AGRICOLTURA DA SALVARE

a cura di Vittorio Del Duca

anno 2016

Salviamo la nostra risorsa principale

Sezze, 25 ottobre 2016

Ricominciamo da Noi

Il lavoro che il gruppo In Difesa dei Beni Archeologici di Sezze ha fatto in tutti questi anni è stato un fatto straordinario. Abbiamo lavorato perché le generazioni future non perdessero memoria del nostro territorio, della nostra storia, della nostra cultura, abbiamo lavorato per migliorare ciò che ci sta intorno, per stare meglio tra noi stessi e con gli altri.

Lo abbiamo fatto senza chiedere mai un solo centesimo di denaro pubblico, animati solo dalla nostra grande passione di raccontare il territorio e le sue potenzialità. Sono certo che continueremo su questa strada, con la stessa carica emotiva e la stessa  passione civica che ci ha guidato sino ad oggi.

Avvertiamo che non è più tollerabile che tanta gente metta tutta se stessa per tirare avanti e poi si ritrovi, da anni, in un  paese che si comporta come un condannato destinato ad essere sepolto vivo, che pur di guadagnare voti, si scava la fossa rendendola sempre più profonda.

Il nostro è diventato un paese che sembra non avere più idee e né futuro, litigioso su cose che non interessano a  nessuno, i nostri figli emigrano, eppure abbiamo un’infinità di risorse su cui contare ad iniziare dal territorio, dall’agricoltura, dalle sue tradizioni, dalla sua cultura.

Il gruppo In Difesa dei Beni Archeologici sta facendo emergere con chiarezza ad ogni nuova “passeggiata” questo nostro “petrolio”.

Forse proprio dall’agricoltura, non solo come settore, ma come antica e moderna filosofia di vita, possiamo trarre qualche suggerimento sul come fare per ricominciare con nuove idee di sviluppo, perché è solo dalla conoscenza del passato che si può progettare il futuro.

Lo possiamo fare perché Sezze è sempre stato un paese agricolo e la sua economia, la sua cultura, i suoi valori restano ancora profondamente agricoli.

L’Agricoltura è da sempre abituata a fare i conti con i ritmi  immodificabili della natura, il tempo immutato  delle stagioni, lo spazio fisico della terra, l’energia libera del sole.

Forse per questo ha saputo custodire, meglio che altrove, quei  geni preziosi, che il mito transgenico della globalizzazione senza regole e del “tutto subito e ovunque” ha fatto perdere ai più e che oggi è causa di tanti guai nel mondo e nel nostro stesso paese.

Geni sani i nostri, quelli dei valori etici, della  qualità della vita sopra ogni cosa, della solidarietà, della fraternità, di un nuovo umanesimo nell’economia. Del primato dell’uomo, dei popoli  e dei territori sulla politica e di quest'ultima sull’economia.

Forse è proprio da questa filosofia agricola, che tiene insieme cura, coltura e cultura, possiamo ricominciare.

Ricominciamo  dalla sua antica saggezza,  dalla sua  straordinaria capacità di umanizzare l’innovazione e il progresso, di  porre il giusto avanti all’utile, di pesare il vantaggio immediato con la bilancia delle generazioni future.  Ricominciamo da Noi.


Sezze, 5 settembre 2016

Riapre il mercato di Campagna Amica a Sezze

Giovedì 8 settembre riaprirà a Sezze il mercato di Campagna Amica con i colori e i ricchi profumi che ci faranno pregustare l'arrivo dell'autunno. A Sezze, come altrove, le abitudini di consumo si spostano sempre più verso i prodotti locali a km zero. Un trend che continuerà a crescere per un tempo indefinito e che dimostra un cambiamento culturale ormai radicato nel rapporto dei consumatori con il cibo.


Sezze, 30 agosto 2016

Coldiretti - SOS terremoto

Stalle, fienili e casolari lesionati o distrutti, macchinari inutilizzabili, energia elettrica in tilt, animali morti sotto le macerie o dispersi, ma anche campi abbandonati. Frane, smottamenti e strade rurali distrutte impediscono la consegna di latte e altri prodotti deperibili. Il sisma ha provocato danni alla campagna difficili da quantificare ma si parla già di diversi milioni di euro. 
E’ necessario far ripartire subito l’attività in un territorio che è a prevalente economia agricola e in cui esiste una significativa presenza di allevamenti di bovini e pecore. Questo è quanto emerge da un primo monitoraggio della Coldiretti che, mentre continua l’azione di solidarietà degli agricoltori italiani a favore delle popolazioni con la distribuzione di viveri a lunga conservazione, è impegnata in interventi di sostegno alle aziende agricole colpite, dalle quali dipende in gran parte il futuro di queste zone. 
La mobilitazione scattata tra gli imprenditori agricoli della Coldiretti del Lazio, nell'ambito dell'unità di crisi attivata dalla Coldiretti nazionale, proseguirà senza sosta anche nei prossimi giorni, nella consapevolezza che l'emergenza alimentare degli sfollati, che non hanno più case e non possono cucinare i pasti, è destinata a protrarsi ancora per giorni, se non addirittura settimane.
Senza agricoltura l’economia di questi territori muore. Circa mille le aziende agricole che operano nell’area interessata dal sisma e urgono foraggi, mangimi, generatori di corrente, carrelli per la mungitura, pali e filo elettrificato per le recinzioni. Ci sono difficoltà ad accudire gli animali perché le persone sono state costrette ad allontanarsi e si temono azioni di sciacallaggio nelle aziende agricole isolate.
Per questo sono in azione ronde antisciacalli organizzate dai giovani della Coldiretti che vigilano sulle aziende agricole, mentre sulla base delle richieste si sta procedendo alla consegna di carrelli per la mungitura e generatori di corrente alle aziende colpite con la collaborazione dell’Associazione Italiana Allevatori (AIA) ma anche il cibo per garantire l’alimentazione degli animali con l’aiuto dei Consorzi Agrari d’Italia (CAI) mentre un ulteriore necessità sarà quella di poter alloggiare in tende, camper e roulotte, gli allevatori che non potranno rimanere nelle strutture dichiarate inagibili, per consentire loro di rimanere vicini ai propri animali. 
Per assistere le imprese agricole ed i cittadini la Coldiretti ha aperto ad Amatrice un “ufficio mobile”, perché anche i locali dell’organizzazione sono stati distrutti dal terremoto. Per consentire ad agricoltori, cittadini, strutture economiche e cooperative di collaborare in questa azione di solidarietà è stato aperto uno specifico conto corrente dove indirizzare la raccolta di fondi: “COLDIRETTI PRO-TERREMOTATI” (IBAN: IT 74 N 05704 03200 000000127000) 


Sezze, 25 luglio 2016

Crollano i prezzi e scoppia la "guerra del grano"

Inaccettabile e vergognoso: Prezzi come trent’anni fa, costi di produzione ai prezzi attuali ma il pane è aumentato di 1450 volte rispetto al 1986. La denuncia è di Coldiretti e fa scoppiare la “guerra del grano” con il blitz di migliaia di agricoltori nella Capitale davanti al Ministero delle Politiche Agricole per combattere una situazione insostenibile dovuta all’aumento delle importazioni, soprattutto da Paesi extracomunitari, mentre i raccolti nazionali vengono lasciati nei magazzini per effetto di manovre speculative che provocano la desertificazione di milioni di ettari di terreno, e mettono a rischio il futuro di 300.000 aziende agricole e due milioni di ettari di terreno della filiera dei prodotti piu’ rappresentativi del Made in Italy nel mondo, che sono la pasta e il pane.
Le quotazioni dei prodotti agricoli dipendono sempre meno dall’andamento reale della domanda e dell’offerta e sempre più dai movimenti finanziari e dalle strategie speculative che trovano nel Chicago Board of Trade il punto di riferimento del commercio mondiale delle materie prime agricole. Colpevole è un mercato globale controllato da cinque multinazionali che utilizzano lo strumento dello stoccaggio a fini speculativi. Si tratta di operazioni concentrate nel periodo di raccolta del prodotto nazionale e finalizzate ad abbatterne il prezzo attraverso un’eccesso di offerta di grano “giramondo” che abbatte i prezzi sui mercati locali con il grano “cattivo” che scaccia quello “buono”.
Colpevole in Italia è chi ha preferito fare acquisti speculativi di grani sui mercati esteri per produrre pasta e pane che vengono spacciati per Made in Italy. Inoltre, nel caso del grano duro importato dal Canada è noto che la raccolta avviene in settembre e che quindi arriva in Italia già vecchio di almeno un anno.
Colpevole è una normativa europea e nazionale che non impone l’obbligo di indicare l’origine del grano in etichetta.
Gli industriali dicono che il nostro grano non è buono perché è povero di proteine ma dovrebbero spiegarci come mai scrivono falsamente in etichetta “prodotto con grani d’Italia” e non scrivono invece “prodotto con tutti i grani tranne quelli italiani”, almeno mostrerebbero di avere più coerenza, onestà e rispetto per i consumatori.


Sezze, 12 luglio 2016

Pausa estiva per il Mercato di Campagna Amica
Da giovedì 14 luglio il mercato di Campagna Amica sospende l’attività per la pausa estiva e la riprenderà con più forza giovedì 8 settembre. Ciò si è reso necessario perché il caldo estivo congiuntamente alla vendita all’aperto può abbassare o pregiudicare gli elevati standards qualitativi di freschezza e di genuinità dei prodotti offerti in vendita. Si ringraziano il Comune di Sezze e tutti i cittadini per la fiducia accordata.
Anche nel nostro paese come altrove, il merito della crescita e dell’affidabilità del marchio Campagna Amica è dovuto al rispetto delle regole e alla severità dei controlli. Noi garantiamo cibo sicuro, autentico, di qualità ed etico, a fronte di frodi alimentari e sequestri di cibi e bevande adulterate che sul suolo nazionale sono aumentati del 248 % dall’inizio della crisi. Per 6 italiani su 10 le frodi alimentari sono più gravi di quelle fiscali perché danneggiano il loro bene più caro: la salute. Da settembre aumenteremo la gamma dei prodotti offerti in vendita diversificandone la tipologia, cercheremo di promuovere alcuni eventi culturali declinando il binomio cibo – cultura e facendo emergere ancora di più il legame che unisce il cibo al suo territorio e alla storia della sua terra, in sintonia con la nostra filosofia che è quella di non cullarci ma di cercare sempre di migliorarci.
Tutto questo senza considerare i molteplici vantaggi per l’ambiente: i prodotti di Campagna Amica sono a km zero, quindi non percorrono lunghe distanze con mezzi inquinanti prima di giungere sulle nostre tavole e non abbisognano di imballaggi di spedizione da smaltire. 
I Mercati di Campagna Amica sono una delle grandi novità degli ultimi anni perchè non si limitano alla sola vendita ma sono un luogo di socialità e di aggregazione molto importante per la vita della comunità, che ha modo così di avvalersi delle sinergie fra più partners, che avendo interesse a legarsi al marchio di Campagna Amica si amplificano e si supportano in una comune realizzazione. Pensiamo ai ristoratori di “Campagna Amica nel piatto”, agli Agrichef di Terranostra, alle Scuole alberghiere piuttosto che alle Associazionii no- profit o ai Consorzi di tutela, alle mense… Insomma, pensiamo a tutti quei soggetti che ci hanno conosciuto e apprezzato e che oggi possono ricavare maggiore visibilità nel creare sinergie con una rete così virtuosa come la nostra. 


Sezze, 9 giugno 2016

Con la rete di Campagna Amica cresce anche il paese

A Sezze, come quasi in ognuno degli ottomila comuni italiani è oggi attivo un punto di vendita Campagna Amica. Basterebbe questo a dare la cifra di come l’ultimo anno abbia visto la nostra Rete estendere la sua presenza ancora più capillarmente nel Paese. Una rete fatta di Mercati, Botteghe, Agriturismi e Fattorie, fino agli Orti Urbani e ai Ristoranti, tutti identificati da un marchio che garantisce prodotto italiano fatto dagli agricoltori, oltre al rispetto di determinati parametri di sicurezza e qualità. Uno sforzo imponente che è stato premiato dalla risposta dei consumatori. 
Secondo una indagine Censis relativa agli ultimi dodici mesi sono oltre 10 milioni i cittadini che fanno regolarmente la spesa dagli agricoltori e altri 15 milioni vi hanno acquistato almeno una volta. Sono numeri che fanno comprendere l’impatto economico che il progetto Campagna Amica sta avendo sul reddito delle nostre aziende accreditate e, di riflesso, sul Paese, poiché un’impresa che cresce è un’impresa che crea lavoro, ma è anche un’impresa che continua a svolgere un fondamentale ruolo di presidio sul territorio, dal punto di vista sociale, culturale e della difesa dal rischio dissesto. 
Ma con Campagna Amica, Coldiretti ha promosso anche una vera e propria rivoluzione culturale, cambiando il modo di fare la spesa e, conseguentemente, di rapportarsi con il cibo di tutti quei cittadini che hanno scelto di acquistare regolarmente dagli agricoltori, privilegiando i concetti di stagionalità, sicurezza, legame con il territorio, riscoprendo valori forti quali la fiducia, le relazioni umane, la conoscenza e finanche il gesto di un semplice sorriso o una stretta di mano.
Un’operazione la cui riuscita era tutt’altro che scontata, tanto più in un periodo di profonda crisi e calo dei consumi, ma che ha portato oggi il brand Campagna Amica a diventare per il consumatore sinonimo di buon cibo italiano, sano e di qualità. Un valore immateriale prezioso che le nostre aziende accreditate possono spendere sul mercato con legittimo orgoglio. 
E’ un nuovo protagonismo agricolo in quelle filiere produttive che da troppe stagioni sono finite in mani sbagliate, spesso con gravi danni di immagine per il made in Italy a tavola. Queste filiere è ora di riportarle nelle mani giuste. Le nostre!


Sezze, 28 maggio 2016

Mercato Campagna Amica: un successo annunciato

Il Mercato di Campagna Amica ha riscosso già al suo primo giorno di insediamento un successo che è andato oltre ogni ottimistica previsione, sia per il gradimento dei cittadini che per la soddisfazione dei produttori. Questo significa che il messaggio di Coldiretti è stato recepito nella sua interezza e dimostra quanto sia forte l’attaccamento e l’amore dei sezzesi verso la loro terra ed i suoi prodotti, sani e genuini. 
Tutto ci fa ritenere che anche qui esiste un target di consumatori, maturo e responsabile, che vuole mangiare sano e genuino e a cui il Mercato di Campagna Amica si rivolge per l’affermazione dei suoi valori che sono: garanzia dell’origine del prodotto, il rispetto dell’ambiente e del territorio, la sostenibilità, la tutela della biodiversità, la salvaguardia del lavoro nelle campagne e la salute ed il benessere dei cittadini. E’ proprio il caso di dire che Campagna Amica è il luogo ideale dove produttori e consumatori coltivano gli stessi interessi, in maniera equa e solidale. 
Già da questa prima esperienza stiamo valutando come adeguare il servizio e renderlo maggiormente rispondente alle necessità dei cittadini. Sarà tutto più chiaro nelle prossime settimane, quando dall’andamento generale saremo in grado di trarre delle valutazioni e dare risposte più precise ai cittadini, sia per quanto riguarda l’orario di apertura e chiusura sia per la gamma dei prodotti offerti in vendita ed eventualmente per un raddoppio della presenza settimanale. 


Sezze, 16 maggio 2016

Campagna Amica a Sezze apre giovedì 26 maggio

In collaborazione con il Comune di Sezze sarà ufficialmente operativo dal prossimo 26 maggio un mercato settimanale di Campagna Amica, nei pressi della rotatoria tra via Piagge Marine e Via Marconi. Campagna Amica è il mercato degli agricoltori (farmers market) in cui i produttori agricoli di Coldiretti, aderenti a Campagna Amica, si impegnano a vendere solo i loro prodotti agricoli, italiani e a km zero. Nel Mercato di Campagna Amica si può fare la spesa in modo sostenibile e responsabile, acquistando prodotti agricoli di stagione, selezionati con cura, sempre freschi, di origine italiana controllata e garantita.
In questi tempi, in cui il consumatore è disorientato dall’invasione di prodotti stranieri, i quali molto spesso presentano residui di pesticidi superiori alla norma, oltre che vietati in Italia, non è cosa da poco avere la garanzia di prodotti locali, controllati e garantiti. 
Il cibo non si può considerare alla stregua di una merce qualsiasi, la nostra salute e quella dei nostri figli dipendono da una sana e corretta alimentazione. Abbiamo il miglior cibo di tutta la Terra, tutti ce lo copiano con i loghi evocativi delle nostre campagne, il falso made in Italy nel mondo è stato stimato in 60 miliardi di euro, molto più di una finanziaria, la dieta mediterranea è patrimonio dell’Unesco, perché mai correre rischi per la nostre salute, quando possiamo avere a portata di mano prodotti garantiti, sicuri e genuini ?


Sezze, 1 maggio 2016

La black list dei cibi stranieri
Sono i figli della globalizzazione ed hanno residui chimici di pesticidi oltre la norma, vietati in Italia per essere cancerogeni. Da ciò ne deriva che il cibo non può essere considerato alla stregua di una merce qualsiasi, perché da esso dipende la nostra salute e quella dei nostri figli. Abbiamo il cibo migliore del mondo, tutti ce lo copiano, perché comprare cibi stranieri ? Il mercato di Campagna Amica di Coldiretti, che sarà a Sezze a cadenza settimanale a partire dal 3 maggio, giorno della fiera, offrirà ai consumatori la garanzia certificata dei prodotti del territorio.
Con la quasi totalità (92%) dei campioni risultati irregolari per la presenza di residui chimici sono i broccoli provenienti dalla Cina il prodotto alimentare meno sicuro, ma a preoccupare è anche il prezzemolo del Vietnam con il 78% di irregolarità e il basilico dall’India che è fuori norma in ben 6 casi su 10. Residui chimici, è bene sottolineare, dovuti a pesticidi che in Italia sono assolutamente vietati.
È quanto emerge dalla “Black list dei cibi piu’ contaminati” presentata dalla Coldiretti, sulla base delle analisi condotte dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) nel Rapporto 2015 sui Residui dei Fitosanitari in Europa, al Palabarbuto di Napoli in occasione della mobilitazione di migliaia di agricoltori italiani con i trattori a difesa della dieta mediterranea.
Nella classifica dei prodotti piu’ contaminati elaborata alla Coldiretti ci sono pero’ anche le melagrane dall’Egitto che superano i limiti in un caso su tre (33%), ma fuori norma dal Paese africano sono anche l’11% delle fragole e il 5% delle arance che arrivano peraltro in Italia grazie alle agevolazioni all’importazione concesse dall’Unione Europea. Con una presenza di residui chimici irregolari del 21% i pericoli - continua la Coldiretti - vengono anche dal peperoncino della Thailandia e dai piselli del Kenia contaminati in un caso su dieci (10%)
I problemi - sottolinea la Coldiretti - riguardano anche la frutta dal Sud America come i meloni e i cocomeri importati dalla Repubblica Dominicana che sono fuori norma nel 14% dei casi per l’impiego di pesticidi che da noi sono vietati.
E’ risultato irregolare il 15% della menta del Marocco, un altro Paese a cui sono state concesse agevolazioni dall’Unione Europea per l’esportazione di arance, clementine, fragole, cetrioli, zucchine, aglio, olio di oliva e pomodori da mensa che hanno messo in ginocchio le produzioni nazionali. L’accordo con il Marocco - precisa la Coldiretti - è fortemente contestato dai produttori agricoli proprio perché nel Paese africano è permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa.
L’agricoltura italiana- continua la Coldiretti - è la piu’ green d’Europa con 281 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all’utilizzo degli ogm e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%) e di quasi 20 volte quella dei prodotti extracomunitari (7,5%).
Non c’è piu’ tempo da perdere, occorre rendere finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per far conoscere anche ai consumatori i nomi delle aziende che usano ingredienti stranieri. 
E’ necessario liberare le imprese italiane dalla concorrenza sleale delle produzioni straniere realizzate in condizioni di dumping sociale, ambientale con rischi concreti per la sicurezza alimentare dei cittadini”.
LA BLACK LIST DEI CIBI PIU’ CONTAMINATI

prodotto / paese di produzione / percentuale irregolarità per residui chimici
Broccoli / Cina  / 92%
Prezzemolo / Vietnam  / 78%
Basilico / India / 60%
Melagrane / Egitto / 33%
Peperoncino / Thailandia / 18%
Menta / Marocco / 15%
Melonie Cocomeri / Repubblica  Dominicana / 14%
Fragole / Egitto / 11%
Piselli / Kenia / 10%
Arance / Egitto / 5%
Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Rapporto EFSA 2015


Sezze, 24 febbraio 2016

Campagna Amica, il progetto di Coldiretti
Crediamo che un mondo equo, democratico, sostenibile, etico, bello e sano non sia possibile senza una giusta ripartizione tra il reddito di chi lavora e la soddisfazione di chi consuma.
In questo contesto si inserisce il progetto di Coldiretti che, ormai da anni “Forza Sociale”, è attenta alle esigenze dei propri associati ma anche del cittadino consumatore con il grande progetto “Campagna Amica” con il quale si instaura un rapporto diretto col cittadino consumatore, e nel quale il Coltivatore, vendendo direttamente il proprio prodotto, garantisce l’origine, la genuinità e la salubrità degli alimenti. È una realtà di successo già presente in tutte le città italiane ma che Coldiretti vuole estendere in maniera capillare anche ai centri in grado di vantare storia, cultura e tradizioni, quali sono appunto Sezze e la fascia dei Lepini.
In un mondo ormai globalizzato totale, si assiste ad un fenomeno di inversione di tendenza da parte di un numero crescente di cittadini che vogliono ritrovare la propria identità attraverso la ricerca di quei valori che contraddistinguono i diversi territori Italiani. I legami col territorio con le sue tradizioni, la sua storia i suoi prodotti, risultano valori non delocalizzabili e di cui non si può impossessare nessuno ed è quel valore aggiunto che solo il Made in Italy può dare.
E’ diventata ormai diffusa l’idea che si può trovare tutto in ogni momento in ogni luogo, la globalizzazione, grazie a strumenti tecnologici inimmaginabili fino a pochi decenni fa, ha livellato la domanda e l’offerta: un’offerta controllata da poche persone, una domanda controllata dalle stesse persone. Una società che risponde a bisogni creati ad arte e che risponde a meccanismi psicologici che non consentono scelte consapevoli, scelte che molto spesso rispondono solo ad esigenze di lucro e controllo delle masse.
Ma come è crescente il fenomeno del rendere inconsapevole il consumatore, allo stesso modo sta crescendo una coscienza del cittadino di sottrarsi a questi meccanismi di globalizzazione sfrenata. Una coscienza che fa crescere la ricerca delle tradizioni legate al territorio, un territorio che può ancora offrire valori forti legati ad una storia, inconfutabile e tangibile.
Il fenomeno attraversa orizzontalmente la nostra società, e così ogni settore, produttivo, sociale, culturale si sta adoperando per frenare l’invasione di prodotti, culture e tradizioni che non ci appartengono, ma ci vengono somministrate per meri interessi speculativi. Sottrarsi alla globalizzazione sfrenata non significa però escludere, emarginare o rifiutare l’integrazione con il resto del mondo, ma non significa neanche subire passivamente ed inconsapevolmente le scelte speculative di pochi, che non mirano certo al benessere sociale.


Sezze, 30 gennaio 2016

Il Comune di Sezze decide aumenti alle imprese agricole

Non bastava la riduzione del 23% decisa dall’ultima finanziaria del governo Renzi sulle assegnazioni annuali di carburante agevolato in agricoltura, che già un’altra batosta si abbatte sulle teste dei già disastrati agricoltori. 

Stavolta è il Comune di Sezze, che con delibera di Giunta (Reg. n° 7 del 25/01/2016) ha apportato dal 1 febbraio un ingiustificato aumento al costo del servizio UMA, che le aziende agricole sostengono annualmente per vedersi assegnati i carburanti agevolati e per le altre operazioni (apertura posizione, supplemento carburanti, carico e scarico macchine agricole, certificati IAP). 

Gli aumenti sono stati in media del 70% per le circa 400 aziende ubicate nel Comune di Sezze, mentre per le 200 aziende del Comune di Sermoneta e le 9 di Bassiano il contributo è stato addirittura triplicato rispetto a quello dell’anno precedente. Sezze infatti, è Comune capofila di queste due città, secondo la L.R. Lazio 14/99. 
Gli aumenti giungono in un momento di gravi difficoltà per il settore agricolo, le cui ricadute economiche ed occupazionali negative sono sotto gli occhi di tutti. Meno di quelli di alcuni assessori, che giustificano gli aumenti dal fatto che “nel corso degli anni è stato necessario dotare gli uffici di ulteriori strumenti e tecnologie, con conseguente aumento di costi fissi o primari”, come recita la delibera. In realtà, al di là del minimo indispensabile per l’ufficio, rappresentato da un PC con stampante e fotocopiatrice, non ci sembra di vedere “ulteriori strumenti e tecnologie”, mentre di converso sembra che dal 1999 la Regione Lazio abbia rimborsato al Comune di Sezze, per il decentramento amministrativo, l’intero stipendio dell’addetto all’ufficio, compreso i contributi previdenziali, oltre al costo di gestione del servizio UMA (Utenti Motori Agricoli), quantificato in circa 10 mila euro l’anno.
In virtù di questo, alcuni Comuni capofila della provincia di Latina continuano a svolgere agli agricoltori il servizio UMA gratuitamente, mentre in altri, le soglie a carico delle aziende agricole permangono inferiori a quelle praticate dal Comune di Sezze prima degli aumenti. Questo non ci meraviglia: fa parte di quella distintività, più volte reclamata a gran voce da assessori e dirigenti, che da sempre ha caratterizzato il Comune di Sezze nel sostegno alla sua agricoltura e nella gestione sostenibile dell’ambiente e del suo territorio. 


Sezze, 22 gennaio 2016

Nas: irregolare 1/3 dei cibi in commercio, serve l’etichetta
Nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle frodi nel settore alimentare, i Carabinieri dei Nas hanno presentato in Commissione Agricoltura del Senato il bilancio degli ultimi tre anni di attività. I finti oli extravergine di oliva, le mozzarelle con cagliate straniere, il pane al carbone vegetale, le conserve di pomodoro cinesi, il pesce avariato, sono alcune delle frodi smascherate nei circa 120.000 controlli su prodotti alimentari effettuati dai Nas in tre anni, dai quali sono emerse annualmente tra il 33% e 34% di non conformità. 
Gli ottimi risultati raggiunti dai Nas, confermano la necessità di tenere alta la guardia e di procedere ad un aggiornamento delle norme attuali, risalenti anche agli inizi del 1900, attraverso un’articolata operazione di riordino ed adeguamento degli strumenti esistenti, in un contesto di criminalità organizzata che sta esponendo a continui pericoli la salute delle persone. 
E’ necessario quindi, secondo Coldiretti, lavorare sulla tracciabilità e sulla trasparenza dal campo alla tavola, con l’indicazione obbligatoria della provenienza degli alimenti, come chiede la gran parte degli italiani. Infatti, quasi la metà della spesa è anonima, per colpa della contraddittoria normativa comunitaria, che obbliga a indicare la provenienza nelle etichette per la carne bovina ma non per i prosciutti, per l’ortofrutta fresca ma non per quella trasformata, per le uova ma non per i formaggi, per il miele ma non per il latte. Il risultato è che gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani ma provenienti da maiali allevati all'estero, tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza alcuna indicazione in etichetta, come pure la metà delle mozzarelle. 

Una mozzarella su quattro in vendita in Italia non è ottenuta direttamente dal latte, ma da semilavorati industriali, chiamati “cagliate “, provenienti dall’estero senza alcuna indicazione in etichetta, cosicché basta trasformare sul suolo italiano le cagliate in mozzarelle per potervi legalmente appiccicare l’etichetta “made in Italy”. 
L’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali rendono ancora più pericolose le frodi agroalimentari, che per questo vanno perseguite con un sistema punitivo più adeguato.

anno 2016