«una piaga che ci spinge ancora a dover fare una riflessione »

10 giugno 2011, Comunicato stampa PD Sezze  

Ancora una volta la cronaca nera delle vittime sul lavoro ci restituisce una realtà che ci spinge a dover avviare una riflessione sulle condizioni di sicurezza e sui soggetti a rischio nel mondo del lavoro. Alcuni giorni fa, un giovane, Mihalache Ionut, di 27 anni, in Italia, a Sezze, per trovare un futuro migliore, magari con l’aiuto di suo zio, già da tempo nel nostro Paese, è precipitato dalle impalcature di un cantiere di Latina e per lui non c’è stato nulla da fare. Il Partito Democratico di Sezze esprime grande cordoglio e solidarietà alla famiglia per questa perdita che colpisce tutta la comunità setina, comunità che il giovane Ionut aveva scelto come sua meta. Come sempre, quando accadono episodi di questo genere, il Partito Democratico di Sezze si sente investito della responsabilità  di dover contribuire ad un dibattito su un tema così delicato. In un Paese come il nostro, con la prospettiva di una robusta idea di sicurezza sociale, che conferisce centralità alla persona umana, è inammissibile dover ammettere che si possa morire di lavoro. E’ necessario non commettere il grave errore di abituarsi a questi tragici accadimenti e di giungere alla terribile conclusione che essi rientrino “nell’alea normale” del rapporto di lavoro.

Il Testo unico sulla sicurezza e la normativa varata con il Governo Prodi sono stati sicuramente un passo importante, ma la tutela della salute e sicurezza nell'ambiente di lavoro, la prevenzione e la gestione dei rischi sono tutti elementi che devono entrare a far parte della “cultura del lavoro”, essere condivisi dalle imprese e dai lavoratori, mediante solide campagne di prevenzione e consapevolezza. Si possono intensificare le prescrizioni di legge, si possono inasprire le sanzioni ma questo non assicura, infatti, la loro puntuale osservanza, né l’evitabilità degli incidenti stessi. E’ importante sottolineare come la comunità setina si stia interessando, in questi giorni, grazie alla consueta solidarietà dell’Ass. “Buna Seara Romania”, cui è possibile rivolgersi per eventuali donazioni, affinché la salma del giovane Ionut possa far ritorno nel Paese d’origine.


Dimissioni del responsabile per l’ambiente e il territorio
Gianluca Calvani lascia il Pd

«I ritardi nel programma dovuti ai giochi di potere»

24 maggio 2011, Elisa Fiore  

«Ritardi nella realizzazione del programma causati dai soliti giochi di potere interni al partito». 

E’ breve ma pesante l’accusa lanciata all’indirizzo del sindaco Andrea Campoli. E questa volta a parlare non è il solito consigliere di opposizione che attacca l’operato di qualche assessore più in vista della Giunta. L’affondo porta la firma di un iscritto al Pd.

Non uno qualunque, bensì uno di quei giovani che avrebbero dovuto trasferire la propria esperienza all’interno del partito e da lì suggerire a Campoli le azioni da promuovere per il territorio setino nel delicato ruolo di responsabile del settore Ambiente.

E’ così che Gianluca Calvani, dopo una lunga militanza all’interno del partito, lascia, con una scarna nota, dichiarando alla stampa che «a seguito di una lunga e meditata riflessione sulla situazione politica setina e sulla gestione del Partito democratico locale» ha deciso di dimettersi da ogni incarico e, nello specifico, dal ruolo di responsabile della segreteria per l’Ambiente e il territorio. «Ribadisco che tale posizione è maturata a seguito dell’immobilismo

che ormai da qualche mese strozza l’attività dell’attuale amministrazione di centrosinistra – spiega Calvani -.

Dopo le dimissioni del sindaco avvenute nel mese di dicembre 2010 e rientrate solo a seguito di un accordo per il rilancio dell’attività amministrativa, tale rilancio non è arrivato. Ad oggi stancamente ci si avviava al termine della consiliatura senza un progetto che faccia intendere

come i nostri amministratori vogliano risolvere i tanti problemi del paese.

Questo immobilismo dell ’amministrazione – continua Calvani - ma soprattutto del sindaco, è dovuto ai soliti giochi di potere interni al partito che non fanno presagire nulla di positivo per il futuro della nostra città e che a discapito dei cittadini hanno fatto accumulare ritardi sulla realizzazione dei progetti previsti dal programma elettorale con il quale l’attuale sindaco si era presentato ai cittadini di Sezze durante la sua campagna elettorale che lo ha portato al più alto scranno di Palazzo De Magistris


Clima / Missione compiuta: in funzione stazione meteo su Everest

Successo per spedizione Share everest 2011 del Comitato EwCnrK2

19 maggio 2011, comunicato stampa

Missione compiuta per la spedizione Share Everest 2011, promossa dal Comitato EvK2Cnr

Gli alpinisti Daniele Nardi, Daniele Bernasconi e gli sherpa Pema Sherpa, dello staff della Piramide, Pema Chosang Sherpa, Wangchu Sherpa, Pemba Ongchu Sherpa, e Dawa Tshering Sherpa sono riusciti, dopo quattro ore di lavoro, ad installare al Colle Sud dell'Everest (8000 metri),la stazione meteorologica più alta del mondo. 

Questi i primi dati trasmessi dalla Aws South Col alle ore 13.55: temperatura 17,3° C, umidità 68,5%, radiazione globale 1316 Watt/metro quadro, pressione atmosferica 382,2 millibar, velocità del vento 9 metri al secondo, direzione del vento 268°, radiazione UVA 53,46 Watt/metro quadro).

La stazione, punta di diamante del progetto internazionale di monitoraggio climatico Share (Stations at High Altitude for Research on the Environment), è stata installata a quota 8000 metri in sole 4 ore sfruttando l'assenza del vento e le condizioni meteo favorevoli.

Gli alpinisti e gli sherpa sono arrivati a Colle Sud ieri, intorno alle 12 ora nepalese, dopo 8 ore di scalata, con raffiche di vento a 70 chilometri orari. La squadra ha installato due tende a 8000 metri, preparato bevande e viveri, e pernottato lassù. Stamattina all'alba, il vento era calato il gruppo si è trasferito sul luogo dove 3 anni fa era stata installata la stazione meteo. Ne ha recuperato i resti e poi ha proceduto alla nuova installazione.

Ecco i primi dati completi e le prime considerazioni degli alpinisti italiani

LOBUCHE, Nepal – Everest Colle sud (8000 m), ore 13.55: temperatura -17,3° C, umidità 68,5%, radiazione globale 1316 W/m2, pressione atmosferica 382,2 hPa, velocità del vento 9 m/s, direzione del vento 268°, radiazione UVA 53,46 Watt/metro quadro). Sono questi i primi dati trasmessi dalla Aws South Col, la stazione meteorologica più alta del mondo installata quest’oggi al Colle Sud dell’Everest dalla spedizione Share Everest 2011, promossa dal Comitato EvK2Cnr e supportata dal Miur. La stazione, punta di diamante del progetto internazionale di monitoraggio climatico Share (Stations at High Altitude for Research on the Environment), è stata installata a quota 8000 metri in sole 4 ore sfruttando l’assenza del vento e le condizioni meteo favorevoli.
Gli alpinisti Daniele Nardi, Daniele Bernasconi e gli sherpa (Pema Sherpa dello staff della Piramide, Pema Chosang Sherpa, Wangchu Sherpa, Pemba Ongchu Sherpa, e Dawa Tshering Sherpa) sono arrivati a Colle Sud ieri intorno alle 12 ora nepalese, dopo 8 ore di scalata, con raffiche di vento a 70 chilometri orari. La squadra ha installato due tende a 8000 metri, preparato bevande e viveri, e pernottato lassù. Stamattina all’alba, il vento era calato il gruppo si è trasferito sul luogo dove 3 anni fa era stata installata la stazione meteo. Ne ha recuperato i resti e poi ha proceduto alla nuova installazione.
E’ stato un ottimo lavoro di squadra – racconta Agostino Da Polenza, che ha seguito tutta l’operazione dal Laboratorio Piramide -, Bernasconi e Nardi e gli sherpa hanno trovato un ottimo feeling che gli ha permesso di portare a termini questa nuova impresa in tempi strettissimi. Hanno iniziato a lavorare questa mattina intorno alle 7 ora nepalese, sfruttando l’assenza del vento e una buona situazione climatica. Alle 8.30 quasi la totalità ella strumentazione era stata messa a punto: un’operazione filata liscia che ha permesso a Bernasconi di svolgere le operazioni di messa a punto e direzionamento della stazione con estrema precisione, mentre gli sherpa si concentravano sulla parte energetica”.
Siamo stanchi ma la gioia è tanta” dicono Daniele Bernasconi e Daniele Nardi da Colle Sud, con respiro affannato ma voce squillante. “La giornata è andata bene – dicono i due alpinisti che hanno lavorato senza ossigeno -. E’ stata dura ma abbiamo risolto brillantemente anche i piccoli imprevisti del lavoro, grazie a una buona organizzazione e il supporto dalla Piramide. Adesso raccogliamo materiale e spazzatura, facciamo uno spuntino e scendiamo verso campo 2″.
La stazione meteo – in assoluto la più alta del mondo – è stata avviata alle 10.55 orario nepalese (7.10 ora italiana) e da allora sta inviando, dagli 8000 metri dell’Everest, dati unici e preziosissimi sull’atmosfera terrestre che contribuiranno in modo decisivo agli studi sui cambiamenti climatici nell’ambito dei grandi progetti internazionali di monitoraggio promossi da Unep e World Meteorological Organization. I sensori sono in grado di campionare e acquisire i dati ambientali relativi a temperatura e umidità dell’aria, velocità e direzione del vento, radiazione solare e pioggia: tutti i dati saranno presto visibili online, in tempo reale, sui siti www.evk2cnr.org, www.share-everest.com e www.montagna.tv.
Vorrei innanzitutto ringraziare tutto il team di Share Everest 2011 – dice Paolo Bonasoni dell’Isac Cnr -, responsabile del progetto Share -, dai nostri alpinisti fino a chi nel silenzio dei laboratori o degli uffici ha permesso di ottenere questo importante risultato. Infatti, l’installazione di questa stazione alla quota di 8000 ci mette in grado di acquisire informazioni continuative che permettono di meglio comprendere fenomeni legati alla circolazione atmosferica ed alla sua interazione con la catena Himalayana”.
“Mi riferisco in particolare – prosegue Bonasoni – ad osservazioni relative alla corrente a getto subtropicale e la sua relazione con il sistema monsonico; all’acquisizione di preziose informazioni che permettono di verificare il trasporto di wapor d’acqua durante il periodo monsonico o l’estensione della circolazione locale, in grado di trasportare lungo le valli Himalayane elevate concentrazioni di inquinanti durante la stagione pre-monsonica, come le misure del Nepal Climate Observatory at Pyramid ci hanno da tempo confermato. Ancora le misure a Colle Sud permetteranno di meglio identificare ed analizzare episodi di trasporto di masse d’aria provenienti dalla stratosfera e ricche di ozono, che come sappiamo oltre ad essere un inquinante è anche un importante composto climalterante. Infine non possiamo dimenticare che questi dati risultano di grande utilità anche per validare analisi e previsioni meteorologiche ed per essere assimilati nei sistemi revisionali operativi, oltre che permettere test e correlazioni al fine di fornire utili indicazioni riguardanti profili di temperatura ed altre variabili meteorologiche ricavate da misure da satellite”.
La grande novità rispetto al 2008 – spiega Giampietro Verza – è che questa volta la stazione è “doppia”. Abbiamo un sistema di acquisizione, memorizzazione e trasmissione dei dati completamente indipendente su due stazioni, il che permetterà di avere una validazione di dati, perché essendo i dati acquisiti in parallelo potranno confermarsi direttamente. Inoltre nell’eventualità di una rottura di alcune parti della stazione, in caso per esempio di bufera, contiamo di operare con quella di backup e di arrivare così dal 2011 al 2012 alla prossima stagione di salita all’Everest dove sarà possibile solo allora fare manutenzione”.
La stazione di monitoraggio di Colle Sud è stata progettata dai ricercatori e dai tecnici italiani del Comitato Evk2Cnr e dell’Isac Cnr di Bologna e la sua complessa strumentazione è stata realizzata in parte in Italia e in parte in Svezia. Si tratta di un macchinario di finissima precisione, capace di resistere a temperature oltre i -60° e di resistere ai formidabili venti degli ottomila metri di quota.
Le apparecchiature elettroniche ad alta quota sono sottoposte a pressione atmosferica molto bassa – spiega Verza -. Mentre per un alpinista questo significa meno ossigeno disponibile, per le apparecchiature significa meno molecole d’aria che isolano la parte circuitale e anche meno isolante dal punto di vista termico. Prima di partire abbiamo effettuato dei test per simulare le condizioni termiche che ci aspettiamo a Colle Sud, quindi 20, 40 ma anche 50 gradi sotto zero, e abbiamo verificato in camera ipobarica le condizioni di bassa pressione”.
La stazione è stata trasportata a Colle Sud smontata: nei giorni scorsi gli sherpa hanno fatto la spola tra Campo base (5.300 metri), campo 2 (6.500 metri) e Colle Sud (8000 metri) con 240 kg totali di materiale. Lassù, questa mattina, la stazione è stata rimontata ed è stata attivata la trasmissione dati.
Da Colle Sud c’è un collegamento radio di una decina di chilometri fino al Kala Patthar. I dati viaggiano quindi da una quota di 8000 metri fino a 5600 metri. Da lì vengono trasmessi via radio all’osservatorio Nco-P e quindi a un computer dedicato della Piramide che periodicamente scarica i dati. Il server della Piramide li preleva dal disco di questo computer e li trasferisce in Italia.
La stazione di Colle sud si inserisce nella rete Share del Comitato Evk2Cnr, che da oltre vent’anni si occupa di ricerca scientifica in alta quota. SHARE – Stations at High Altitude for Research on the Environment – è una rete di osservatori per il monitoraggio climatico e ambientale in collaborazione con Unep, Wmo, Nasa, Esa e Iucn.
La missione Share Everest 2011 si svolge in stretta collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il CNR. E’ stata presentata il 20 aprile con una conferenza stampa a Roma, dove il Ministro Maria Stella Gelmini si è detta orgogliosa di progetti come Share, che porterà di nuovo l’eccellenza italiana nella ricerca scientifica d’alta quota sulla montagna più alta del mondo nell’anno del 150esimo anniversario dell’unità nazionale.


Sviluppo, promozione, valorizzazione del territorio

Bilancio consuntivo nelle proposte di Domenico Guidi

29 aprile 2011, comunicato stampa
Utilizziamo le nostre risorse per la creazione di una grande azienda di promozione culturale e turistica a livello provinciale, in cui far convergere potenzialità e ridurre frammentazioni e sovrapposizioni degli sforzi e degli eventi, vero ostacolo allo sfruttamento delle grandi risorse, culturali, storiche, architettoniche, ambientali e agricole del nostro territorio. Un'azienda che svolga funzioni di promozione e rilancio della nostra vocazione culturale e turistica, che convinca e stimoli gli investimenti e apra la nostra terra per essere sempre più ospitale.
Vaste aree del nostro territorio vedono la presenza di beni culturali, paesaggistici e ambientali di pregio che, non essendo ancora valorizzati da percorsi turistico-ricreativi, non riescono a costituire risorse per le economie locali; la pianificazione può allora contribuire ad uno sviluppo locale auto-sostenibile, sia attraverso l'inclusione di tali aree in circuiti del tempo libero, sia tutelandone l'integrità.
Dobbiamo considerare la cultura non un costo, ma un vero e proprio investimento che un domani avrà una sicura rendita in termini di consapevolezza collettiva del nostro passato, presente e futuro e di ritorno economico per gli attori turistici. Attiveremo così un ribaltamento contro l'attuale apatia della cultura con determinazione di attivare gli investimenti a favore del nostro inestimabile patrimonio artistico riportando alla luce sempre nuove bellezze architettoniche, storiche e artistiche in ogni parte della nostra provincia in modo da eliminare la gestione clientelare attuata in questi anni.
A questo scopo le somme di avanzo di amministrazione potrebbero essere utilizzate (propongo un milione di euro) secondo la Sintesi degli obiettivi generali appresso proposti:
* Investimenti nella divulgazione del patrimonio provinciale attraverso:
1. acquisto della pubblicità sui treni a lunga percorrenza e ad Alta Velocità;
2. studio e progettazione di manifesti pubblicitari da apporre sui treni relativi ai siti di interesse: Giardini di Ninfa, Parco del Circeo, Borghi Medievali, ecc;
3. info point sui treni stessi e nelle maggiori città percorse dalle linee ferroviarie
4. realizzare il Marketing attraverso una planet creative del "PRODOTTO TURISTICO LATINA"
Una strategia di servizio allo sviluppo della provincia di Latina in seno al Lazio mediano
Indice
UNA MISSION COME SFONDO STRATEGICO
- Premessa
- Una proposta di "senso" per la provincia di Latina
- Un nuovo patto tra Istituzioni e cittadini
- Una coesione attiva, partecipata e condivisa, per uno sviluppo sostenibile, equo e duraturo
- Sintesi degli obiettivi generali
LINEE DI INTERVENTO
Gli obiettivi qualificanti della strategia
- ll lavoro, la buona occupazione e una formazione di qualità
- I grandi valori delle nostre comunità: tutela e valorizzazione delle risorse naturali e dei beni culturali
- Sviluppo economico innovativo ed eco sostenibile: amministrare per crescere
- Le infrastrutture: il ruolo strategico delle reti di collegamento
- I perni dell'amministrare la Provincia nel prossimo quinquennio
- L'innovazione di sistema nella PA: reti informatiche e servizi on line
- La caccia, gestione della fauna, dell'attività venatoria, della pesca
- Turismo e agrolimentare: due asset strategici per la valorizzazione dei territori della provincia di Latina
- Sicurezza e difesa del patrimonio
- Servizi pubblici e multiutilities
UNA MISSION COME SFONDO STRATEGICO
Premessa
La "Provincia" è stata un'istituzione "ridondante" rispetto agli altri due livelli dell'organizzazione territoriale dell'Italia: i Comuni e le Regioni. In realtà il Testo Unico 267/2000 affida alle Province competenze significative per svolgere con efficacia compiti di coordinamento, indirizzo e gestione di funzioni in alcuni casi delegate dalle Regioni.
Per tali ragioni la Provincia di Latina ha la responsabilità istituzionale:
* per la qualità dei compiti a cui deve sovrintendere
* per l'importanza di alcuni obbiettivi che deve raggiungere
* per la coerenza e l'innovazione degli strumenti di cui potrà dotarsi
* per la coesione attiva, partecipata e condivisa di cui potrà avvalersi
* per l'impatto economico, sociale e culturale che, anche attraverso un pieno coinvolgimento delle Amministrazioni comunali, può essere in grado di produrre.
Una proposta di "senso" per la provincia di Latina
I vincoli della finanza pubblica, le trasformazioni dello scenario economico e sociale su scala planetaria, le nuove problematiche collegate alla diversa composizione dei flussi demografici pongono anche la provincia di Latina di fronte alla necessità di impegnare al meglio le poche risorse disponibili. Il livello alto che funge da cartina di tornasole è quello in cui si coniugano con pari dignità le dimensioni dell'equità e quelle della crescita, introducendo misure che rispondano agli interessi generali delle persone e diano il senso di una comunità capace di ritrovarsi unanime nelle scelte di interesse generale.
Il contesto
La strategia di fondo da delineare per la provincia di Latina. 

I documenti suddetti partono da un'analisi di contesto della crisi economica mondiale evidenziando la debolezza di un modello che aveva idolatrato la deregolamentazione dei mercati, la liquidazione del pubblico, la negazione dei diritti del lavoro e del welfare e che in Italia mostra tutta la sua vulnerabilità. A fronte di ciò, il governo di centro destra dimostra una fatale inadeguatezza.
Per poter indicare soluzioni che tentino di contrastare la crisi occorre indagare i fattori strutturali che l'hanno determinata e che devono rappresentare gli elementi prioritari da aggredire. La possibilità di mantenere livelli di consumo si è progressivamente fondata sul debito, e la finanziarizzazione dell'economia in assenza di regole ha fatto il resto. Contrastare tali fattori con politiche di redistribuzione del reddito e equità fiscale rappresentano pertanto la priorità che deve essere al centro dell'azione istituzionale a tutti i livelli. Questa somma di criticità ha prodotto non solo disuguaglianza, ma anche un freno verso l'innovazione e lo sviluppo. Alcuni dati sono particolarmente preoccupanti, in modo particolare quelli relativi alla distribuzione della ricchezza. L'elaborazione programmatica e l'attività di governo degli enti locali a tutti i livelli devono, quindi, assumere la centralità della crisi economica globale che sta attraversando anche i nostri territori come riferimento costante al fine di realizzare politiche sociali e economiche adeguate a contrastarla e contenerne gli effetti. In tal senso, la Provincia di Latina dovrà impegnarsi per perseguire tale obiettivo, sia pure in un contesto caratterizzato dalla riduzione delle risorse e dall'improcrastinabile rimodulazione della spesa, con un'attenzione particolare al processo che attiverà il federalismo fiscale, evitando distorsioni territoriali (sviluppo a due velocità) e contrastando l'evasione fiscale.
Partendo dalla puntuale analisi di scenario della crisi economica mondiale, delineata nel documento programmatico della coalizione, e recependone le linee di indirizzo e la mission, la Provincia di Latina deve misurarsi oltremodo con il contesto più locale che la vede legata al ruolo strategico esercitato da Roma.
È oramai ampiamente riconosciuto che la provincia di Latina, così come l'insieme dei territori i cui abitanti risentono della influenza esercitata dalla grande area metropolitana di Roma, sono interessate da due importanti dinamiche:
1) quella, più specifica, indotta dalle pressioni che dall'interno l'espansione della capitale nazionale induce sulle aree contermini;
2) quella, più generale, indotta dalla trasformazione delle relazioni geopolitiche in Europa e nel Mediterraneo e dal manifestarsi di un maggior protagonismo tanto da parte dei Paesi dell'Est quanto da parte dei Paesi del Nord-Africa.
Ad esse si aggiunge la necessità di ripensare ad un nuovo rapporto tra territorio e multinazionali per dare una risposta alla crisi, favorendo un nuovo modello di sviluppo che sia meno condizionato dagli stessi.
Risulta rilevante, oltremodo, almeno per il breve periodo, tener conto della trasformazione nei modelli di consumo, nei paradigmi dell'innovazione e della organizzazione dei processi produttivi. In tal senso, le priorità del governo provinciale saranno incentrate a valorizzare riconversioni produttive, utilizzando metodi e tecnologie ambientali, e a favorire l'internazionalizzazione dell'economia pontina.
Le implicazioni
Non considerare gli importanti fattori di cambiamento sopraelencati significherebbe far ripiegare l'azione di una provincia come quella di Latina su strategie meramente difensive e di razionalizzazione passiva.
Oggi molta parte dell'azione amministrativa è doverosamente condizionata dalla necessità di dare priorità alle istanze di equità e solidarietà compromesse dal contagio e dalle ripercussioni della crisi economica internazionale.
Il sostegno che oggi assicuriamo ai più deboli, ai più emarginati, ai meno appetibili, deve trasformarsi in nuove gambe per la ripresa dello sviluppo, senza compromettere in alcun modo le prospettive di lavoro e di benessere per i giovani, le donne e le generazioni a venire.
La sfida che raccogliamo
Intendiamo lavorare per un sostegno che costituisca occasione per formare, riformare, integrare nuove energie e nuove competenze.
Nella congiuntura si percepiscono alcuni indizi di allentamento della morsa recessiva, anche se ovunque si condivide l'idea che i tempi dell'emergenza non siano del tutto passati. È inutile piangerci addosso. Dobbiamo assumerci le responsabilità nei confronti dei nostri tanti cittadini, e con molta serietà "essere protagonisti" del futuro.
La posta in gioco: il risultato a cui tendiamo
Prepararsi, dunque, alla ripresa. Mantenere la fiducia sulle capacità di lavoro di una comunità che riuscirà a riprendere la strada dello sviluppo superando ogni contrarietà.
Prepararsi significa fare il possibile affinché il lavoro sia per tutti di soddisfazione economica e professionale. Significa cogliere le opportunità di una consapevole scelta strategica per sollecitare la creazione di posti di lavoro a favore dell'occupazione femminile e per le fasce alte: i laureati, i possessori di master di specializzazione, i tecnici qualificati.
Siamo, peraltro, consapevoli che è possibile trattenere una quota elevata di professionisti se oltre alla disponibilità di posti di lavoro vi sarà anche il richiamo di un ambiente curato, accogliente ed innovativo. Pertanto, alla qualità straordinaria della natura dovrà affiancarsi la qualità delle progettazioni urbanistiche, il potenziamento dei servizi strategici e di supporto, la razionalità degli insediamenti civili e produttivi per uno sviluppo economico sostenibile.
È, pertanto, auspicabile che si incrementino nel territorio provinciale iniziative anche di carattere imprenditoriale focalizzate su produzioni di energia rinnovabile, su bioedilizia, risparmio energetico, sulla filiera del riciclo, sulla soft economy e quanto connesso all'economia sostenibile.
Insistendo sullo snodo della qualità sarà più facile anche per le aziende più innovative e tecnologicamente più avanzate assicurarsi la disponibilità a collaborare da parte dei più giovani, introducendo un freno all'esodo delle intelligenze più brillanti e promettenti. E attivare un modello di sviluppo a più alto valore aggiunto.
Una responsabilità che intendiamo condividere all'interno
Assumersi la responsabilità di accompagnare la provincia di Latina sulla strada di una ripresa non effimera dello sviluppo economico richiede, nell'intero territorio, una volontà di cooperazione più forte che mai.
Reagire alla crisi, promuovere lo sviluppo non banale ma di qualità, comporta sfuggire alla tentazione di fare tutto da soli e obbliga la Provincia a chiamare a raccolta tutti i Comuni e tutte le forze convinte che dalla difficoltà si possa uscire più forti e attrezzati di prima. Le specializzazioni disponibili, sia sotto forma di dotazioni di risorse uniche sia sotto forma di competenze acquisite nel tempo, devono essere guardate come a fattori di unione e non di separazione. Insieme, dunque, per ottenere di più. Per ognuno e per tutti.
La modernizzazione del tessuto economico provinciale obbligherà a puntare più e meglio sulle infrastrutture pubbliche di ogni genere. Aiuterà a governare la crisi e ad accelerare la ripresa. E darà un contributo alla ricostituzione di una nuova fiducia nella politica, anzitutto all'interno della provincia, sul territorio della quale vi sono risorse spesso sottovalutate e costrette all'inazione, come molti giovani e soprattutto donne che non riescono a trovare una giusta collocazione nel mondo del lavoro. Questo per difficoltà dovute a carenze di possibilità occupazionali specialistiche e, se occupati, per i problemi di organizzazione del lavoro e di vita che rendono difficile se non impossibile, in primo luogo per le donne, conciliare i tempi di lavoro e di vita. In tal senso, lo sviluppo di una nuova politica, in collaborazione con i Comuni e la Regione, per i giovani, le giovani coppie e le famiglie dobbiamo tendere a potenziare la rete dei servizi di supporto e incentivare una politica di alloggi accessibili. Politiche realizzabili mediante una concertazione, che oltre le Amministrazioni, veda il coinvolgimento dell'associazione dei proprietari, degli inquilini e del sistema finanziario per attivare politiche di calmierazione degli affitti e di facilitazioni nell'accensione di mutui per l'acquisto della prima casa.
...e che vorremmo estendere ad altre Istituzioni presenti sul territorio
Lo sviluppo non può più essere atteso dalla presenza e dall'azione di attori isolati. Occorre coinvolgere nello svolgimento delle attività una molteplicità di soggetti: a partire dalle famiglie e dalle associazioni rappresentative degli interessi economici e sociali di queste ultime, passando per le rappresentanze sindacali per arrivare alle imprese, alle loro Associazioni di categoria, alla Camera di Commercio.
Ultima nell'elenco ma di non inferiore importanza è l'Università, "una nostra Università". A questa ultima, infatti, spetta il ruolo di concorrere alla formazione della classe dirigente e l'animazione più ampia, quando non il diretto coinvolgimento, sui fronti della ricerca tecnologica e scientifica di immediato interesse per le aziende presenti sul territorio.
Ogni istituzione e ogni soggetto di rilievo verrà chiamato a esplicitare l'apporto che intende dare all'ambizioso processo delineato, a confrontarsi con le disponibilità di altri soggetti a vario titolo interessati nell'identificazione di progetti condivisi.
Agendo di comune intesa per evitare frazionamenti o sprechi di risorse si può addirittura pensare che qui, nel cuore dell'Italia centro-meridionale, si possa costruire un grande campus universitario a forte vocazione scientifica e tecnologica, legato alle potenzialità del territorio, capace di garantire un sistematico raccordo con i settori più moderni della manifattura e dei materiali speciali, del terziario per l'innovazione e dello sviluppo delle comunicazioni. Per raggiungere tale obiettivo dobbiamo mettere in rete tutte le risorse presenti sul nostro territorio provinciale. Solo così possiamo favorire e promuovere un nuovo sviluppo che ha nel sapere e nei grandi giacimenti culturali un punto di riferimento insostituibile. Quindi: infrastrutture culturali e ricreative, un sistema informativo tecnologicamente avanzato e l'elaborazione di un piano di marketing territoriale e di comunicazione/promozione della provincia.
Occorre, dunque, prevedere e mettere in campo uno sforzo grandioso affinché tanto i procedimenti di concertazione quanto quelli di compartecipazione si integrino per esprimere il meglio delle capacità e delle iniziative delle persone e delle loro istituzioni.
Analoga responsabilità intendiamo sollecitare per assumere anche ricercando intese con le Amministrazioni vicine
Un impegno di sollecitazione altrettanto vigoroso dovrà essere espresso anche nei confronti delle amministrazioni vicine, tutte quelle interessate a formare, sul versante dell'Italia mediana, un grande e razionale polo di sviluppo, in cui le funzioni di terziario evoluto, collegato al ruolo privilegiato di Roma capitale e capoluogo regionale allo stesso tempo, convivano in modo razionale ed equilibrato, con le funzioni produttive, distributive e redistributive dislocate in un ampio hinterland compreso tra le province di Latina e di Frosinone, passando per quelle di Rieti, Viterbo e, ovviamente, Roma, ed avendo ognuna la prospettiva di fare da perno e snodo con le province alle loro spalle.
In particolare dovrebbe essere questa ultima descritta una prospettiva da condividere ed organizzare avendo il sostegno operativo della consorella provincia di Frosinone.
Il ruolo istituzionale ad un più alto livello, che è prerogativa della regione Lazio, può garantire il migliore coinvolgimento delle altre regioni dell'Italia centrale e di importanti componenti del mondo produttivo, culturale e sociale.
D'altra parte, per l'intera regione, sapere di poter contare su una parte di territorio che guarda all'interno per essere più autorevole all'esterno e si apre al confronto con l'esterno per rafforzarsi, ne accresce il prestigio e l'autorevolezza.
Propongo Un nuovo patto tra Istituzioni e Cittadini
La crisi economica che si ripercuote anche a livello locale e le inevitabili trasformazioni introdotte dalla riforma federalista dello stato richiedono una profonda riflessione anche nella nostra comunità provinciale.
Da qui la necessità di introdurre elementi di innovazione, mettendo in campo risposte adeguate per affrontare le urgenze ma, al tempo stesso in grado di indicare ai cittadini una via di uscita in avanti, una nuova strada di aggregazione e di sviluppo.
Tutto ciò richiede un impegno dell'Amministrazione Provinciale in grado di garantire luoghi di effettiva partecipazione democratica attraverso un patto tra Pubblica Amministrazione, associazioni e cittadini.
La ridefinizione del rapporto tra Istituzione Pubblica e Cittadino e le priorità dell'azione di governo locale dovranno avvalersi della collaborazione delle parti sociali, degli operatori economici e del terzo settore e della comunità locale tutta.
Affinché si possa dare fiducia ad un'azione collettiva è necessario riaffermare sempre: trasparenza nell'uso delle risorse, comportamenti ispirati alla sobrietà e quindi un'etica pubblica, eliminando situazioni che possano produrre conflitti di interesse.
Per questi motivi riteniamo di dare alcune prioritari suggerimenti:
a. riforma ed adeguamento dello statuto Provinciale al fine di potenziare gli istituti della partecipazione e gli strumenti di controllo, monitoraggio e valutazione dell'azione amministrativa anche individuando autorità indipendenti capaci di segnalare eventuali anomalie
b. semplificazione dei procedimenti amministrativi favorendo l'autocertificazione e altre forme funzionali a tale obiettivo e promuovendo un confronto serio con l'opinione pubblica teso a garantire efficienza ed economicità della P.A.
c. definizione di nuovi regolamenti per gli appalti e nuove norme concorsuali per l'accesso al pubblico impiego
d. rapporto politica e amministrazione pubblica rendere incompatibili incarichi di Governo con incarichi esecutivi in imprese pubbliche o che hanno rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione.
Propongo:

 Una coesione attiva, partecipata e condivisa, per uno sviluppo sostenibile, equo e duraturo
Aderendo ai principi e alla logica del Patto per lo sviluppo, l'innovazione e la coesione sociale, la Provincia di Latina dovrà declinare, con ancora più forza, l'articolazione degli interventi che pienamente rientrano nell'approccio configurato.
Valorizzazione delle assemblee elettive, insieme ad attribuzioni e competenze definite, alla sicurezza dei processi di partecipazione e di pratiche inclusive e alla definizione di strumenti come il bilancio partecipativo ed il rispetto dei principi dell'Agenda 21 saranno gli elementi cardine di quell'innovazione che vi propongo di introdurre.
A tal fine sarà da valutare, insieme a tutte le amministrazioni locali presenti sul territorio, l'opportunità di definire un sistema conoscitivo dell'economia della provincia funzionale allo svolgimento delle attività istituzionali.
Tutte le amministrazioni, al loro interno e nei rapporti interistituzionali, dovrebbero porsi l'obbiettivo di stimolare buone prassi di concertazione/partecipazione finalizzate ad una sempre più efficace condivisione dei progetti, ad un equo e trasparente cofinanziamento di programmi e ad una conseguente effettiva partecipazione ai risultati, favorendo politiche di governo ispirate al principio di sussidiarietà orizzontale e verticale.
In questo spirito la Provincia promuoverà incontri generali e audizioni specifiche per acquisire gli elementi cognitivi da cui partire per sviluppare l'abitudine a condividere le problematiche dello sviluppo economico e il benessere dell'intera provincia.
Una buona partecipazione è già di per sé una base per la fiducia delle comunità nelle sue amministrazioni e in definitiva ingrediente del benessere complessivo. Ma è anche strumento di confronto nell'ambito del quale portare a maturazione idee, progetti e strumenti innovativi tanto per l'azione dell'amministrazione quanto per le attività degli operatori privati. Nella prospettiva appena delineata la partecipazione per cui intendiamo lavorare deve e potrà tradursi in una maggiore coesione.

A mio giudizio le somme di avanzo potrebbero essere utilizzate secondo la Sintesi degli obiettivi generali appresso proposti
Si tratta di un programma per non limitarsi a gestire l'esistente e dare invece un senso ed una direzione di marcia ad una intera consigliatura.
Solo dando un senso appropriato al proprio operare il sistema delle autonomie potrà impegnare con efficacia energie e risorse per:
* una Amministrazione attiva e reattiva, capace, ogni qual volta sia possibile ed utile, di creare opportune intese e alleanze con le Province vicine;
* svolgere un ruolo di protagonismo nel quadro della programmazione regionale;
* impegnarsi nella difesa e nell'incremento delle attività produttive e dei livelli occupazionali;
* sviluppare strumenti ed occasioni per una effettiva, intensa partecipazione che avvicini i cittadini, le imprese, i soggetti collettivi alla Provincia sia per concorrere, tutti insieme, a rafforzare il ruolo strategico dell'Amministrazione per la gestione efficace ed efficiente delle proprie funzioni, sia per tradurre in atti le istanze prodotte;
* puntare all'innovazione come elemento comune nelle politiche per lo sviluppo economico e sociale dei territori;
* sviluppare politiche del lavoro e in particolare lavoro qualificato per tutte le realtà territoriali della provincia;
* valorizzare i servizi pubblici per l'impiego come strumento di governo dello sviluppo e di welfare, orientato alla qualificazione continua delle risorse umane;
* collaborare con le amministrazioni comunali per valorizzare le peculiarità, le vocazioni produttive e culturali che insistono sul territorio della provincia;
* confermare e potenziare il decentramento previsto dallo Statuto dell'Ente, quale ulteriore strumento di vicinanza al cittadino-utente;
* concorrere annualmente alla promozione di progetti specifici nel campo della ricerca ed a forte contenuto innovativo.
Il governo di area vasta si dovrà incentrare sostanzialmente su alcuni punti, come per altro evidenziato nelle linee di indirizzo successive:
1. mobilità e trasporto pubblico
2. sistemi urbani-insediativi in coerenza con il sistema infrastrutturale
3. sistemi naturali
4. servizi pubblici
5. semplificazione amministrativa
6. bilancio sociale e partecipazione.

Queste sono le nostre, le mie, proposte. Questo sarà il nostro impegno quotidiano. La visione strategica contenuta in questa premessa si collega alla definizione delle specifiche linee di intervento che fanno riferimento ai poteri che la legge attribuisce alle province.

LINEE DI INTERVENTO
Gli obiettivi qualificanti della strategia proposta:
Il lavoro, la buona occupazione e una formazione di qualità
Nel contesto attuale le politiche per il lavoro non possono essere disgiunte da misure di welfare e di sostegno al reddito in grado di accompagnare i cittadini durante l'arco della vita formativa e professionale. Da questo punto di vista occorre che la riforma del sistema di welfare locale selezioni, nelle politiche di bilancio degli enti locali, le principali priorità nei flussi di spesa pubblica e venga incentrata sulla necessità di trovare risposte ai nuovi bisogni che la contemporaneità fa emergere. A partire dalle nuove povertà, dalle politiche per il protagonismo delle giovani generazioni, di invecchiamento attivo, sulla non autosufficienza e sulle disabilità.
In un sistema economico e occupazionale pontino che assorbe solo il 4,2% di laureati a fronte di una media nazionale del 9%, che richiede essenzialmente operai generici maschi da inserire con contratti di apprendistato indipendentemente dal titolo di studio acquisito, la qualificazione delle risorse umane insieme all'investimento sull'occupazione femminile, sono le priorità assolute. Priorità che si perseguono a partire dalla effettiva costruzione di un sistema formativo integrato, capace di coinvolgere tutti gli attori locali, a cominciare dalla scuola. Per questo la Provincia fin dai prossimi mesi si dovrà impegnare a dare gambe ai poli formativi integrati con particolare riferimento agli istituti economici aziendali e a quelli tecnici professionali. In attesa di una compiuta riforma della scuola secondaria, gli EE.LL. e in particolare la Provincia di Latina, dovranno coinvolgere nella progettazione di un sistema di formazione secondaria più forte -a partire dalle eccellenze presenti- l'Università, le grandi aziende del territorio, le associazioni di categoria e i sindacati. Sollecitare una nuova normativa regionale sullo SFIR (sistema formativo integrato regionale), le risorse per la formazione professionale, sono tutte fonti utili a concentrare il massimo sforzo per rendere Latina e la sua Provincia, un polo formativo altamente competitivo e fonte di opportunità economiche e sociali. Un polo che sia in grado di ridare slancio ad un sistema formativo tecnico professionale che ha forgiato generazioni di tecnici e maestranze protagonisti della storia industriale locale e nazionale.
È necessario, quindi, favorire un'adeguata formazione per un lavoro sicuro e una flessibilità virtuosa intesa non come precariato ma opportunità di svolgere lavori con garanzia di continuità, per una società positiva, dinamica e solidale. Una formazione capace di trasferire competenze concrete, utilizzabili in un mercato del lavoro sempre più complesso, per consentire ai giovani di poter competere anche in realtà economiche più avanzate. Serve salvaguardare un ruolo prioritario del pubblico nel campo dell'intermediazione fra domanda e offerta di lavoro. La provincia di Latina, grazie ad un proficuo lavoro che potrebbero svolgere i Centri per l'Impiego, dovrà trovare una giusta e utile valorizzazione del personale impiegato, può dimostrare che il pubblico può fare la differenza nell'accompagnare con specifici percorsi individuali l'aumento del potere contrattuale delle persone nel campo dell'offerta di lavoro. Al tempo stesso il dialogo costante e la sovrapposizione fra politiche attive per il lavoro e politiche di promozione e incentivazione delle imprese, producono effetti di sistema che migliorano l'incontro della domanda e dell'offerta di impiego. Tale campo appare un terreno strategico su cui convogliare risorse economiche e progettuali della Provincia e dell'insieme degli enti locali, oltre che dalla Regione. Stiamo toccando con mano, quanto sia urgente che anche in Italia vengano estese le tutele del lavoro, con l'istituzione di uno strumento unico che sostituisca gli attuali istituti di disoccupazione ordinaria, perseguendo criteri di flessibilità per aree geografiche, categorie di intervento oltre che per fasce d'età. Gli effetti più pesanti di questa crisi infatti la subiranno i lavoratori precari oltre che coloro che finiranno in cassa integrazione. Anche in questo senso appare con tutta evidenza quanto un approccio strategico alla pianificazione dello sviluppo, passi per un autorevole ruolo di regolazione e di accompagnamento del settore pubblico, in grado di sostenere sia i soggetti colpiti dalla crisi che le fasce più deboli, con politiche fiscali adeguate e con l'apertura di tavoli di concertazione fra le Amministrazioni, le associazioni di categoria, i sindacati e il sistema bancario e finanziario locale, rafforzando e supportando la politica già attivata in sede regionale, sia le micro che le PMI.

I grandi valori delle nostre comunità: tutela e valorizzazione delle risorse naturali e ambientali
Il 2008 si è aperto a livello europeo con il Piano 20-20-20 della Commissione in coerenza al cosiddetto Kyoto2. L'Italia appare fra i Paesi più arretrati nella riduzione delle emissioni in atmosfera in compagnia di Nazioni come la Grecia e la Russia.
Propongo la provincia di Latina quale candidata a perseguire le strategie europee in campo ambientale in piena coerenza al protocollo di Kyoto. Gli Enti locali della nostra provincia hanno dimostrato in questi anni sensibilità e attenzione alla tematica dell'ambiente dotandosi di un complesso di strumenti e di competenze all'avanguardia nel panorama regionale e nazionale. Dal 1986 infatti abbiamo uno dei sistemi più avanzati di rilevamento della qualità dell'aria sia per le caratteristiche tecniche sia per la sua diffusione sul territorio messi a disposizione da alcuni privati. Abbiamo a disposizione un impegnativo piano di risanamento che affiancato alla nascita di un Osservatorio Provinciale Permanente sulla Salute e dell'Ambiente aperto agli stakeholders territoriali consegnano alla nostra comunità strumenti e dati che per la prima volta avranno un valore scientifico e condiviso (Soprattutto tenuto conto della presenza di due centrali Nucleari di quelle a Turbogas e di alcune industrie pericolose) . Strumenti che fanno parte integrante del Piano Provinciale per l'Ambiente che, in coerenza al PTCP, inserisce per la prima volta a livello territoriale la possibilità di stilare dei Bilanci Ecologici-Ambientali Territoriali per aree omogenee.
Tutto ciò premesso, la Provincia di Latina dovrà favorire il salto di qualità nelle politiche di sviluppo del proprio territorio, passando da azioni di contenimento dei rischi a quelle di promozione di un modello di sviluppo virtuoso e in linea con gli obiettivi nazionali individuati nel piano della Commissione Europea.
È ormai appurato che l'inquinamento nella nostra provincia è prevalentemente determinato dal traffico (oltre il 55%) e dal polo chimico (oltre il 35%).
Si, ritiene, pertanto possibile e auspicabile sviluppare una dotazione tecnico-scientifica in capo alla Provincia in grado di contabilizzare le quantità di emissioni prodotte dal sistema provinciale, utili a predisporre un bilancio di emissioni nette di Co2.
Dobbiamo avere l'ambizione di raggiungere, entro il 2019, il traguardo delle emissioni zero, come ha fatto Siena. Come Provincia di Latina abbiamo tutte le condizioni per iniziare tale percorso. Abbiamo un sistema produttivo fortemente bisognoso di investimenti nel settore dell'abbattimento delle emissioni, abbiamo una grande disponibilità di territorio boschivo in grado di compensare con opportune politiche gli iniziali svantaggi, così come una cultura istituzionale e amministrativa fortemente ricettiva alle strategie più avanzate nel campo ambientale.
Dobbiamo dare un valore strategico dell'Osservatorio Provinciale Ambiente-Salute. Ciò significa che in quella sede vengano assunti dati certi e scientificamente rilevati da porre a base di un governo interistituzionale del territorio attraverso il coordinamento delle politiche ambientali da assumere nella piana pontina.
Insieme alla qualità dell'aria e alla riduzione delle emissioni, un ulteriore impegno rispetto alla tematica ambientale deve svilupparsi su tutti quei settori che intersecano le politiche di programmazione urbanistica, quelle dei servizi e delle infrastrutture.
Crediamo, inoltre, sia necessario esplicitare alcuni percorsi e approcci per costruire un moderno ciclo integrato di rifiuti. In tal senso, la Provincia di Latina, sulla base del nuovo Piano Regionale dei Rifiuti, deve considerare necessario sviluppare politiche che perseguono la riduzione dei rifiuti alla fonte, l'aumento della raccolta differenziata, lo sviluppo della filiera del riciclo e la garanzia dell'autosufficienza di ambito attraverso una moderna impiantistica. Insieme, difatti, alla capacità di incrementare esponenzialmente il livello di raccolta differenziata separando gli interessi della stessa da quelli propri dei soggetti che gestiscono la chiusura del ciclo, si darà vita ad una politica industriale attiva in grado di incentivare la realizzazione di una vera e propria filiera industriale del riciclaggio e del riuso, valorizzando al meglio le quote raggiunte nella raccolta differenziata.
In questo contesto, l'Amministrazione provinciale dovrebbe favorire il raggiungimento di tali obiettivi, anche attraverso strumenti fiscali di incentivi e disincentivi. Seguendo il principio "chi meno inquina meno paga", prevedendo la restituzione fiscale di almeno un punto percentuale della componente della Tassa di Igiene Ambientale (e/o ECOTASSA), riscossa dalla Provincia, a quei Comuni, che si impegnano, attraverso protocolli di intesa cogenti, a restituirli a cittadini ed imprese virtuosi, che contribuiscono al raggiungimento di elevati standard di raccolta differenziata. È altresì importante rendere coerenti tutti gli sforzi della Provincia per una corretta educazione ambientale investendo sulle scuole per costruire una nuova cittadinanza consapevole dei benefici nell'assumere stili di vita orientati al risparmio energetico e alla riduzione della produzione dei rifiuti.
Serve, infine, flessibilità e possibilità di adeguamenti continui delle tecnologie nel campo dei rifiuti per i quali solo una logica di sistema regionale, pur mantenendo una forte autosufficienza degli ambiti provinciali, può assicurare.
Energia e fonti alternative
Le amministrazioni comunali in riferimento alla normativa regionale hanno assunto una autonomia nel definire con propri atti amministrativi l'insediamento sul proprio territorio di centrali per produrre energia alternativa. La Provincia di Latina, per le funzioni di propria competenza, dovrà contribuire con i singoli comuni a favorire interventi e iniziative che non abbiano un impatto negativo sui territori e sulle loro caratterizzazioni urbanistiche, tra l'altro in Commissione Ambiente è stata depositata una proposta in tal senso con una specifica audizione di giovani. L'obiettivo è di rendere compatibili le esigenze di produrre energia ricorrendo alle fonti alternative, in una ottica condivisa e con una visione organica, nella salvaguardia del patrimonio culturale e paesaggistico, in sintonia con i programmi regionale e provinciale.
Sviluppo economico innovativo ed eco sostenibile: amministrare per crescere
La costruzione di un nuovo modello di sviluppo, che valorizza le eccellenze nei settori tradizionalmente occupati dalle nostre imprese, ma che punta anche a diversificare la composizione del tessuto economico, deve essere fondata sul principio che le politiche pubbliche vanno costruite attorno alle imprese, stabilendo con queste un rapporto virtuoso.
Il quadro di riferimento è rappresentato dalla terza rivoluzione industriale sulla quale sta puntando l'Europa, nella quale il paesaggio è una grande opportunità di sviluppo e non un vincolo e l'obiettivo del 20-20-20 è un'occasione irripetibile di attivazione di ingenti investimenti pubblici e privati in R&S (Rischio e Sviluppo) e in produzione di beni e servizi.
La competizione internazionale, inoltre, ma anche quella tra le regioni del nostro Paese, ci impone di progettare politiche sinergiche e di coordinamento con il mondo delle imprese.
Il territorio, inteso come l'insieme delle opportunità che esso offre in termini di facilità di localizzazione e capitale fisico di base, disponibilità di manodopera qualificata, disponibilità di risorse finanziarie pubbliche e private a titolo di capitale di rischio e di prestito, efficienza amministrativa, rappresenta il fattore fondamentale che aumenta la produttività di tutti gli altri. Solo un territorio con queste caratteristiche può sperare di esercitare verso le imprese un'attrazione più forte delle ricche dotazioni di risorse a fondo perduto o dei ridotti costi della manodopera.
L'approccio di pianificazione strategica e tattica così delineato va supportato con azioni che non mirino solamente allo sviluppo dell'offerta, ma che incentivino anche la domanda dei beni e dei servizi a più alto valore aggiunto prodotti dalle iniziative sulle quali le politiche hanno puntato. La domanda proveniente da un bacino locale, opportunamente stimolata, può non esaurire le quote di mercato necessarie a garantire ampie marginalità alle imprese, ma offre una base di partenza e, soprattutto, stabilisce un'identificazione tra impresa e territorio che può essere comunicata all'esterno come valore, facendone oggetto di marketing.
A fronte della definitiva scomparsa di alcune produzioni mature e della chiusura di grandi imprese, appare necessario favorire l'interlocuzione con le micro, piccole e medie imprese nella definizione di politiche industriali, riservando alle stesse un ruolo di protagonismo del sistema economico locale.
Oggi le imprese così come i cittadini esprimono una forte richiesta di cambiamento e di rinnovamento.
Per aumentare la competitività delle PMI occorre creare le migliori condizioni per lo sviluppo ed il consolidamento della loro dimensione operativa.
Si tratta di facilitare il funzionamento delle filiere produttive e la costruzione di sistemi a rete ed aggregazioni nelle quali ogni imprenditore possa rimanere protagonista, ma allo stesso tempo possa adottare soluzioni tecnologiche ed organizzative innovative, così da accedere ai mercati di sbocco con approcci più adeguati.
È determinante continuare ad investire in direzione di progetti che diffondano e sensibilizzino le piccole imprese del territorio sull'importanza di cogliere le opportunità di innovazione, internazionalizzazione e dialogo con il mondo della ricerca.
È necessario continuare ad investire sulla formazione imprenditoriale, sulla cultura della conoscenza e sull'inserimento di figure professionali dotate di competenze e qualifiche tali da consentire di incorporare in azienda nuovo know how .
Le infrastrutture: il ruolo strategico delle reti di collegamento
La dotazione di infrastrutture e servizi di trasporto efficienti influenza le potenzialità di sviluppo di un territorio, poiché determina la velocità con la quale si muovono gli scambi di persone e merci da e verso di esso. Allo stesso tempo, questa maggiore efficienza può condurre ad un drenaggio di risorse dai territori poiché essa permette, da un lato, una redistribuzione dei poli produttivi e dei flussi logistici, dall'altro dà la possibilità di accelerare i trasferimenti tra residenza e lavoro accentuando i fenomeni di pendolarismo giornaliero e quello conseguente delle città e dei quartieri "dormitorio".
Il miglioramento delle dotazioni infrastrutturali e dei servizi di trasporto, quindi, va sicuramente perseguito ma insieme al rafforzamento degli attrattori territoriali ovvero poli di produzione competitivi, nodi logistici attrezzati, aree urbane qualificate. Tale rafforzamento è cruciale in un momento nel quale si stanno eccezionalmente riducendo i tempi di collegamento sulle direttrici longitudinali del Paese, mentre continuano ad essere deficitarie le relazioni sulle trasversali, preludendo a modifiche geo-economiche sensibili (l'apertura dell'AV porterà i tempi di collegamento a 30', creando di fatto un'area metropolitana nel Centro Italia di rilievo assoluto). Uguali strategie vanno perseguite nelle aree contermini all'area di Roma, attraverso il protagonismo dei territori.
Le direttrici fondamentali sulle quali giocare la partita, come conferma anche il Disegno Strategico Territoriale, sono la Latina-Roma per il trasporto passeggeri e la Latina-Civitavecchia per il trasporto merci.
Nel medio periodo, gli investimenti del Gestore dell'infrastruttura nazionale si concentreranno sulle linee Alta Velocità, per le quali Latina è rimasta fuori, sulle quali si sta già riposizionando la domanda di trasporto rispetto all'aereo. Gli investimenti sulle trasversali rimangono indietro. Mentre si attende la partenza dei lavori di raddoppio della Latina-Roma che risolveranno un collo di bottiglia storico, l'intensificazione dell'utilizzo della linea direttissima Latina-Roma rischia di spostare sulla c.d. linea storica il traffico di collegamento tra i principali centri della provincia e Roma.
La situazione presenta alcuni rischi di peggioramento della qualità dei servizi di trasporto ma anche delle opportunità per le istituzioni che possono giocare un ruolo da protagonisti sia nella realizzazione di parti irrisolte di collegamento infrastrutturale sia nella fornitura dei servizi di trasporto, che nella dimensione di area metropolitana allargata che si estende da Roma possono essere organizzati come servizi di trasporto pubblico locale. La holding regionale del TPL e la riorganizzazione che dovrà seguirne in termini di gestione dei servizi su gomma e ferro rappresenta uno degli strumenti da utilizzare per perseguire la strategia.
La qualità dei servizi di trasporto e l'efficienza delle infrastrutture giocano un ruolo fondamentale per agevolare il perseguimento di una strategia di potenziamento del territorio provinciale che voglia sfruttare le potenzialità della vicinanza con Roma in modo positivo (scambio, non attrazione-fagocitazione), permettendo ai cittadini della provincia di cogliere le opportunità del mercato del lavoro della metropoli e, allo stesso tempo, divenire luogo di residenza di qualità per i Romani che vogliano abitare in contesti urbani di pregio e territorio appetibile per nuovi insediamenti produttivi ad alto valore aggiunto e a basso impatto ambientale e paesaggistico (la cosiddetta soft economy ed economia creativa). Imprese che fanno della qualità territoriale, dell'efficacia dei servizi e delle infrastrutture tecnologiche i parametri fondamentali per la loro localizzazione.
La strategia di medio periodo da perseguire è, quindi, la stessa che opera in alcuni centri di regioni del centro Italia, tenendo conto che, nel suo ruolo di cardine, della spinta al miglioramento delle relazioni tra la provincia di Latina e Roma beneficia un territorio ampio che arriva verso nord-est fino all'Umbria e a verso nord alla Toscana. La strategia, quindi, non può essere solo provinciale ma regionale, in un sistema integrato che sposti l'asse di intervento prioritario per il trasporto di persone e merci dalla gomma alla ferrovia.
I perni dell'amministrare la Provincia nel prossimo quinquennio
La riforma del sistema amministrativo laziale, scaturita dall'esigenza di disegnare una pubblica amministrazione più adeguata alla sfida del federalismo, non ha ancora prodotto una diffusa consapevolezza a livello locale. È chiaro che questo sarà un banco di prova importante per il nuovo ciclo di governo. Occorre, quindi, sviluppare un sistema integrato di politiche di programmazione dei servizi, dello sviluppo e del rafforzamento dei diritti di cittadinanza, che rafforzi la visione di area vasta.
Per affrontare correttamente questo tema, riteniamo sia utile chiarire una volta per tutte le ambiguità insite nel rapporto fra Ambiti Territoriali Integrati, che accorpano le funzioni amministrative dei comuni, con il ruolo di coordinamento di area vasta dello sviluppo in capo costituzionalmente all'Ente Provincia. Come è stato riconosciuto nella stessa riforma, questo rapporto va interpretato in chiave fortemente integrata.
È chiaro infatti che, se perseguiamo coerentemente l'approccio strategico fin qui delineato, non potrà che risultare positivo che la Provincia insieme ai Comuni adottino in modo coordinato e fortemente connesso una nuova governance dello sviluppo.
Per quanto riguarda la Provincia, a patto che si chiarisca una volta per tutte in sede legislativa la coerenza fra dettato costituzionale e funzioni effettivamente riconosciute, si prefigura un ruolo importante su diversi filoni di governo. Primo, interloquire con la Regione sui temi della programmazione territoriale, fatta ovviamente salva l'autonomia dei comuni sui piani di governo del proprio territorio. Secondo, occuparsi con poteri finalmente reali e riconosciuti, della soluzione dei problemi di livello sovra comunale. Per questo appare sempre di più necessario individuare come interlocutori privilegiati della provincia gli amministratori, il mondo del lavoro e dell'impresa, le associazioni e i cittadini organizzati. E valorizzare le capacità e la qualificazione permanente del proprio personale, quale condizione per migliorare ulteriormente l'attività della Provincia nell'interesse dei cittadini amministrati.
L'innovazione di sistema nella PA: reti informatiche e servizi on line
Una delle priorità del nostro territorio provinciale sarà quello di sviluppare un sistema di E-government per tutte le Amministrazioni, per consentire una efficace politica di servizio ai cittadini e favorire l'innovazione come strumento di inclusione sociale, soprattutto per un territorio come quello della provincia di Latina caratterizzato da un sistema "critico" di infrastrutture stradali e ferroviarie.
Promuovere la rete dei servizi nelle PP.AA. significa anche contenimento della spesa e realizzazione di progetti rivolti a cittadini e alle imprese da sviluppare in collaborazione con la amministrazione regionale, provinciale e con gli Enti Locali.
Grazie al Web sarà più facile offrire servizi fino ad oggi legati a modelli distributivi territorialmente localizzati, quali quelli connessi all'attività pubblica, alla formazione, alle attività legate al turismo, al rilascio di autorizzazioni, certificati on line, invio di documenti etc.
La flessibilità delle nuove tecnologie può agevolare quindi le aree territoriali più decentrate e sviluppare un sistema dove le informazioni viaggiano in rete: ciò vuol dire anche accesso veloce e gratuito ad internet, attraverso l'istituzione di punti informatici all'interno di edifici messi a disposizione dell'amministrazione comunale, opportunità per i giovani, per le imprese e per gli operatori commerciali: una leva strategica per lo sviluppo e la modernizzazione.
La caccia, gestione della fauna, dell'attività venatoria e della pesca
La gestione faunistica e venatoria troverà nell'ambito territoriale di caccia (ATC) il suo perno fondamentale così come previsto dalla Legge 157/92 e della legislazione regionale.
La Provincia, titolare di specifica delega, non può solo limitarsi a compiti di controllo, pur necessari e dovuti, ma dovrà essere da stimolo e guida di una gestione moderna tesa a valorizzare ed incrementare il patrimonio faunistico presente nella nostra provincia in rapporto alla peculiarità dei territori ed in stretta collaborazione con il mondo scientifico, venatorio, ambientale ed agricolo.
Solo attraverso una stretta collaborazione tra tutti i soggetti interessati potrà essere salvaguardata la biodiversità e potenziato il patrimonio faunistico, per rendere l'attività venatoria strumento utile non solo per i praticanti ma per la gestione del territorio e la integrazione del reddito per le Aziende agricole.
Anche in relazione al calendario venatorio, sia relativamente ai tempi che alle specie cacciabili va aperto un tavolo regionale che, rispettoso della legge nazionale e regionale, possa al meglio corrispondere alle aspettative dei vari soggetti che concorrono al governo dell'attività venatoria.
La nostra Provincia ricca di acqua e invasi, i più importanti da Ninfa al Garigliano, non può non attivare una politica di forte attenzione alla pesca sia professionale che sportiva. Lo sviluppo delle attività ittiche è strettamente collegato al miglioramento della qualità stessa delle acque, nonché ad una più stretta collaborazione con i soggetti utilizzanti, ai fini energetici degli invasi.
Va, quindi, potenziata una strategia che qualifichi l'attività della pesca professionale e sportiva con manifestazioni mirate alla valorizzazione del prodotto ittico.
Turismo e agroalimentare: 

due asset strategici per la valorizzazione dei territori della provincia di Latina
Il turismo è una delle principali leve da utilizzare per uscire dalla crisi e, soprattutto, per creare una linea duratura di sviluppo sostenibile.
La visione del futuro turistico della Provincia punta sulla rivalutazione delle eccellenze, sulla valorizzazione dei luoghi che costellano il nostro territorio e sull'amplificazione della capacità attrattiva che hanno gli eventi territoriali, quali feste, sagre, tradizioni e manifestazioni di diversa natura, frutto di quella identità che raggruppa nel nostro territorio diverse origini, ma che ci accomuna nel disegno del futuro.
È necessario costruire prodotti turistici molto specifici e molto ben definiti, in grado di valorizzare tutte le forme di turismo presenti in provincia, di unire tutte le peculiarità del territorio e di farlo vivere e rivivere in ogni atto di consumo; in questo percorrere sarà determinante la proposizione dei prodotti enogastronici che, nella loro naturalezza ed originalità, ci aiutano a far "assaggiare" il territorio, e dei prodotti dell'artigianato e dell'industria, che accompagneranno il nostro ospite nel racconto successivo alla vacanza.
La nostra visione sul futuro turistico è, quindi, semplice ma estremamente impegnativa perché consiste nel differenziare il "prodotto turistico Latina", (CONIARE UNO SLOGAN PER IL NOSTRO TERRITORIO - COME PER LE CAMPAGNE ELETTORALI - VISITARE LA PROVINCIA DELLE ISOLE "mettendo insieme e salvaguardando le risorse del territorio di cui già disponiamo, e nel far emergere il territorio per come è, per i valori che offre, per l'esperienza che ha maturato, per la fierezza che induce a risiedervi.
La Provincia deve proporre di coinvolgere in questo percorso il settore pubblico e privato insieme, Regioni e Comuni, Comunità montane, APT, Compagnia dei Lepini, Proloco con Camera di Commercio e Associazioni di categoria di tutti i settori e Università in una duplice veste: portatori di conoscenza e meccanismi di avvicinamento al mondo del lavoro. La sostenibilità e rispetto del territorio sono i punti di forza. Occorre dare molta attenzione a questo fattore, renderlo tangibile nella vita di tutti i giorni e farlo vivere ai nostri ospiti; acqua, energia, residui urbani sono questioni prioritarie per il nostro futuro. Intendiamo, inoltre, attuare la nostra visione scommettendo su progetti concreti, che offrano garanzia e misura della qualità offerta e percepita dal cliente. Quegli operatori che dimostreranno di aver creato un prodotto o un servizio di qualità, avranno la Provincia al loro fianco. È indispensabile garantire e incentivare la presenza di tutti gli attori in internet con maggiori informazioni e maggiori servizi; è necessario creare nuovi servizi di intrattenimento e di svago; è nostro dovere utilizzare la tecnologia per far vivere un monumento o un sito archeologico. Inoltre, per raggiungere risultati concreti e duraturi, è necessario integrare i prodotti e le iniziative del territorio al fine di generare efficienza e nuovi momenti promozionali. La Provincia potrà fungere da meccanismo di integrazione tra i diversi stakeholders del territorio, nel senso che aiuterà gli attori che vorranno scommettere nello sviluppo turistico della Provincia a trovare sinergie ed elementi comuni tra i progetti messi in atto. Per non parlare poi delle ISOLE di PONZA e VENTOTENE perle in assoluto di richiamo.
Agroalimentare
In risposta alle crescenti disuguaglianze economiche e sociali presenti nel mondo, occorre mettere in campo, anche nella nostra provincia, politiche di riequilibrio tese a valorizzare il ruolo del produttore e del consumatore. Incentivare, quindi, un programma di politica alimentare, sia a livello della singola domanda che della ristorazione collettiva, che promuova le produzioni locali, attraverso la filiera corta, rispettosi dell'ambiente e della conservazione della biodiversità.
Sicurezza e difesa del patrimonio
La società e le comunità provinciali, pur in un quadro di tenuta del tessuto sociale, frutto delle buone politiche di accoglienza, di integrazione sociale e di welfare che le città hanno saputo articolare negli anni facendo leva su una radicata cultura della solidarietà e sulle grandi risorse del volontariato, cominciano ad avvertire nuove esigenze legate al concetto di "sicurezza" che entra a far parte dei bisogni primari di una società moderna. La questione "sicurezza" ruota intorno al punto di equilibrio tra diverse libertà e alla definizione condivisa da parte dei cittadini degli spazi e dei limiti delle pratiche di libertà dei diversi soggetti che animano la vita urbana. Una politica integrata per la sicurezza è sempre il prodotto di un processo articolato, che non si esaurisce nell'ordine pubblico, ma si sviluppa con il concorso di tutti gli attori che agiscono sul territorio.
A tale proposito, l'amministrazione provinciale, nell'ambito delle proprie competenze, dovrà o potrà mettere in campo politiche urbanistiche che favoriscano al meglio la qualità delle relazioni sociali, economiche e culturali, facciamo vivere la città anche nelle periferie con una organizzazione dei servizi vicina ai cittadini e con il sostegno ad attività culturali e ricreative, promuovendo sistemi di controllo del territorio.
È fondamentale, dunque, stimolare ed incentivare la partecipazione a tali processi non solo delle forze dell'ordine e degli enti locali ma anche delle scuole e degli attori della formazione, del mondo del volontariato e dell'associazionismo, degli attori socio-economici e delle comunità straniere presenti sul territorio, per costruire una dimensione di corresponsabilità capace di offrire una risposta forte e concreta alla domanda dei cittadini, che percepiscono il proprio territorio minacciato da cambiamenti con cui è difficile convivere, destinati a cambiare le geografie delle nostre città e le modalità di relazioni e di vita quotidiana. Questa esigenza è tanto più avvertita in un momento in cui si assommano nell'individuo diverse insicurezze legate al difficile momento economico ed alla forte riduzione del potere d'acquisto delle famiglie. Tutti questi fattori hanno cominciato a generare, anche in provincia di Latina, prodromi di un "non sentirsi più a proprio agio, a casa propria" che pretendono interventi operativi immediati. All'urgenza di percezioni cambiate occorre rispondere con politiche integrate che agiscano a livelli diversi per riqualificare il territorio, il decoro delle città e le relazioni delle nostre comunità, in un quadro di forte senso della legalità e del senso civico.
A questo si unisce l'importanza della sicurezza sul lavoro. Dobbiamo recuperare i principi che hanno ispirato il vecchio Testo Unico e valorizzare le politiche provinciali già maturate e messe in atto nell'ambito della prevenzione e sicurezza sul lavoro. È a partire da questo che si può combattere la sfida per prevenire, meglio di quanto accada oggi, il rischio di infortuni sul lavoro. Tutto ciò è una priorità strategica oltre che trasversale che, perseguendo una diffusa cultura della legalità, determina un arricchimento del capitale sociale alla base dello sviluppo. La prevenzione della salute e della sicurezza infatti, va resa effettiva in ogni contesto lavorativo, e non solo predisponendo un sistema di regole. Attuando ciò o dandovi concretezza ai allontanino i sentimenti e i sentori comuni di vedere il nostro territorio in mano alla criminalità, dando percezione di avere una classe dirigente corretta e moralmente onesta e abnegata alla legalità. Questo dobbiamo dimostrare, se ne siamo capaci.
Sevizi pubblici e multiutilities
La riforma della governance dei Servizi Pubblici Locali va tematizzata attraverso il riequilibrio dei rapporti tra pubblico e privato, dove al primo viene riconosciuto il compito delle indicazioni delle priorità dedotte dagli interessi generali. È a partire da questo profilo riformatore che la questione della tutela dei beni comuni, intesi come diritti inalienabili e della compiuta affermazione di un Governo pubblico dell'acqua saranno gli obiettivi strategici da perseguire, insieme ad una azione politica che punti ad una sua ripubblicizzazione.
Il quadro di riforma della gestione e di tutela dei beni comuni si inserisce pienamente nell'applicazione dei principi contenuti nel Titolo V della Costituzione: unicità, adeguatezza e responsabilità nella gestione delle funzioni amministrative. In tal senso è obiettivo strategico della provincia di Latina affermare un sistema istituzionale armonico imperniato sui 3 livelli elettivi. Va avviata, non solo annunciata, l'opera di semplificazione dell'apparato amministrativo, agendo sul superamento dell'attuale stato di frammentazione dei servizi sul territorio provinciale. L'obiettivo è fornire ai cittadini, utenti/clienti, di tutto il territorio della provincia di Latina, una gamma coerente di servizi integrati, sia di natura economica (energia, ciclo idrico, ambiente, trasporti, telecomunicazioni), sia di carattere sociale (casa, sanità e assistenza, cultura), con una diffusione omogenea sul territorio e con un buon rapporto fra qualità e prezzo. Tali obiettivi potranno essere realizzati solo attraverso una crescita dimensionale e qualitativa del soggetto gestore e con una integrazione settoriale dei servizi: per questo resta strategico pervenire in tempi rapidi alla costituzione della c.d. multiutility, che deve essere solo il primo passaggio per una più ampia politica di alleanze con altri gestori del settore. Tutto ciò dovrà avvenire con il presupposto irrinunciabile che le funzioni fondamentali e strategiche debbono essere consolidate in capo alla responsabilità diretta della mano pubblica.


"Time aut" per Campoli

Nuova Area: nessuno traccia degli impegni assunti

29 marzo 2011, Elisa Fiore

Tempo scaduto. La fiducia accordata ad ottobre del 2010 alla Giunta Campoli, dall’esponente di Nuova Area nella fase di voto dell’assestamento di bilancio, va ritirata, mentre al consigliere Roberto Reginaldi il direttivo politico comunale chiede ufficialmente di lasciare il gruppo dei Responsabili. Ma quali sono le questioni che agitano Nuova Area? 

Si scrive autovelox, ma si legge: fondi.

Somme da destinare ai lavori di messa in sicurezza delle strade cittadine così come recita l’art. 208 comma 4, 5 e 5 bis. Ma i soldi dell’autovelox «Come sono stati spesi? Quali lavori sono stati finanziati?» chiede Nuova Area che specifica «Nessuna opera stradale importante è stata realizzata, nessuna strada riasfaltata, niente di niente. Eppure gli autovelox hanno prodotto una maggiore entrata alle casse del comune di ben 6 milioni di euro, ed il 50%, di quella somma per legge doveva essere reinvestito in sicurezza stradale». 

Incalza Nuova Area che chiede all’assessore Ciocca per quale motivo nel corso del question time abbia parlato solo di 1.300.000 euro, e degli 800 mila già spesi. 

«Nessuna strada della campagna setina è stata riparata, nessuna strada di Suso, nessuna buca è stata chiusa. Le maggiori entrate paventate per 6 milioni di euro, aprono un dubbio: 

dove sono finiti i 3 milioni che invece dovevano essere incassati? 

In quale opere sono state investiti?

A quanto ammonta l’aggio riconosciuto alla società che ha istallato gli autovelox? 

Quelle somme sono ancora a disposizione della collettività setina?».

Nuova Area ricorda inoltre come l’assessore Ciocca in aula abbia riferito che gli introiti degli autovelox sono serviti «anche per l’acquisto delle nuove divise della Polizia Locale», ed a pagare i legali cui l’amministrazione comunale ha affidato la propria difesa dinanzi al Giudice di Pace: «300.000 euro, attinti dal bussolotto degli autovelox, mentre per gli 800 mila euro spesi in sicurezza stradale, ricordiamo al sindaco lo stato di devastazione

in cui versa: via Fanfara - ingresso principale al paese - via Roana - totalmente disastrata, come tutte le strade della pianura, via Sicilia e altre strade della frazione di Sezze scalo, per non parlare di quelle di Suso e Casali, una vera vergogna. Eppure sono stati spesi quasi tre miliardi di vecchie lire in non si sa bene cosa».

Nessuna riparazione è stata avviata né l’apertura del distaccamento degli uffici del Comune a Sezze scalo. Restano lettera morta la «famosa» piscina dello Scalo, così come le altre importanti opere nel paese. «Siamo a

marzo e ancora nulla - dichiara Nuova Area - in aula abbiamo voluto dare la possibilità al sindaco Campoli di riscattarsi e finalmente realizzare qualcosa dopo quattro anni di completa assenza, ma le risposte dell’assessore Ciocca, allontanano le buone intenzioni». 

Così Nuova Area prende le distanze dal Gruppo di Responsabilità, dopo l’abbandono del quarto consigliere,

Lino Cerrone, maturate per le stesse motivazioni. «A Reginaldi chiediamo di abbandonare questo gruppo che sa

troppo di “stampella” più che di opposizione responsabile. Le nostre battaglie hanno sempre trovato forte condivisione da parte della cittadinanza, perché abbiamo chiesto a Reginaldi di sostenere le nostre scelte ad esclusivo vantaggio dell’interesse pubblico e mai di quello privato. Proseguire sul percorso iniziale per rappresentare le istanze della cittadinanza è l’unica collocazione politica in cui ci riconosciamo. Ora a Campoli la scelta di onorare gli impegni presi, non solo con Nuova Area, ma con la popolazione tutta».


Ospedale, Dondi e lavori: tutti i nodi del paese Lepino

Campoli fiducioso sulle sorti dell'ospedale San Carlo

10 marzo 2011, Elisa Fiore

Ha posto sul piatto della bilancia tre argomenti di carattere amministrativo, l’ospedale di Sezze, il nuovo arbitrato

richiesto dalla Dondi, e l’affanno che scontano le opere pubbliche realizzate con il cofinanziamento della Regione

Lazio. Così il sindaco Andrea Campoli, dopo aver liquidato il dirigente dell’Ufficio Tecnico che gli aveva fornito copia della scaletta degli ammanchi di cassa, imputati ai ritardi regionali, che tanto lo devono aver impensierito in questi giorni, si è fatto assistere dagli assessori Marcello Ciocca, Pietro Bernabei e Antonio Maurizi, e raggiungere dal segretario politico del suo partito, Salvatore La Penna, per affrontare temi che lo hanno

indotto ad uscire allo scoperto.

Dopo aver incassato la pressione mediatica delle opposizioni, interne ed esterne, al suo stesso partito. Così per il suo chiarimento, su temi d’interesse cittadino, Campoli, ha sottolineato come sia stato sistematico «il lavoro oscuro» che oggi lo indurrebbe a ben sperare, senza per questo abbassare la guardia, circa le sorti del San Carlo di Sezze. Posto che al momento la Asl starebbe redigendo quell’atto aziendale contenente i rilievi mossi dai

territori, in virtù dell’applicazione dei decreti Polverini. Campoli ha così ricordato il suo impegno nei confronti della Commissione Sanità della Regione Lazio, anche attraverso la presidente Mandarelli, e lo stesso direttore generale, di Latina, Sponzilli. Ha ricordato l’impegno assunto dal Consiglio provinciale, e le conseguenti osservazioni fatte proprie anche dal presidente Armando Cusani. Un nodo potrebbe essere quasi sciolto: il mantenimento del punto di primo intervento h24, senza retrocessione delle urgenze verso l’indistinta funzione di soccorso infermieristico, ausiliata dai medici di base. Assieme al mantenimento di alcuni posti letto per gli acuti, correlati al padiglione del Santa Maria Goretti e per il day surgery. Ma come ha ben detto Campoli «questo è ciò che si sta definendo, per il resto attendiamo la prova dei fatti», nella speranza che la sinergia tra gli enti trovi oggettivo riscontro (alludendo alla provincia).

Per ciò che attiene l’altro argomento trattato, l’arbitrato proposto dalla Dondi Spa, per una richiesta pari a 11

milioni e 800 mila euro circa, Campoli in prima battuta ha fatto rilevare come le rivendicazioni non sarebbero frutto di causalità, ma uno sfaldamento dei rapporti, costruiti intorno ad una convenzione lacunosa, definendo irrituale la decisione del responsabile locale della Dondi Spa, Maurizio Russo, di esternare, suggerendo «indirizzi

politici all’amministrazione», ficcandosi, insomma, in altri ruoli: «Russo se vuole fare politica faccia pure il sindaco» ha affermato Campoli che, dopo aver preso atto che nel giudizio arbitrale sono contenute richieste assurde, già bocciate nel precedente lodo arbitrale ha precisato: «Siamo convinti che sia inammissibile la clausula compromissoria contenuta nell’atto aggiuntivo attraverso cui addivenire ad un giudizio arbitrale che dirima in via amichevole le questioni inerenti la gestione.

Questa procedura, come già precedentemente contestato, è contra legem. Il primo elemento, quindi, che il nostro legale, l’avv. Alberico Marracino, sottoporrà al giudizio arbitrale, sarà la convinzione che la clausola compromissoria sia nulla. Qualora questa rimostranza non dovesse essere accolta, crediamo di avere le argomentazioni per confutare le richieste della concessionaria. In via riconvensionale, dato che siamo stati chiamati in giudizio, chiameremo la Concessionaria a pagare le penali per le sue inadempienze che i cittadini di Sezze vivono tutti i giorni sulle proprie spalle». Ed alla Dondi quindi, l’onere di ribaltare il giudizio dei cittadini circa «le sue inefficienze» posto che questa amministrazione «non aveva pregiudizi sulla Concessionaria, ma abbiamo maturato un giudizio».


Isolati ma al sicuro nell'inferno libico

L'esperienza di Vittorio Mironti, archeologo di Sezze impegnato in un progetto dell'Eni

26 febbraio 2011, Elisa Fiore

E’atterrato a Pratica di Mare giovedì sera con un C130 dell’Aeronautica militare italiana. Dal 17 gennaio Vittorio Mironti, 27 anni archeologo di Sezze, era a Messak, un’area del deserto libico, a sud-ovest del paese.

Insieme ad altri studiosi italiani stava lavorando ad un progetto dell’Università di Roma «La Sapienza», per evidenziare eventuali presenze di reperti archeologici capaci di dare una lettura del territorio su cui è stata installato un campo dell’Eni per l’estrazione del greggio.

Il compito dei ricercatori italiani? Restituire un prospetto archeologico dell’area, con la duplice finalità, offrire alla comunità libica il risultato di una ricerca basata su caratteri di scientificità e dall’altra, assicurare all’Eni che quei pozzi non avrebbero intaccato in alcun modo le vestigia di una antica comunità molto evoluta, dedita alla pastorizia. 

«Il Messek Project – racconta Mironti - è una complessa iniziativa culturale che ha come obiettivo finale la realizzazione di un museo all'aperto nel Messak, nel cuore del Sahara centrale.

 In questi giorni stavamo lavorando alla mappatura». Il museo a cielo aperto che dovrebbe sorgere nell'area di In Habeter (wadi Mathendush), è stato inserito già dal 2007 dal World Monument Fund nella lista dei 100 siti mondiali più in pericolo, anche a causa dello scarso controllo del flusso turistico e per l'impatto di attività industriali.

Vi siete accorti che qualcosa non andava mentre eravate lì?

«Le notizie che ricevevamo le prendevamo dai vari siti internet ma in realtà l’unica fonte d’informazione ufficiale per noi che eravamo in costante contatto con la Farnesina, erano le notizie diramate dalla Bbc».

E le emittenti nazionali libiche?

«Nulla, il completo silenzio, ciò che mandavano in onda erano solo feste, balli, gente che si divertiva » .

Avete avuto paura?

«No, eravamo al sicuro, anche perché la piattaforma Eni dispone di un aeroporto con due velivoli che hanno fatto spola quotidianamente con l’aeroporto di Seba. Certo ciò che si respirava era un evidente tensione emotiva».

E gli altri italiani che ha incontrato a Seba?

«Non ci siamo resi conto di nulla, molti, come noi erano dislocati in zone desertiche. Abbiamo sentito parlare di rappresaglie, di molte persone uccise, ma non possiamo testimoniare di aver visto nulla di tutto questo, anche perché le notizie diramate venivano puntualmente smentite da altre fonti».

La sua esperienza?

«Non c’è mai mancato nulla, avevamo acqua e cibo in abbondanza, l’organizzazione dell’Eni è senza alcun dubbio di rilievo, peraltro eravamo in costante contatto con l’ambasciata, in attesa di sapere quando avremmo potuto lasciare il paese, perché paradossalmente se da una parte è vero che non abbiamo assistito ad alcune

scena di violenza è pur vero che la nostra era una posizione molto isolata, e per questo anche rischiosa, qualora fosse accaduto l’imponderabile».

Pensa di poter tornare?

«Me lo auguro, se il progetto, fortemente voluto sia dal Ministero degli Affari Esteri Italiano che dal Dipartimento Libico che gestisce il patrimonio archeologico nazionale andrà avanti, cercheremo di riprendere il lavoro abbandonato e di portarlo a compimento ».


Via gli autovelox dalla 156

Eliminati ieri i due dispositivi: il Comune anticipa la decisione del Prefetto

24 febbraio 2011, Elisa Fiore

Disinstallati gli autovelox in funzione dal 27 maggio del 2009 nel Comune di Sezze sulla Sr 156 dei Monti Lepini. Erano trascorse da poco le 14.30 quando una squadra di operai armata di argano a motore ha iniziato a fasciare i pali gialli, sormontati dalle macchinette Traffifot Speed e Reed che molto probabilmente erano già stati disattivati all’indomani della cessazione del contratto di fornitura di servizi siglato da un raggruppamento

temporaneo d’imprese. Un contratto di servizi di fornitura di «prodotti» relativi alla gestione ed installazione di due autovelox che all’indomani della sentenza n.10620 della VI sezione penale della Corte di Cassazione del 17

marzo 2010, veniva inspiegabilmente rescisso anticipatamente, a meno di un mese da quella sentenza. Con determina dirigenziale del comandante del corpo di Polizia locale, Lidano Caldarozzi, che aveva istruito l’intero procedimento. Così un contratto della durata di tre anni, per un presunto valore di 200.000 euro, veniva rescisso anticipatamente a soli 11 mesi dalla sua firma. I due autovelox avevano generato una sentenza, quella emessa dal Giudice di pace di Sezze, Adelaide Ferrante, con cui attraverso una consulenza tecnica d’ufficio, il perito Mario

Carlo Tesei, rilevava una serie di gravi incongruenze, alcune delle quali ben oltre i limiti della liceità. La sentenza, con cui la Ferrante accoglieva un ricorso-pilota, era fondata su un unico elemento di giudizio, ritenuto assorbente:

l’assenza di un’ordinanza o di un verbale che certificasse l’autorizzazione dell’Astral all’installazione dei due autovelox da parte del Comune di Sezze. 

Nel frattempo anche la Procura di Latina apriva un’inchiesta. L’accertamento di oltre 40.000 verbali, con una percentuale molto bassa di ricorsi, pari al 10%, nel giro di poco tempo ha sollevato una vera e propria indignazione collettiva, tanto da essere riportata anche nella sentenza del Giudice di pace che motivava la sua decisione di ricorrere ad una consulenza tecnica: «Anche tenuto conto del forte impatto sociale derivato dalla presenza di predetti autovelox, fonte di migliaia di sanzioni amministrative». Dopo i primi annullamenti il Comune ha tentato di resistere, nominando un pool di avvocati. Pagati con i soldi dei contribuenti. Scelta improvvida che solo di recente è stata abbandonata per fare posto ad più ragionevole tentativo di accordo bonario che l’ente in questo momento starebbe proponendo ai cittadini ricorrenti. Nel frattempo, anche la trasmissione «Ballarò» ha puntato gli occhi sullo strano modo di fare cassa da parte dei comuni a rischio default, e da Sezze ha cercato di capire come nella provincia di Latina venissero utilizzate le macchinette. Ed è stato così che, a sole 12 ore dalla registrazione della trasmissione, veniva diramata la notizia di un imminente provvedimento prefettizio che intimava la disinstallazione degli autovelox sull’intera provincia di Latina, incluso anche quelle macchinette installate proprio nei comuni di Sezze e Pontinia. L’impellenza di fatti di cronaca nazionale ha impedito, martedì sera, la messa in onda di quel servizio, così la solerte squadra di operai ingaggiata all’occorrenza del Comune di Sezze ha avuto l’onere di procedere all’eliminazione. Un giocherello, quello degli autovelox temporanei, fruttato al Comune di Sezze un bel mucchio di quattrini che ha permesso alle società d’incassare un aggio proporzionale alla tipologia delle multe elevate. Con aggravio di spese, per i cittadini; e d’incassi certi, per il privato, come per l’ente pubblico. Come dire: la legge non è mai uguale per tutti.


Selezioni provinciali Marte Live

Giovani Leoni cerca giovani talenti

18 febbraio 2011, comunicato

L’ Associazione Giovani Leoni cerca giovani talenti della provincia di Latina da far partecipare per le selezioni del festival Marte Live, il festival giovanile più importante italiano con più di 16 sezioni artistiche. Marte live si tiene ogni anno da aprile a giugno in location uniche dove si esibiscono oltre 150 artisti nelle diverse sezioni.  Si tratta quindi di uno spettacolo in grado di regalare forti emozioni, grazie alle continue "sorprese culturali" che vengono dalle giovani e giovanissime proposte. Ha più di 150 partner istituzionali,commerciali,organi di stampa e altro. Questo ha fatto diventare questo festival il palco artistico giovani più importante italiano, con selezioni in tutte le regione italiane. Le sezioni proposte da Giovani Leoni per i giovani talenti sono la danza,canto,corti,teatro,dj,videoclip musicali, poesia, pittura, fotografia. 

Per info contattare ass.giovanileoni@libero.it  oppure il numero 3407267041


Il parco "fantasma" Intervista a Maurizio Calvi, presidente di «Amo l’Italia»

Perché il progetto per i Lepini è finito nel dimenticatoio

2 febbraio 2011, di Elisa Fiore
Dal 1979 si tenta, senza alcun
successo, l’istituzione del parco dei Lepini. Un parco che avrebbe dovuto contrastare il degrado sub-urbano giunto a livelli sempre più crescenti. Lo ricorda il presidente dell’associazione Amo L’Italia, Maurizio Calvi che ripropone con ineludibili riflessioni un tema assai caro solo ad una parte del mondo ambientalista locale, le cui aspirazioni, nei decenni, sono cadute sistematicamente nel vuoto. 

Ma cos’è accaduto nel tempo?

«Se è vero che il sistema dei Parchi nel Lazio è uno dei più importanti d’Italia in quanto a numero di aree protette effettivamente istituite, assistiamo ad un degrado sempre più progressivo di aree formalmente protette come nel caso di un area di grande pregio ambientale quale quella dell’area dei Monti Lepini che, senza una tutela di carattere istituzionale, rischia una grave crisi per l’intensità dell’aumento del cemento, dell’inquinamento ma soprattutto per la presenza massiccia di cave e torbiere che stanno erodendo e che hanno eroso nel tempo fasce di territorio di grande pregio ambientale».

Cosa ha impedito la crescita di un sistema produttivo che valorizzasse un comprensorio ricco solo di potenzialità ambientali? 

«Quello che abbiamo notato negli anni è stata ed è una forte resistenza da parte di alcuni importanti settori della politica provinciale all’istituzione del progetto del Parco e della Riserva dei Monti Lepini, area fomentata dalla speculazione e da una mancanza di una forte sensibilità delle forze politiche per una cultura ecologica e soprattutto una forte sottovalutazione delle risorse turistiche del nostro territorio. L’area dei Monti Lepini non è solo natura, ma è anche soprattutto cultura, storia e tradizione». 

Cosa non è stato compreso fino in fondo, cavalcando per scopi elettorali, la tigre del cosiddetto abusivismo di necessità? 

«Quello che non hanno compreso e non comprendono i nostri amministratori delle più importanti città lungo l’area dei Monti Lepini è quella indispensabile sensibilità ambientale nei confronti di argomenti come la tutela dei beni artistici ambientali che invece è presente in altre realtà del nostro paese. Quello che dobbiamo sottolineare è che la biodiversità degli ecosistemi dei Monti Lepini è un tema delicato e complesso - spiega il senatore Maurizio Calvi che ricorda come - valorizzare questa sintesi significa non soltanto difendere le risorse naturali e ambientali di questo straordinario parco naturale, ma soprattutto rilanciare politiche di flussi turistici in termini di valorizzazione, di sviluppo socio-economico e occupazione».

Dunque la costituzione di un parco naturale dei Monti Lepini è e rappresenta uno strumento fondamentale che consente di contemperare politiche diverse quali la conservazione del territorio bloccando manovre speculative con danni ambientali irreversibili e dall’altro avviare politiche di sviluppo socio-economico. 

In conclusione il presidente dell’associazione Amo L’Italia mette in guardia su un fattore apparentemente incontrollato «la ‘conurbazione’ crescente dei più importanti comuni dell’area dei Monti Lepini in particolare Sezze e Priverno - spiega - rappresenta la maggiore minaccia del nostro territorio che ha subito profonde trasformazioni in conseguenza di un abusivismo sempre più crescente e senza precedenti della storia del nostro territorio, ma soprattutto anche per alcuni piani regolatori che hanno consentito la urbanizzazione di vaste aree del territorio fuori dalla traccia dei centri storici».


Comitato difesa acqua pubblica di Sezze

26 gennaio 2011, comunicato stampa

Al Sindaco di Sezze
Al Consiglio comunale
Alle Associazioni setine
Ai Comitati civici setini
Ai Partiti politici
Ai movimenti civici
Alle rappresentanze sindacali
Ai Cittadini di sezze

In attesa delle decisioni del Consiglio di Stato in merito al ricorso presentato dalla Concessionaria contro la sentenza del TAR di Latina, riferita agli aumenti delle tariffe idriche che il privato ha applicato e sta applicando dal 01 Gennaio 1997 in violazione ai limiti stabiliti dal CIPE, i cittadini di Sezze in collaborazione con il COMITATO DIFESA ACQUA PUBBLICA di SEZZE hanno inoltrato specifiche lettere di diffida alla Concessionaria al fine di ottenere la restituzione delle somme indebitamente corrisposte. Per dare forza a queste vertenze il Comitato 
                                                                              indice
una manifestazione pubblica per il giorno 19 Febbraio 2011 a Sezze per sostenere i seguenti punti:
ACQUA
1. Contrarietà a qualsiasi forma di chiusura della fornitura del flusso idrico agli utenti: No all’asporto del contatore; SI alla riduzione del flusso idrico;
2. Garantire la fornitura minima agli utenti di 60 litri di acqua al giorno, come previsto dalla legislazione nazionale, europea e dall’ONU;
3. Riduzione del 50% del costo a carico degli utenti in merito alle volture del contatore;
4. Riduzione del 50% del costo a carico degli utenti per la sostituzione contatore; (costo attuale € 75,00);
5. Lettura periodica del contatore su base quadrimestrale; No a bollette con consumi presunti!
6. Definizione contenzioso relativo al debito della Concessionaria nei confronti del comune di Sezze e della Regione Lazio per la fornitura d’acqua;
7. Applicazione immediata delle agevolazioni per le utenze di fascia debole(fornitura gratuita di 110 m³ annui) come previsto da convenzione sottoscritta nel giugno 2010 tra comune di Sezze, provincia di Latina e Concessionaria;
8. Contrarietà a probabili futuri aumenti delle tariffe acqua, fognatura e depurazione;

DEPURAZIONE
9. Istallazione immediata del depuratore mobile approvato all’unanimità dal consiglio comunale il 13 settembre 2010, su proposta del comitato difesa acqua pubblica di Sezze;
10. Qualora il punto 9 non venisse realizzato entro il mese di Febbraio 2011, per rispondere alle emergenze ambientali e all’inadeguatezza depurativa degli impianti Casali e Sezze Scalo, si propone di attivare “l’azione sostitutiva” con il versamento delle somme della depurazione presso le casse comunali anziché alla Concessionaria, fino alla realizzazione del depuratore centralizzato;

Il COMITATO DIFESA ACQUA PUBBLICA di SEZZE chiede il sostegno ai quesiti della CAMPAGNA REFERENDARIA per L’ACQUA PUBBLICA ammessa dalla Corte Costituzionale nel Gennaio 2011 ed invita i soggetti in indirizzo e tutta la cittadinanza a partecipare attivamente alla manifestazione per esprimere il proprio dissenso nei confronti della gestione del servizio idrico integrato del nostro paese. 

Si prega di inviare risposta (adesione) entro il 5 Febbraio 2011.

DIRETTIVO COMITATO
DIFESA ACQUA PUBBLICA di SEZZE
Per Contatti:
Paolo – Tel. 3477595135
Vincenzo – Tel. 3384172080
Patrizio – Tel. 3470536148
E-mail: acquasezze@gmail.com  


Concerto degli alunni del "Valerio Flacco"

21 gennaio 2011, comunicato stampa

Sabato 22 gennaio alle ore 17.30 si terrà, presso il Teatro Ponchielli di Latina, il concerto del coro degli alunni della Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo “Valerio Flacco” di Sezze Scalo. “L’evento , afferma il Dirigente Scolastico prof.ssa Anna Giorgi, è l’espressione dei percorsi didattici e progettuali che caratterizzano la nostra Istituzione Scolastica. Da anni portiamo avanti il progetto “La voce, parole e musica” con l’ausilio dell’esperto esterno Pietro Cipolla. Tale attività è inteso come veicolo per potenziare l’espressione comunicativa e l’interazione fra i diversi linguaggi: gestuale- corporeo, iconico,  musicale e verbale potenziando il benessere psicofisico”. Il concerto è offerto in beneficenza a favore della L.I.L.T. di Latina.


Consulta delle associazioni parcheggiata da un anno

12 gennaio 2011, di Elisa Fiore

Consulta delle associazioni, anno zero. Altro che «soddisfazione per il lavoro certosino teso a ricucire lo strappo del tessuto sociale» volendo parafrasare Campoli: qui si riparte dalla presentazione di un questionario che possa

fornire il polso della situazione in cui versano le associazioni. Come dire che Sezze, con le sue 120 associazioni, nell’arco dei decenni non è stata in grado di sviluppare un’autonomia degna di pensiero. Così per il portavoce del referente politico di turno, diventano un inutile fardello agganciato alla misera prebenda elargita dagli stessi amministratori. Incapacità manifesta di fondare un rapporto paritetico, ma solo subordinato. Al rimpallo delle responsabilità che non si giocano mai sul terreno del confronto. Perché? «Le elezioni di rinnovo della Consulta delle associazioni, un organismo creato per rendere attivo il confronto sul territorio, dal 2009 non si svolgono più». Ricorda Fabrizio Angeletti, nel consiglio di amministrazione per Terra Setina. «Peraltro - spiega - la Consulta faceva parte del programma di Campoli, ed era stata istituita per avere un controllo reale sulle attività dell’associazionismo, al fine di indirizzarne, ma anche di sollecitarne le collaborazioni. Ma rendere autonomo il pensiero può generare grandi conflitti, quindi si è preferito far morire la Consulta, mentre l’assessore Grenga dovrebbe spiegare a chi vengono date le somme di cui qualcuno parla, e quali sono le associazioni che ne godono, da sempre: perché molte altre non hanno cercato né ottenuto fortuna politica. Diciamo un valore elettorale». 

Toni compassati ma non per questo meno indignati, vengono utilizzati dall’ex presidente della Consulta, Ignazio Romano: «L’attività della Consulta è stata molto intensa, per alcuni anni, e sinceramente abbiamo creduto che qualcosa si potesse fare perché rientrava nelle nostre aspettative riconosciute per regolamento. Ma le cose non sono andate così. Personalmente ho lavorato a sostegno del “bilancio partecipato” ma alla fine della giostra ci ritrovavamo ad essere in pochi a confrontarci. I motivi? Di diversa natura - continua Romano - certo, l’ex assessore al Bilancio, Di Raimo, aveva stanziato 500 euro per la Consulta, ma quella somma noi non l’abbiamo mai veduta, tant’è che abbiamo sempre provveduto in proprio alla realizzazione dei manifesti e stampati. E nessun’altra somma c’è mai stata data per coprire le spese di gestione. E va da se che sullo spirito volontaristico ci si può contare, ma se poi non porta da nessuna parte perché, faccio un esempio, in occasione di momenti cultural-popolari come la sagra dei Carciofi, ad esempio, si ripercorrono sempre gli stessi clichè. La Consulta - specifica Romano - potrebbe lavorare al coordinamento di alcune manifestazioni che le potrebbero essere delegate, come prevede lo stesso Statuto, ma questo non accade, perché nessuno è pronto a tirarsi indietro, per far crescere la città, e chi gestisce, ahimè, ha sempre la stessa faccia.» Ma dicono che l’hanno

ricercata, che hanno bisogno di lei, non le sembra una mossa tattica, in vista della necessità di ricreare condizioni favorevoli al controllo delle opzioni e dei sogni elettorali? «Sì, mi hanno cercato - ho redatto il questionario che verrà sottoposto alle associazioni, abbiamo un appuntamento fissato a fine gennaio. Non mi piace pensare che qualcosa che potrebbe contribuire alla crescita di questo paese venga strapazzata a piacimento, ma credo comunque che sia più giusto essere presenti».


Il nuovo libro di don Massimiliano

4 gennaio 2011, di Fabrizio Agostini

Trafitto dall'eucarestia

San Carlo  da  Sezze  e i  suoi scritti

Giovedì 6 gennaio 2011 sarà presentato al pubblico “Trafitto dall’eucarestia, San Carlo da Sezze e i suoi scritti”, il libro scritto da don Massimiliano Di Pastina. 

L’evento inizierà a partire dalle ore 17,00 nella cattedrale di Santa Maria a Sezze. Si tratta di un testo della collana “I santi” edita dalla Shalom ed è figlio di una accuratissima ricerca da parte del sacerdote setino non nuovo a eccellenti prodotti editoriali. La presentazione sarà curata da don Felice Accrocca, docente presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. 

A seguire ci sarà la celebrazione eucaristica officiata dal vescovo di Latina, monsignor Giuseppe Petrocchi ed animata dalla corale “San Carlo”. La data di presentazione del libro di don Massimiliano non è stata scelta a caso. Infatti il 6 gennaio oltre alla classica epifania c’è la ricorrenza dell’anniversario della morte di San Carlo da Sezze avvenuta nel 1670. Tutti gli appassionati di letteratura, di San Carlo e semplici curiosi possono partecipare ad un evento di sicuro spessore culturale e religioso in un giorno speciale per i cattolici ma anche per chi desidera conoscere San Carlo da un’ottica diversa.

Don Massimiliano Di Pastina


Cantiere delle idee, nuovo polo

MAS e Altra Faccia della Politica accanto a PdL, PS e Udeur per un’alternativa amministrativa ancora più forte e credibile

3 gennaio 2011, comunicato stampa del coordinatore Lidano Lucidi    

Il Cantiere delle Idee amplia i suoi orizzonti. Adesso, le tesi del movimento politico di alternanza amministrativa per Sezze, accanto a PdL, PS ed Udeur, annovera anche MAS, Nuovo Polo e Altra Faccia della Politica. A spiegare la convergenza è il coordinatore Lidano Lucidi: "Nei giorni scorsi gli esponenti setini di PSI, Nuovo Polo, PDL, Altra Faccia della Politica, MAS e Udeur, hanno convenuto sul giudizio negativo sull’amministrazione Campoli e di come, in spregio alle regole democratiche, sia stata gestita la crisi politica aperta con le dimissioni fasulle del Sindaco. Il primo cittadino prima dice di non poter governare nell’interesse generale e poi ritira le dimissioni non cambiando nulla, e peggio, non dando nessuna spiegazione. Se non vuole rendere conto ai propri consiglieri o partiti della coalizione problemi suoi, ma i cittadini di Sezze devono sapere perché a pochi giorni dai concorsi il sindaco si dimette e poi ritorna in sella senza dare spiegazioni. Deve dire chi non gli permetteva di governare per l’esclusivo interesse della collettività, invece di parlare uno sbiadito politichese degno della peggiore prima repubblica. 

Queste forze politiche hanno anche convenuto che Sezze non merita di essere amministrata in questo modo, da una maggioranza pasticciata e senza bussola, in mano ai dirigenti, e che fa degli slogan l’unica azione politica. Ma non bisogna di certo comportarsi come l’attuale amministrazione di centro-sinistra-destra, che sta insieme perché è contro qualcosa. È contro la Polverini ma elemosina un accordo con l’UDC che è determinante in Regione e in Provincia, e poi chiede i voti contro Cusani o la Polverini stessa. Sezze ha bisogno di un programma riformista ed innovativo, che sappia mettere al centro lo sviluppo economico e sociale, la sicurezza dei cittadini, la cultura, la questione giovanile. Sezze ha bisogno di un’opposizione seria ed unita che sappia rispondere alle sfide future. Per questa ragione i movimenti cominciano un percorso di confronto per cercare di far uscire dalla secche un paese che non può essere più governato in questo modo. Un confronto limpido e tra pari, aperto a quanti non si riconoscono nell’amministrazione Campoli, e che hanno voglia di lavorare per un programma dove Sezze sia la protagonista assoluta, e che sappia valorizzarla per quello che è, ovvero un grande paese che merita molto di più".

NOTA: in specificazione del precedente comunicato altrimenti fraintendibile rispetto al futuro del Cantiere delle Idee che quindi termina il suo cammino per convergere in un nuovo soggetto più ampio che verrà ufficializzato nei prossimi giorni.

Il Cantiere delle Idee, un’aggregazione in cui fa parte il PDL, l’Udeur e il PSI, vista la nascita di un nuovo percorso politico con altre forze politiche della città (Nuovo Polo, MAS, e l’Altra faccia della politica), ritiene di aver adempiuto il suo lavoro. L’inizio della collaborazione fattiva con altre forze politiche teso a migliorare il volto della città, è un fatto molto positivo. Il confronto intrapreso è un rapporto tra pari, senza padri e padroni. Si sta costruendo un progetto nuovo che sappia trovare la sintesi dei tanti saperi mai coinvolti nella vita politica, dei tanti movimenti politici, civici ed associazionistici. Un progetto che sia non contro qualcosa, ma per qualcosa. Proprio per questo da oggi il Cantiere delle Idee si scioglie dentro un progetto ambizioso, i cui connotati genetici sono quelli di cambiare a fondo un paese tenuto immobile da una maggioranza che guarda più agli interessi di qualcuno che a quelli della collettività, come affermato dallo stesso Sindaco. Lanciamo l’appello a tutte le forze sane della città affinché ci aiutino a far in modo che Sezze sappia vincere le sfide future. Nei prossimi incontri con le altre forze politiche verrà data vita alla nuova struttura che è aperta, inclusiva e non esclusiva di qualcuno.

articoli anno 2011