AGRICOLTURA DA SALVARE

          a cura di Vittorio Del Duca

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Salviamo la nostra risorsa principale


Sezze, 20 maggio 2018
Sovranità alimentare ed etichetta d’origine, ecco il contratto Lega-M5S

Sovranità alimentare per l'agricoltura, etichettatura di origine obbligatoria, riforma della Pac, nuovo approccio nei trattati di libero scambio, voucher e stop sanzioni Russia. Sono i punti chiave della “parte agricola” della bozza di Contratto gialloverde, l’accordo programmatico che dovrebbe fungere da base per il nuovo Governo a guida Lega-M5S, divulgato dall'Huffington post.

Nel documento si ricorda che il settore primario è “uno dei più promettenti dell’economia” anche se è da tempo “impegnato a sopravvivere alla competizione globale dei mercati”. L’obiettivo è dunque “una nuova presenza a Bruxelles per riformare la Pac”, integrando le “misure di sostegno, specie quelle dello sviluppo rurale con interventi per realizzare obiettivi di interesse generale quali la tutela del paesaggio, la difesa degli assetti idrogeologici, la sicurezza alimentare”.

Il contratto gialloverde impegna dunque a “difendere la sovranità alimentare dell’Italia e tutelare le eccellenze del made in Italy” condizionando le scelte all’interno della prossima riforma della Politica agricola comune, anche mettendo in campo strumenti per garantire trasparenza ed efficienza nell'erogazione dei fondi Pac da parte delle Regioni.

E’ inoltre prioritario, per Lega-M5S adottare un sistema di etichettatura d’origine corretto e trasparente che garantisca una maggiore tutela dei consumatori.

Altro punto forte del contratto è un “nuovo approccio europeo nei trattati di libero scambio con i paesi terzi”, che dovranno essere ratificati dagli Stati membri ed esaminati dai parlamenti nazionali.

Ma un pilastro dell’azione del prossimo governo sarà anche “la riforma dell’Agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura (Agea) e del Siam il Sistema informativo unificato di servizi”. Ma il contratto gialloverde prevede altri temi di interesse agricolo, a partire dal capitolo sul ritiro delle sanzioni alla Russia, che hanno causato l’embargo di Putin sui prodotto agroalimentari europei, compresi quelli italiani.

In agenda anche il ritorno dei voucher lavoro, nati per il settore agricolo, la cui cancellazione “ha creato non pochi disagi ai tanti settori per i quali questo mezzo di pagamento rappresenta uno strumento indispensabile”.


Sezze, 21 gennaio 2018

Questa non è l'Europa che sognavamo

Dopo il Ceta arriva il Mercosur e l’agricoltura italiana torna ad essere merce di scambio per accordi internazionali che danneggeranno gravemente le imprese agricole e le produzioni Made in Italy. A denunciarlo è la Coldiretti in riferimento al negoziato commerciale che l’Unione Europea ha intrapreso con i Paesi del mercato comune dell'America meridionale di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay, oltre al Venezuela (che non rientra però nel patto). 

Lintenzione sarebbe di chiudere l’intesa entro il prossimo mese di marzo ma sono diversi i dubbi sull’impatto del trattato su alcuni settori cardine dell’agroalimentare tricolore. Non a caso Coldiretti ha chiesto alle ultime riunioni sui tavoli dei Ministeri delle Politiche agricole e dello Svilupo economico di evitare accelerazioni repentine su posizioni non condivise, visti i tanti aspetti che rimangono da chiarire.

A preoccupare è, tra i vari punti, l’apertura all’arrivo a dazio zero in Europa di grandi quantitativi di carne bovina dai paesi sudamericani. Si parla di un contingente di 70mila tonnellate che potrebbe aumentare a 100/130mila tonnellate. Ciò implica una concorrenza sleale nei confronti degli allevatori italiani e un abbassamento della qualità per i consumatori, considerato che l’86% della carne importata dall’Ue già proviene dalla Paesi Mercosur che non rispettano gli standard produttivi e di tracciabilità oggi vigenti in Italia e nel Vecchio Continente.

Lo stesso discorso vale per il riso, dove il contingente tariffario sarebbe di 45mila tonnellate, ma anche gli agrumi, specie considerando le problematiche fitosanitarie dei prodotti provenienti da Paesi Mercosur contaminati da Black-spot o Macchia nera.

Ma preoccupa anche il discorso della protezione delle indicazioni geografiche e della lotta al fenomeno dell’italian sounding in paesi come quelli sudamericani, in cui la produzione di cibo che richiama all’Italia o ne storpia le principali specialità è particolarmente fiorente.

Decisamente più ridotti i vantaggi per l’export agroalimentare Made in Italy. La liberalizzazione riguarderebbe vini, sughi, marmellate, conserve di frutta, olio d’oliva ma non pasta, formaggi, aceti, pomodori preparati. E anche laddove c’è il semaforo verde, come nel caso del vino, il potenziale dell’export resterebbe in ogni caso limitato a causa di un accordo interno dei Paesi Mercosur che favorisce i prodotti di Cile ed Argentina.


Sezze, 20 ottobre 2017

Ritorna a Sezze il mercato di Campagna Amica

La nuova Amministrazione comunale, nel segno della continuità  con il passato, ha firmato la delibera che autorizza il Mercato di Campagna Amica di Coldiretti alla vendita dei propri prodotti presso la rotatoria di viale Marconi – Piagge Marine. Il primo appuntamento è fissato per giovedì 26 ottobre. L’accordo Comune- Coldiretti prevede un incontro mensile sperimentale nel Centro storico, a P.za Regina Margherita (San Pietro) anziché in viale Marconi, con lo scopo di rivitalizzare il centro.  E’ prevista, in aggiunta, una graduale estensione del Mercato alle periferie (Sezze – Scalo, Colli, ecc) e la partecipazione ad importanti eventi del paese. Coldiretti, dal canto suo, sta  lavorando per ampliare la gamma dei prodotti offerti in vendita, con l’obiettivo minimo di raddoppiare il numero dei gazebi.

Attaverso la Fondazione Campagna Amica, Coldiretti promuove una vera e propria rivoluzione culturale, cambiando il modo di fare la spesa e, conseguentemente,  il rapporto con il cibo di tutti quei cittadini che hanno scelto di acquistare regolarmente dagli agricoltori, privilegiando i concetti di stagionalità, sicurezza, legame con il territorio, riscoprendo valori forti quali la fiducia, le relazioni umane, la conoscenza e finanche il gesto di un semplice sorriso o una stretta di mano.

Un’operazione la cui riuscita era tutt’altro che scontata, tanto più in un periodo di  crisi e di calo dei consumi, ma che ha portato oggi il brand Campagna Amica a diventare per il consumatore sinonimo di buon cibo italiano, sano e di qualità. Un valore immateriale prezioso che le nostre aziende accreditate possono spendere sul mercato con legittimo orgoglio. 
E’ un nuovo protagonismo agricolo in quelle filiere produttive che da troppe stagioni sono finite in mani sbagliate, spesso con gravi danni di immagine per il made in Italy a tavola. Queste filiere le stiamo riportando nelle mani giuste. Le nostre!

Gli agricoltori di Campagna Amica attendono quindi tutti i cittadini consumatori all’appuntamento di giovedì 26 Ottobre per offrire il meglio delle produzioni locali: cibi freschi e genuini a Km zero, che fanno bene alla salute e all’ambiente, ottimi prodotti di stagione rigorosamente in filiera corta. 

I mercati di Campagna Amica non sono solo l’appuntamento per una spesa di qualità ma  anche un modo  per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza di un’alimentazione sana e di uno stile di vita corretto e consapevole. 

 

anno 2018