AGRICOLTURA DA SALVARE

          a cura di Vittorio Del Duca

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Salviamo la nostra risorsa principale


Sezze, 21 gennaio 2017

Trasferito l'ufficio ex UMA di Sezze Scalo

Gli agricoltori protestano per la scelta infelice di effettuare il trasloco nel periodo di inizio anno, quando è maggiore l’affluenza dell’utenza.
Per i non addetti ai lavori, l’ex Uma di Sezze è l’ufficio comunale, capofila anche per i Comuni di Bassiano e Sermoneta, che si interessa dell’assegnazione dei carburanti agevolati alle aziende agricole, oltre che delle certificazioni per la piccola proprietà contadina e rilascio delle autorizzazioni per i vivai. Anche se era da diverso tempo nell’aria, la scelta di trasferire l’ufficio dal Centro Sociale di Sezze Scalo ai locali dell’ ex Colonia Agricola Pontina, cade nel periodo peggiore, quando lunghe code di agricoltori sono giornalmente in fila per le assegnazioni carburanti del nuovo anno, senza le quali non è possibile fare i rifornimenti. 
È di oggi la notizia che, a causa del trasferimento, l’ufficio resterà chiuso per una settimana. Tanto è il tempo stimato per il trasloco e la sistemazione di scaffalature e fascicoli. 

A nulla sono valsi i tentativi di Coldiretti Latina e della Sezione di Sezze per ottenere una proroga di qualche mese, le autorità comunali non hanno nemmeno risposto alla richiesta di un incontro per definire il caso. Così, un gruppo di politici nostrani, per favorire i canti e le danze delle cicale del centro sociale, in cambio di qualche voto alle prossime elezioni, hanno avuto la meglio sulle laboriose formiche dell’agricoltura, che da circa venti anni occupavano una piccola stanza dell’immenso stabile di via Puglie, senza arrecare disturbo alcuno. 
Sono false le notizie apparse sui giornali, secondo le quali le aziende agricole si sono dichiarate per il trasferimento, mentre è invece forte la preoccupazione per la qualità del servizio che verrà fornito nella nuova sede. 
Sotto accusa i collegamenti internet, indispensabili all’espletamento delle pratiche, in quanto nei nuovi locali non esiste la linea fissa ma solo collegamenti wi fi con antenna collegata con il Comune. Non di meno il timore di ladri e vandali, notoriamente in agguato in tutti i luoghi isolati. Tutti fattori che fanno temere rallentamenti del servizio ad una utenza che invece ha l’esigenza di muoversi con rapidità, perché i tempi dell’agricoltura mal si conciliano con i rallentamenti e gli intoppi burocratici. 


Sezze, 12 gennaio 2017

Una volta al mercato delle "carcioffole"

Il giorno di Pasquetta era l’occasione per una scampagnata al campo di carciofi con la famiglia e gli amici

Il mercato stagionale dei carciofi era anche la piazza dove i nostri padri si scambiavano informazioni ed opinioni. Una volta, non ricordo bene se nel 1991 o 1992, mentre il mercato dei carciofi languiva in un piazzale brecciato dello Scalo, si parlava del consolidamento del processo di libero scambio del Mercato Comune Europeo, voluto dal trattato di Mastrich, che sarebbe dovuto gradualmente entrare in vigore da lì a qualche anno. I contadini di Sezze, già provati dai precedenti delle quote comunitarie, che imponevano all’Italia di non produrre generi alimentari per consumare le eccedenze prodotte dagli altri Stati, erano tutti concordi nel dire  “ Mò sémo finito di campà “.

A distanza di venticinque anni, come dargli torto!  E’ a tutti noto infatti, che i politici che abbiamo mandato al Parlamento europeo hanno svenduto l’Agricoltura italiana per interessi industriali o per altri che non erano certamente i nostri. 

Oggi ci ritroviamo senza Agricoltura e senza Industria e con un marea incontenibile di disoccupati, ai quali dobbiamo aggiungere i migranti.

L'economia di Sezze, che da sempre si è basata sull’Agricoltura, è arretrata, ed il mercato globale sta facendo il resto. Può durare tutto questo? 

Come sarebbe oggi un’ Italia senza l’Europa? La risposta sta solo nelle ipotesi, mentre resta il fatto che per inseguire gli interessi di pochi, abbiamo commesso l’errore madornale di trascurare le nostre risorse storiche: l’Agricoltura, le sue eccellenze, il paesaggio, i beni artistici e monumentali.

Non è mai troppo tardi, ma a tutt’oggi non si vede ancora un’inversione di tendenza. Errare è umano ma perseverare è diabolico.

anno 2017